Pillola trentasette:”Cthulhu Chronicles”, di Fry (Francesca Basso) e Ren (Sonia Amaduzzi)… e, in un certo senso, anche di H.P. Lovecraft e Davide Bergamini

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Quando qualcuno pensa al maestro dell’orrore Howard Phillips Lovecraft, ai suoi racconti, ai terribili Grandi Antichi (le divinità disumane e aliene che popolano le sue pagine), alle ambientazioni cupe e maledette delle sue storie, ciò che immagina è qualcosa di molto simile all’illustrazione che vedete qui sopra: una villa in stile americano, antica, isolata, circondata da alberi morti, immersa in strane e indescrivibili tenebre nelle quali aleggiano presagi di morte, presenze allucinanti e folli luci verdastre. 

Nella mente di chi pensa ad HPL si fanno subito strada storie di orrore cosmico e di dannazione eterna, mostri disumani che piombano inattesi a distruggere le vite di poveri protagonisti condannati a priori, i quali possono solo soccombere e impazzire davanti alle orribili visioni che li aspettano.

Ma cosa pensereste VOI se, aprendo le pagine di “CTHULHU CHRONICLES“, fumetto dedicato proprio a Lovecraft, trovaste QUESTI PERSONAGGI?

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TA-DAAAAA!

 Cthulhu Chronicles (che ribattezzo subito CTC, perchè a mettere nel posto giusto le H di CTHULHU impazzisco tutte le volte) è un particolarissimo fumetto che… beh, lo vedete da voi quello che è: un ibrido assurdo (detto in senso buono) all’interno del quale il terrore cosmico Lovecraftiano incontra la pucciosità più totale, grazie alle idee e allo stile di due autrici che NON rinunciano all’orrore (anche ESTREMO), ma scelgono di mostracelo in una personalissima e originale versione, con simpatici eroi superdeformed coinvolti in avventure nelle quale il caos cosmico regna sovrano, e la morte è sempre in agguato.

E dico CAOS non a caso, in quanto le sorprese all’interno di CTC non finiscono qui: il fumetto, che trovate gratuitamente online QUI, altro non è infatti che la versione scritta & disegnata di avventure vissute dalle autrici in due lunghi anni di un Gioco di Ruolo dedicato ai mostri di HPL, riadattate e disegnate da Fry (Francesca Basso) e da Ren (Sonia Amaduzzi) e basate su una storia originalmente creata dal master Davide Bergamini.

Dicono infatti le autrici nella presentazione della loro opera:

Tutto ciò che accade è frutto del caso, perciò non arrabbiatevi con noi: è sempre colpa dei dadi!

Forte, no?

E in effetti sono stati proprio questi due motivila pucciosità applicata ad HPL, e la peculiare via di creazione delle trame che mi hanno spinto a leggere e recensire il fumetto, dedicandogli uno spazio e una recensione, sebbene i risultati non siano del tutto ottimali. Di questo, però, parleremo dopo.

Ma per iniziare, sotto con la trama! 

CTC: dove l'orrore supremo si fonde con il puccioso più puccioso!
CTC: dove l’orrore supremo si fonde con il puccioso più puccioso! E bellissima questa prospettiva distorta!

Londra, 1889. Tre perfetti sconosciuti, un meccanico, un’illusionista e una psichiatra, si risvegliano chiusi in tre bare all’interno di una sinistra magione. Sfuggiti per miracolo alle perfide mire di un misterioso assassino che desidera offrirli in sacrificio alle sue divinità pagane, i tre sono costretti a lasciare la sicurezza delle loro case e delle loro vite e imbarcarsi in un viaggio forse senza ritorno, che li porterà a indagare su misteriosi casi di morte, su Sette Occulte, su Grimori Magici, su Follia e Distruzione, mentre intorno a loro la gente muore nei modi più atroci, e mentre una nera nube di follia minaccia di inghiottire ogni cosa.

Fine trama!

