“QUANDO LA FIERA COMICS&GAMES DIVENTA EUROPEA”, un contributo di Alessandro Sidoti

Alcune settimane fa, in occasione di Perugia Comics, mi sono fermato a chiacchierare con Alessandro Sidoti, sceneggiatore del fumetto Balthazar l’Implacabile disegnato da Rossana Beretta, e del quale ho avuto modo di parlare in precedenza (qui). Durante la nostra conversazione abbiamo ovviamente toccato il tema delle autoproduzioni, e del modo in cui esse vengono recepite dal nostro pubblico e dagli addetti ai lavori; e mentre eravamo d’accordo sul fatto che esiste ancora un po’ di scetticismo e/o di indifferenza riguardo i nuovi autori, gli esordienti e coloro che producono da soli le proprie opere, Alessandro mi ha stupito raccontandomi come all’estero la realtà sia molto diversa, al punto che – fatte ovviamente le dovute distinzioni – fuori dall’Italia un artista è considerato unicamente in quanto tale, e messo quindi sullo stesso piano dei professionisti più affermati.

Non so dire se tutte le realtà straniere siano dello stesso livello (anche se ho avuto più di una testimonianza a favore dei circuiti stranieri), e non sono certo qui per fare di tutta l’erba un fascio, sia in senso positivo che negativo, ma l’esperienza mi è sembrata così interessante e utile che ho subito chiesto ad Alessandro se avesse avuto voglia di scriverla per una pubblicazione su L110P; e lui – nonostante gli impegni – è stato così gentile da inviarmela il prima possibile. La pubblico qui, senza alcuna modifica o taglio, sperando che sia d’utilità anche a voi lettori (e aspiranti autori).

Grazie mille ad Alessandro Sidoti per la sua cortesia e disponibilità.

La cover di

La cover di “Balthazar l’implacabile” volume 1

“QUANDO LA FIERA COMICS&GAMES DIVENTA EUROPEA”
Esperienze personali di un autore di fumetti autoprodotti alle manifestazioni di fumetti europee.

Imbarcarsi in un’autoproduzione è oggettivamente un’impresa titanica. Se questa impresa poi incomincia nella nostra beneamata Italia è ancora “più” titanica. Non mi soffermerò sulle mille realtà differenti dello Stivale Tricolore. Non manchiamo né di possibilità, né di talento. Non manchiamo né di organizzatori capaci, né di spazi o location stupende. Il problema riguarda chi e come gestisce tutto questo.

Quando il tuo lavoro, un fumetto autoprodotto, dipende quasi interamente dalla tua capacità di promuoverlo e di farti conoscere, in Italia la via da percorrere è solo una: pagare salatamente i propri spazi espositivi. E qui sembrerebbe qualcosa di facile: come entrare in un supermercato, puntare un pacco di biscotti e andare alla cassa per pagare. Non è sempre così semplice. Ritornando all’analogia, in Italia quando le manifestazioni sono “importanti”, il nostro pacco di biscotti avrebbe un costo che varia da il prezzo originale a dieci volte tanto a seconda di chi siamo o chi rappresentiamo. Oppure il contenuto del pacchetto invece di contenere 5 mini sacchetti di biscotti diventa, a pari prezzo, un solo mini sacchettino, a seconda di quanto siamo conosciuti nel supermercato. Diciamocela tutta in Italia non basta nemmeno pagare. Esiste una moneta silenziosa che deve necessariamente affiancare quella sonante in corso: la fama o anche “le conoscenze”. Anticamente con gergo molto più popolare si parlava di “chi ti manda?”. Non parlo ovviamente di ogni manifestazione, ma solo di quelle veramente importanti. Un indipendente si trova richieste di costi espositivi “da capogiro” assolutamente improponibili oppure se “è fortunato” a costi non certo leggeri viene “gentilmente spostato” in aree all’esterno di qualsiasi realtà di vendita o di pubblico. Questa è l’Italia degli ultimi anni, o forse è così da sempre. L’amiamo, la desideriamo, ma se “non contiamo abbastanza soldi o abbiamo sufficienti conoscenze” la subiamo e la soffriamo. Che ci vogliamo fare?

