Pillola sette: “Balthazar l’implacabile”, di Sidoti & Berretta.

La cover di "Balthazar l'implacabile" volume 1

La cover di “Balthazar l’implacabile” volume 1

Le prime cose che balzano agli occhi riguardo a Balthazar l’implacabile sono sicuramente la solidità del progetto e la convinzione con la quali i suoi autori – Alessando Sidoti ai testi e Rossana Berretta ai disegni – hanno saputo metterlo insieme, strutturarlo e sostenerlo, grazie anche a una promozione concreta, precisa e a tutto tondo, dalla quale prendere esempio.

Di Balthazar sono stati già progettati DIECI volumi di grande formato (A4), brossurati, di 98 pagine, disponibili sia in italiano che in inglese, e diffusi anche all’estero (con gli autori che partecipano a fiere che si svolgono fuori dal nostro paese). Di Baltha esiste un sito pieno di informazioni, pagine su Facebook, Tumblr etc; e oltre ai volumi è possibile acquistare stampe a colori e in bianco e nero, taccuini e segnalibri, sia tramite il sito sia attraverso una mini rete distributiva che si appoggia a fumetterie e negozi come Caos A.D. Bravi: se artisti non ci si può improvvisare, non ci si può nemmeno inventare bravi venditori, e non è da tutti saper ricoprire con cognizione di causa ruoli così disparati.

Tanto per dirne una: Rossana Berretta, quando ha saputo che cercavo titoli di fumetti di autori italiani da comprare a Lucca ha immediatamente pubblicizzato il suo Balthazar, offrendomi una dedica personalizzata e addirittura uno sconto senza che io glielo avessi richiesto. Lei non era presente alla fiera, ma non è stato un problema neppure questo: tramite la sua mini distribuzione l’albo mi è stato recapitato lì, imbustato e con disegno pronto, facendomi risparmiare anche le spese di una eventuale spedizione.

Certo, raggiungere l’Area Games di Lucca di sabato pomeriggio è stata un’impresa più che epica che non auguro a nessuno, durante la quale ho rischiato più volte la vita, ma il comportamento di Rossana è stato davvero un esempio di professionalità che mi ha colpito molto. Sapersi promuovere è molto importante, soprattutto al giorno d’oggi, in cui spesso gli autori sono costretti a improvvisarsi editori di loro stessi all’interno di un panorama che spesso offre loro poca visibilità e scarso interesse.

(e, tra parentesi, quando ho aperto questa pagina Rossana è stata la prima a propormi un’illustrazione omaggio, godendo quindi della – piccola, ma presente – pubblicità che le ho fatto)

Comunque, veniamo al fumetto vero e proprio. L’opera, come ho detto, è composta di dieci volumi, i quali formeranno una lunga saga completa. Finora ne sono usciti due, e il terzo è già per strada. Io mi sono limitato a comprare il primo, per dare un assaggio, e devo dire di aver apprezzato l’opera, nonostante, ahimè, questa prima puntata non si possa dire completamente riuscita, e il fumetto non si possa ancora considerare al 100% professionale. In effetti, sebbene Balthazar numero uno abbia dei gran pregi, tra i quali una trama densa di avvenimenti, un protagonista molto significativo, e grandi possibilità di sviluppo, questo primo albo soffre un po’, a causa di alcuni difetti che ho rilevato.

