Pillole per la memoria: come eravamo (4)

Quarta puntata della serie di articoli dedicata alla rievocazione dei fumetti italiani degli anni novanta. 

shokshok2shok3

1) RAGNO, MORGUE e EGON non furono gli unici tre fumetti del famoso/famigerato Shok Studio, ma furono quelli che mi capitarono per primi per le mani. L’idea di base era strana, bella e anarchica, e in effetti i fumetti Shok davano l’idea di essere gli apripista di una rivoluzione culturale. Un po’ come era successo in america, dove i disegnatori più moderni, dinamici e desiderosi di cambiare le regole si erano uniti fondando l’Image Comics, etichetta che aveva rivoluzionato il modo di fare e leggere fumetti. Beh, in Italia andò un po’ diversamente, e lo Shok Studio fu più che altro una meteora. Vi facevano parte talenti come Ponticelli, Orlandelli, il futuro Akab, Rosenzweig, Lavagna e sicuramente altri che non ricordo. I disegni erano di rottura, “cyberpunk”, anarchici, in un incrocio tra la Vertigo più folle e l’Image più “sporca”. Gli autori usavano Photoshop quando ancora il mondo non ne conosceva l’esistenza. E c’era un continuo tentativo di rovesciare le regole della morale.

Fu per questo che non mi appassionai troppo: si era ormai alla fine degli anni ’90, io una mia idea della vita e delle cose me l’ero fatta, e mi lasciavano un po’ indifferente eroi/storie/disegni “rivoluzionari” che mettevano il loro essere alternativi sopra ogni altra cosa. Sono dell’idea, infatti, che si può essere altrettanto rivoluzionari, anzi forse di più, raccontando la giornata del proprio cane, se lo si sa fare nel modo giusto. Quindi rimasi un po’ freddo; e aggiungendo a questo le poche pagine dei loro fumetti, e il costo elevato, ben presto abbandonai. Chissà, se potessi rileggerli ora forse cambierei idea.

L’unico altro ricordo che ho dei componenti dello Shok fu la notte che passammo insieme bevendo cappuccino alle 4 del mattino in pieno centro a Perugia insieme a Simon Bisley. Chissà se se lo ricordano anche loro.

anni90

2) SPRAYLIZ fu la prima vera serie del futuro autore bonelliano Luca Enoch, che conoscono praticamente tutti. Sprayliz parlava di una ragazza con la passione per i graffiti e con una sessualità vaga. Era infatti bisex, e devo dire che la cosa non mi appassionava. Ho sempre apprezzato, e apprezzo tuttora, le donne di Enoch e la loro spensierata e consapevole sessualità, ma in quel caso, come per Erinni, mi chiedevo come mai le eroine femminili dei fumetti dovessero essere per forza lesbiche o bisex. Cos’era, qualche fantasia infantile degli autori che prendeva piede? L’idea che mostrare donne omosessuali fosse rivoluzionario e segno di coraggio? Bah, a me non è mai piaciuto. Ma Enoch era Enoch, ci sapeva fare anche a quel tempo, le storie erano carine, il fumetto tutto italiano, l’ambientazione realistica e coinvolgente… insomma era davvero un buon prodotto. E ripensandoci ora posso dire con buona certezza che, tra tutte le donne gay o bisex, forse le uniche “sensate” e realistiche erano proprio quelle di Enoch. Sprayliz ebbe una vita editoriale travagliata: iniziò a puntate su L’Intrepido, poi passò in volume, poi lo prese la Star Comics per farne un altro dei suoi fumetti di formato “pocket”, poi chiuse, riaprì, non so. Comunque era semplice e divertente. Per una volta un fumetto che non fingeva di essere qualcos’altro ma era solamente ciò che amava essere. Promosso.

