Pillola trentanove: “Gotho Namite”, di ElJolly

Signore e signori... Gotho Namite!

Signore e signori… Gotho Namite!

Se per caso vi capitasse di visitare la pagina Facebook di Gotho Namite, vi trovereste un mio commento risalente al 18 ottobre 2013, nel quale lodavo moltissimo sia l’opera che il suo autore.

Questo perché leggevo Namite molto prima che la semplice idea di aprire un blog di recensioni mi passasse per l’anticamera del cervello. Ma ora che effettivamente questo blog esiste sono contento di poter finalmente lodare come merita quello che a livello di tecnica ritengo uno dei più interessanti webcomic italiani, sia a livello di disegni che di storia.

Non male come complimento, eh? Ma prima che l’autore si monti troppo la testa… sotto con la trama.

Namite spacca!

Namite spacca!

Esiste un Inferno, nel quale i dannati sono pappa da sforconare. Esiste un Satana, che passa il suo tempo a torturare, ma senza dare alla cosa troppa importanza. Esiste una MOGLIE di Satana, una donna umana più sadica di qualsiasi demone. Esistono dei FIGLI di Satana, tutti più o meno deviati (nel senso positivo e negativo del termine). E poi esiste Namite, che di Satana è la figlia più piccola, che aspira a conquistare il suo trono, e che per fare ciò decide di andare sulla Terra e dimostrare di essere in grado di soggiogare l’intero genere umano.

Grazie all’aiuto del suo fido mentore e precettore Arkimonte, e di un gentile e puccioso cane infernale (Cerbero detto Fiffy) mangiatore di fegati e frattaglie (ex guardiano della porta dell’Inferno, recentemente degradato a animale da compagnia da Namite stessa), la giovane e bella Namite inizia così il suo percorso terreno. Il suo obiettivo sarebbe quello di dimostrare la propria superiorità intellettuale e il suo carisma di leader saggio e intelligente.

Ma perché perdere tempo a soggiogare la gente con l’intelligenza quando si fa prima a prendere tutti a sganassoni?

FINE TRAMA.

Ho come il sospetto che questa recensione sarà molto più breve delle altre (eh, sì, però lo dico sempre e non lo faccio mai, quindi non ci credo più nemmeno io). Questo perché quando un fumetto è bello, ma bello davvero, non c’è bisogno di starci tanto a discutere sopra: bisogna semplicemente mandare la gente a leggerlo, e lasciare che se ne accorgano da soli.

Quindi fate quello che vi dico, visitate questa pagina e leggetevi Namite, così capirete da soli quanto vale.

La recensione è finita.

quando Namite fa sul serio... fa sul serio veramente.

quando Namite fa sul serio… fa sul serio veramente.

666

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Qui è già detto tutto, per cui non aggiungo niente. Bei colori, però. Non li ho citati ma sono belli proprio.

Qui è già detto tutto, per cui non aggiungo niente. Bei colori, però. Non li ho citati ma sono belli davvero.

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BEH?

Che c’è?

Siete ancora qui?

Volete qualche motivo per leggerlo? Volete sapere quali sono i pregi di Namite e se ci sono difetti?

No, vabbeh, basta, mica posso fare sempre tutto io, qui! Non sapete leggere da soli? Ho detto che la recensione è chiusa! CHIUSA! Via, sciò!

Le due grandi doti della moglie del re dell'Inferno, quelle comiche e quelle serie.

Le due grandi doti della moglie del re dell’Inferno, quelle comiche e quelle serie.

 

 

de first peig of GN

de first peig of GN

 

 

Eh? Ancora?

Dai, su, via, lasciatemi in pace, che oggi è una bella giornata e voglio uscire, non me ne voglio rimanere tutto il giorno chiuso dentro a scrivere sulla tastiera di un computer.

Avanti, dato che sono buono prendetevi questo LINK a un altro bel fumetto con le figlie dei demoni! Ma poi basta,eh? Non vi voglio più vedere! Addio!

 

Anche qui è già detto tutto, quindi non posso aggiungere niente, il che mi sta perfettamente bene. Leggete Gotho Namite!