Ne parlerò in breve qui, insieme agli altri spunti positivi. Ma attenzione: non per fare sfoggio di bravura o per farmi bello a spese degli autori (fare della inutile ironia su un fumetto cercando di far vedere quanto si è arguti è in assoluto il PEGGIOR MODO di far critica), quanto piuttosto per segnalare degli errori in cui qualsiasi fumettista può incappare quando progetta/scrive un fumetto.

baltha2

L’implacabile in persona

Iniziamo però da una nota lieta, e cioè dal protagonista, che è uno dei punti forti dell’opera: Balthazar è un cacciatore di demoni/vampiri/mostri fornito di poteri occulti che usa a suo quasi esclusivo vantaggio. Come ben dice il suo creatore, non è un eroe, e non pretende di esserlo. Anzi, in alcuni casi è più fetente dei mostri che caccia. Non segue percorsi ben definiti, le sue origini sono avvolte nel mistero (pare risalgano addirittura al Medioevo) e al posto della solita spalla ha un “fedele compagno” tascabile, cioè un’antica pistola imbevuta di poteri arcani, all’interno della quale vive Faust, uno spirito che sembra saperla lunga e col quale Baltha può parlare.

Baltha è cattivo per necessità, e buono per caso. In cerca di vendetta personale, disposto a giocarsi l’anima pur di ottenerla, è “costretto” a fare l’eroe più per convenienza che per vocazione, e solo quando questo non interferisce con i suoi obiettivi. Forze arcane giocano con lui, ci sono segreti e misteri legati al suo passato, e tante cose non dette. Baltha usa i poteri che gli sono stati concessi adoperandoli al massimo, da scavezzacollo, rischiando la sua stessa vita, al punto da non esitare a disobbedire ai suoi stessi “padroni” che in effetti, pare sopportare a fatica. preferendo mettere se stesso e le proprie ossessioni sopra ogni cosa.

baltha3

Ancora Balthazar in una bella illustrazione

Da tutto questo si evince che Balthazar è un personaggio dal forte potenziale, ben caratterizzato (anche visivamente: molto bello il suo guanto/artiglio) e che porta a un livello ancora più estremo l’immagine dell’ “antieroe” che spesso vediamo nei fumetti. Basta pensare al fatto che in questo primo numero i “terribili mostri” sono esseri ricchi e potenti, del tutto integrati nella nostra società, in alcuni casi anche degli esempi positivi e amati… mentre il Baltha è un poveraccio che dorme nei vicoli; lacero, antipatico e odiato. Qualcuno ha presente quei “cattivi” che però durante una storia finiscono per comportarsi bene, e sbuffano un po’ ma poi sono i primi ad aiutare i loro compagni? Bene: Baltha è l’esatto opposto. Non aiuta, non scende a patti, non si pente, non ragiona. E’ la vera “mina vagante”, il soldato al quale il generale si pente di aver dato un fucile.

Da una caratterizzazione simile possono scaturire molte sottotrame interessanti, e spero che i due autori punteranno su questo elemento, creando un personaggio tragico, condannato a combattere, a perdere ma a continuare a lottare. In questo modo, Baltha potrà dare il meglio di sé.

baltha4

Una tavola d’azione. Come sempre, il nostro “eroe” ha la peggio.

Riguardo alla trama vera e propria non la riassumerò come fa qualcuno, perché preferisco lasciare quanti più margini di scoperta al lettore. Dirò solo che è molto ricca, forse troppo per 98 pagine, e di certo accontenterà che ci cerca una lettura d’azione ma anche sufficientemente complessa. Si combatte, certo, ma non solo. E ci sono non un solo nemico, ma due (o forse quattro, contando anche altri personaggi meno importanti… anzi, che dico? Forse i nemici sono SEI – il che per un numero uno non è male).

A una sorta di prologo molto “action”, in stile film americano, si aggiunge in seguito una trama più complessa, che sarà poi quella portante, insieme a tantissimi indizi riguardo il passato, il presente e il futuro del nostro eroe. Da dove vengono i suoi poteri? Quando li ha ricevuti? Chi si “nasconde” nella sua arma? E’ un alleato o un nemico? Chi sono i misteriosi esseri per i quali Baltha lavora? E come mai si ritiene ormai condannato? Sono tutte risposte che, spero, ci verranno date col tempo, e che al momento riescono ad arricchire molto questa prima storia. Molto… ma forse troppo. E veniamo quindi a illustrare i difetti.