anni901

3) Altro tascabile star, altro prodotto d’autore – Marcello Toninelli – che non fece breccia nel cuore del pubblico e affondò. SHANNA SHOCK raccontava storie di avventurosa e comica fantascienza, con eroina femminile, spalla comica, nemici stravaganti e mondi assurdi; ma niente, il mix non poteva bastare. Era carino, ma chiuse senza lasciar troppi rimpianti. Devo dire che Toninelli mi è sempre stato simpatico, e apprezzavo quel suo segno “linea chiara”, ma dal mio punto di vista l’ho sempre veduto “ai margini” del fumetto. Spero per lui che abbia avuto una carriera soddisfacente, ma avrei voluto vederlo più al centro delle cose, magari a lavoro su qualche progetto importante.

anni902

4) SANTIAGO. Mah. Lessi il primo numero senza capircigranché. Ricordo infatti che sfogliai per almeno dieci volte le prime dieci pagine perchè non riuscivo a capire cosa stesse succedendo, e ricordo solo che a un certo punto il protagonista si metteva alla chitarra e cantava “siamo tutti nel rigagnolo, ma alcuni di noi guardano le stelle” (che per inciso è un aforisma di Oscar Wilde). Chissà come mai questa cosa mi è rimasta così impressa? Comunque, il fumetto mi pare fosse stato scritto da un tizio che per sua stessa ammissione NON leggeva fumetti, e mi pare anche che la cosa si vedeva. Non andai oltre il primo numero, non ricordo una parola, non lo rileggerei.

anni903

5) DARK SIDE fu uno dei pochi, pochissimi, quasi l’unico fumetto italiano con taglio americano che apprezzai. Aveva un costo elevatuccio, una trentina di pagine a numero (che per noi lettori abituati alle 98 bonelliane o agli albi americani Star con TRE storie U.s.a. erano davvero poche!), era a colori, e se devo dire la verità non me ne ricordo proprio la trama. Eppure se ripenso a lui (come si fa con le vecchie fidanzate) provo sentimenti positivi, il che nel mio caso equivale a un ottimo voto. Mi pare che i protagonisti fossero un gruppo di eroi, anzi di reietti tipo X-Men, insomma un gruppo di persone con dei poteri. E che fossero inseguiti da qualche nemico governativo o giù di lì. Ma sto azzardando. Comunque, caso rarissimo per quel che mi riguarda, ricordo che comprai tutti i numeri.

Ho scoperto solo ora che DS fu il fumetto nel quale esordì Roberto Recchioni, autore sia dei testi che dei disegni (credo). Ma guarda un po’. E’ uno di quei fumetti che mi piacerebbe rileggere, giusto per capire se ricordo bene o no.

anni904

6) Di VIDEOMAX lessi solo la prima avventura, che compariva a puntate all’interno di Fumetti d’Italia, rivista di critica dedicata ai fumetti che compravo con gran piacere, all’epoca in cui per capire qualcosa non c’era altra via che comprarsi cose simili. Era disegnato da Ambrosini con il suo inconfondibile stile, e il protagonista era un tizio a petto nudo con guanto di cuoio e frusta che viveva avventure tra l’irreale e il fantascientifico all’interno del mondo televisivo (non quello degli studi TV, proprio un’altra dimensione). Non era male, era sicuramente personale e accattivante, ma quando smisi di comprare Fd’I ne persi le tracce. Uscì poi in strisce, in albi, albetti, alboni, ma non lo comprai.

