Di Ade Capone, e di quello stupido che ero vent’anni fa.

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La morte di Ade Capone, sceneggiatore di tanti fumetti e conosciuto soprattutto come creatore di Lazarus Ledd, coglie davvero di sorpresa.
Ma non è quello che accade sempre quando qualcuno ci lascia? Soprattutto quando la persona che non c’è più è una di quelle che conoscevamo un tempo, ma della quale non sentivamo parlare da un pò.

Negli anni ’90, come ho già accennato in un altro articolo di tono ben diverso, l’uscita di Lazarus fu attesa (almeno per me fu così, ma credo anche per molti altri) con grande ottimismo e interesse. La serie presentata dalla Star Comics infatti pareva poter essere l’unica possibile alternativa seria e professionale allo “strapotere” (detto in senso buono) della Bonelli, che  – volente o nolente – in quegli anni dettava le regole del fumetto italiano, e che fino a quel momento aveva dovuto “affrontare” avversari spesso di scarso valore,  a volte dilettanteschi, altre volte non concorrenziali, e altre volte ancora semplicemente brutti.

Questo chiedevamo dunque a LL, che ci regalasse storie belle e diverse, più moderne, alternative, originali. E a grandi linee devo dire che ci riuscì, portando un eroe e temi nuovi, scenari inediti e avventure nuove,  un mix tra le passioni del suo autore e le influenze del miglior fumetto americano.

Anche a me capitò di conoscere Ade Capone. Fu una conoscenza lunga ma breve, fatta di pochi incontri e qualche telefonata, e che dopo pochi anni semplicemente si spense.
Le cose andarono così: Lazarus era uscito da qualche anno, ed era ormai diventato una certezza per i lettori. Anche io, quindi, che avevo velleità di sceneggiatore ma dubitavo di poter mai raggiungere la Bonelli, provai a propormi come autore andando a incontrare Ade a una fiera (credo a Roma) e consegnandogli una sceneggiatura completa di Lazarus Ledd che avevo scritto per l’occasione.

La trama me la ricordo ancora, nonostante siano passati quasi vent’anni: siccome non ero molto versato in storie di combattimenti,  mercenari, assassini o racconti di guerra fantascientifica, proposi il racconto – scritto di getto, senza correggere, sperando di arrivare a pagina 98 senza “sforare” – di una notte surreale nella quale LL finiva coinvolto in varie avventure di tutti i tipi.  Praticamente,  una versione più eroica di “Dopo mezzanotte”, bellissimo albo di Dylan Dog.

Ade fu contento di riceverla, disse che l’avrebbe sicuramente letta, e mi diede appuntamento per la fiera successiva,  che fortunatamente si svolgeva proprio nella mia città. Quando mi rivide (c’era anche mio padre con me), si complimentò, disse che la storia gli era davvero piaciuta, e mi chiese di mandargli dei soggetti per Lazarus.

E quello, ahimè, fu l’inizio della fine.

Faccio una necessaria premessa: come ho detto eravamo negli anni ’90, non c’erano i computer, non c’era internet, non c’erano le email, non c’erano le stampanti e non c’erano i cellulari. Io scrivevo le mie storie con una piccola macchina da scrivere che finiva sempre l’inchiostro,  dopodiché fotocopiavo i fogli e li spedivo per posta ad Ade. Lui mi aveva lasciato il numero di telefono di una fumetteria, la Cosmic Comics, e per avere notizie dovevo telefonare lì,  sperando di trovarlo, sperando che il pacco fosse arrivato e che lui avesse avuto il tempo di leggerlo. In pratica, un affare di settimane.

Insomma mi misi a tavolino, inventai qualche storia e la spedii. Ma essendo giovane e stupido, e soprattutto non avendo mai fatto qualcosa del genere, mandai dei soggetti “monchi”, con delle trame appena accennate, e quasi tutti senza finale. Pensavo infatti che la cosa più importante fosse l’idea, e che quella potesse bastare, anche se non avevo idea di come sarebbe finita ciascuna storia.

