Pillola tre: “Dog Kane”, di Kuiry.

La copertina di Dog Kane numero uno.
La copertina di Dog Kane numero uno.

Nel comprare il primo volume di Dog Kane una cosa mi è subito saltata all’occhio, e cioè la grande professionalità con la quale esso è stato realizzato, impaginato e progettato graficamente. Kuiry, il suo autore, si è affidato soltanto a una ditta per la stampa. E per tutto il resto ha provveduto da solo, dando vita a un fumettto davvero sorprendente in quanto a efficacia grafica.

E sorprendente – ma in fondo coerente con il protagonista del fumetto – è anche la scelta di Kuiry di non cercare “scappatoie” o “vie di mezzo”: Dog Kane 1 è un cartonato francese di grande formato con 50 pagine a colori, come quelli che si vedevano una volta. Il tutto per la misera cifra di dodici euro.

Anche questo prezzo, ragionandoci al volo, ha i suoi motivi per stupire. Cinquanta pagine, colori, formato francese, in un perfetto albo cartonato con copertina rigida, prodotto da una singola persona che non credo possa sperare in sconti particolari, a soli dodici euro? E’ un prezzo davvero interessante. Certo, a parte la ditta che lo ha stampato non c’è stato bisogno di pagare nessuno (tranne l’autore, ovvio), e credo che questo abbia inciso moltissimo; ma penso che un prodotto simile sia da prendere esempio. Non per criticare gli editori, assolutamente; bensì come testimonianza importante per chi vorrebbe autoprodursi ma non ne ha il coraggio: se una singola persona è in grado di creare un prodotto assolutamente identico a quello che può uscire dalle grafiche della Soleil,  della Dargaud,  della Casterman o di qualsiasi altro colosso editoriale francese, e per di più a un prezzo minore, allora forse è il caso che diate una chance anche al vostro fumetto.

(Ovviamente questo vostro fumetto dovrebbe essere anche accattivante, interessante, ben disegnato, con una bella storia e dei contenuti per sperare di essere venduto. Ma questo è un altro discorso…)

Veniamo invece al protagonista: Dog Kane è un investigatore privato che si muove nei classicissimi scenari dell’America degli anni ’50, quella tanto cara a scrittori come Chandler e altri maestri del noir, i quali sono sicuramente stati una delle influenze dell’autore. Kane, come tutti i detective che (non) si rispettino, ha degli assistenti più o meno dotati, un ufficio con lo schedario, pochi soldi e una pistola. Ma ha anche qualcosa in più, e per descriverlo non posso che usare le parole con le quali il suo autore lo racconta in quarta di copertina:

Dog Kane è un investigatore privato. Difficile dire perché.

Non sembra guadagnarci molto e non sembra neanche particolarmente convinto dell’importanza della sua missione, il suo passato non nasconde avvenimenti oscuri e non ha vendette da compiere.

A prima vista non sembra neanche particolarmente dotato: non è grosso, non dice frasi argute, ha una certa tendenza a distrarsi.

Duro per forza, cinico per professione e romantico per passione, si sforza di aderire ad uno stereotipo di detective che gli fornisca una certa credibilità: ufficio con scritta smerigliata sul vetro della porta, saletta d’aspetto, schedario, pistola, piccolo monolocale attiguo.

Di fondo appare inquieto, a tratti incostante, sembra muoversi un po’ a caso, come in cerca di qualcosa, o forse vuole semplicemente nascondersi, con quegli occhiali neri perennemente sul naso, da un esistenza banale.

Niente segretaria (purtroppo) ma due assistenti part-time: Elwood Jackson e Charlie Wong.

 

Ecco qui: un intero personaggio riassunto alla perfezione in poche righe. Già da questo si evince la cura con la quale Kuiry ha visualizzato nella sua testa il suo eroe, e il tentativo di rifarsi ai classici e nello stesso tempo distanziarsene cercando una “terza via”, una strada personale.

Titoli di testa per Dog Kane in perfetto stile cinematografico.
Titoli di testa per Dog Kane in perfetto stile cinematografico.

Dog Kane è un detective, e quindi di discendenza diretta Chandleriana, come già abbiamo detto. Ma è anche un animale antropomorfo, secondo una tradizione che si rifà direttamente a Walt Disney in persona, e che ha grande successo ancora oggi (basta pensare alle bellissime storie di Blacksad, o anche al nostrano Ratman). In questo senso, Kuiry si rivela anche un precursore, in quanto nelle note annesse alle storie racconta che l’idea gli venne nel 1989, nel tentativo di “contaminare un disegno alla Disney con delle situazioni e tematiche da libro giallo e con qualche concessione all’introspezione”. Che poi DK sia un suo sogno, una proiezione del suo ego, il ritratto di qualche eroe della gioventù, non ci interessa e non vogliamo saperlo. A noi interessano le storie, e le storie ci sono, e sono (guarda un po’) interessanti.

