Pillole di Saggezza (3): “Khulthagar”, “T.A.’s Graphic Novels”, “A train to Hell”

11111   TAS    train

Per ogni webcomic del quale ho parlato, ce ne sono moltissimi che non appariranno (almeno per il prossimo futuro) in L110P. 

Questo per vari motivi: alcuni sono molto belli, ma iniziati da troppo poco tempo per poterci ricavare un articolo. Altri sono ancora troppo “acerbi”, imperfetti o non così professionali (e recensendoli ADESSO farei loro più male che bene). E altri ancora hanno storie interessanti ma che ancora non sono “decollate“. Ma anche se non ho quello che mi serve per parlarne, penso che tra essi ce ne siano alcuni che meritino comunque di essere citati, perché anche dal poco che si vede sembrano promettere una certa qualità.

Ho deciso quindi di dedicare a tali fumetti questa mini-rubrica totalmente aperiodica, nella quale inserirò le opere che a mio parere meritano di essere lette. E chissà, se riuscirò a proseguire con il mio blog potrei tornare a parlarne in futuro, quando (e SE) avranno mantenuto quello che promettono.

I SEGNALATI di oggi sono:

khulth11. KHULTHAGARfumetto fantasy in formato striscia, disponibile gratuitamente online sul suo SITO UFFICIALE e sulla sua pagina Facebook

Secondo il suo autore Oombriel, “Khulthagar è una parola dispregiativa che proviene dalla lingua comune utilizzata da Orchi, Goblin e Hobgoblin, il Khultha. Chiamare in tal modo una di queste creature può far degenerare qualsiasi delicata situazione di equilibrio instauratasi con essi. I protagonisti sono quindi quattro famigerati elementi di varie razze delle tenebre, ognuno con la propria perversione degna di ogni buon cattivo. La loro sete di guerra li conduce a Ukrantash, una terra arida in cui si sta accumulando un imponente esercito al servizio di un crudele padrone. Malgrado le loro esperienze passate, dovranno dimostrare di cosa sono realmente capaci, affinché possano rivendicare il loro antico titolo di Generali.

Il fumetto attinge a piene mani da un immaginario fantasy classico; ma ne fa uso in maniera ironica, lo “ribalta” (gli “eroi” di K. sono i più orribili cattivi), e lo tramuta in strisce divertenti sulla falsariga di quelle di Bigio in Drizzit, senza dimenticare di costruire un vero e proprio “mondo”, con le sue razze, paesi, usanze e follie, nel quale i suoi fetidi eroi possono dare il meglio di loro stessi.

Piacevole da leggere, non particolarmente originale (ma non credo fosse sua intenzione), per forza di cose debitore di un genere e di alcuni autori come il Bigio appena nominato, e ancora in parte derivativo e amatoriale, il fumetto si riscatta grazie ai suoi folli personaggi, alle assurde creature fantamitologiche che lo popolano, ma soprattutto grazie alla sua cattiveria, che non risparmia niente e nessuno. Bello per una volta assistere a una storia nella quale è il male assoluto che trionfa, mentre del bene non c’è proprio traccia. Buoni anche i dialoghi, fluidi; e anche l’approccio al formato “striscia”, che è uno dei più difficili, è affrontato con sufficiente disinvoltura.

Unico grosso “guaio”, al momento, è il disegno, poco efficace (anche se qualche piccolo passo avanti è stato fatto), e che credo costringa anche il suo autore a “frenare” certe sue idee. Forse sarebbe utile cercare un disegnatore già “svezzato”? Credo che l’opera ne risentirebbe in positivo. Comunque, possibilità di crescita.

TAS32. T’A’s Graphic Novels non è un unico fumetto ma una pagina FB, curata da un autore sicuramente giovane ma a mio parere promettente. Al suo interno potete trovare le sue Storie Tristi (mute e, in effetti, tristi…), ma anche avventure complete che spaziano dal comico (Sigmund’s Manor – le liete avventure di un vampiro tedesco e povero che vive in Sardegna, nientemeno) al tragico (come White Ink Path, storia d’amore paranormale).

Il segno grafico è sicuramente da affinare, in molte pagine è davvero amatoriale, e come nel caso precedente è molto più facile vedere gli errori che i pregi; ma a mio parere l’autore che sta dietro la pagina sa il fatto suo, riesce già a muoversi con destrezza all’interno delle sue storie e ha già sviluppato uno stile che – sebbene per certi versi ancora retorico nei messaggi e nelle scelte “tragiche” e “commoventi” – nasconde delle doti valide. Già il fatto che riesca a mettere insieme storie complete come Sigmund o White Ink (di ben 104 pagine), che hanno un ben delineato inizio, uno svolgimento e una fine coerente, mi fa credere che in lui esistano delle vere capacità di narratore, che col tempo sicuramente si svilupperanno.

Per cui, nonostante la fatica ad affrontare disegni spesso non all’altezza, la lettura delle sue GN mi ha piacevolmente stupito: saper raccontare non è da tutti. Il mio consiglio? Proseguire dritti su questa strada. E se son rose, sicuramente fioriranno.

train23) A TRAIN TO HELL, è l’opera di un giovane autore che già avevo segnalato all’epoca della mia prima “pillola di saggezza”, e cioè il creatore di Raven’s Revenge. Già in quell’occasione avevo lodato il suo segno “manga” semplice e comunicativo e il suo stile narrativo straordinariamente semplice ma efficace, e a distanza di tempo eccomi qui a ripetere le stesse cose: Il nostro amico ha infatti messo mano a un nuovo fumetto, un horror western ancora tutto in divenire, che voi potete leggere QUI, e nel quale ha ulteriormente affinato le sue doti. ATTH è un lavoro forse ancora imperfetto, ma mostra un talento che mi pare in rapida ascesa, soprattutto considerando che tra questo fumetto e R’sR il tempo passato è veramente poco.

Il miglioramento, qui, si vede a vista d’occhio; per cui non posso fare altro che segnalarvelo di nuovo! Bravo!


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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