In realtà, non c’è molto che io possa dire riguardo a questo fumetto, perchè esso si spiega da solo. A dire il vero credo che non abbia neppure bisogno di un mio “incoraggiamento”, in quanto le due autrici hanno messo in piedi un progetto che le diverte in pieno, che le appaga al 100%… e quando c’è la passione c’è poco da aggiungere. E’ proprio questa, infatti, il Primo Motore, l’elemento che ci fa fare sempre un passo in più, che ci spinge a continuare, e che rende vincente in partenza ogni progetto, soprattutto se originale come questo. Ma cercherò comunque di fare del mio meglio, tentando di dare un giudizio obiettivo sui contenuti, e stabilire quali sono i lati positivi e negativi di CTC. Cercando anche di essere conciso, se ci riesco (mah, non credo).

IL CAOS REGNA!!!!
IL CAOS REGNA!!!!

Iniziamo dai PREGI, i quali ho in parte già accennato. 

1. LO STILE, inedito e personale, che porta all’estremo suo limite il mondo cupo e devastato di HPL, ibridandolo, facendolo “accoppiare” in una profana unione con un segno che dell’orrore NON HA NULLA, che non si può dire sia del tutto compatibile col contesto, ma che pure riesce a provocare qualche brivido quando la situazione la richiede.

Il segno, infatti, è puccioso solo all’apparenza: anche se ci sono delle gag, esse sono esterne rispetto alla trama principale, che è al 95% seria come si conviene. E sebbene lo stile sia semplice (a volte, ahimè, semplicistico) e tendenzialmente “allegro”, esso riesce lo stesso ad evocare le atmosfere che HPL richiede. Questo anche col supporto di una colorazione acida, malata, che non sbaglia mai un colpo ma si dimostra sempre all’altezza della situazione.

Mi vengono in effetti in mente un paio di tavole che avrei voluto postare qui, e che sono più efficaci di mille parole per descrivere come un tipo di disegno apparentemente lezioso possa dimostrarsi più che efficace nel mostrare scene che sono agli antipodi riguardo ai contenuti. Ma non lo farò, in quanto potrei spoilerare delle parti di trama, e questa è una cosa che non faccio (quasi) mai, a meno che non ci sia un valido motivo. Per cui, dovete accontentarvi della mia parola, o al limite constatare di persona andando a leggere.

Posso però postare questa pagina, che insieme alla copertina del primo capitolo, mi ha molto impressionato:

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Chi sbuca dalla torbida nebbia? Oh, beh, parrebbe Cthulhu (odio scrivere questo nome pieno di H! Lo odio!!!)… e parrebbe anche parecchio inquietante. Per cui, riguardo a ibridazione, atmosfere e aderenza all’universo HPL, il segno è PROMOSSO. 

E dirò di più: per quanto questo abbinamento non sia nuovo (basta vedere quanti fumetti e gadget buffi a tema Lovecraft escono via via), la scelta grafica si dimostra comunque personale, coraggiosa e adatta alla parte. Sebbene per forza di cose molti elementi siano semplificati (a volte anche troppo: vedi i cani…diciamo MOSTRUOSI… alla festa), e ci sia qualche problema da parte delle autrici a gestire le scene “di movimento” e le prospettive (il segno risulta molto più espressivo nelle illustrazioni), l’orrore rimane, cosa che credo sia molto importante in un fumetto simile.

2. Il secondo PREGIO è sicuramente la personalità di TUTTO il progetto, a partire dall’ideazione surreale, dalla scelta del segno, fino ad arrivare al bel sito che è stato messo in piedi, e che contiene le versioni del fumetto ordinatamente condivise e in tre lingue diverse. Questa è una buona cosa: più lingue hai a disposizione e più pubblico puoi trovare; e quello di lingua inglese è sicuramente il più vasto e forse il più aperto a simili sperimentazioni.