1) LA CHIAREZZA: nel primo numero ci sono troppe cose date per scontate, nascoste o rivelate troppo tardi. A volte la narrazione non offre appigli al suo pubblico, il quale si trova catapultato nella storia senza capire bene cosa sta accadendo e perché. Il sospetto è di una non eccessiva dimestichezza con le tecniche del fumetto, ma ancheche lo sceneggiatore, pur avendo ben chiaro in testa ogni elemento della sua storia, si sia dimenticato di spiegarlo a chi legge. – pericolo dal quale voglio mettere in guardia chi è interessato a scrivere fumetti .

Per esempio, mi ci è voluto un po’ per capire che tipo di mostro fossero i nemici di Baltha, o per capire che Baltha assorbe le energie di chi uccide e può usarle in vari modi tra i quali ristorarsi. La cosa è complicata dal fatto che Baltha a volte è buono e a volte cattivo, e lo stesso i suoi nemici; e i poteri e gli obiettivi del nostro eroe non ci vengono raccontati subito e in modo chiaro, ma bisogna invece estrarli quasi con la forza da dialoghi a volte ermetici. Invece, la chiarezza è essenziale in un progetto così complesso: quando si progetta un fumetto bisogna SEMPRE considerare che chi legge NON PUO’ SAPERE cose che invece noi autori diamo per scontate. Ergo: ricordarsi di spiegare.

Questo non significa svelare TUTTI i segreti di un eroe, o fare “Spiegoni Bonelliani”. Bonelli in effetti esagera: quando i suoi personaggi cadono perché qualcuno gli ha sparato dicono “Oh, no! Mi hanno sparato al petto con una pistola a tamburo carica! Cado a terra ferito!”. Eppure non va mai dimenticato che il lettore non è nella testa dello scrittore, e quindi certe cose non può capirle se non gliele diciamo noi. Immaginate se Mary Shelley si fosse dimenticata, scrivendo “Il mostro di Frankenstein”, di dirci che il “cattivo” è un ex cadavere riportato alla vita dal Dottore, al quale da la colpa della sua sofferenza. Avremmo passato tutto il libro a domandarci “Ma quest’ometto chi è? Come mai è così forte e brutto? Perché nessuno lo vuole? E come mai ce l’ha tanto col dottor Frankenstein?”

Sempre per la stessa ragione, va evitato di frammentare troppo la linea narrativa.

2) LA PISTOLA: è interessante il fatto che Baltha parli con la sua pistola, la quale contiene un misterioso spirito (Faust). Peccato che in questo caso – data la scarsa quantità di informazioni offerte – i dialoghi a volte creano l’effetto opposto, escludendo il pubblico. Seguire certi discorsi tra i due è come sentire due signore che parlano della loro famiglia, che però noi non conosciamo. E oltretutto la presenza di una voce “onnipresente” in qualche scena crea un disturbo, un rallentamento del flusso narrativo. Ergo: va bene la spalla, ma occhio a non sovrapporla troppo all’eroe.

Con questo però non voglio assolutamente dire che Faust sia da buttare, anzi: consente di avere qualcuno col quale Baltha può parlare e confrontarsi, e quando questo viene fatto nel modo giusto la cosa funziona a dovere. C’è anche spazio per qualche battuta che alleggerisce il tono, e la pistola ha una sua utilità all’interno della storia. Quindi, promossa con riserva

3) SPECIFICHE TECNICHE: alcuni balloon sono invertiti, o trovano spazio nella tavola senza seguire l’ordine consequenziale di lettura. Sono stati infilati lì dove c’era posto, in maniera funzionale al disegno, mentre invece dovrebbe essere il contrario: deve essere il disegno ad adeguarsi al flusso della lettura.

In nessun modo si può sperare che il lettore capisca da solo quale balloon deve leggere per primo. Chi legge, legge per primo il testo che sta più in alto e più a sinistra, e poi i successivi. Modificare quell’ordine riesce solo a creare caos.

