Pillola diciassette: “Demon’s Daughter”, di Avella & Curto

La cover di Demon's Daughter volume 1

La cover di Demon’s Daughter volume 1

Un altro dei piacevoli incontri che ho avuto durante l’ultima Lucca Comics è stato quello con Claudio Avella, autore di Demon’s Daughter, un fumetto che mi era stato segnalato e sul quale avevo messo gli occhi nei giorni precedenti la fiera. Mi pareva infatti di intravedere nelle sue pagine un appeal grafico e uno stile di disegno molto promettenti, e posso dire che le mie ipotesi si sono rivelate veritiere: anche se non perfetto, DsD è un fumetto godibile e ben disegnato.

Demon’s Daughter è, come è facile prevedere dal titolo, la storia della figlia di un demone. La quale però non vive in cupi e sanguinosi aldilà, non è una diavolessa crudele e torturatrice, non è interessata a stipulare patti grazie ai quali rubare l’anima a incauti mortali, bensì è una ragazza come tante, che va al liceo e cerca di passarsela meglio che può. Tutto questo ha fine quando suo padre, giunto direttamente dall’inferno (o da qualsiasi posto occupino i demoni nel loro tempo libero), viene a visitarla portandole un ultimatum: accettare finalmente il ruolo che le spetta per diritto di nascita o subire le conseguenze di un rifiuto.

Di Demon’s Daughter (da ora DsD) va subito detto che dietro le sue pagine si intravede una mano dotata e con un buon gusto grafico. Lo stile e l’ambientazione sono sicuramente debitori di un certo tipo di fumetto supereroistico americano forse non esattamente mainstream (cosa che rappresenta un punto in più, per quel che mi riguarda). Ma va detto anche che – contrariamente a quello che può sembrare – l’obiettivo di Avella non è quello di scrivere e disegnare un fumetto “fico” a base di mitici scontri tra terribili demoni e possenti esseri umani, bensì quello di parlare di un’adolescente come tante altre, estremizzando quelli che possono essere i suoi problemi e la sua percezione della realtà.

Scrive Avella stesso nell’introduzione alla storia: era importante per me sottolineare il malessere di un adolescente molto sensibile rispetto alla vita e per farlo ho voluto estremizzare quel senso di oppressione e sofferenza, quel sentirsi soli in un mondo che non si sente nostro.
Per fare ciò Claudio ha scelto una via non particolarmente insolita, ma di quelle che – se ben sfruttate –  possono dare molto: narrare le avventure di una ragazza per metà umana e per metà demone, indecisa su quale sia la sua natura e il suo futuro, scissa tra due mondi che non potrebbero essere più diversi (e alla quale, tra parentesi, il suo autore sembra molto affezionato).

Quale sarà il frutto di questa lotta ancora non si sa, visto che quello uscito è solamente il primo volume; per cui l’unica cosa che possiamo fare al momento è apprezzare gli elementi positivi, e far notare – come facciamo quasi sempre, cercando di dare un servizio utile – quelli negativi.

una bella tavola nella quale compaiono Jane e suo padre, che a me fa venire in mente...

una bella tavola nella quale compaiono Jane e suo padre, che a me fa venire in mente…

Di positivo c’è molto. Parlando di DISEGNO, ho apprezzato soprattutto l’abilità di Avella nel creare personaggi facilmente riconoscibili e con un sicuro appeal. La protagonista principale di DsD, Jane, è molto interessante da vedere, sia quando è del tutto umana e sia quando il suo corpo subisce delle piccole ma inquietanti trasformazioni che lasciano trasparire la sua parte “demoniaca”. Molto bello visivamente anche il padre di Jane, il demone, che quando è in forma umana mi ha ricordato (non so bene perché) un personaggio che il giovane Avella forse non conoscerà, ma che mi pare abbia dei punti in comune con il suo: BERO, uno dei tre protagonisti dell’omonimo cartone animato (Bem, il mostro umano) che andava in onda nelle reti private verso la fine degli anni ’80, facendomi cagare in mano dalla paura spesso e volentieri.

...Bero è il primo a sinistra, col cappellaccio.

…Bero è il primo a sinistra, col cappellaccio.