Ma a parte questo è tutto il sito ad essere ben ideato: c’è la sensazione di antico, di vecchia carta, ci sono i vecchi giornali, la parte retrò è ben curata e molto adatta alla parte e ci sono anche scelte grafiche e narrative belle da vedere e da leggere (ad es. il diario, che fa molto HPL, ed è uno strumento utile per lo scrittore che ha tanto da dire e poco spazio per farlo)

3. il terzo pregio è infine il concetto dei giochi di ruolo che stanno alla base della trama, il tentativo di fare qualcosa di nuovo, sperimentale e in certo senso imprevedibile, di rendere omaggio allo scrittore di Providence ma nello stesso tempo dando vita a qualcosa di personale. Ho apprezzato il fatto che QUESTO omaggio non possa essere scambiato con quello di NESSUN ALTRO: CTC è CTC, e stop.

Trovo inoltre che per quanto sia semplice (a volte anche troppo), la trama sia efficace nel creare quel minimo di coesione e di suspance necessaria a portare avanti le trame horror, coinvolgendo, non annoiando e non confondendo il lettore. E’ una cosa che alcuni danno per scontata, ma che non lo è affatto: essere chiari, concisi e d’effetto non è facile, neppure quando si scrivono storie semplici disegnate coi “pupazzetti”.

Sarà perché il progetto nasce sfruttando un universo già ben conosciuto e “solido”, coi suoi leitmotif e i suoi cliché, sarà che la base di tutto è un GDR ben organizzato, sarà che i suoi eroi sono stati sviluppati (ovviamente) con quel minimo d’attenzione e dovizia di particolari atto a renderli peculiari, ma in ogni caso il fumetto è ben congegnato, i suoi eroi sono simpatici (personalmente preferisco il sempre silenzioso e imperturbabile John P. Paul), i comprimari utili e le ambientazioni stilizzate ma efficaci.

...e poi ci sono anche le gag alle fine di ogni storia!
…e poi ci sono anche le gag alle fine di ogni storia!

Ma è tutto perfetto in CtC? Eh, beh, non proprio.

Lo stile, così assurdo eppure così adatto, mi piace, l’ho detto. Però va ancora maturato. In parte questo percorso è già visibile e chiaro, per cui ho buone speranze riguardo al futuro della serie (penso anche che – quando la disegnatrice avrà preso ancora più dimestichezza con la materia che tratta – CTC potrebbe fare un discreto passo avanti dal punto di vista grafico, perfezionando quel mix tra sogno e follia sul quale ondeggia al momento)… ma ora come ora vedo ancora qualche imprecisione e iper-semplificazione che non giovano all’opera. Mi riferisco per la precisione a certi sfondi fin troppo stilizzati, a certe prospettive troppo “elementari”, a certe sproporzioni tra personaggi e ambienti che credo spariranno col tempo ma che andrebbero già da ora curati meglio, e un’attenzione riguardo ai corpi dei personaggi – quando essi sono inquadrati a Figura Intera – che è molto minore rispetto a quella affidata ai visi.

E riguardo le storie… pervade nella loro composizione l’impressione di leggere qualcosa che sia (anche qui come nel segno, seppure per motivazioni molto diverse) ECCESSIVAMENTE semplificato. Mi riferisco al linguaggio, basilare e stringato fino a diventare in alcuni casi impreciso grammaticalmente e strutturalmente, ma mi riferisco anche alle trame, che se davvero sono semplice riproposta di avventure “giocate” sono ancora troppo semplicistiche, a volte ingenue, adatte forse a un gioco ma molto meno a un racconto… mentre se sono state invece “rielaborate” non credo lo siano state abbastanza.

Il punto forte di CTC sono di certo i personaggi, i rapporti tra di loro e la suspance riguardo il loro futuro (mi piace anche il fatto che in CTC muoia molta gente, via il vecchio e dentro il nuovo!), ma per quanto riguarda le scelte logiche, le svolte di trama, le indagini che i nostri eroi si trovano ad affrontare, siamo ancora più nell’amatoriale che nel racconto vero: la trama è “narrata a grandi linee“, solo poche volte vissuta “in diretta” dai nostri eroi ma quasi sempre raccontata a posteriori in forma di diario, risultando più simile al riassunto di un fatto piuttosto che la descrizione del fatto stesso; e sebbene la scelta sia di certo sensata e adatta al genere letterario al quale si rifà, non posso promuoverla al 100%: tralasciando inutili paragoni con il prolisso Lovecraft (che comunque non era nemmeno lui un genio dell’arte di scrivere), appare chiaro che l’eccessiva brevità nuoce alla trama, e che narrare sempre a posteriori fa perdere un po’ del necessario coinvolgimento, così come accade quando si guarda un film… oppure se ne ascolta il riassunto fatto da un amico.  

