Pillola trenta: “Hi/Lo”, di Elisa “Pocci” Pocetta

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HI/LO, chapter 1

Altro giro, altro regalo, altro web comic italiano. Questa volta tocca a Hi/Lo, fumetto frizzante e coloratissimo trovato in giro per la rete, e che ha in sé quegli standard di perizia grafica e di capacità narrative che ho già imparato ad apprezzare in altre opere del genere. Fumetto, tanto per cambiare, scritto e disegnato da una ragazza di talento.

La cosa, voi lo sapete, mi fa molto piacere: l’ho detto e l’ho ripetuto più volte che c’è un gran bisogno di autrici donne nel fumetto italiano (e credo che lo ripeterò anche qualche riga più avanti). Però credo che la prossima volta dovrò recensire fumetti di autori maschi, altrimenti qualcuno potrebbe sospettare che lo faccio apposta… O forse questo accade solo perchè le donne hanno più talento? Mah, vedremo!

Intanto però iniziamo a parlare del fumetto di oggi.

Di cosa parla Hi/Lo? Di giovani, di vita di tutti i giorni, di scoperte, di amicizia, di incomprensioni, di amori, di lotte, di fiducia in se stessi, di pettegolezzi, di litigi e di mille altre cose, in modi ora ironici, ora palesemente comici, e ora seri. Il tutto tramite le avventure nelle quale si trovano coinvolti un ragazzo e una ragazza come tanti: Noelle e Kai.

Noelle e Kai vanno a scuola insieme, si conoscono da un pò e si detestano cordialmente. Kai, ragazzo popolare dalle mille conquiste e dalla parlantina sciolta, tratta Noelle con una familiarità a volte esagerata, tanto che non si tira indietro quando si tratta di prenderla in giro in modi anche feroci. Noelle invece è una giovane donna perennemente in bilico tra certezze e insicurezze, alla ricerca di un equilibrio, di un suo “posto nel mondo” che però tarda ad arrivare, e che è vittima di incomprensioni e pettegolezzi, i quali (nonostante lei si mostri impavida e fiera) la fanno molto soffrire. Oltretutto, le parole che Kai le rivolge non contribuiscono certo a migliorare la sua situazione: quale ragazza potrebbe sopportare un compagno di scuola che la ridicolizza chiamandola “pig”, cioè maiale?

Kai e Noelle si conoscono ma non si comprendono, e – vuoi per incapacità vera e propria, vuoi per loro desiderio, vuoi per paura di lasciarsi andare – sembrano proprio destinati a non riuscire a farlo mai. Ma una notte il Destino imbroglia le carte in tavola, e i due ragazzi si ritrovano la mattina dopo… a vedere l’altro da un punto di vista diametralmente opposto a quello che avevano in precedenza. A calarsi, più o meno letteralmente, nei panni del proprio “nemico”.

Mi fermo qui. Il resto della storia scopritelo da soli… anche perché il primo capitolo è appena giunto a conclusione, e leggerlo è molto più divertente che sentirlo raccontare da me.

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il logo: mi piace.

Veniamo invece ai contenuti, allo stile, al disegno e a tutto il resto.

Hi/Lo mi ha ricordato un altro webcomic simile che ho letto da poco, HADEZ, che ho recensito QUI e che sta per essere pubblicato in edizione cartacea dalla Dentiblù. Ma attenzione: con questo non voglio dire che i 2 siano uguali o che le autrici si siano copiate a vicenda, tutt’altro! La vicinanza tra di essi nasce unicamente dal fatto che entrambi sembrano usare tecniche molto simili: un primo capitolo dedicato alle “presentazioni” (in stile “manga”), uno stile di disegno cartoonesco e soprattutto una storia principalmente leggera e divertente, ma che nasconde sotto la superficie tematiche ben più serie e importanti.