Davvero simpatico anche Aamon, il mostrazzo apparentemente ciccioso e da coccolare, che funge da spalla comica… salvo poi disintegrare persone come se niente fosse. Rispecchiando perfettamente la sua natura demoniaca – e il tema di DsD – Aamon è in grado di farsi una risata e poi ridurti a pezzettini nello stesso momento. Così, senza starci a pensare troppo su.

Per finire cito le ottime splash page, le scene d’azione che vedono Avella del tutto a suo agio, e i colori di Ruben Curto (l’autore di “Storie e Merd” che abbiamo già recensito QUI), che contribuiscono a rendere DsD un fumetto davvero professionale e curato. Certo, in alcune parti lo stile appare ancora acerbo, ma questo non va inteso come un difetto, bensì un naturalissimo elemento di grande importanza: se si può migliorare vuol dire che ci sono già le basi grazie alle quali farlo, e in ogni caso il punto di partenza è assolutamente alto.

Poster promozionale con Jane e Aamon

Poster promozionale con Jane e Aamon

Parlando della TRAMA, anche qui ci sono elementi degni di nota – il dualismo di Jane e il suo rapporto conflittuale con la sua natura, con suo padre e col suo nuovo “aiutante”; più alcune sottotrame e altri elementi che non posso citare per non fare spoiler – ma anche elementi non proprio perfetti, che danno l’impressione che questo fumetto sia principalmente frutto dell’operato di Avella il Disegnatore piuttosto che di Avella lo Sceneggiatore.

Questo che vuol dire? Molto semplice: che Claudio è al momento più a suo agio con il disegno che con la costruzione di una storia e la creazione di dialoghi, e questo si nota un po’. Intendiamoci, il volume scorre molto bene, la storia è chiara, comprensibile, sicuramente piacerà al pubblico, e la protagonista è ben tratteggiata nella figura e nella personalità; eppure ci sono delle parti che avrei chiarito meglio, o perfezionato, e che a una prima lettura si rivelano un po’ troppo stereotipate o semplificate.

Mi riferisco per esempio ai dialoghi, spesso didascalici, nei quali si sente molto forte la voce dell’autore che sta cercando di passarci un messaggio. I personaggi, infatti, più che discutere tranquillamente tra loro a volte sembrano “pontificare”, descrivendo con eccesso di prosopopea la loro situazione, soprattutto quando si ritrovano a parlare da soli o quando possiamo leggere nei loro pensieri. Ciò che viene detto non è sbagliato o inopportuno, anzi! Però un po’ meno di densità forse avrebbe giovato. Meno retorica, meno pensieri aulici, meno precisione nella compilazione delle frasi avrebbero reso quei pensieri più “umani”, più immediati e più realistici, e con essi i personaggi che li hanno pronunciati.

Sempre restando ai dialoghi, segnalo un problema tecnico che mi capita spesso di riscontrare nelle opere dei giovani autori, e cioè alcuni sbagli od omissioni di punteggiatura. Tanto per fare un esempio, frasi come “Dei e demoni da sempre muovete i fili all’umanità lavorate sul loro libero arbitrio e se invece scompariste tutti?” stonano in un fumetto così ben curato.

 Personalmente trovo che non ci sia cosa che rovina di più il flusso della lettura come un dialogo con la punteggiatura sbagliata, per cui lo dico a tutti gli aspiranti fumettisti: fate un favore a voi stessi, prendetevi cinque minuti e leggete bene i vostri dialoghi prima di mandarli in stampa. O ancora meglio: prendete un amico affidabile e obiettivo e fateli controllare a lui, punti e virgole compresi. Ormai viviamo in un’epoca nella quale chiunque può auto pubblicarsi un libro e un fumetto, e questo è ottimo per quel che riguarda la libertà di espressione e la possibilità di conoscere talenti altrimenti sconosciuti… ma l’altra faccia della medaglia è che spesso i prodotti che escono sono privi di un qualsivoglia controllo da parte di un Editor. Mentre invece qualcuno che legga le vostre opere prima dell’uscita ci vuole SEMPRE. Se va bene potrà semplicemente confermare il vostro talento. Ma potrebbe anche darvi quei due consigli in più, o porre l’accento su alcuni elementi sballati che potrebbero fare la differenza quando si tratterà di elevare la vostra opera, di farla distinguere dai molti prodotti dozzinali che inondano la rete. È un dato di fatto: molti errori che l’autore non è in grado di percepire (non mi riferisco semplicemente alla punteggiatura ma anche alla trama stessa) saltano subito agli occhi del lettore occasionale, quello non coinvolto nella creazione del fumetto. Fidatevi.