Anche qui è già detto tutto, quindi non posso aggiungere niente, il che mi sta perfettamente bene. Leggete Gotho Namite!

Ok, va bene. Avete vinto. Scrivo.

Ma sarò breve. E solo perché siete voi.

I PREGI DI GOTHO NAMITE:

1) primo fra tutti lo stile di disegno, che è facilmente riassumibile in una sola affermazione: nelle tavole di GN non c’è una sola linea fuori posto.

Lo stile è solidissimo, professionale al massimo, talmente chiaro e fluido da rendere qualsiasi scena comprensibile immediatamente. Le anatomie sono perfette, l’espressività massima, lo stacco dalle scene “serie” a quelle “comiche” è ottimo. Ci sono delle invenzioni grafiche molto gradevoli, e una concezione dello spazio scenico davvero ottimale.

Il segno spaventa quando deve spaventare e diverte quando deve divertire, senza mai un’indecisione e senza il minimo intoppo. Gli sfondi funzionano bene, non sono mai troppo invasivi e neppure troppo sottovalutati. I personaggi hanno tutti un loro grande appeal grafico. Le scene “impressionanti” lo sono davvero.  Secondo la tradizione giapponese, il segno è giocato sulla sottrazione, sull’equilibrio tra il bianco e il nero, ma la cosa è fatta ottimamente. E oltretutto i grigi sparsi a piene mani sono altrettanto espressivi e impeccabili del segno grafico.

A parte 2 o 3 cavolate che neppure nomino, dello stile di Namite non butterei assolutamente nulla, ma anzi consiglierei a molti aspiranti autori “manga” di studiarselo per bene, perché in quanto a chiarezza, dinamicità, espressività e correttezza è davvero da manuale.

2) secondo gran pregio è la scansione narrativa delle tavole, che grazie a ritmi sempre azzeccati, a didascalie MAI didascaliche (scusate il gioco di parole) e mai troppo presenti, e a dialoghi davvero realistici e azzeccati, è tanto valida quanto il segno. Namite si legge che è un piacere, con immedesimazione totale, spalancando gli occhi per la sorpresa quando l’autore ce lo chiede e ridendo di gusto quando i ritmi si fanno comici.

La storia non è mai impacciata, convoluta o contorta, ma anzi è chiara e lineare, e – SOPRATTUTTO – non si basa soltanto su gag fini a loro stesse ma tiene molto in considerazione i personaggi che ne sono protagonisti. E’ una delle regole per fare un fumetto interessante: che tu li ammazzi o li renda ridicoli, fai sempre in modo che i tuoi personaggi siano al centro dell’azione, siano vivi, si evolvano, siano coerenti e soprattutto piacevoli da seguire. Non usare i tuoi eroi come dei burattini che ti servono solo per creare la stupida battuta del momento, ma fai in modo che si rida CON LORO, e non DI LORO.

E Namite fa bene anche questo, non dimenticandosi dei propri eroi.

3) terzo gran pregio sono i personaggi, che… Oh, ma basta, l’ho già detto qui sopra e non lo voglio ripetere! Adesso basta, chiudo! Uscite, non state qui tutto intorno a guardarmi, andate a prendere un po’ d’aria anche voi, sennò mi diventate verdi! E ci credo: state sempre chiusi nelle vostre stanze, sbragati sul divano, a leggere i fumetti! Ma andate fuori, no? Andate… che so, a pescare! A fare attività fisica! Costruite un pupazzo di neve! Fuori, fuori! Addio!

dinamiche familiari complesse

dinamiche familiari complesse

Uff… va bene, va bene: qual’era il terzo punto?

Ah, sì, i personaggi… i personaggi di Namite. Beh, ecco, questi personaggi… questi personaggi sono…

A: ben caratterizzati B: divertenti. C: surreali. D: comici, ma a volte capaci di mostrare un lato tragico che li rende più realistici e interessanti. E: ognuno con il proprio carattere che viene sempre messo in luce e rispettato. F: coerenti con loro stessi. G: proprio perché coerenti, capaci di esprimersi a tutto tondo senza tirarsi indietro o autocensurarsi (Stiamo pur sempre parlando di figli di Satana) H: graficamente fichi.