Dopo questa lunga premessa obbligatoria, utile a contestualizzare il punto e le ragioni ecco una delle risposte possibili al problema: guardare all’estero. Come molti laureati, dottori e lavoratori hanno fatto prima di noi, non rimane altro che prendere la propria arte, il proprio mestiere “non famoso” e valicare i confini delle Alpi. Questo è quello che abbiamo fatto noi, più con “speranza” che per certezza assoluta.

No, non siamo andati “alla cieca”, non lo consiglierei a nessuno. Se pensate che basti cambiare lingua e panorama per vendere e avere soddisfazioni garantite, vi sbagliate. All’estero le mille insidie di truffe, malaffari e persone inaffidabili si moltiplicano. E qui viene il bello, si moltiplicano in meglio anche le (poche) potenzialità positive. In pratica l’Italia è un bacino troppo piccolo (di mente non di possibilità). Qui “da noi” ci sono oggettivamente minori possibilità e minori rischi, ma proprio per questo l’ambiente è statico e talmente “prudente” fino alla quasi totale immobilità creativa e d’innovazione. Per puro caso noi, grazie alle conoscenze assolutamente indispensabili dei social network, abbiamo conosciuto un rinomato artista Olandese che ci proponeva una joint-venture. Una Pin-up del nostro protagonista, che lui evidentemente apprezzava dal lato grafico ed estetico, con una delle sue chitarre artistiche scolpite in resina, tanto famose nella sua patria. In un momento di tranquillità, mia moglie, disegnatrice, ha assecondato la sua richiesta. L’Artista Olandese evidentemente soddisfatto si è fatto risentire pochi mesi dopo con una proposta: “Verreste in Belgio, nella parte Fiamminga (dove parlano Olandese e Inglese), per partecipare ad una manifestazione di Fumetto Internazionale?”. “Il panico” è stata la nostra prima reazione e la prudenza assoluta la seconda. Il pragmatismo è una delle basi dell’autoproduzione e quando qualcuno ti propone una manifestazione in una località distantissima, il computer dentro di te comincia a fare i conti sulle spese e i possibili passivi. Con pazienza e gentilezza l’artista Olandese ha suggerito di contattare l’organizzatrice della manifestazione prima di dire di no. Noi spinti da educazione e diplomazia abbiamo accettato. In breve ci hanno offerto un rimborso spese, in privato. La manifestazione sebbene Internazionale era relativamente piccola e durava solo un giorno, ma noi, in qualche modo, eravamo diventati le star straniere dell’evento (ottenendo con un artwork apposito la copertina del catalogo stesso dell’evento). Come mai? Ci siamo posti la stessa domanda: la risposta, qui in Italia suonerebbe strana o quanto meno “nebulosa”. “Perché siete davvero bravi! Le tavole del fumetto, i disegni e le illustrazioni che abbiamo visto online sono davvero belle!” è stata la risposta della responsabile della fiera. Noi ci siamo subito “remati contro” avvertendoli di essere solo una semplice autoproduzione, professionale negli intenti e nella qualità, ma non certo addetti ai lavori di una delle Major Italiane. E qui il primo “miracolo europeo”: a loro non importava minimamente della nostra “provenienza professionale”. Minimamente. Un semplice fatto che fa davvero riflettere. Dove in Belgio conta quello che sei professionalmente, da noi conta molto di più chi sei diventato o “chi ti manda”. Possiamo raccontarcela per giorni, per mesi o anni, ma questo semplice fatto è palese per ogni artista dello stivale che non sia “già arrivato” (leggasi con supporto esterno politico o commerciale).