Riguardo alla struttura narrativa, DsD è scorrevole e lineare, l’ho detto, ma da un punto di vista squisitamente tecnico è un po’ carente nello sviluppo dei personaggi secondari, e un po’ troppo classico nella trama. Come altri fumetti simili che mi è capitato di leggere (uno fra tutti: Tempora, che ho recensito QUI) la trama di DsD si muove per blocchi già ampiamente sfruttati e facilmente prevedibili: una giovane ragazza con una vita comune scopre un giorno di avere incredibili poteri e un passato misterioso. Impara a usarli e, sebbene non lo voglia, è costretta a venire a patti con questa sua nuova esistenza la quale le porta problemi, dubbi e sconvolgimenti, obbligandola anche a lottare contro nemici molto cattivi/il mondo che non la capisce rischiando la vita alla ricerca di una identità. Niente di male in questo: è una trama che funziona sempre – al pari della casa stregata, della storia d’amore combattuta, dell’eroe caduto in disgrazia etc etc – ma che se non è sostenuta da una forte personalità artistica e da grandi doti narrative dell’autore non riserva particolari sorprese a un lettore mediamente esperto. Il fatto di sfruttare cliché narrativi da una parte mette al sicuro (è difficile sbagliare) ma dall’altra rende più prevedibile il risultato finale.

Due parole anche sul primo nemico di Jane, che sebbene sia utile a dare alla ragazza “qualcuno da affrontare” e serva anche a seminare inquietanti indizi riguardo al futuro della serie, si rivela essere il solito cattivo che – mentre avrebbe potuto fare a pezzi la sua avversaria in qualsiasi momento – decide di attaccarla SOLO quando essa è improvvisamente venuta a conoscenza dei suoi poteri. Avevo fatto notare la poca potenza di questo artificio nel già citato Tempora, e lo ripeto qui: inserire nemici solo perché il nostro eroe deve avere qualcuno da affrontare è accettabile, ma ogni avversario – oltre a possedere un discreto carisma e delle motivazioni sensate – dovrebbe avere un minimo di logica nelle sue azioni, essere quantomeno elevato rispetto ai soliti cliché. Cosa avrebbe impedito a questo cattivone di asfaltare Jane con la macchina quando la ragazzina era ignara dei propri poteri? In pratica, niente.

Ecco, questo è un escamotage che in futuro vorrei vedere evitato. Se è logico e necessario che gli eroi buoni debbano lottare contro i cattivi e sfondargli i denti, cerchiamo almeno di fare in modo che i cattivi siano quantomeno logici nelle loro scelte.

un'illustrazione davvero ben riuscita

un’illustrazione davvero ben riuscita

In definitiva D’sD è ben fatto a livello di trama, ha un messaggio forte che meriterebbe approfondimento, semina interessanti indizi riguardo il passato della protagonista e il suo futuro , e ha uno stile di disegno con molte possibilità di sviluppo, che potrebbe sorprendere il pubblico in un prossimo futuro.  Al momento, in certe cose, la storia è migliore per quel che PROMETTE che per quel che mantiene, e bisogna ancora vedere come saranno portati avanti i misteri che gravitano intorno a Jane, ma sono certo che questi elementi – e altri che NON posso citare – saranno ben sfruttati nelle puntate successive. Come ho detto prima le basi ci sono, gli obiettivi sono ambiziosi, e sarà bello vedere dove arriverà la Figlia del Demone.

DsD è pieno di grinta e di desiderio di raccontare. Sono certo che questo volume 1 è solo il primo scalino di una scala che porterà molto in alto.


UN PREGIO: disegno di grande impatto, interessante tema di fondo.

UN DIFETTO: dialoghi pomposi, nemico poco carismatico.

CHI COSA COME: “Demon’s Daughter” volume 1, di Claudio Avella (Storia e disegni) e Ruben Curto (colori), brossurato, 48 pagine a colori.

Per ulteriori informazioni, contatti e acquisti, potete trovare tutto QUI e QUI


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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