Pillola diciannove: “Apocalypse Tarot”, di & Sergi & (37!) AA.VV.

La cover di Apocalypse Tarot
La cover di Apocalypse Tarot

Era da un bel po’ che avevo messo gli occhi sulla Passenger Press e i suoi autori. Ma, come recitava il titolo di quel vecchio catalogo dedicato a Mattotti, “altre cose mi distraevano continuamente”. Quest’anno, però, approfittando della presenza a Lucca di Luca Conca e di un interessante sconto, ho finalmente preso un fumetto che con colpevole ritardo non avevo ancora. Mi riferisco ad “Apocalypse Tarot”, uscito l’anno scorso in versione “normale” e “variant con gadget”, e che mi aveva attirato subito, sia per il bel formato e sia per la maniera molto originale con la quale è stato realizzato.

E iniziamo, appunto, elencando le particolarità di AT. Prima di tutto il formato, che è tascabile (stile Diabolik, per intenderci), ma compensa il numero di vignette necessariamente ridotto con l’abbondanza di pagine (224 di storia + illustrazioni, layout e disegni assortiti dei vari autori che hanno partecipato) e un ottimo rapporto qualità/prezzo. Poi, visto che abbiamo introdotto il concetto, il gran numero di autori coinvolti, TRENTASETTE, più o meno famosi ma tutti di qualità e assolutamente personali e bravissimi. E infine c’è da citare anche il fatto che la storia si basa su un mazzo di tarocchi creato per l’occasione da 21 dei disegnatori citati prima, e che tale mazzo è disponibile all’acquisto nella versione “variant” di AT. Come commentare se non dicendo un grande “bravi” a tutti quanti? Il progetto – che immagino faticoso – è stato messo in piedi con eleganza, sfruttando il concetto che “l’unione fa la forza”, e il risultato finale è davvero maggiore della somma delle sue singole parti. Certo, il concetto dei tarocchi come escamotage narrativo non è certo nuovo (vogliamo nominare Calvino?), ma qui è riuscito perfettamente nell’impresa non facile di dare a ogni autore un suo spazio vitale, all’interno del quale ciascuno di essi è riuscito a esprimere il suo talento e il suo personalissimo stile senza nessuna forzatura.

I bellissimi Tarocchi del Destino, ognuno creato da un diverso disegnatore
I bellissimi Tarocchi del Destino, ognuno creato da un diverso disegnatore

Una larga parte della bellezza di AT a mio parere, dipende proprio da questo: dalla possibilità di vedere all’opera tanti artisti, ognuno speciale a suo modo, e tutti capaci di arricchire l’opera con il proprio contributo. Durante la lettura non si ha mai, come accade a volte, l’impressione di trovarsi di fronte a disegnatori “fill in”, poco consoni al soggetto narrato, usati solamente per rispettare una scadenza, coinvolti perché “amici”, perché erano “a portata di mano, poco costosi o senza nessuna considerazione per il loro stile. Invece, la varietà di segni in AT è voluta, è stata accentuata, è parte integrante del volume, col risultato di rendere il prodotto finale ancora più interessante e unico. AT non è “solo” un fumetto, ma leggendolo si ha anche l’impressione di sfogliare un catalogo di pittura, o guardare dei quadri all’interno di una mostra collettiva. E, come ripeto, senza che sia evidente alcuna forzatura. Molto ben fatto.

Dal punto di vista grafico, dunque, nulla da ridire. Ma di cosa parla AT? Più o meno, della fine del mondo. Pochi profughi, riuniti da un misterioso richiamo – in stile Ombra dello Scorpione di Stephen King, per intenderci – si spostano tra le macerie di un mondo post-apocalittico fino a raggiungere lo stravagante rifugio di una pittoresca “divinità”, un Dio/Natura in forma femminile e vagamente Voodoo, il quale leggerà a ciascuno dei presenti le carte di uno speciale mazzo di tarocchi.

Da questa lettura dipenderanno le sorti del mondo, e ogni personaggio si ritroverà a vivere una storia “parallela”, una fiaba, una leggenda, una storia di fantascienza, un horror, un’avventura fantastica in rima e altre ancora; tutte narrate con bravura e con qualche interessante concetto e sorpresa finale. Ma mi fermo qui, perché non vorrei fare spoiler, e perché francamente il fumetto non se lo merita. E’ infatti una di quelle opere che forse è meglio leggere così, senza saperne troppo, in modo da gustare meglio il contenuto evitando preconcetti vari.