Corroborati dal rimborso spese e motivati dall’apprezzamento tanto spontaneo quanto privo di retorica, abbiamo preso la decisione di imbarcarci in una spedizione che da sola misurava più chilometri di tutte quelle che avevamo fatto fino a quel momento messe insieme. La manifestazione era tutto sommato piccola, come già detto, le persone poche, le nazioni rappresentate non molte (Belgio, Olanda, Francia, Germania ed Italia). Ma l’ambiente era tranquillo. Gli artisti stessi e il pubblico affollavano fin da subito il nostro stand, che era il primo proprio davanti all’ingresso. Molti erano semplicemente curiosi, altri erano interessati ad acquistare stampe, illustrazioni e copie del nostro primo volume di fumetti appena tradotto in Inglese. Alla fine, tirando le somme, la manifestazione era andata bene, ma non tanto da far gridare “al miracolo”. Ed ecco la seconda sorpresa: concluso l’evento, alcuni degli organizzatori e sponsor ci hanno invitati per una giornata “off the record” in loro compagnia. Siamo stati accolti in una casa, bella e con molti quadri, con cortesia ed ospitalità. Qui, dopo una lunga chiacchierata, alcuni di loro ci hanno chiesto di vedere “finalmente” gli originali delle illustrazioni e dei fumetti. Non stiamo parlando di piccoli sketch o semplici fogli A5, ma proprio di quadri, delle chine e delle matite formato A3 o più grandi. Dovete sapere che in Belgio e non solo lì, il mercato del fumetto e dell’Illustrazione è basato meno sulla quantità di fumetti e di stampe e molto di più su quella degli “originali” e sui quadri. In pratica appena si valicano le Alpi, il collezionismo degli “originali” diventa improvvisamente importante. Ma a questo punto vi verrà da chiedere: “Perché da noi gli originali non sono importanti? Se cerchi un Maestro del disegno non te lo vende un capolavoro se glielo paghi?”. Sì e no. In Belgio, e non soltanto, non comprano solo dal Maestro Famoso, ma anche dall’artista che li stimola, la cui arte li affascina. Certamente il Maestro verrà pagato molto di più, ma anche l’artista sconosciuto fino al giorno prima verrà premiato con un compenso che si avvicina a quello del Maestro. Ecco la differenza, la stessa di prima. Non importa “chi eri o come ci sei arrivato”, ma quello “che fai e quanto piace quello che fai”. L’idea è semplice ma è molto potente. Sebbene in Italia ci sia la potenzialità che qualcosa del genere possa accadere, nella mia esperienza, dopo tantissime fiere, è più una rarità che una realtà.

Ma andiamo oltre. Per le ragioni suddette posso affermare che “la spedizione” sebbene logisticamente difficoltosa, ci abbia ampiamente ripagato con notevoli soddisfazioni artistiche, personali e monetarie.

Altri due esempi.

Eravamo a cena nel ristorante più rinomato della città (sempre in Belgio). Qui senza annunciare chi fossimo e quale fosse il motivo della nostra visita, abbiamo cenato. Alla fine del pasto, come a volte mia moglie è solita fare, ha preso un tovagliolo disegnando uno schizzo a matita e colorandolo con residui di caffè. A questo punto un cameriere, incuriosito, ha riferito al padrone del locale cosa stesse avvenendo. Mia moglie contenta della reazione ha tirato fuori un foglio di carta da schizzi e ha ritratto la sala peraltro molto pittoresca del locale. Come in un racconto fantasy, il padrone del ristorante è rimasto colpito dal disegno. Lo ha appeso come se fosse un quadro sopra il bancone principale e poi si avvicinato al nostro tavolo sorridente a chiedere chi fossimo e cosa facessimo lì. Arrivando al punto: ci hanno praticamente offerto la metà del pasto, arricchendolo con dolci, Limoncello (ormai deve essere una bevanda internazionale…) ed altro. Quindi noi, “mr.Nessuno”, con un semplice schizzo e un acquerello di caffè siamo stati elevati al rango di ospiti “d’onore” in un ristorante di classe e trattati come famosi artisti stranieri.