anni905

7) Il progetto EUROPA fu un’idea della neonata Marvel Italia, e fu il tentativo di lanciare una divisione italiana di supereroi. Uscì questa miniserie di 5 numeri con dentro due serie, una prodotta da autori italiani, e una da spagnoli (GEMINI & EUROFORCE). Il risultato, come quasi tutti si aspettavano, lasciava a desiderare. Non tanto per la qualità, in quanto sono sicuro che gli autori coinvolti ci misero tutto l’impegno possibile, ma per il fatto che in fin dei conti era un semplice scimmiottamento di personaggi, stili e temi che in quel periodo andavano per la maggiore. Questo è quello che succede sempre quando metti un fan ai posti di comando: partorisce un’opera che non è altro che un ricopiare (in senso buono) le cose che lo attizzano di più, col risultato di produrre un fumetto che è semplicemente derivativo, che non aggiunge niente, e che – come in questo caso – è semplicemente una pallida copia di un genere. La miniserie fu pubblicata ma non ebbe, credo, un gran riscontro di vendite, e fu presto dimenticata. Vale il discorso che ho già fatto: perché spendere per una stentata imitazione quando si può avere un ottimo originale? Però chissà, forse al giorno d’oggi ci si protrebbe riprovare…

anni906 anni907

8) Oltre ai supereroi italiani, ci fu anche chi pensò agli “spaghetti manga”. A produrli fu la Comic Art, ora fallita e strafallita (mi pare che Traini, il fondatore, sparì da un giorno all’altro, ma non ricordo più bene come andò), e mi pare fossero più di due, ma non riesco a ricordare bene. Le testate uscirono sotto l’etichetta “Spaghetti Manga“, che a me parve di cattivo gusto, e se non sbaglio una delle due era scritta da Domestici e disegnata da un giovane Recchioni. Mah, in questo caso vale quello che ho già detto per i comics italo-americani: perché prendere le copie quando gli originali sono fatti meglio? Non dico che l’operazione fosse da buttare, quindi – e infatti al giorno d’oggi ci sono una miriade di giovani autori italiani cresciuti coi manga che sanno crearne di perfetti – ma piuttosto che andava pensata meglio, e non affidata come sempre a giovani, esordienti o sconosciuti. Ma mi pare che in Italia questo vizio lo abbiamo sempre avuto.

anni9010anni908

9) SPLATTER e MOSTRI uscirono dopo il boom di Dylan Dog, ed erano un tentativo di pestare il pedale sull’acceleratore dell’horror, approfittando del successo che il genere viveva in quel periodo. Ma non erano propriamente una “copia”, in quanto i loro obiettivi erano molto diversi. Vi apparivano tantissimi autori di valore, che oggi sono quasi tutti in Bonelli, e non credo proprio che il loro scopo fosse quello di campre sul successo di DyD. Certo, ovviamente se uscirono fu solamente perchè il periodo lo permetteva, ma come riviste erano più che altro una sorta di “palestra”, un modo per questi autori di divertirsi e divertire, “osando” come non potevano fare sulle testate Bonelliane.

S &M si caratterizzavano per storie brevi piene di violenza e humor nero, nonché articoli sul horror e su squartamenti vari. Ne comprai due o tre numeri, ma non mi appassionai per nulla. Anche se fan dell’orrore, la violenza fisica ripetuta mi annoiò ben presto, e le storie erano troppo allegre, e troppo brevi, per lasciarmi qualcosa. Le giudicai una lettura troppo “leggera”, anche se devo ammettere che qualche scena molto violenta mi impressionò.

Le due testate comunque non durarono a lungo. Mi pare che Splatter cambiò formato, foliazione, infilò in mezzo anche fumetti americani, ma la cosa non bastò. Era figlio di un’epoca, figlio bastardo del successo di un altro, e passato l’attimo svanì insieme alla sua “sorella”.

anni909

10) Oltre a buttarsi sull’horror con Splatter e Mostri, l’editrice Acme si buttò anche sul comico, e pensare alle prime due riviste mi ha fatto venire in mente anche questa. C’erano autori grotteschi un pò assortiti. Disegni e Caviglia, che mi piacevano tantissimo, Talarico, che non mi ha mai detto granché, e Cavezzali, che non ho mai apprezzato. Mi pare ci fossero anche Lillo & Greg, ma forse mi sbaglio con qualche altra pubblicazione. Prodotto curato, autori rappresentativi (anche stranieri), ma mi sa che ormai il tempo delle riviste stava ormai per scadere.

(continua…)


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...