Pillola undici: “VOID”, di Corrirossi & AA.VV.

VOID1

Il progetto di cui voglio parlare oggi è nettamente diverso da tutti quelli che ho citato in precedenza su queste pagine, pur rifacendosi a basi comuni a ciascuno di loro. “VOID”, infatti, è un Motion Web Comic, cioè un prodotto che unisce due generi artistici, o forse tre: il fumetto, l’animazione e la musica. Il tutto con l’obiettivo di creare una storia disponibile gratuitamente in rete, e che ha tra i suoi maggiori pregi il fatto che, pur leggendosi come un fumetto, si può anche “guardare” come si fa con un film o un cartone animato.

In realtà, l’idea non è nuova: “fumetti animati” si sono già visti – in Italia come all’estero – fin dalla fine degli anni ’60. Basta pensare al nostrano Supergulp, programma televisivo che si basava totalmente su vignette rese  vagamente “in movimento”. La stessa cosa fece la Marvel in America, con i suoi supereroi, e continua a farlo tutt’ora con i fumetti della serie “Infinity”, studiati per essere letti su tablet o ipad. Gli stessi Motion Comics stanno oggi vivendo una sorta di “seconda giovinezza”, ora che le moderne tecnologie consentono di crearli senza eccessive difficoltà. Prodotti che un tempo erano il frutto di un lavoro lungo, certosino e soprattutto artigianale, sono divenuti prodotti di massa dal fascino un po’ retrò.

VOID si unisce a questa schiera sempre più folta presentandosi come il primo MWC (Motion Web Comic, appunto) italiano. Prova, inoltre, ad attualizzare/modificare alcuni dei vecchi concetti che sono alla base dei MWC, con l’obiettivo di diventare un prodotto quanto più possibile moderno e innovativo, senza però rinnegare la tradizione. VOID infatti non si dimentica di essere un fumetto, e lo fa adoperando degli elementi che normalmente costituiscono quella forma d’arte, come la scansione della storia in vignette (animate ma pur sempre tali) e l’uso di dialoghi scritti all’interno di normalissimi balloon.

Il risultato è un fumetto di fantascienza di certo affascinante, composto da brevissimi filmati nei quali le vignette si caricano una dopo l’altra – e spesso si modificano – seguendo il senso della lettura, con in sottofondo effetti sonori e musiche scritte appositamente. Ciò che si ottiene da ogni filmato è dunque una vera e propria “pagina virtuale”, che si modifica di secondo in secondo fino a raggiungere una sua forma finale (in molti casi davvero originale nella composizione e nelle trovate grafiche) e che è sicuramente uno degli elementi migliori di questo fumetto.

E’ ancora presto però per dire in che direzione andrà la storia: di VOID è stato pubblicato solamente il primo capitolo, composto di una decina di pagine/filmati, nel quale vediamo solo un presunto “cattivo” in fuga, e la protagonista della storia (che si chiama proprio Void e fa parte della PDCT, la Polizia Doganale per il Controllo dei Teletrasporti) che gli sta dando la caccia, finendo però per trovarsi davanti a una sorpresa davvero inaspettata. E qui chiudo, perché la prima parte termina proprio in questo punto.

Va però dato un accenno all’interessante Roma del 2999 che è l’ambientazione della storia, e che è composta da due livelli. Il primo è quello che conosciamo anche noi, con i monumenti e i palazzi storici. Mentre il secondo, più moderno, è sospeso in aria grazie a una pavimentazione elettromagnetica chiamata DigiFloor, che permette di sviluppare un secondo piano urbano sopra a quello classico.

Una bella "pagina" che ci mostra anche i due livelli della Roma del futuro

Una bella “pagina” che ci mostra anche i due livelli della Roma del futuro

Si può dire che VOID sia un prodotto ben riuscito? Beh, certamente sì, se si considera lo sforzo organizzativo che è stato necessario per metterlo in piedi, e se si pensa alla fusione delle varie forme di comunicazione che sono state necessarie per dargli vita. Da questo punto di vista, VOID rappresenta senza ombra di dubbio un precursore per quanto riguarda il panorama attuale italiano.

Da quanto ho letto in giro, presto verrà addirittura messo in piedi un crowdfunding che mirerà alla produzione della versione cartacea di VOID, alla creazione di romanzi, app, dvd e quant’altro. Il tutto, secondo le intenzioni degli autori, per riuscire a mantenere il fumetto (anzi, il MWC) gratuito e disponibile a tutti. Cosa, a mio parere, molto meritevole.