E quindi, visto che siamo in argomento, come sono le storie? Belle, eleganti nello stile di scrittura e nel segno (una “linea chiara” molto franco/belga, elegante e semplice, “old school”, che piacerà agli appassionati di quel genere di fumetti). Le avventure di DK sono brevi ma non semplicistiche, con alcune splendide soluzioni grafiche che si rifanno al cinema  e che nello stesso tempo sfruttano con coscienza e originalità le possibilità offerte dal media fumetto, con delle aperture affascinanti, e con un inaspettato umorismo. La seconda è addirittura un omaggio a Bonvi e al suo Nick Carter, del quale rievoca la struttura sempre uguale delle puntate, mentre la prima è una classica (ma non del tutto) storia noir con due ottime tavole iniziali. Ogni storia è ulteriormente impreziosita dalla sua copertina, e da corpose note dell’autore che ne rievocano la nascita e gli obiettivi. C’è anche spazio per dei racconti, e per il preview dell’albo successivo.

Una tavola di Dog Kane, perfetto esempio di stile europeo.
Una tavola di Dog Kane, perfetto esempio di stile europeo.

Se proprio dobbiamo trovare un difetto a tutto questo ben di Dio, è forse il fatto che di materiale ce n’è fin troppo… ma paradossalmente i tanti racconti brevi, i diversi modi di raccontarli, le tante copertine e illustrazioni non fanno le veci di un racconto intero. Il risultato è che più di un numero Uno si ha l’impressione di aver letto un numero Zero, una presentazione degli attori e delle ambientazioni; e quando uscirà un numero due credo che dovrebbe assolutamente contenere un’unica storia lunga, corposa, della quale questi brevi prologhi hanno fornito solamente la traccia.

Parlando anche dei racconti in prosa, c’è da dire che non tutto è perfetto. Ma è logico: Chandler non ci si inventa: bisogna esserlo, oppure non lo si è. Ugualmente, qualche limatura, qualche punto in più e qualche virgola in meno avrebbero giovato. E andrebbero riviste certe chiusure di periodo, che dopo aver evocato una ricca atmosfera noir a volte finiscono di botto, come implodendo su loro stesse, in maniera troppo repentina.

A parte questo, però, la lettura di Dog Kane stupisce e diverte per numerosi motivi, e affascina per la cura grafica con la quale OGNI pagina del fumetto è stata composta.  Ci sono fumetti a mezza tinta e a colori, illustrazioni, copertine, note esplicative, schizzi di prova, collegamenti multimediali, fotografie, racconti… ogni pagina è usata al massimo, come davvero raramente ho visto fare. Se poi, come ho fatto io, passerete a visitare il sito di Kuiry potrete trovare moltissime cose in più: le storie tradotte in inglese e in francese, la statua portacellulare che ritrae DK, il video trailer del progetto “Storie dall’Archivio” (le storie sono disponibili su Amazon), illustrazioni, il piccolo DK da ritagliare e assemblare, la pagina Facebook e Twitter, il blog di DK e addirittura un sondaggio per i lettori.

C'è addirittura il "vero" studio di Dog Kane, con tanto di macchina da scrivere Olivetti "Lettera 22" originale.
Esiste addirittura, da qualche parte, il “vero” studio di Dog Kane, con tanto di macchina da scrivere Olivetti “Lettera 22” originale, carta intestata e immancabili libri gialli dell’epoca.

Insomma, credo che chiunque voglia mettere in piedi un progetto a fumetti dovrebbe prendere spunto, oltre che dalla grande tecnica narrativa, dalla cura totale che Kuiry ha messo nel creare il suo personaggio e il suo mondo, e l’accuratezza con la quale ne ha sviscerato ogni sfumatura. Complimenti: ottima prova.


UN PREGIO: la cura dell’albo e del personaggio in ogni suo aspetto

UN DIFETTO: lo stile dei racconti non sempre perfetto


CHI COSA COME: “Dog Kane” volume uno è un albo cartonato a colori di 50 pagine.

La pagina dell’autore: http://www.kuiry.com/dk/dogkane.php

Il blog di Dog Kane: http://www.dogkane.com/tag/dog-kane/

Dog Kane su Amazon:http://www.amazon.it/Dog-Kane-1-Francesco-Gaggia/dp/8890823119/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1416394536&sr=8-2&keywords=dog+kane


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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