C’è una differenza, però: se Hadez mi aveva convinto al 100%, riguardo ad Hi/Lo ho ancora qualche piccola perplessità, che descriverò via via. Questo, ovviamente, non per creare qualche stupida “suspense”, ma perché preferisco SEMPRE mettere in luce per primi gli elementi POSITIVI, che poi sono quelli che mi interessano di più: qualche errore, qualche insicurezza, ci possono sempre essere, non sono mai negativi di per sé, bensì necessario punto di partenza per arrivare alla bravura. Come diceva ironicamente non so più chi, “nessuno nasce imparato”.

Ma Hi/Lo è un buon fumetto? Beh, certamente sì. L’autrice forse non è ancora perfetta, credo manchi ancora di quella maturità che viene solo con gli anni, ma ha già una certa sicurezza nel gestire i propri personaggi e i loro dialoghi, sa come far divertire, non ha fretta di far partire l’azione ma si concentra innanzitutto nella presentazione, cosa che riesce a mettere a proprio agio il lettore ed è assoluto segno di professionalità. Ha inoltre anche un bello stile grafico, in continua crescita, e in generale sa dare vita a tavole belle da vedere e buone da leggere.
A voler essere più precisi, il suo fumetto si può dividere in due: una prima parte un po’ stentata, con qualche disegno ancora imperfetto e dei dialoghi a volte poco naturali e troppo didascalici, alla quale segue però una seconda in crescendo, nella quale l’autrice sembra aver acquisito più sicurezza sia nel segno che nei testi. Ottimo: ogni miglioramento è sempre indice di impegno e di maturità!

(E parlando di miglioramento: ho ritrovato proprio oggi l’autrice su TSU, ho visto DUE suoi disegni, e posso già dire che ha fatto GROSSI passi avanti nello stile, diventando ancora più personale e incisiva. Veramente, veramente una bella cosa, che mi fa molto piacere!)

Comunque, parlavo di elementi positivi. E di positivo in Hi/Lo c’è molto. A partire dal titolo, il cui significato ci viene spiegato alla perfezione in una delle tavole del fumetto, nella quale Noelle paragona la sua vita e quella di Kai a una rampa di scale che lei percorre salendo, e lui scendendo.

Entrambi i ragazzi, infatti, sono rivolti in direzioni diverse, hanno anime (apparentemente) opposte e incompatibili, e si muovono lungo la scala (l’esistenza) in modi che rispecchiano i loro caratteri: Noelle, positiva e grintosa nonostante tutto, sale verso il futuro cercando di non farsi sopraffare dalle sue insicurezze, mentre Kai sembra scendere verso… che cosa? L’abbandono? L’autodistruzione? Una mancanza di fiducia nel futuro, forse a causa di qualcosa accadutagli in passato? Fatto sta che queste due direzioni opposte non potranno mai portare a un incontro, a una conoscenza reciproca, a una vera comprensione tra i due. A meno che non intervenga qualcosa a cambiare le cose. E quel qualcosa, un bel giorno, arriva davvero.

Una bella idea, una metafora accattivante, un buon risultato.

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la scala della vita…

due personaggi principali sono entrambi ben riusciti: Kai con quella sua aria da “bello & dannato” che chissà se è vera, e Noelle con la sua scarsa autostima, che la ragazza cerca di rafforzare con l’uso di calci, pugni e morsi, ma soprattutto con un carattere sempre teso verso l’allegria, verso l’ottimismo… o forse semplicemente verso il “facciamo finta che tutto vada bene e tiriamo avanti con un sorriso?”. Mah, chissà…

In ogni caso, al momento è Noelle la vera protagonista del fumetto, e a lei sono dedicate le pagine più significative e i messaggi più “seri” da mandare al pubblico.