Concludiamo con un’ultima storia sulla nostra prima “missione” in Belgio. Scegliendo dove pernottare, la migliore delle scelte era caduta su un Bed&Breakfast, che come in larga parte dell’Europa del Nord è non solo più elegante ma anche, come spesso avviene, il più economico. Il B&B era un “quattro stelle”, lussuoso e l’unico ad avere ancora posto per noi (vista la fiera Internazionale del Fumetto di quei giorni). I due proprietari erano due simpatici signori di mezza età con il gusto per i viaggi all’estero, appena rientrati da una vacanza in Africa. Senza tediarvi su quanto fossero deliziose ospitalità e colazione, nel penultimo giorno di permanenza, la signora di casa si avvicina chiedendoci oltre alla firma sul Guest book (il libro degli ospiti) un piccolo schizzo, avendo saputo che eravamo artisti Italiani. Mia moglie, di buon umore visti i risultati più che positivi della manifestazione e per la vendita degli “originali” (che “da soli” coprivano l’intero costo del viaggio), si è attardata a fargli un piccolo quadro acquarellato (con la stessa paletta cromatica del B&B). La mattina seguente, la padrona di casa è arrivata da noi quasi “dispiaciuta”. In pratica si sentiva imbarazzata che mia moglie gli avesse fatto un quadro invece di un semplice disegno. Dopo averci invitato nella parte di casa riservata a loro ed averci offerto da bere, ci ha “obbligati” ad accettare un giorno extra nel B&B a loro spese. Cosa che abbiamo fatto dal momento che nello stesso giorno ricorreva il nostro anniversario di matrimonio. Il giorno prima della partenza ci siamo ritrovati delle rose sulla macchina e un intera selezione dei prodotti tipici del B&B. Il nostro quadretto era stato incorniciato con i biglietti da visita in bella mostra, proprio all’ingresso del B&B. Di nuovo quella sensazione “di aliena generosità”. Non già che qui in Italia non faccia piacere uno schizzo di un artista. Ma certo è, che se l’Artista è famoso magari qualcosa gli viene offerto, ma se l’artista è un “mr. Nessuno” non contateci troppo (fortunatamente ci sono delle piacevoli eccezioni in quel di Viareggio).

Concludiamo questo racconto con la seconda parte delle nostre esperienze all’estero. Non vi viene la curiosità di sapere invece di una semplice manifestazione minore, come potrebbe essere una Lucca Comics & Games all’estero? Ebbene posso rispondere anche a questa domanda. Grazie ai moltissimi incontri alla piccola manifestazione Internazionale abbiamo potuto conoscere alcuni dei responsabili della grande fiera del FACTS (a Ghent nelle Fiandre, l’equivalente in tutto e per tutto della nostra “Lucca C&G” ma in Belgio). Coraggiosamente, dopo un mese, abbiamo optato per prenotare un tavolo al FACTS. Le prime soprese, anche qui, sono arrivate molto presto: il costo dello stand prenotando sei mesi prima era ridotto del 40%. Ma la sorpresa più grossa era questa: non c’era una SELF-AREA, una TALENT-AREA, un ARTIST ALLEY. La manifestazione era sì grande (con la macchina di Supercar, Modelli in scala 1 a 1 di Guerre Stellari, il Generale Lee di Hazzard, Carrie Fisher e moltissimi altri attori famosi a livello internazionale proprio come Lucca) ma era nonostante tutto accessibile a tutti. Io, “mr.Nessuno” dall’Italia, semplicemente pagavo per i “moduli espositivi” come tutti gli altri, venendo messo in una posizione realmente casuale. Se avessi voluto un modulo angolare o più moduli, costava di più, ma, a parte questo, non c’era “il Ghetto dei minori” tipico di molte manifestazioni dello Stivale. Non solo, avendo amici Italiani che esponevano al FACTS di quell’anno, abbiamo timidamente chiesto se fosse possibile avere gli stand affiancati. La risposta è arrivata in pochi giorni: “Assolutamente sì”! Riassumendo ancora una volta per ribadire questo semplice eppur importante dettaglio: in Belgio, ad esempio, non conta “così tanto chi eri prima o chi ti manda” ma che sei un artista, quanto sei bravo o che paghi. Ricordate l’esempio del supermercato prima? Qui i biscotti sono sempre gli stessi, i costi sono uguali per tutti e non ci sono trattamenti “peggiori”. Ovvio che se sei un artista super famoso sul sito ufficiale del FACTS vieni pubblicizzato in alto nei titoloni principali; hai una copertura di articoli, special, eccetera eccetera. Quindi noi “minuscoli Italiani autoprodotti” abbiamo avuto il nostro nome nel database e qualche foto e siamo solo stati citati nella lunga lista di partecipanti. Non aspettiamoci quindi dei miracoli, ma piuttosto qualcosa che si è un poco perso in Italia: le “pari opportunità” per chi comincia senza “grandi aiuti esterni” o “sponsor importanti”.