In pratica, personaggi ben creati, ognuno con un suo ruolo e subito riconoscibili. Tanto che, sebbene siano molti, non si fa fatica a ricordare “chi è chi” e “cosa voleva e stava facendo l’ultima volta che l’avevo visto”. Gran cosa, gran cosa davvero.

Namite stessa, in quanto personaggio, è un capolavoro di ideazione, in quanto è tutto ciò che l’eroe di un fumetto NON dovrebbe essere, eppure si continua a seguirla con passione. Namite è folle, crudele, priva di sentimenti (apparentemente), egoista, spietata, ingenuamente cattiva, impaziente, sadica e fastidiosa. Vuole quello che vuole, e stop. Tutto il resto non conta. Ogni volta che può crea danno, e – suo pregio “letterario” migliore – non si frena, non è prevedibile, non vuole incarnare nessun ideale di bene o di male. Semplicemente, come una bambina capricciosa, fa e disfà a suo piacimento, lasciandoci a volte interdetti in questa sua sregolatezza.

Oh, certo, lo sappiamo benissimo che nascosto da qualche parte ha anche un cuore (in fondo sua madre è un’imperfetta umana, sadica ma umana), ma fino a che non ci sarà concesso di vederlo Namite continuerà a sconvolgerci e a divertirci con la sua completa follia.

(Pregio “letterario” perché? Perché contrariamente ai prevedibili eroi dei fumetti, e alle prevedibili trame che si leggono spesso, Namite spezza ogni regola e ogni luogo comune semplicemente con la sua presenza. Arriva la ragazzina carina che vuol fare amicizia e che potrebbe diventare la grande amica per la vita? Namite le spezza le ossa, perché l’amicizia l’annoia. Arrivano le bulle che impongono la loro forza sulla scuola e potrebbero diventare dei nemici pericolosi e insidiosi? Namite le getta tutte fuori dalla finestra perché non ha tempo da perdere.

Capite? Ogni accenno di storia “classica”, Namite la demolisce. E questo, oltre a rendere il fumetto imprevedibile, e quindi meno stancante, ce la fa amare ancora di più.)

4) quarto gran pregio è la trama, che è in continua evoluzione e non si perde in chiacchiere (tranne nelle ultime tavole, ma l’effetto era voluto in quanto la storyline principale sta per ricominciare), che pare fosse chiara fin dall’inizio e stia andando senza indugi nella direzione che si era prefissata.

Anche questa è merce rara: un po’ per poca pratica, un po’ perché fanno esperimenti, un po’ perché ci si divertono, un po’ perché mancano di un editor che li guidi e li sorvegli, certi autori (ma tutto sommato credo siano pochi: vedo sempre più consapevolezza narrativa in giro) a volte rischiano di perdere la bussola, di smarrire la direzione, e di girare a vuoto. Questo accade per i motivi che ho appena esposto, e perché in certi casi gli autori hanno un’idea di massima della loro storia, la iniziano e poi…boh, non sanno bene dove andare a parare e iniziano a tirarla in lungo. Oppure hanno un’idea ma siccome è complicata devono perdersi in troppi prologhi e non riescono a tirare le redini. Oppure ancora capita che si affidino quasi totalmente alle gag, tanto da finirci dentro e prolungarle oltremisura… specialmente se poi il pubblico le apprezza… dimenticandosi di dover arrivare da qualche parte.

Namite, a quanto pare, non cade in nessuno di questi rischi. Rimane solido e macina pagine con una buona visione del proprio obiettivo, concedendosi solo – di tanto in tanto – qualche “giro a vuoto” intorno a argomenti di particolare interesse del suo autore. Ma va bene così, ci può stare, per il momento.

5) quinto gran pregio sono i personaggi assurdi e in un certo senso meta testuali e/o metanarrativi che appaiono di tanto in tanto, e che possiamo riassumere nella povera disgraziata che risponde al nome di Micaela Lossa, la quale – dopo una vita assai miserabile – incrocia il suo percorso con quello di Namite… divenendo ancora più miserabile. Ma che, a parte queste piccolezze, è un personaggio simpatico e interessante, che forse a volte pontifica un po’ troppo, che presenta margini di miglioramento, ma che rappresenta in una sola persona tutti i possibili punti di vista “esterni” rispetto a tutto ciò che le accade. Micaela è la reietta della società che tutti odiano, e ne è perfettamente consapevole. Tanto che esprime consapevolmente le sue perplessità e le sue teorie riguardo le mancanze del mondo e della società civile, ma puntualmente non viene ascoltata ma derisa, quando non picchiata FORTE.