La cosa è chiara fin da subito: quando la vediamo per la prima volta, all’inizio della storia, la ragazza sta facendo un provino per un ruolo da cheerleader; ma poco dopo scopriamo che è stata scartata; a quanto pare per colpa del suo fisico giudicato troppo “prosperoso” e abbondante per un ruolo come quello. E infatti il problema dato dalla percezione del proprio corpo (più in generale quello della propria persona), e quello del giudizio degli altri si rivelano essere fin da subito motivi portanti della serie. Essi rappresentano un enorme motivo di cruccio per Noelle, che mette sopra ogni altra cosa il desiderio di dimagrire e di essere accettata.

la nostra protagonista in tutta la sua gloria
la nostra protagonista in tutta la sua gloria

Peccato però che, parlando di semplice immagine, in questo caso la disegnatrice non renda giustizia al suo personaggio… o forse gliene renda troppa: Noelle, in effetti, è disegnata in maniera tutt’altro che abbondante, perlomeno per come io intendo la parola. Sì, ha qualche curva in più rispetto alle altre, ma appare sempre e comunque una bella ragazza, che io non potrei mai accusare di essere “troppa”. Ma credo che questo sia voluto, e stia a significare quanto spesso ci capiti di dare troppa importanza a problemi che in realtà non sono così gravi… oppure che nel mondo di oggi basta essere anche solo simili a Noelle, cioè belle più delle altre o anche solo con un fisico diverso dagli “standard”, per essere fuori dai parametri di bellezza, ma anche invidiate e odiate.

Ipotizzo anche che l’autrice sia dalla parte di Noelle, dato che in una vignetta successiva le fa dire: “so di avere un bel corpo, ma a che serve se mi causa solo invidie e malelingue?”, Per cui presumo che il vero problema della ragazza non sia tanto quello di essere grassa (non lo è!) quanto quello di essere vittima di invidie varie o di scherzi crudeli. Forse Noelle riassume in se stessa un po’ tutti questi motivi di disagio, quelli veri e quelli creati da noi stessi, ma solo l’autrice stessa potrebbe illuminarci in proposito.

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qualcosa non va…

Comunque, stile di disegno a parte, il tema c’è, è un problema REALE, qualcosa che per molte ragazze rappresenta un vero disagio, ed è una bella cosa il fatto che un fumetto se ne occupi. Soprattutto, credo sia ottimo il fatto che a parlarne sia una ragazza: il mondo del fumetto italiano ha davvero bisogno di donne che facciano sentire il loro punto di vista su questioni simili (visto che l’ho ripetuto?), così come ha bisogno di fumetti lieti, allegri, che non parlino solo di battaglie o di pseudo riflessioni filosofiche ma raccontino storie semplici, di tutti i giorni, con un po’ di umorismo e ironia. Oppure, come in questo caso, che insieme all’umorismo e alla “leggerezza” inseriscano anche qualche tema serio, degli spunti di riflessione.

Questo è anche uno dei motivi per i quali mi sto affezionando sempre di più a questi webcomic italiani: i loro autori, siano anche giovani, siano anche esordienti, si sforzano sempre di dire qualcosa in più, di dare alle loro opere un minimo di peso, piuttosto che rappresentare sempre i soliti combattimenti, le sparatorie, le pistolettate, i serial killer, i supereroi e via dicendo. Questo fa loro onore.

Ma ora proseguiamo con la recensione.

Dopo una prima presentazione dell’ambientazione, della protagonista e dei personaggi principali, l’azione inizia a dirigersi verso un culmine, rappresentato da una “grande sorpresa” che non voglio svelare, e che rappresenta la fine del primo capitolo di Hi/Lo. Da quel punto in avanti, ogni cosa sarà possibile, e credo che sarà solo nel prossimo capitolo che capiremo veramente dove e come l’autrice vuole portarci.

