Pillola trentaquattro: “Crom”, di Marco Cannavò e Sudario Brando.

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La cover di Crom n.0 (prima versione)

Il mistero che da mesi ormai attanaglia il mondo del fumetto italiano è uno solo: chi è Sudario Brando? Chi si nasconde dietro questo particolarissimo e misterioso nome d’arte?

Secondo alcuni Sudario sarebbe un anziano e distinto signore che solo dopo aver raggiunto l’età pensionabile ha potuto finalmente dare vita a una sua antica passione per il disegno (una sorta di “Camilleri dei fumetti”, insomma). Per altri sarebbe invece un giovanissimo autore, appena uscito da una delle tante scuole dedicate al disegno e pronto a diventare famoso. Per altri ancora, i soliti bene informati, l’identità segreta nasconde un famoso autore in forza all’editore Bonelli, che solo lavorando in incognito e camuffando lo stile ha potuto occuparsi del tipo di fumetti che preferisce, e che le regole ferree della casa editrice più famosa d’Italia gli impediscono di disegnare.

Ma c’è addirittura chi dice che Sudario non esiste, e che dietro al suo nome si celi in realtà un agguerrito gruppo di fumettisti anonimi, i quali hanno dato vita a questo personaggio per motivi ancora segreti, forse nel tentativo di dar vita a un “colpo di stato artistico”. Sudario come eroe rivoluzionario, insomma, nato con l’obiettivo di essere l’antidoto alla quasi assoluta immobilità che per anni ha afflitto il mondo del fumetto italiano.

Comunque, sia quel che sia, l’unica certezza che abbiamo è il fatto che Sudario c’è. E, tra i tanti progetti nei quali è coinvolto al momento è anche il disegnatore ufficiale di Crom, fumetto fantasy scritto dal talentuoso e inarrestabile Marco Cannavò, la vulcanica mente che sta dietro al piccolo editore indipendente Play Seven.

Crom: il poster!
Crom: il poster!

Ma di cosa parla Crom? Nientemeno che di Ulcan, un antenato (ufficiale o ufficioso) di Conan il Barbaro, il famoso personaggio creato negli anni ’30 da Robert E. Howard. Conan lo conoscete sicuramente tutti, quindi è inutile che ve ne parli. Ulcan, invece, vive in un’epoca precedente a quella del suo famoso discendente; un’età ancora più primitiva, un “fantasy prima del fantasy” che ci riporta alle origini dell’umanità, a un’era nella quale – tanto per citare l’elemento più spettacolare del fumetto – gli uomini convivono con i dinosauri. E dove il principale obiettivo sembra essere quello di riuscire a sopravvivere in quel mondo tanto ostile.

Alla base di Crom sta dunque un concetto semplice. Ma Crom, pur nella sua semplicità, é un fumetto che intrattiene e diverte, che convince, ma che soprattutto stupisce per la personalità del progetto, per la sicurezza narrativa e per la professionalità e ricercatezza del segno grafico, costantemente in bilico tra una autoriale ricercatezza e una invidiabile immediatezza e semplicità. Il tutto si adatta molto bene a una trama e una ambientazione essenziali, in bilico tra passato e presente, dai toni epici quanto basta (senza essere retorici o stucchevoli), e che trasmettono un piacevole senso di avventura dal gusto vagamente retrò.

Gli elementi che ho appena citato si notano soprattutto nella breve storia contenuta nel “secondo numero zero”, la quale racconta, come nella migliore delle tradizioni, un tragico episodio della gioventù di Ulcan. Ebbene, la storia è davvero – DAVVERO – ottima. Sia per la trama (essenziale e classica ma matura), sia per i dialoghi azzeccati, ma anche per la maniera con la quale essa è narrata e disegnata. Il breve racconto presenta infatti una sicurezza, una linearità, una personalità e una precisione che non posso essere altro che frutto di una grande maturità artistica, e che si distacca totalmente da numerosi fumetti altrettanto indipendenti o “amatoriali” che mi è capitato di leggere, nei quali l’approccio narrativo era standardizzato, semplicistico e/o poco personale.
Per capire la potenza espressiva di quel breve racconto basta pensare al fatto che – come già era in parte accaduto nel numero (zero) precedente – il cattivo di turno, che poi è un enorme dinosauro, è lasciato quasi completamente fuori scena, in modo che il compito di “evocarlo” e renderlo spaventoso sia lasciato totalmente al lettore. Idea di grandissimo effetto e di infinito valore, che a livello di impatto narrativo mi ha ricordato alcuni episodi di Ken Parker, il meraviglioso fumetto western di Berardi & Milazzo.

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GARGOLLA STRIKES!

Per quanto riguarda i contenuti, dunque, Crom non ha nulla da invidiare a nessuno, anzi posso dire tranquillamente che insegna anche più di una lezione ad autori e lettori. Ma un’altra elemento che va assolutamente citato – in senso positivo – è il modo col quale il progetto è stato messo in piedi e organizzato, con un gran profluvio di gadget, edizioni Variant, sorprese e via dicendo: in un’epoca nella quale tutti badano al risparmio, cercando di uniformarsi a stili grafici ben precisi, a una “artistica sobrietà”, ma soprattutto a una semplicità di offerta, Crom si contraddistingue invece per una confezione che non si fa problemi ad osare.