Altri problemi si hanno nello stacco tra una scena e l’altra, a volte decisamente repentino, e con la comprensibilità di alcune scene e alcuni dialoghi. C’è un’impressione di eccessiva fretta in alcune parti, e un tentativo di infilare nella storia troppo materiale. Il mondo di Baltha, e Baltha stesso, sono complessi, ma a volte questo è un handicap: dover spiegare tante cose, celarne altre, suggerirne altre ancora, crea un afflusso di informazioni da un lato troppo vaghe, e dall’altro troppo dense. Aggiungo anche che la costruzione della trama presenta qualche ingenuità di troppo, più da “amatori” che da professionisti. Questo non significa che non ci sia un pubblico in grado di apprezzarla in pieno, ma se siete lettori cosiddetti “impegnati” forse questa avventura con mostri, sparatorie e misteri medioevali non riuscirà a coinvolgervi troppo.

E qui la finisco coi difetti. Aggiungo solo che l’impressione che ne ho avuto non è stata quella di mancanza di talento o di coordinazione: il talento c’è, e l’universo di Baltha è complesso e ben congegnato. Il problema principale, credo, sono solamente una certa inesperienza che spesso sfugge a chi crea un fumetto, ma che viene percepita dal pubblico più “esperto”, diciamo così. Poco male: l’esperienza si fa, si cresce insieme ai propri lettori. Un balloon spostato si può sempre sistemare… mentre se le idee mancano nessuno ci può venire in soccorso.

Una bella tavola che inserisce la sottotrama legata al passato dell'eroe

Una bella tavola che inserisce la sottotrama legata al passato dell’eroe

In conclusione Balthazar è un albo promettente, con un universo e un protagonista complessi, e che offre un’oretta di sano intrattenimento. La lettura è interessante, anche se a tratti confusionaria, ma ricca di innumerevoli spunti che possono portare a buoni sviluppi futuri. Da quello che ho visto sono convinto che la saga, per ora assestatasi su un livello di ampia sufficienza, potrà solo migliorare, visto che ha le carte in regola. Già il fatto che gli autori stiano lavorando al terzo volume significa che l’interesse del pubblico c’è, e questa è un’ottima cosa. In più, certi problemi che ho evidenziato si rivelano solo a un occhio “esperto” (o, possiamo dire, a quello di un incontentabile come me). Infine, buoni i disegni, a tratti acerbi ma a tratti perfettamente riusciti (qualche problema con le scene di azione) e adatti al fumetto.

Il mio incoraggiamento agli autori è comunque quello di andare avanti. Il loro progetto è meritevole, e sicuramente riscuoterà il successo che merita. Non posso dire che al momento siamo ad alti livelli di eccellenza, e Baltha si “salverà” solo se riuscirà a perfezionarsi e a diventare professionale al 100%, ma già questo è un buon inizio, ottimo per quel che riguarda l’offerta concreta di pagine, formato e abbondanza di contenuti.

Concludo dicendo che il volume due, che ancora non ho letto, vedrà Baltha affrontare due impensabili nemici: gli attori di Twilight, che evidentemente sono vampiri veri che giocano a interpretare vampiri falsi e sbrilluccicanti. Ottima idea!

La cover del volume due

La cover del volume due


PREGI: protagonista negativo dalle grandi potenzialità, saga complessa e interessante, prodotto professionale e ben gestito.

DIFETTI: poca chiarezza in alcuni punti, ingenuità, problemi tecnici con i balloon e i cambi di scena.


CHI COSA COME: “Balthazar l’implacabile” volume 1 di 10, un fumetto di 98 pagine scritto da Alessandro Sidoti e disegnato da Rossana Berretta. Grande formato, brossura, bianco e nero. Per ogni altra informazione e per gli acquisti, ecco il SITO UFFICIALE


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...