Micaela rappresenta una sorta di voce narrante “interna” al fumetto. E’ un “grillo parlante” Collodi Style che nessuno ascolta, e che più parla – rendendo palese a parole ciò che l’autore suggerisce con azioni e disegni – meno viene capita. Personaggio valido, peculiare, che ben si adatta all’assurdissima e surreale atmosfera di questo fumetto.

Lossa time

Lossa time

6) sesto gran pregio è la metanarrazione, e le numerose battute che i personaggi fanno, denigrando loro stessi, il fumetto nel quale si trovano a comparire, le strutture stesse del fumetto, le “carenze” del loro autore, e via così, in un gioco di rimandi che a me è sempre piaciuto, e che trovo non stanchi mai se fatto con arguzia come in questo caso.

7) settimo gran pregio è la simpatia di TUTTI i personaggi – ma proprio tutti, nessuno escluso – e l’atmosfera folle che si respira nel fumetto, dove potenzialmente tutto può accadere, e dove le cose più assurde e insensate accadono nell’indifferenza generale.

Namite non si può proprio dire un fumetto sobrio, e se voi lettori da una trama cercate coerenza e razionalità… beh, forse conviene che vi andiate a leggere una graphic novel. Non che in Namite queste caratteristiche non ci siano, ma sono sommerse da un mare di caos talmente alto che… beh… ventisette settandadue rosso barrato carabinieri setto nasale.

Capito, no?

GOTHO8

Ma non abbiamo ancora finito? Io sono stanco!

8) ottimo ottavo gran pregio…no, vabbeh, basta, ormai mi sa che ho già detto tutto. Meglio che faccio un riassunto.

Namite è bello perché: è disegnato in maniera ottima. E’ scritto benissimo. Sfoggia personaggi tutti divertenti, coerenti, interessanti e gradevoli, che si sviluppano insieme a una trama in continua evoluzione, che non si ferma a ripetere esasperanti cliché ma muta col procedere della storyline principale. (Ad esempio, quando Namite entra a scuola ho subito pensato, viste anche certe esperienze precedenti, che ci sarebbe rimasta per sempre, ripetendo gag su gag di ambientazione scolastica senza davvero procedere. E invece, dopo tot puntate, Namite lascia tutto, e la serie cambia. All’autore andrebbe fatto un applauso a scena aperta anche solo per questo.)

Namite è bello perché: la trama è surreale e folle. Fa ridere davvero. Promette bene. Le tavole sono uno spettacolo per gli occhi. La scrittura è professionale. Evolve. Dovrebbe diventare sempre più assurdo ed “enorme” (e io non aspetto altro). Insomma è un’esperienza di lettura davvero soddisfacente, che consiglio non solo ai semplici lettori ma anche agli aspiranti autori, perché – che il fumetto vi piaccia o meno, sia conforme ai vostri gusti oppure no – ha in se tutte le caratteristiche di un’opera professionale, che non sfigurerebbe se stampata.

E con questo chiudo? No, non chiudo. Perché essendo io coerente, voglio parlare anche di una cosa che non mi ha convinto del tutto.

GN cerca di fare anche critica sociale, e in parte ci riesce, nei modi e nei termini consoni all’anima del fumetto (cioè il caos). Ma d’altra parte mi è sembrato che a volte nelle sue pagine si pontifichi un po’ troppo, e con argomenti non troppo approfonditi.

