Pillola quattordici : “Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini”, di Toraldo & AA.VV.

La cover di AICL volume 1
La cover di AICL volume 1

Tra i tanti piccoli editori che stanno producendo fumetti italiani di sicura bellezza, c’è la MANFONT, della quale ho recentemente comprato il bel “Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini”.

Quando dico “comprato”, come sempre mi riferisco a “comprato durante Lucca Comics”, visto che di AICL – così come di altri fumetti simili – nella fumetteria nella quale mi servo abitualmente non c’è n’è traccia. E’ un vero peccato, e credo sia uno dei motivi per i quali il pubblico è sempre meno affezionato ai nostri autori, che in alcuni casi non conosce neppure.

Per fortuna che esiste internet, bisogna dire: non so se dalle vostre parti è diverso, ma nel mio caso se non avessi la rete sarei completamente ignaro dell’esistenza di certi prodotti, e sarei convinto che l’unica cosa che esiste al mondo sono i manga, i supereroi, i Bonelli e poco più. Invece, per fortuna, sono riuscito a scoprire, tra i tanti prodotti degni di nota, AICL, fumetto che mi ha davvero convinto in quanto a qualità e stile.

Di cosa parla AICL? Molto semplice: di un mondo identico al nostro, con l’unica differenza che al suo interno si muovono, in incognito tra la gente, tutti – ma proprio tutti – i personaggi della letteratura antica e moderna, sia buoni che cattivi. Alcuni – quelli che hanno ancora un folto pubblico che crede in loro – hanno conservato i loro poteri, mentre altri si sono accontentati (o hanno scelto) una vita ben più anonima. Questi personaggi continuano però a incarnare il loro ruolo (un rubacuori letterario rimane rubacuori, ad esempio), e in alcuni casi anche la loro cattiveria è rimasta intatta.

Per ovviare a questo, e per evitare che la gente si renda conto della presenza di tali figuri, visti i guai che spesso conbinano, le Muse ( sì, proprio quelle greche) hanno iniziato a sfruttare dei veri e propri controllori, i quali hanno il compito di tenere a bada i personaggi, e risolvere i problemi provocati da loro.

Tra questi personaggi abbiamo l’eroe delle nostra storia, un famoso ex burattino che dopo aver assunto il nome del suo creatore cerca di svolgere al meglio il proprio lavoro, sfruttando anche quel vago potere che gli è conferito dal fatto di essere ancora un beniamino dei bambini. Ovviamente, avrete capito tutti di chi sto parlando.

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una bella tavola che illustra un momento cruciale per il nostro eroe…

Come faccio sempre, non aggiungo altro riguardo la trama, perché preferisco che il lettore scopra da solo quali sono i punti forti di questo fumetto. A riguardo posso solo dire che ce ne sono, e molti: AICL è un’opera che si legge più che volentieri, scritta e disegnata in maniera impeccabile, e che non ha niente da invidiare a prodotti più famosi provenienti dalle Americhe.

dico “Americhe” perchè? Beh, perchè è logico, e quasi scontato, che chiunque abbia letto la mia presentazione abbia pensato a “Fables”, il fumetto scritto da Bill Willingham e pubblicato dalla Vertigo che potete trovare sia  in fumetteria che in edicola (credo… esiste un’edizione “bonelliana” in bianco e nero, che mi pare di aver visto). E in effetti sì, sono molti i punti di contatto tra le due opere. Ma se penso ad AICL è un altro fumetto che mi viene in mente, e che mi pare più adatto a fare da paragone, e cioè “La lega degli straordinari gentlemen” di Alan Moore.

Infatti, mentre Fables – pur con i suoi momenti “dark” – ambisce semplicemente a narrare storie principalmente “favolistiche” , usando impianti narrativi e tematiche familiari a quel genere, la “Lega” (e AICL) si occupa di narrativa a tutto tondo, portando alle estreme conseguenze ogni tipo di racconto.

