Pillole per la memoria: come eravamo (3)

Ed ecco la terza parte della mia rievocazione dei fumetti italiani degli anni ’90, quelli che presto o tardi mi sono capitati per le mani.

Altri dieci, avanti col primo.

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1) PROFONDO ROSSO durò poco, era un ibrido con fumetti e articoli, tipo “Dario Argento presenta”, e mi pare ci fosse una giornalista biondina che compariva nelle storie insieme a un emulo di Freddy Krueger con tanto di guanti artigliati. C’erano anche le pubblicità di un negozio con lo stesso nome, aperto da Argento stesso, che mi pare voleva tirarne fuori un franchising, e usare il fumetto come metodo pubblicitario a basso costo. Non erano granché, sia il metodo di pubblicizzarsi sia il fumetto. E anche se io ero un grande appassionato di horror Profondo Rosso non mi piacque.

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2) Le storie de LA BIONDA erano apparse già in giro da qualche parte, credo su Comic Art. Comunque la Granata Press tentò di tirarne fuori un fumetto popolare, formato tascabile. Gli autori erano di tutto rispetto (La bionda era un personaggio di Saudelli, che apprezzavo, e che mi dispiaciuto ritrovare, poco convinto, su Dylan Dog), e le storie erano sufficientemente  buffe, con questa Bionda che era una sorta di implausibilissimo Diabolik in gonnella. O forse più una Gatta Ladra molto più comica. In quei tempi di beata innocenza, mi chiedevo come mai in ogni numero la Bionda finisse legata stretta, e stesse sempre coi piedi nudi al vento, sia lei che altri personaggi. Poi, approfondendo la figura del suo autore, scoprii che la sua era una vera e propria ossessione erotica, della quale permeava quasi tutte le sue storie. A me, che non sono mai stato un fanatico di donne legate o di piedini, la cosa non faceva ne caldo ne freddo. Eppure, piedi o non piedi, La Bionda lo conservo ancora, mentre ho rivenduto tantissima altra roba. Prima o poi dovrò rileggerlo.

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3) A Luigi Bernardi, fondatore della Granata Press, purtroppo scomparso da poco, bisognerebbe fare un monumento. E una delle ragioni – forse la più grande delle ragioni, per quel che mi riguarda – è proprio il fatto che fece arrivare nelle edicole NERO, forse una delle più belle riviste a fumetti che io abbia mai letto. Dire che era splendida, che era ottima, che era bellissima, è dire poco, tanto che a più di vent’anni dalla sua uscita non mi stanco di ripeterlo. C’erano dentro autori di grosso calibro come Rotundo, Valdambrini, Caracuzzo, Ferrandino ( sceneggiatore,uno dei grandissimi del fumetto italiano), Saudelli, Soldi e tanti altri. E le storie? Erano a dir poco prodigiose. L’intento ufficiale della rivista era di editare fumetti a puntate in stile “noir italiano”, storie di mazzate e misteri ambientate nell’Italia di oggi, e ciò che ne venne fuori furono dei fumetti adulti, duri, a volte ironici, attuali, originali, potenti, incisivi… insomma, stupendi. “Storia di Cani” di Ferrandino e Caracuzzo, fu anche raccolta in volume, e commuove per quanto è bella. C’era “Aquanera” di Settebagni/Saudelli, storia di questa donna annoiata, cattiva per noia: racconti di un nichilismo esasperante. C’era “Il Re”, che una versione adulta e spaventosa di Diabolik… C’è era un racconto speciale nel quale i cattivi dei fumetti si mettevano in società e radevano al suolo Roma (appariva anche il Joker) Insomma, cose folli, tra le quali il recupero dei vecchi personaggi del fumetto nero italiano come Kriminal, Sadik e gli altri. Praticamente, vent’anni fa, quello che ora riprova a fare la Mondadori col rilancio di Kriminal.

Cosa successe? Che ovviamente il pubblico si annoiò, e NERO chiuse. Per me fu un colpo al cuore, tanto che tutte le volte in cui sento la gente lamentarsi del fatto che non ci sono fumetti belli, che non ci sono fumetti originali, che in Italia gli editori fanno sempre la stessa roba, mi verrebbe da dire “guarda che i fumetti originali c’erano già vent’anni fa, solo che tu eri troppo occupato a comprare le solite cose per accorgertene”.

Il discorso è valido ancora oggi, anzi più che mai attuale.