L’approccio al tema mi piace, e credo che il progetto sia valido. Spero anche che la storia (in fondo l’unica cosa che conta veramente nel lungo periodo) si riveli interessante, spingendo così il pubblico a continuare a sostenere l’opera. Ho detto e ripetuto più volte che al giorno d’oggi ci sono tanti fumettisti che – pur lavorando in proprio – hanno lo stesso talento (e a volte anche di più) di coloro che sono sotto contratto presso editori grandi e piccoli. Per cui ritengo che, per gente come loro, il fatto di poter lavorare senza alcun tipo di “paletto” sia il modo migliore di esprimere le loro potenzialità, arrivando a raggiungere un pubblico adatto alle loro opere. Ben vengano dunque progetti come VOID, che cercano di fungere da apripista per i fumettisti del futuro.

La "forma finale" di una delle pagine virtuali, che abbiamo visto costruirsi davanti ai nostri occhi

La “forma finale” di una delle pagine virtuali, che abbiamo visto costruirsi davanti ai nostri occhi

Ma è tutto perfetto in VOID? Non saprei, forse no.

Ovviamente non posso parlare della storia, che è ancora tutta in divenire, ma ho qualche perplessità riguardo al mezzo espressivo usato.

E’ bello, infatti, vedere le vignette che prendono vita davanti agli occhi di chi legge. Ed è bello sentire gli effetti sonori, e soprattutto vedere “effetti speciali” che un normale fumetto non avrebbe mai potuto concedere. Eppure mi pare che tutto questo sia ottenuto al costo di qualche perdita.

Mi riferisco soprattutto al tempo di lettura, alla velocità e al ritmo di fruizione di ogni singola pagina, che sono tolte alla sensibilità del lettore e gli vengono restituite, in un certo senso, “preconfezionate”. VOID, intenzionalmente, vuole rimanere un fumetto, ma questo fa sì che chi legge è costretto a farlo con i ritmi e con i tempi di chi ha ideato i filmati. Capita quindi, ad esempio, di rimanere in attesa lì dove invece si avrebbe preferito leggere più speditamente, e viceversa.

Un’altra cosa che ho trovato poco piacevole è stato uno strano senso di “vertigine”, di “scombussolamento” che a volte mi è capitato di provare man mano che le “vignette animate” apparivano in scena scivolando all’interno dello schermo ogni volta da direzioni diverse. Almeno per me, la scelta di questo effetto si è rivelata un po’ disturbante, come se qualcuno mi sfilasse in continuazione la pagina da sotto gli occhi. Non so dire, quindi, se sia l’effetto migliore che gli autori potevano ideare. Ma forse è solo un problema mio, che il resto del pubblico non noterà neppure.

Void in attesa del salto...

Void in attesa del salto…

C’è però, a dire il vero, un’altra questione di carattere più generale a proposito della quale è difficile trovare una risposta, e cioè l’effettiva importanza di prodotti come i Motion Comics e soprattutto la capacità del pubblico di apprezzarli come forma d’arte. Poche righe più su, ad esempio, ho definito VOID “un precursore”, e lo ripeto. Tuttavia, mi pare di notare che di “precursori” ce ne siano stati tantissimi nell’arco degli anni, ma nessuno di essi sia mai riuscito a fare veramente la differenza, a creare un nuovo modo di narrare che riuscisse a conquistare il favore dei lettori.

Uno degli autori di VOID lo ha anche ribadito in una sua intervista, dove dice:

“Ovviamente ci hanno chiesto a più riprese il cartaceo dell’opera, purtroppo neanche consegnare un prodotto come Void gratis con un click ci allontanerà dalla concezione di possessione materiale dell’opera. Alla fine il cartaceo lo faremo, ma trovo veramente assurdo che davanti ad animazioni e musica ci si chieda un passo indietro.”

(potete trovare l’intera intervista – presa dal sito NerdAttack e scritta da Vincenzo Marino – QUI)

Ho trovato questo estratto particolarmente significativo. Ma trovo difficile, in casi come questi, capire chi abbia ragione, e se una “ragione” esista oppure no.

Prima di tutto c’è una cosa mi sento di dire, e cioè che non credo che il cartaceo sia “un passo indietro” rispetto ad animazioni e musica: è solamente una forma d’arte diversa, con una sua enorme dignità, fatta di immagini immobili su un supporto statico. Non ritenerla tale credo sia come dire che – davanti al suono di tre trombe – chiedere invece un singolo sassofono sia fare un passo indietro.