Faccio un esempio pratico riguardo la brevità/ semplicità, premettendo prima che c’è un piccolo SPOILER!!!!, quindi chi vuole leggere il fumetto NON legga questa parte:

qui ci metto una bella immagine, così potete evitare di sbirciare e leggere le righe successive.
qui ci metto una bella immagine, così potete evitare di sbirciare e leggere le righe successive. Ottime atmosfere.

SPOILER: Quando ad esempio si parla della Nube, viene detto che è comparsa con l’arrivo del libro. E’ stato fatto un “terribile rito”, che ha provocato la morte dei partecipanti e continua a provocarne, il libro è stato portato via e la nube se n’è andata. Ma ora che il libro è tornato indietro, ci viene detto che la nube tornerà, in quanto segue il libro stesso e ogni suo movimento! Ma se è sufficiente portare via il libro per far sparire la nube, a che è servito il “rito” mortale, e come mai ora tutti si preoccupano tanto? Portate il volume al Polo Nord, seppellitelo lì, la nube lo seguirà e buonanotte al secchio! Oppure ho capito male io?

Oltretutto, in una disdascalia viene detto che “il libro è stato scritto in una lingua ormai dimenticata“… ma in quella sotto viene detto “nel libro scoprimmo una pagina che parlava della nuvola“. Ma se la lingua è ormai dimenticata, com’è che di punto in bianco tale volume viene tradotto?

In ogni caso, che io abbia capito bene ciò che ho letto, oppure no (la lingua “dimenticata” potrebbe esserlo stata da MOLTI, ma non da TUTTI, come il latino), il fatto che il testo crei dubbi in chi legge non è una cosa positiva. E sebbene io NON voglia suggerire che è necessario sempre stare a spiegare per filo e per segno ogni svolta di trama con dovizia di particolari, consiglierei le autrici di fare attenzione alle eccessive semplificazioni, o alle svolte inserite con troppa disinvoltura. Questo non perchè voglio criticarle o sottostimare il loro lavoro, ma per una semplice constatazione: dopo aver trovato qualche semplificazione eccessiva il lettore occasionale può smettere di aver fiducia nella storia, decidere che non può aspettarsi nulla di troppo coinvolgente, e iniziare a seguire il webcomic distrattamente, o abbandonarlo del tutto.

Se faccio presente queste cose, dunque, – e ci tengo a dirlo – non è per fare vedere “quanto sono bravo” (io lo dico sempre che sono un perfetto idiota), ma per poter dare agli autori un’immagine quanto più veritiera del loro prodotto, e delle impressioni che suscita in chi lo legge con un minimo di attenzione. Nessuno pretende che chi legge sia d’accordo con ciò che dico; ma nel caso trovasse delle cose giuste tra le mie parole, questo potrebbe servire a qualcosa.

Ecco: fare recensioni dovrebbe servire a questo; fermo restando che spesso il pubblico si ferma molto prima del recensore, limitandosi a godersi la trama e i disegni, non notando alcune imprecisioni ma riuscendo ad apprezzare il prodotto di cui si parla. Forse, anzi, apprezzandolo molto di più. (NOTA: Parlando in generale questo spiega perchè una critica negativa a volte non coincide con il giudizio del grande pubblico -che magari, invece, apprezza – e viceversa. Ma questo è un altro discorso, e ha poco a che vedere con CtC.)