Il presupposto è valido, e la critica, in certe scene – e per il messaggio antimassificazione che offre – è concettualmente ben fatta e parrebbe rimandare a significati e obiettivi superiori rispetto a una semplice presa in giro caciarona e fine a se stessa. Ma il fatto è che il messaggio “il mondo e la società sono una merda” non ci viene suggerito, non si evince dai fatti come sarebbe meglio, ma bensì ci viene detto a chiare lettere, e ogni cosa che accade in seguito viene portata all’estremo proprio per confermare questo concetto, puntando più alla “quantità” che alla “qualità” delle riflessioni (non sempre, ma a volte sì). Che il mondo faccia schifo non è dunque un concetto al quale si arriva da soli analizzando i fatti tutto sommato coerenti che accadono, ma una presa di posizione forte, un assioma assoluto che ci viene sbattuto in faccia subito, e al quale “dobbiamo” adeguarci pena l’esclusione. Insomma, in questo caso il lettore ha poca possibilità di confronto, e neppure il modo di farsi una sua idea o arrivare a una conclusione meditata e mediata. Il modo in cui la critica viene fatta è divertentissimo e a tratti acuto, ma tutto si chiude in Mondo = Merda. Fine. Ma in fin dei conti stiamo parlando anche di un fumetto con la figlia di satana che strazia gente a cazzo, quindi direi che è inutile sottilizzare troppo.

Però, quando GN fa male, fa male.

…e poi, quando GN fa male, fa male.

Un pò per la stessa ragione esposta qui sopra, per quanto Namite provi ad essere anche un  WebComic anarchico e rivoluzionario, alcuni elementi che lo compongono sono al momento tali solo di facciata. Gente sbudellata, feti morti, suore bombarole, ministri puttanieri, madri distratte, piogge dorate, frustini, tette e catene hanno senso e vanno bene, ma in Namite il tanto caos che si vede appare spesso più spettacolare e comico che davvero cattivo, ficcante, perturbante. Non so quale sia l’idea dell’autore a proposito  – se cioè voglia fare principalmente spettacolo divertendosi, o pensi di poter scandalizzare o voglia davvero insegnare qualcosa alla gente cambiando le loro mentalità – ma al momento i temi di Namite, pur ottimi, se visti con l’occhio di uno spettatore “maturo” e/o disincantato, sono spesso più dalla parte dello show che altro. Insomma mordono, ma a volte coi denti finti da vampiro di carnevale.

Ma sono sicuro del fatto che in futuro – concordemente alla sempre maggiore maturità dell’autore – le cose cambieranno, e in meglio. Questo, in effetti, è ciò che spero di più, perchè sono dell’idea che l’autore riuscirà a spingere la Ferrari che è GothoNamite a velocità ancora superiori, non tanto a livello di spettacolo quanto a livello di potenza di contenuti. Di questo sono più che sicuro. 

Ma guarda! Namite Legge HADEZ!

Ma guarda! Namite Legge HADEZ!

Riguardo i possibili sviluppi della trama, una mezza idea ce l’ho, ma ovviamente non la cito. Spero che – così come è stata trattata con intelligenza la questione di Namite a scuola (cioè utile finchè lo era alla trama principale e poi VIA) – vedremo un uso utile anche dei vari fratelli, tutti introdotti ma ancora non utilizzati se non per piccole comparsate. E poi c’è da risolvere la questione con la madre, con il padre, con la “manina bianca e tanto tanto misteriosa”…. Insomma di carne al fuoco ce n’è (e vorrei vedere, visto che il fumetto parla di Inferno), ma la mia speranza è che questo arrosto verrà fatto con lo stesso gusto col quale è stato fatto quello che abbiamo letto.

A parte questo, non ho davvero nient’altro da dire se non:

LEGGETE GOTHO NAMITE.

Non tutti voi potreste apprezzarlo, perché è un fumetto per certi versi “estremo”, ma siccome è il frutto di un autore che ritengo di talento, non posso che consigliarvelo.

Complimenti, tanti complimenti all’autore, che è bravissimo, dal quale mi aspetto MOLTO … e che è riuscito a farmi scrivere una recensione dall’inizio surreale, proprio come Namite.  


UN PREGIO: nonostante sia figlia del diavolo, Namite è divina.

UN DIFETTO: denti finti da vampiro (difetto solo nella misura in cui l’autore lo considera tale).

CHI COSA COME: “Gotho Namite”, uno web comic scritto e disegnato dal bravissimo ElJolly. Potete trovarlo QUI


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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