Monumento per Luigi Bernardi.

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4) FULL MOON PROJECT fu una fucina di ottimi autori. In pratica quasi tutti quelli che poi passarono in Star su Lazarus Ledd, poi si misero “in proprio” creando Hammer, e infine andarono a finire tutti in Bonelli. Era una commedia horror un po’ grezza, ma sicuramente interessante, originale e anche spaventosa. Un prodotto sicuramente fatto da gente giovane, a tratti un po’ acerba, ma con le idee chiare e il talento necessario per portarle avanti. E’ inutile arrampicarsi sugli specchi: quando il talento c’è, si vede. Tutto il resto è roba che non può avere futuro. E a volte se lo ha è solo perché il pubblico è troppo stupido per accorgersene. Durò sette numeri, e si può rileggere anche oggi senza sentire troppo il peso degli anni che sono passati.

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5) Di RAY RUNNER ricordo solamente la copertina di Pino Rinaldi, che dopo la sua “misteriosa” e “clamorosa”, mai confermata né smentita, partenza/cacciata dalla Bonelli, trovò un po’ di lavoro facendo cover per fumetti come questi. Non saprei dire di cosa parlasse.

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6) In un periodo di sperimentazione, la Star Comics tentò nuove coraggiose strade editando CYBORG, rivista a fumetti diretta da Daniele Brolli, scritta e disegnata da tanti talenti nostrani, e che come tema aveva le correnti più recenti della fantascienza di quei tempi (leggi: il cyberpunk). C’erano dei begli articoli, e dei fumetti strani e dolorosamente belli, alcuni dei quali sono poi usciti in volume. Era un rivista difficile, senza compromessi, legata a un’epoca che non c’è più, piena di caos futurista e voglia di fare. Ovviamente, chiuse.

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7) Dunque, OSSIAN… Ossian era… un mago. Un mago moderno, mi pare. Con una nipote, mi pare. Il formato era tascabile, fu un’altra scommessa della Star Comics, e fallì. Non so dire se era per colpa delle storie, perché devo ammettere che non me le ricordo. Forse fu il formato che non piacque. O forse, semplicemente, la gente era distratta da altre cose. Sono certo che un altro mondo, in un altro tempo, avrebbe goduto di una diversa considerazione, e di maggiori possibilità. Ma siamo quello che siamo… Sarei curioso di rileggerlo.

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8) COBRA: non pervenuto. Penso di averlo tenuto in mano almeno una volta nella vita, ma non potrei giurarci. Era il tipico fumetto che anche il più tremendo appassionato guardava con aria di sufficienza. Chissà, magari era carino. Anche se, conoscendo i tempi, ci sarebbe da dubitarne. Immagino che nelle aste di Ebay ogni tanto salti fuori.

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9) ANGEL DARK lo disegnava un giovanissimo Nizzoli, che nelle primissime pagine cercava addirittura di rifare Magnus con uno stile comico, ma che poi aveva via via preso la sua strada. Le storie erano di violenza urbana standard, scritte da Max Bunker con tanta serietà, forse fin troppa. C’era una spruzzata di denuncia sociale (mi pare che AD fosse un giornalista) ma più che altro ricordo donnine e decapitazioni. Prodotto senza un perché.

anni90 (14)10) Quando i Kappa Boys, che avevano dato vita a tantissime testate manga Star Comics, decisero di mettersi a fare fumetto, MONDO NAIF fu quello che ne uscì fuori. C’erano – come al solito – dei talentuosi ragazzi giovani (tra cui Toffolo con i suoi Ragazzi Morti – non ricordo se Tre o Cinque) e le storie erano vagamente concatenate e ambientate in una moderna Italia giovanile, quella delle feste, degli universitari e degli amori sfigati. Durò pochi numeri, era una miniserie. La comprai e mi piacque. Ma rimase un pò così, senza un vero seguito, anche se i personaggi sono via via apparsi in altri contenitori prima di sparire per sempre. Progetto, come al solito, coraggioso, ma non del tutto apprezzato da quegli zucconi dei lettori.

(Fine terza puntata. Continua…)


Le immagini che compaiono sulla testata di questo blog sono state disegnate appositamente per noi da Kuiry ( www.kuiry.com ), autore della papera allo specchio, e da Stefano Bosi FioravantiErnest Egg ), autore del Lupo Mannaro di Mare. Potete vederle entrambe ricaricando questa pagina o passando a un’altra.  

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