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IN DEFINITIVA: CtC è sicuramente un fumetto da promuovere, anche se per certi versi lo è più per le intenzioni e per la personalità che per un effettivo valore a livello di racconto. Il tentativo di riportare in vita le creature di Lovecraft è lodevole, la scelta del segno inconsueto è molto personale e interessante, e pur con qualche debolezza – qualcuna da “fumetto amatoriale” – le tavole sono ben costruite e in alcuni casi riescono a donare al lettore uno straniante senso di follia e di terrore. In più, l’opera intrattiene, diverte e tiene sempre desta l’attenzione del lettore, complice anche l’affascinante approccio grafico. Mancano, è vero, al momento, quelle doti, quella complessità di trama, quel senso di contemporaneità narrativa che renderebbero CtC un “vero” fumetto, togliendo in chi legge l’impressione di star consultando dei semplici “riassunti illustrati” di avventure già vissute, ma questo non vuol dire che questi elementi non appariranno in futuro, seguendo la crescita professionale delle sue creatrici che credo sia già iniziata.

Al momento sono sicuro che le autrici di CtC si stiano divertendo molto e che in questo fumetto mettano tutte loro stesse, cosa che si percepisce in pieno, è assolutamente apprezzabile ed è anche il motivo principale per il quale consiglio loro di continuare assolutamente: i risultati ottenuti sono già buoni, c’è personalità e buon gusto… e in quanto ai difetti – al momento giustificabili visto che non stiamo parlando di professioniste – c’è una sola cosa che si può dire: disegnare, scrivere, sono gli unici modi attraverso i quali si può maturare; e se lo si fa con passione si ha già raggiunto in partenza un grosso obiettivo. Tutto il resto verrà da sé.

Sia per la simpatia del progetto, sia per la sicura presa che certi temi horror hanno sul pubblico, leggere CTC è divertente e piacevole, e non si rimpiange il tempo perduto. Oltretutto, c’è una sottotrama che si sta evolvendo di storia in storia, e che è il motivo per il quale si continua a seguirlo con piacere (insomma, cosa accadrà??? Ed è proprio Nyarlatothep quello che si è appena fatto vivo???). In più, nelle ultime puntate lette da me, stanno facendo capolino altri personaggi tratti dal Pantheon Lovecraftiano, la situazione per i nostri eroi si sta complicando, e contrariamente ai primi capitoli, ora la storia si sta svolgendo nel presente narrativo dei protagonisti (“in diretta”, quindi, come dicevo prima…) per cui le premesse per il futuro sono buone, e il miglioramento che spero di vedere credo sia già in atto.

Spero dunque, prima che la città sommersa di R’Lyeh risorga dalle acque e Cthulhu ci inghiotta tutti, di poter continuare a leggere CtC per molto tempo ancora.

Cthulhu F’thagn.


UN PREGIO: personalità e stile!

UN DIFETTO: disegno da perfezionare e trame eccessivamente semplici e semplificate, narrate quasi sempre come “riassunti”.

CHI COSA COME: “Cthulhu Chronicles,  uno webcomic di Fry (Francesca Basso) e Ren (Sonia Amaduzzi) basato su avventure ideate dal Master Davide Bergamini e disponibile per la lettura QUI


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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2 commenti

  1. Grazie per la recensione!!!
    Ci fa molto piacere poter leggere una critica costruttiva al nostro lavoro, per poterci migliorare!
    Siamo partite con il disegnare per hobby e per ricordarci le storie giocate, siamo felici che più di qualcuno abbia apprezzato quello che stavamo facendo, ci ha spronato a continuare.
    In effetti anche noi col tempo abbiamo notato le lacune di disegno e trama, e ci stiamo applicando per sistemare queste mancanze, sicuramente dal Secondo Atto non ci sarà più il “raccontato”, ma il direttamente vissuto.
    (Per la questione della Nuvola…è in effetti molto più complicata di quello che sembra…)
    Ci impegneremo a colmare le lacune, per renderlo un prodotto più piacevole e interessante!

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    • Grazie a voi per la cortesia! Il vostro prodotto rimane comunque qualcosa di molto personale e interessante, per cui avete già vinto in partenza proprio per il fatto che lo avete fatto esistere. Buon lavoro, dunque!

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