La storia di Valentino Sergi è interessante e originale, sicuramente al di fuori degli schemi del classico fumetto italiano. Si sviluppa in modo chiaro e convincente, con in più il pregio di essere in continua evoluzione senza mai un calo percepibile di qualità. Le sorprese sono sempre in agguato, i vari stili narrativi sono sempre rispettati perfettamente nonostante la loro grande diversità, e molti sono gli spunti che meriterebbero di essere approfonditi.
Paradossalmente, l’unico personaggio che non mi ha convinto del tutto è stata la Dea, ma forse solamente perché alla mia “veneranda età” non sono più coinvolto dai personaggi che pretendono di sapere qual’è il senso della vita. Comunque, considerazioni personali a parte, il personaggio della Dea non è male, ha alcuni spunti interessanti – il primo dei quali è il fatto che essa non si ritiene Divinità in modo classico, ma è più una forza della natura o la Natura stessa, severa maestra con la quale è impossibile a volte venire a patti. Penso dunque che piacerà ai lettori, e ci saranno anche quelli che troveranno nelle sue parole un motivo di ribellione e cambiamento (almeno lo spero).
Ottimo: non dovrebbero servire a questo le buone storie?

Rimanendo in un punto di vista squisitamente tecnico aggiungo anche che il controllo della tavola e i ritmi della narrazione sono sempre buoni, sia nella storia che fa da cornice sia in TUTTE le storie parallele. Anche i dialoghi sono ben scritti, fluidi, scorrevoli e chiari. E riguardo ai disegnatori non posso elogiarli uno per uno per il solo motivo che sono troppi, e se dovessi parlare di tutti scriverei un libro intero. Ma lo ripeto: sono tutti validi, alcuni validissimi, dal talento davvero degno di nota. E in ogni caso potete trovare la lista dei loro nomi sul sito della Passenger. O -più facilmente- comprando il fumetto e leggendo.

La fine di tutto. Oppure l'inizio?
La fine di tutto. Oppure l’inizio?

Per cui, il mio gudizio su Apocalypse Tarot non può che essere positivo. Per la confezione grafica, per il gran numero di talenti coinvolti (tutti degni di nota), per il formato e il gran numero di pagine, per il prezzo contenutissimo, per la qualità, per la bellezza delle edizioni Variant, per l’iniziativa e per la storia interessante. Non c’è elemento che avrei cambiato, o che posso trovare criticabile. Anzi, fumetti come questo sono un’iniziativa davvero lodevole, che credo e spero verrà replicata. Da parte sua la Passenger Press lo ha già fatto, pubblicando quest’anno una raccolta simile ad AT nell’idea e nella realizzazione, “Racconti Indiani”, che sicuramente comprerò in futuro.

Ottimo lavoro, quindi. Da tenere in grande considerazione, in quanto – oltre a offrire una buona storia – dimostra che i fumetti realizzati a più mani (anche se AT non si può definire un’antologia, in quanto tutti gli artisti sono al servizio di un unico racconto) possono essere ottimi se realizzati con talento e criterio.

Complimenti alla Passenger Press, quindi, per essersi dimostrata come una casa editrice aperta alle sperimentazioni e con un occhio attento all’originalità e alla qualità, e a tutti gli autori coinvolti.


UN PREGIO: sicuramente l’alta qualità del progetto e l’ottima amalgama di temi e stili narrativi e grafici.

UN DIFETTO: sebbene molto ben realizzata, non mi ha molto convinto la copertina, con la posa sgraziata della divinità volante che pare si sia fatta scappare di mano le carte mentre veniva proiettata in aria. Idea condivisibile ma realizzazione (per me) dubbiosa.

CHI, COSA COME: Apocalypse Tarot è un fumetto formato pocket brossurato in b/n, 224 pagine, copertina dorata con alette a 7,90 euro (Edizione con tarocchi a 12,90 euro)

La splendida edizione variant con i Tarocchi
La splendida edizione variant con i Tarocchi

La pagina FB di AT: https://www.facebook.com/apocalypsetarot
Il sito della Passenger Press: http://passengerpress.bigcartel.com/product/apocalypse-tarot


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

 

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