Pillola 7 bis: “Balthazar l’implacabile” vol.2 di Alessandro Sidoti e Rossana Berretta

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Uno dei problemi più gravi ai quali può andare incontro un autore di fumetti cosiddetti “amatoriali” o autoprodotti, a mio parere, è la mancanza di un minimo controllo editoriale che faccia da filtro tra l’artista stesso e il prodotto che egli va a proporre.

Il risultato di tutto ciò è che a volte i giovani fumettisti, soprattutto coloro che hanno ancora bisogno di maturare o comprendere in modo migliore il mezzo col quale si trovano a lavorare, esordiscano affrontando il giudizio del pubblico con prodotti ancora poco maturi, non sufficientemente meditati e quindi imperfetti. 

In casi come questi non si può parlare di “colpa” di un autore: ognuno si gioca le armi che ha a disposizione lungo la strada che porta alla “saggezza artistica”, e spesso è difficile avere una percezione obiettiva del proprio lavoro (quanti artisti, riguardando cose fatte nel passato, desidererebbero letteralmente bruciarle?) Il guaio è che spesso e volentieri il pubblico non perdona, e a partire da quel fumetto poco azzeccato finisce per giudicare a priori una carriera che invece potrebbe diventare brillante. L’artista, in questo modo, rischia di segarsi le gambe da solo, precludendosi lettori che forse più avanti nel tempo avrebbe sicuramente conquistato.

E’ proprio per questa ragione che su L110P non avete mai visto stroncature: la mia idea è che ognuno vada giudicato non solo nel momento, ma anche nel tempo, e che INIZIALMENTE sia sempre necessario dare la MASSIMA fiducia ai giovani autori, anche di fronte ai loro errori, e soprattutto considerando quell’elemento in più che ho citato qui sopra, cioè la mancanza di “filtro” che a volte li manda allo sbaraglio incontro ai loro fans, ma che non implica necessariamente che essi non riusciranno in futuro a diventare bravi; forse bravissimi.

Questa riflessione, che penso da sempre, mi è tornata prepotentemente in testa in questi giorni, durante i quali ho avuto modo di leggere i volumi successivi di fumetti che avevo già recensito in precedenza, e che hanno tutti dimostrato – da parte dei loro autori – un aumento di bravura e tecnica nettamente percepibili. E il discorso vale anche per Balthazar l’implacabile, che durante la mia recensione al volume 1 (recensione che potete leggere QUI) avevo in parte criticato, soprattutto dal punto di vista della storia.

Ebbene, dopo aver comprato e letto il numero 2 posso tranquillamente dire che molti di quegli errori sono stati risolti, e che il fumetto ne ha acquistato in scioltezza e bellezza. Se nel primo volume la trama era spesso convoluta e frammentaria, qui l’avventura è molto più lineare e immediatamente comprensibile, i personaggi sono usati con maggiore consapevolezza, c’è un giusto spazio dato sia al protagonista che ai comprimari, e ci sono numerosi punti di interesse che rendono l’opera molto più stuzzicante.

Il protagonista è descritto meglio nel suo essere un “bastardo senza gloria”, i cattivi sono più solidi, il confine tra bene e male si fa sempre più labile, le sottotrame si stanno facendo sempre più importanti, ci sono segreti nascosti e dubbi seminati in giro in modo da incuriosire il lettore, la storia vede interagire numerosi personaggi (cosa difficile da fare se non si ha chiaro dove si vuole arrivare!), lo spazio dedicato ai combattimenti si è ristretto per lasciare spazio a numerosi approfondimenti dedicati a TUTTI i comprimari della saga (con qualche sorpresa e ritorni molto graditi)…insomma il passo avanti si vede, e la serie ne ha subito giovato. Parlo della storia, ma anche dei disegni, che hanno subito anch’essi un’evoluzione in positivo, diventando sempre più adatti al tipo di storia che vogliono raccontare.

Ho notato anche la sparizione di alcuni difetti tecnici che avevo trovato in precedenza, cioè dialoghi difficili da decifrare, inseriti in modo apparentemente casuale nelle vignette, e altri problemi di varia natura che rallentavano la fruizione dell’albo. Ma la cosa che maggiormente ho apprezzato è stata la linearità della trama, molto diversa da quella del volume precedente.

La cosa non può che avermi fatto piacere, dato che ero davvero curioso di sapere se questa nuova “puntata” avrebbe davvero rappresentato – come sospettavo – un passo avanti, e sono felice quindi di dire che quel passo avanti c’è stato. Ovviamente non tutto è ancora perfetto, qualche tentennamento permane (mi è sembrato un po’ banale, ad esempio, il personaggio del mafioso, e principalmente il fatto che esso appare quasi unicamente come un fin troppo generoso “deus ex machina”: le sue parole e il suo corpo abbondano di indizi in grado di fornire informazioni ai protagonisti, in una maniera che mi è parsa un pò forzata), ma questo numero 2 è nettamente superiore al primo; un altro passo nella strada che porta alla perfezione.

Balthazar, eroe maledetto e delinquente, più cattivo dei mostri che caccia, senza cuore e senza rimorso, pronto a tutto pur di raggiungere i suoi obiettivi, vittima di tradimenti e bugie, sorretto da poteri arcani sempre più potenti, comincia a rivelarsi per il buon protagonista che potrebbe diventare, e se le cose andranno avanti così credo che la serie si concluderà davvero nel modo migliore.

Non lo dico certo per “farmi bello”, ma se io mi fossi limitato a leggere con superficialità il primo imperfetto volume, magari stroncando crudelmente gli autori come qualche critico fa, senza concedere loro il beneficio del dubbio, oltre a perdere l’occasione di conoscerli e apprezzarne la gentilezza e la carica umana (Alessandro Sidoti, lo sceneggiatore, ha anche acconsentito di scrivere un pezzo per L110P, dedicato all’esperienza sua e di sua moglie nelle fiere di fumetti in Belgio – pezzo che consiglio a tutti di leggere QUI) avrei sicuramente perso la possibilità di assistere al loro miglioramento, e allo svilupparsi di una saga che sta prendendo sicuramente la direzione giusta.

Sono dunque contento di segnalarvi di nuovo Balthazar e i suoi autori, e auguro loro un percorso sempre ricco di miglioramenti e soddisfazioni. A questo punto, direi che se li meritano davvero.


UN PREGIO: il netto miglioramento nella struttura della storia, che diventa corale e approfondisce e sviluppa tutti i personaggi, e non solo il protagonista.

UN DIFETTO: permangono piccole incertezze sia a livello grafico che narrativo, ma in maniera molto minore.

CHI COME COSA: “Balthazar l’implacabile volume 2: Cuore Nero“, fumetto nerissimo e misterioso, 100 pagine in bianco e nero, brossura, formato A4 (21×29), disponibile per l’acquisto – o per ogni altra informazione – QUI.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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