Riguardo al resto, però, chissà? Forse ha ragione il pubblico, che preferisce un bel volume da possedere e che considera ancora i MWC come semplici “esperimenti”, elaborati metodi di promozione ai quali DEVE per forza di cose seguire un prodotto “concreto”, di carta, colla e inchiostro. E forse invece hanno ragione gli autori di VOID, secondo i quali è necessario staccarsi dalle vecchie concezioni e passare a nuove forme di lettura che accompagnino quelle che già conosciamo… per poi (forse) sostituirle nel futuro.

Difficile al momento prevedere come andrà. Anche perché credo che sia necessario tenere in considerazione il tipo di pubblico che sceglie di leggere un MWC. Chi sono, infatti, i lettori? Se sono gli appassionati di animazione,  abituati ad avere un approccio visivo al loro intrattenimento, probabilmente per loro il problema non esiste. Ma se invece i fruitori di VOID sono e saranno principalmente i lettori di fumetti, credo che molti di loro siano ancora  troppo affezionati al “volume”, al possesso fisico di un oggetto da collezionare, per accettare senza problemi una trasformazione così radicale del loro hobby preferito.

(riguardo a questo, credo che i creatori di prodotti simili dovrebbero tenere ben presente il tipo di pubblico al quale si rivolgono con simili operazioni. Anche se, nel caso di VOID, penso che ogni cosa sia stata valutata e tenuta in grande considerazione, cosa che mi fa essere ottimista riguardo al futuro della serie)

Non mi si fraintenda: trovo VOID una bella opera, trovo molto positiva l’idea che sta alla sua base, trovo efficace il fatto che la storia sia ambientata in un’Italia del futuro e non in qualche generica “America”, e penso che ogni elemento che la costituisce sia stato ben amalgamato agli altri. VOID è interessante, promette bene, e visivamente offre dei momenti di grande originalità e gusto. Proprio per questo sono più che felice di parlarne nella mia pagina, e spero che l’opera abbia un buon riscontro di pubblico.

Ma ugualmente, e (ripeto) in senso assolutamente GENERALE, mi chiedo se i Motion Comics saranno davvero il futuro del fumetto, se li sostituiranno, se li rafforzeranno, o se resteranno invece solo dei “fratellastri” sospesi tra due mondi artistici.

Chissà, forse un vero punto di partenza, un prodotto rivoluzionario che dia vita a un modello di lettura davvero NUOVO e UNICO, non è ancora stato trovato, e forse non si troverà mai. Perché il pubblico si annoia, perché è refrattario alle novità…o magari per il semplice fatto che tale modello non esiste, o va cercato altrove. Forse però esisterà in un remoto futuro, quando noi “vecchi lettori” abituati alla carta stampata saremo tutti morti, e le nuove generazioni avranno un rapporto del tutto nuovo con la fruizione di prodotti come i fumetti.

La protagonista del fumetto salta ed "esce" dalla pagina. Solo in un web motion comics possiamo trovare qualcosa di simile

La protagonista del fumetto salta ed “esce” dalla pagina. Solo in un Motion Comic possiamo trovare qualcosa di simile

Comunque  chiudo qui con queste mie riflessioni, che forse lasciano il tempo che trovano. Tornando invece al tema di questo post posso solo ribadire che VOID è un progetto ben strutturato, interessante, per molti versi originale, piacevole da leggere e da guardare. E’ ancora presto per poterlo giudicare in tutto il suo valore, ma credo sia necessario che i lettori di fumetti lo conoscano e traggano da soli le loro conclusioni sulla ventata di novità che offre.

Ai suoi autori non possiamo che augurare il successo, e di diventare (finalmente!) gli scopritori di una nuova forma di linguaggio artistico. Penso che sarebbe il miglior traguardo che potrebbero raggiungere.

Anche Philip K. Dick ne sarebbe contento.


UN PREGIO: ovviamente l’approccio visuale e visivo

UN DIFETTO: tempi di lettura “imposti” al lettore

CHI COSA COME:VOID”, un motion web comics GRATUITO scritto da Fabio Corrirossi disegnato da Damjan Stanich, Fabio Ramacci, Emilio Pilliu e Gea Ferraris  con le animazioni, e (presto, credo) i  romanzi di Stefano Bagnoli, Cristiano Giacomi, Emanuele Giacomi e la colonna sonora di Simone Ferretti

POTETE TROVARE VOID QUI


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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