Ade, ovviamente, bocciò i miei soggetti in toto. E io, essendo giovane e stupido, pensai Ah sì? Devo metterci tutto nei miei soggetti? E allora ci metto davvero tutto! Così vedrà se sono bravo o no.

Scrissi dunque un mega papiro di, credo, una settantina di pagine per dieci soggetti, all’interno del quale raccontavo per filo e per segno tutte le idee che avevo avuto. E quando ci sentimmo la volta successiva Ade bocciò tutto per la seconda volta, dicendo che avevo scritto troppa roba inutile, a volte illogica e spesso incasinata.

Sebbene non ricordi più cosa ho spedito, ormai sono certo di aver capito quali errori mi rinfacciasse: potevo ad esempio aver riportato per filo e per segno degli scambi di battute tra i personaggi ma aver comodamente “dimenticato” di riportare snodi di trama molto più importanti. Avevo in pratica, commesso gli stessi sbagli del primo invio, solo che ci avevo scritto intorno molte più parole.
Ora ci rido, ma quella volta ci rimasi molto male. Ma come, gli dissi, seccato. L’altra volta non andava bene perché i soggetti erano troppo corti, e adesso perché sono troppo lunghi! Come devo fare?
Lui mi diede qualche consiglio, e poi rispose che potevo riprovarci, ma che in ogni caso avrei dovuto cambiare genere di storie: aveva infatti deciso di non prendere più nuovi autori in LL, ma siccome stava progettando una nuova serie di fantascienza per la Star avrei potuto lavorare a quella.
Mi mandò quindi un dossier top secret, riguardo a un personaggio del quale non ricordo il nome, ma che agiva in un contesto futuristico e fantascientifico, con storie ambientate in Australia.
Anche se la fantascienza non era esattamente il mio genere mi rimisi sotto. Andai anche a cercarmi un pò di documentazione, finendo per comprare le raccolte di racconti pubblicate in una rivista tascabile dalla Phoenix di Daniele Brolli.

Scrissi meglio che potei. Ma durante il nostro incontro successivo Ade mi disse che il progetto era saltato, e che dunque le mie storie erano ormai inutili. Aggiunse però che di lì a poco sarebbe uscito UN ALTRO fumetto che aveva progettato, una storia di indagini e misteri; e che, eventualmente, se la cosa avesse ingranato, avrei potuto proporre soggetti per quello.

Quel fumetto altri non era che Samuel Sand, che comprai religiosamente dal primo all’ultimo numero. Ma ahimè, invece di trovarmi davanti un fumetto interessante e promettente mi accorsi fin dal primo numero che era difficile che un prodotto del genere potesse avere successo. E infatti dopo soli sette mesi SS fallì.

Con le altre serie chiuse o abortite sul nascere, e con LL “interdetto” ai nuovi autori, per me non c’era più posto. Decidemmo di riaggiornarci per il futuro, sperando che le cose sarebbero cambiate. Ma le cose non cambiarono mai. Io cominciai a lavorare, iniziò a mancarmi il tempo per andare alle fiere e Ade lo persi del tutto di vista.
Quando poi ripresi a frequentare il mondo del fumetto Lazarus era già stato chiuso, e il suo autore ormai quasi esclusivamente impegnato a scrivere per la televisione.
Non ci incontrammo mai più. Ma ci rivediamo adesso, quando ormai è troppo distante per poterlo salutare.

Non posso dire, in fondo, di averlo conosciuto veramente. E quello che mi rimane ora è solo la tristezza per la sua morte sicuramente prematura, il rimpianto per come sono andate le cose, e la vaga curiosità di sapere come sarebbero andate se – invece di un ragazzetto timido, poco intuitivo e sprovveduto – fossi stato un pelino più intelligente, e forse più fortunato.

Buon viaggio dunque ad Ade Capone, con la speranza che dall’altra parte abbia trovato dei bravi editori.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

 

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