Come è andata al FACTS? Benissimo, meglio che a Lucca C&G dell’anno precedente. Le ragioni sono semplici: costi più bassi (nonostante la trasferta fosse vessante), spazio espositivo collocato nelle “linee principali di traffico della manifestazione” (e non ghettizzati in una Self-Area distante dal flusso di pubblico) e molti originali venduti. Ovvio che i veri collezionisti correvano prima dagli autori famosi, ma dopo aver fatto man bassa delle tavole originali venivano a cercare “qualcosa di nuovo e interessante” e lì, con nostra somma soddisfazione, trovavano il nostro Stand Inglese-Italiano bilingue (i Fiamminghi parlano e leggono l’Inglese regolarmente tanto che Marvel e DC pubblicano in Inglese i loro albi in Belgio) apprezzandolo moltissimo. In pratica una fatica inverosimile per la trasferta (14 ore di macchina all’andata e 14 ore al ritorno), ma una soddisfazione come artisti e creativi difficilmente raggiungibile qui in Italia, almeno per chi “comincia la carriera” come indipendente.

Il punto della questione non è “scappare all’estero per diventare famosi”. Assolutamente no. All’estero semplicemente alcuni tipici “vizi Italiani”, che hanno preso piede nel business dei fumetti e delle fiere, non sono altrettanto diffusi. Quindi se vali qualcosa e puoi mostrarlo, poco importa se ti manda il Cardinale Richelieu o meno. Poco importa se sei una autoproduzione: lo stand lo hai come tutti gli altri, vicino “ai grandi” e “ai piccoli” (davanti a noi nel FACTS c’era uno stand angolare della DC, ad esempio, immenso e bellissimo, “lungo” 6 moduli espositivi) fianco a fianco. I prezzi per esporre non dipendono dalle “convenzioni locali” (leggasi come qui in Italia tramite sindacati, conoscenze, raccomandazioni) ma sono generalmente più bassi e approcciabili per tutti. Quindi l’estero non è propriamente “il Paradiso del Fumettista Indipendente” ma un buon punto di partenza per L’Italia da cui ricominciare a capire che è utile dare possibilità non solo ai “Grandi” ma anche ai talenti nascenti e agli artisti senza “nobili natali”. L’Italia ha molto da dare, solo che “il braccino corto” e “la paura di cambiare” le impediscono di avere il coraggio di migliorarsi. Non abbiamo niente da invidiare agli altri stati europei, ma qualcuno “in alto” deve cominciare a “guardare oltre”, magari, ogni tanto smettendo di fissare ininterrottamente la propria “tasca”.

Alessandro Sidoti
Sceneggiatore e Scrittore


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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