In effetti, la “grande sorpresa” non è delle più originali, anzi per certi versi è abusata… basta vedere quanti film sono stati fatti sull’argomento (che non svelo). Ma non credo che l’essere originale sia uno degli obiettivi dell’autrice; e in questo le do perfettamente ragione: al giorno d’oggi, soprattutto se si è giovani autori, e considerando QUANTO è già stato scritto su ogni tipo di argomento, credo che la cosa più importante non sia quella di essere originali o innovativi a tutti i costi (rischiando di scrivere cose ridicole), bensì di essere PERSONALI, cioè trattare argomenti anche classici secondo un nostro stile e una nostra sensibilità, dandone la NOSTRA versione.

Comunque, quello che per ora ci interessa è COME siamo stati portati fino a questo punto, al finale del capitolo uno, e direi che ci siamo arrivati con buona disinvoltura. Mantenendosi coerenti con se stessi, i vari personaggi, sia protagonisti che comprimari, si sono “raccontati”, hanno messo in luce le loro anime, e in pratica ogni elemento è stato messo in posizione e offerto al lettore, che ora è in grado di orientarsi in maniera ottimale all’interno della serie. Per cui, da questo punto di vista, il lavoro è ineccepibile, chiaro e apprezzabile.

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ecco…

Le cose che ho apprezzato di più? Le elenco:

1) la questione della percezione di sé, ma di questa ho già parlato.

2) la presenza di molti personaggi di contorno che non sono semplici comparse, ma che pare avranno un ruolo importante (a parte forse Naomi?) all’interno della trama. Ottimo: dei buoni comprimari servono sempre. Basta pensare ai film comici: quanto può far ridere un comico se non ha accanto una “spalla comica” che gli regga il gioco?

3) il fatto che ogni personaggio pare nascondere parti della sua vita passata o presente, o elementi della propria personalità, che non ha ancora svelato agli altri e ai lettori. Noelle pare avere qualche conto in sospeso con l’acqua; sua sorella ha dei “segreti” che non vuol rivelare, e Noelle stessa dichiara con rammarico di sapere poco di lei… e anche Ike ha forse dei desideri che covano in fondo al suo cuore ma dei quali non parla mai. Ben fatto anche questo: non svelare tutto, aggiungere profondità ai propri eroi può essere molto utile man mano che una storia va avanti.

4) Questo lo metto come pregio, ma sarà anche un difetto: il fatto che Noelle sia tutto sommato snobbata, malvista e poco considerata da chi le sta intorno è un altro elemento potenzialmente interessante. Bello vedere un “eroe” che non è tale, e neppure viene considerato tale, bensì nulla più che una ragazzetta rompiscatole che si autoinvita alle feste e vuol far sempre le cose a modo suo.
Anche questo dà personalità a Noelle, e la rende interessante in molti modi diversi. Ad esempio la sua reazione fa capire come sotto sotto, oltre ogni possibile sua battuta di spirito, lei soffra molto, e cerchi di contrastare nell’unico modo che conosce, cioè cercando di riderci su.

Nello stesso tempo, però, anche se è facile schierarsi dalla parte della nostra eroina, viene il dubbio che le cattive amiche e la sorella possano avere ragione, e che cioè Noelle sia ancora un pò infantile e incapace di capire che deve cambiare. In questo caso si potrebbe pensare di vederla anche maturare durante lo svolgimento della storia…chissà! solo il futuro potrà dircelo.

5) ovviamente, stile di disegno e colori.

E ora, come è giusto che sia, i pochi  difetti:
1) già detto anche questo: prima parte un po’ troppo semplice, rapida, un po’ povera rispetto alla seconda. Dialoghi da limare, da rendere meno didascalici e un po’ più vivi.