Così come nella “Lega”, anche in AICL i temi e i personaggi si mischiano, le storie possono essere indifferentemente comiche, allegre o tragiche, e soprattutto i loro protagonisti sono i grandi miti della letteratura, spesso italiana. Tra le sue pagine possiamo trovare infatti eroi e cattivi del calibro de “L’innominato” di Manzoniana memoria, Mattia Pascal, Cthulhu, Marco Polo, il “Giovane Werhter”, i quali portano con loro l’eredità delle storie che li hanno consacrati, e sono parte integrante delle trame nelle quali vengono coinvolti. Per capirci, non è che Mattia Pascal diventa un agente dell’FBI e combatte il male coi superpoteri, bensì conserva quella che è l’anima del personaggio, e infatti la storia che lo vede coinvolto parla del concetto di “identità”, e lo fa in maniera molto intelligente. Non abbiamo un Mattia trasformato in un Rambo col fucilone che se ne va in giro a combattere serial killer, capite? Contrariamente a ciò che a volte accade in USA, in AICL ogni personaggio rimane fedele alla propria essenza, e spesso è questo che da il via alle storie, e non viceversa.

L’ideatore  e sceneggiatore di AICL è Manfredi Toraldo, che già conoscevo ai tempi di 2700, fumetto a base di robot giganti che era originale a quei tempi e lo è ancora oggi, a più di vent’anni dalla sua nascita. Io comprai il numero zero a una fiera ( ne ho parlato QUI), e per me è stato un piacere rivedere in azione uno sceneggiatore che avevo perso u po’ di vista, non certo per colpa sua, e che penso non sfigurerebbe se anche scrivesse personaggi più “famosi”.

La tavola d'apertura della storia che forse mi è piaciuta più di tutte...
La tavola d’apertura della storia che forse mi è piaciuta più di tutte.

AICL è composto da storie brevi (inizialmente apparse, pensa un po’, all’interno di una rivista pubblicata da una banca per i suoi correntisti/soci/lavoratori etc), che si sviluppano e finiscono ciascuna nell’arco di poche pagine. Ma – come insegna la tradizione argentina – se si hanno le idee chiare, la tecnica, e le cose da dire, in dieci pagine si riesce a raccontare un capolavoro. E infatti tutte le storie che appaiono in questo primo volume di AICL sono più che complete, più che perfette, più che interessanti. Senza sprecare una sola vignetta raccontano eventi coinvolgenti e mai banali, introducendo ogni volta personaggi vecchi e nuovi della letteratura italiana e mondiale in modo mai stereotipato.

Per me è una gran cosa il fatto che per una volta si dia spazio a luoghi, eroi e miti italiani, e AICL riesce perfettamente in tutti e tre questi obiettivi, sia a livello di ambientazione che di contenuti. Questo anche perché la “mitologia” italiana non ha nulla da invidiare a quella straniera. In un mondo parallelo, e forse più giusto di questo, in edicola si potrebbe trovare AICL insieme a Fables o alla “Lega”, e nessuno dei tre sfigurerebbe se messo accanto agli altri. E anzi, sapete cosa? Personalmente devo dire che AICL mi è piaciuto di più. Perché sfrutta nostri personaggi, nostri libri, nostri luoghi, una nostra sensibilità… è , in una parola, un fumetto che non si “vergogna” di parlare del nostro mondo, quello che noi lettori italiani viviamo quotidianamente, quello che più di tutti gli altri ci appartiene.

Ci sono, è vero, un paio di lievi imperfezioni, o cose che avrei voluto vedere spiegate meglio, ma che non citerò. Ne ho parlato già privatamente con alcuni degli autori, e in ogni caso non avrei potuto inserirle qui senza fare inutili spoiler. Siccome presumo che qualcuno di voi potrà essere interessato a comprare questo fumetto, preferisco lasciarvi il gusto della sorpresa. Va comunque detto che i difetti che avevo citato erano piccolissimi e del tutto marginali, e rientrano nel solito campo del “controllate sempre bene quello che scrivete/disegnate, chiarite ogni cosa, siate logici, siate coerenti con ciò che rappresentate”.