Collezionisti attenzione: di questo personaggio – da quel che sono riuscito a vedere fino ad ora – esistono infatti DUE numeri zero, ciascuno con copertina diversa, uno con un poster allegato e il secondo con una storia più lunga e addirittura due diversi set di adesivi in perfetto stile Editore Corno (quella che pubblicava gli albi Marvel in Italia negli anni ’70 e spesso li promuoveva proprio con iniziative del genere).

Ma la cosa non finisce qui. Di Crom potete infatti trovare:

  • – la canzone ufficiale con tanto di videoclip,
  • – le magliette,
  • – il vino rosso in confezione pregiata,
  • – la “busta sorpresa” con dinosauri e uomini primitivi in plastica,
  • – il megabusto di Crom in persona,

…e non so quante altre cose, a dimostrazione (oltre che di una notevole perizia nel campo promozionale) di un grande… io lo definirei ottimismo: un sincero desiderio di imitare i propri miti di gioventù e di far conoscere nel migliore dei modi il proprio lavoro, facendo contemporaneamente godere i lettori di tutti quei piccoli “trucchi” (i gadget, appunto) che li deliziavano quando erano più giovani.

Un altro gadget legato a Crom da me scovato su Ebay
Un altro gadget legato a Crom da me scovato su Ebay

Questa è una cosa che ho molto apprezzato, in effetti. E mi riferisco sia a CROM inteso come “prodotto” sia all’opera artistica di per sé.
L’ho detto anche prima: lì dove il fumetto italiano cerca spesso di “elevarsi”, di mettere giacca e cravatta per fare bella figura nei salotti intellettuali, Crom compie invece il percorso inverso, tornando alle origini del divertimento, a una semplicità (l’ho usata già troppe volte questa parola…) che racconta un vero amore per il media e per la materia narrata.
È difficile infatti, quasi impossibile vedere dietro a questo fumetto solamente degli ingegnosi piani di marketing. Sicuramente la necessità di vendere e di “vendersi” è stata tenuta bene in considerazione dai suoi autori, ma oltre a questo credo che la componente nostalgica abbia avuto la meglio quando si è trattato di dare una personalità all’opera. Si è narrato per il piacere di narrare, accontentando prima di tutto se stessi, e si è messo in piedi il fumetto cercando di ritrovarci tutti quegli elementi che un tempo, prima dell’avvento di Playstation e cazzo vari, lo rendevano qualcosa di “magico”.

In questo senso l’operazione è perfettamente riuscita, Crom ha una sua grande personalità; ma se per caso avessi sbagliato, se per caso una parte “ludica” non esiste e gli adesivi, i poster e tutto il resto sono semplicemente il frutto di biechi calcoli monetari, ugualmente credo che molti autori di fumetto dovrebbero prendere questo fumetto come esempio.

La cover di CROM Zero/due
La cover di CROM Zero/due

Sapersi vendere, saper incuriosire e attirare il pubblico (e non rifuggirlo con uno snobistico disprezzo come fa qualcuno), sapersi distinguere tra gli altri, andare attivamente a cercare i propri lettori sfruttando diversi canali di comunicazione, è qualcosa di molto importante al giorno d’oggi. Anzi, direi quasi che – paradossalmente – una buona presentazione vale forse più di un grande talento, almeno all’inizio.

Ad oggi non so se la “tattica” ha avuto successo e quale sarà il destino futuro di Crom. Non so se sarà un’autoproduzione, se ha già un editore o se lo sta ancora cercando… o se è interessato a farlo. Quello che so è che il fumetto ha le carte in regola per essere interessante, “giovane”, accattivante, emozionante e graficamente sorprendente. Tutto sta nel vedere se e come si svilupperà la trama, unico elemento purtroppo ancora poco presente (e non poteva essere diversamente, essendo usciti solo 2 semplici numeri d’anteprima), ma che è quello che ci incuriosisce di più.

Intanto, il misterioso Sudario conquista il web anche su Verticalismi.it
Intanto, il misterioso Sudario conquista il web anche su Verticalismi.it

Nell’attesa però il fumetto va sicuramente lodato. L’ho detto: è immediato, divertente e epico. Ha una sua grande personalità, un fascino da tempi andati (mi chiedo: avrà però lo stesso fascino per il pubblico di oggi?), e uno stile grafico… boh, non so bene come definirlo, da quanto è personale. Fatico quasi a trovare dei paragoni. Mi verrebbe in mente una dinamicità alla Jack Kirby, mescolata però a una linea chiara molto europea, quasi francese, a sua volta ibridata con dei neri e un’ironia molto italiani.

Non posso che essere più che soddisfatto da un fumetto simile. Sinceramente, l’efficacia delle brevi storie riesce a convincere a una prima occhiata anche chi non si aspetterebbe molto da premesse “fantasy”; e sarebbe bello – MOLTO BELLO – poter leggere qualche avventura di Ulcan che sia più lunga e più complessa. Auguro dunque buona fortuna a Crom e ai suoi autori. Di barbari armati che mettono ko pterodattili c’è sempre bisogno.


UN PREGIO: il personalissimo stile del disegnatore, l’amore che traspare da storia e disegni, e l’azzeccatissimo marketing.
UN DIFETTO: c’è ancora poca storia da giudicare, ma al momento difetti non ne vedo.
CHI COME COSA:Crom – il segreto dell’acciaio” un numero zero, anzi due, scritti da Marco Cannavò e disegnati dal misterioso Sudario Brando. Spillato, b/n, con poster o adesivi + gadget vari ed eventuali.

Se cercate CROM, potete trovarlo QUI e QUI


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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