2) Sebbene ho detto di apprezzare il fatto che Noelle sia malvista, mi è parso che nella scena della cena a casa di Noemi (e dopo) si sia calcato un po’ troppo la mano. (Attenzione: rischio SPOILER)
Se Noelle e Noemi sono grandi amiche (lo dice Noelle stessa: quando si fanno delle cene Noemi invita sempre lei per prima!) come mai stavolta Noemi non sì è curata di invitarla di persona? E come mai si è bevuta le spiegazioni che le sono state date da altri senza neppure tentare di convincere Noelle a cambiare idea?  E quando poi inizia la cena, e successivamente quando tutti vanno al parco, di punto in bianco ogni pretesto diventa buono per dare addosso a Noelle, che viene praticamente insultata sia da sua sorella che da Candice. Sebbene Noelle abbia già citato il fatto che sua sorella preferirebbe uscire senza di lei, la cosa mi ha un po’ stupito: perché tanto odio? Di punto in bianco Noelle è diventata una persona scomoda, impicciona, noiosa, infantile, stupida, ingenua, che “si autoinvita alle feste” (ma Noemi non era la sua grande amica???) e che – per farla breve – è un ACCOLLO da portarsi dietro di malavoglia. Possibile che Noelle sia davvero così odiata?

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ecco, appunto.

Non so, Noelle potrebbe DAVVERO stare tremendamente antipatica a TUTTI, compresa sua sorella, e solo quella sera tutti i rancori sono finalmente venuti alla luce. Comunque mi ha davvero stupito vedere Noelle trattata così male e in modo così palese.

Intendiamoci: la scena funziona, i dialoghi vanno bene. E’ solo che, di fronte a un così grande voltafaccia da parte di quasi tutti i presenti, il mio dubbio è che la cosa sia stata esagerata volutamente, con l’unico obiettivo di dar vita alla scena principale, quella dalla quale inizierà la trama legata alla “sorpresa”. Forse quell’odio rappresenta, in pratica, un semplice escamotàge letterario. E’ necessario che Noelle si innervosisca per gli insulti, si separi dal gruppo e poi etc etc. Ma credo che la cosa poteva essere condotta in maniera meno “esplosiva”, in modo da dare meno l’impressione di una “esigenza di trama”.

Ma potrei sbagliare, e ogni elemento sarà di certo utile in futuro. Anche in questo caso, vedremo! In ogni caso, Hi/Lo rimane un bel prodotto. Non perfetto al cento per cento, ma che importa? L’importante è iniziare bene, e questo è stato fatto.

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Il gelato: l’arcinemico (dopo Kai) della protagonista.

IN DEFINITIVA Hi/Lo è frutto di un’autrice di sicuro talento grafico, che deve ancora maturare un po’ riguardo lo stile narrativo, ma che pure riesce a compiere in maniera pregevole il suo lavoro: intrattiene, diverte, provoca empatia, interesse e curiosità. Mi aspetto molto da lei.

Hi/Lo è un fumetto che può offrire tanto, se riuscirà a mantenere intatta la qualità, ricordarsi dei tanti spunti che ha seminato e soprattutto se riuscirà a rimanere personale e non “ammosciarsi” ora che la Grande Sorpresa è stata rivelata. Credo anche che con l’andare del tempo, e con il “crescere” della sua creatrice, potrebbe anche diventare qualcosa di più di una semplice commediola ma aspirare a ben altre vette comunicative. Questo sarebbe ottimo: ottimo per noi lettori, che ci ritroveremmo con un prodotto davvero significativo, e ottimo anche per l’autrice, che pian piano diventerà in grado (se ancora non lo ha fatto) di percepire da sola il suo evolversi, il suo cambio di prospettiva.

Giunti a questo punto ci si gioca il tutto per tutto. Io, da parte mia, faccio il tifo.

Brava Pocci!


UN PREGIO: la protagonista e i temi che l’accompagnano.

UN DIFETTO: la prima parte, meno matura del resto.

CHI COSA COME: “Hi/Lo”, un fumetto di Elisa “Pocci” Pocetta, disponibile gratuitamente per la lettura sulla piattaforma Shockdom a QUESTO INDIRIZZO.

Segnalo anche la pagina Facebook, nella quale oltre a questo fumetto potete trovare anche il bel Redmoon (che, credo, prima o poi troverete anche qui…).


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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