Due parole riguardo il comparto grafico: i disegni sono ottimi, mai banali, mai fuori luogo, mai sciatti, mai superficiali. E ottimi anche i colori. AICL sfoggia uno stile davvero accattivante, che non esiterei a mettere alla pari con altre testate più blasonate, e che presenta un folto gruppo di autori: Laura Spianelli (matite e chine) e Davide Amici(colori) nel primo blocco di storie, mentre sul secondo Jacopo Tagliasacchi (matite), Virginia Chiabotti(chine) e Giorgia Lanza (colori)… più  Alessandro Alessi Anghini (chine e colori). E – ultima ma non ultima – Elena Casagrande, che si è occupata della cover.

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“libri nei libri”… e ho detto tutto.

In definitiva, Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini è un prodotto davvero interessante, originale, appassionante, colto, intelligente, pieno di possibilità future, infarcito di tantissimi personaggi tridimensionali coi quali è facile entrare in sintonia. Le storie, sebbene autoconclusive, fanno parte di un universo più ampio, e se come credo e spero ci saranno dei “ritorni” (qualcuno c’è già stato proprio all’interno di questo primo volume) la cosa non potrà che rendere ancora più efficaci delle storie che già lo sono.

Fare paragoni spesso è poco significativo, ma questo fumetto non ha nulla da invidiare a nessuno. Anzi, è quasi un peccato vederlo aspettare in un angolino, cerca di conquistare lettori, mentre fumetti ben peggiori fanno man bassa contando solo sull’abitudinarietà di chi li compra, o su presunti fenomeni che durano il tempo di una stagione o di una moda. A questo proposito mi vengono in mente le infinite saghe supereroistiche amiericane, con il loro continuo ricominciare da capo, il cui vero obiettivo pare essere solo quello di mantenere uno status quo che accontenti più gente possibile, senza mai fare davvero la differenza.

Ah, ma guarda un po’! La differenza invece c’è! Ed è all’interno di fumetti come quello di cui ho appena parlato.

Cosa fare quando Orlando il paladino dà di matto?
Cosa fare quando Orlando il paladino dà di matto?

AICL non sarà un capolavoro dell’Arte Mistica Orientale, non sarà una bomba atomica di supereroismo, non sarà una Grande Graphic Novel autobiografica dai profondi significati psicosocioculturalpedagogici, ma è un fumetto divertente, intelligente e mai prevedibile, che non si vergogna di esserlo, che non cita ma crea da sé le proprie citazioni, che è capace di andare verso direzioni nuove e impreviste, e che è originale e nel quale tutto è possibile. Si legge ogni puntata senza riuscire a prevedere cosa conterrà quella successiva, e in un mondo del fumetto dove spesso le trame dei comics si riescono a indovinare solamente guardando la copertina, direi che questo è già tantissimo.

Spero che pubblico e autori, invece di perdere tempo a inneggiare solo il passato o a cercare di rievocarlo all’infinito – lagnandosi contemporaneamente di quanto privo di originalità è il presente – si decidano ad affrontare nuove strade, nuove vie, ammettendo per una volta che la gente brava c’è, e se nessuno la vede non è certo perché non se lo merita.

Complimenti a tutto lo staff di AICL. Spero di potervi rileggere presto.


UN PREGIO: professionale, divertente, originale, interessante.

UN DIFETTO: nessuno ha ancora pensato di farne un mensile.

CHI COSA COME: “Agenzia Investigativa Carlo Lorenzini” volume uno, 64 pagine a colori, brossurato a filo, 17×24, volume autoconclusivo (dicono) a 15 miseri €uro.

per info, acquisti e cavoli vari, trovate ogni cosa QUI e QUI.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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2 comments

  1. L’ho sfogliato e devo dire che per metà qa livello grafico non mi è dispiaciuto… però l’idea di base non ricorda un po’ quel volume uscito per BD anni fa dove c’erano le opere d’arte che vivevano nel nostro mondo e il David di michelangelo che faceva l’investigatore?

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    • Non ho letto il volume della BD ma ho capito a quale ti riferisci. Aveva incuriosito anche me, ma non mi è mai capitato per le mani. Chissà, può essere che le trame si assomiglino, così come assomigliano alla “Lega” di Moore e a “Fables” di Willingham. Ma – visto che i rimandi sono palesi – ciò che va messo in rilievo di AICL, credo, non è tanto la sua “originalità” bensì la capacità del suo autore di muoversi con bravura all’interno di questo genere narrativo. Grazie del commento e un saluto.

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