Pillole di saggezza 6.5: “BREAD CRUMBS”, di Kristine “Lyoker” Volpetti

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Immediatamente dopo aver letto Bread Crumbs, mi sono trovato in forte dubbio: da una parte, il materiale presente era ancora troppo poco, non esente da difetti e troppo in via d’evoluzione per poterci tirare fuori una recensione vera e propria; ma dall’altra il ricorrere all’alternativa che uso di solito quando trovo un fumetto promettente, e cioè segnalarlo all’interno delle mie “Pillole di Saggezza“, mi sembrava limitante in questo caso, perché avrei dovuto essere troppo sintetico. Ho quindi deciso di fare uno strappo alla regola che forse ripeterò in futuro, e scrivere una pillola “0.5” in cui segnalo, sì, lo webcomic… ma da solo, e spiegando bene per quale motivo. Ahimè, sono conscio del fatto che di certo sto facendo un torto a qualche altro autore che lo merita altrettanto (infatti mi trovo sempre “sacrificato” nelle PdSaggezza, fosse per me farei 7 articoli a settimana e recensirei tutti, ma ovviamente non mi è possibile), eppure in questo caso ritengo di avere delle motivazioni che personalmente trovo 1.importanti e 2.rappresentative del lavoro di molti altri fumettisti esordienti.

Ora le spiegherò.

Bread Crumbs è un fumetto che da principio non pare molto interessante: parla di due piccioni, inanella qualche semplice gag all’interno di strisce monopagina con errori di lettering e pare fermarsi lì, nel limbo dei progetti creati da autori molto giovani e che hanno ancora bisogno di crescere. E per certi versi l’imperfezione continua ancora oggi, col materiale attuale, non proprio perfetto soprattutto nei dialoghi. Poi, però, vincendo i pregiudizi (che sono il male del secolo, soprattutto su internet) e leggendo le storie, ho scoperto che in esso ci sono due elementi che saltano subito all’occhio, per me meritevoli di menzione, e che sono il motivo per il quale alla fine ho deciso di scrivere questo post.

Quali sono questi elementi? Iniziamo dal primo.

La prima striscia di Bread Crumbs.

La prima striscia di Bread Crumbs.

Bread Crumbs narra la storia di due piccioni, Carl e Greg, che – stranamente – sono “coinquilini di nido”. In pratica, abitano insieme nonostante siano due maschi. Carl pare essere un piccione un po’ borioso, snob, di quelli che pensano di sapere tutto e cercano di passare sempre da geni, da eroi o da esperti conoscitori del mondo. Greg invece è  il tipico “tonto” della situazione, sempre zitto, maldestro, stupido e fuori dal mondo, vittima delle risate degli spettatori e continuo bersaglio dell’ironia del suo compagno Carl, con tanto di tormentone rivolto a lui come nei film di Boldi.

Un giorno i due protagonisti alati si trasferiscono in città, ma anche lì vengono subito guardati con diffidenza per via della loro strana “unione”. Carl, però, che essendo borioso dovrebbe offendersi o magari abbandonare al suo destino quello che definisce invece “un fratello”, è subito pronto a minimizzare le critiche e a razionalizzare la sua convivenza con Greg, nello stesso tempo cercando di dipingerla come qualcosa di nessun particolare valore, un’idea simpatica e nulla più, la mattata di due amici un po’ strambi.

La cosa, in effetti, parrebbe sospetta visto come è stato descritto nelle prime strip il carattere di Carl; e la prima cosa che salta in mente è che i due siano una coppia omosessuale. Ovvio, che altro? E invece l’amara verità, che non tutti gli altri uccelli sono capaci di capire o di accettare, è che Greg ha un ritardo mentale; e Carl – nonostante non abbia nessun legame di parentela con l’amico – si è assunto l’impegno di prendersi cura di lui, trattandolo da suo pari, pronto ad accettare con la massima tranquillità le critiche e i sospetti degli altri volatili pur di evitare che Greg venga mal giudicato, sviando il discorso per evitare pregiudizi, ma anche minimizzando il suo ruolo “eroico” e rifiutando quasi di ammettere di essere un’àncora di salvezza per il povero Greg, l’unica che il suo amico piccione ha.

Devo dire che ho apprezzato questa svolta di trama. Non so se esistano altri webcomic italiani che trattino lo stesso argomento (e se ci fossero sarei contento se qualcuno me li segnalasse), ma quella che ho trovato qui mi è sembrata una bella rappresentazione della disabilità, leggera ma positiva, utile e azzeccata (con tante scuse ad altri autori che magari hanno trattato lo stesso oggetto ma che ancora non conosco). L’handicap, argomento spesso tabù al giorno d’oggi, perlomeno tra la gente “sana” che molto spesso non sa come rapportarsi con chi è diverso, è inserito nel contesto di Bread Crumbs con grazia, leggerezza e una percezione del problema che ho trovato molto piacevole. A voler fare un paragone forse troppo estremo e magari esagerato, Carl e Greg mi hanno ricordato l’amicizia che c’è tra Topolino e Pippo, due personaggi estremamente diversi tra loro (almeno così me li ricordo) ma uniti da un rapporto quasi fraterno; in effetti non i soli personaggi disneyani che sembrano uniti proprio dalla loro diversità.

Ora, io in effetti non so proprio quanto questa scelta sia stata meditata dall’autrice, quanto di essa sia stato improvvisato, se ha avuto delle fonti di ispirazione ben precise, quali erano i suoi obiettivi, se l’idea nasca da conoscenze dirette e/o serie oppure no, se Greg è frutto di un sincero desiderio di mettere in luce l’argomento o solamente un “calcolo” fatto per avere fans, in quanto non ho la fortuna di conoscerla…

(NOTA: perché succede anche questo, si sceglie un “problema” da trattare solo per fare bella figura, per vendere o perché lo fanno tutti, magari senza averne alcun interesse o conoscenza diretta, e descrivendolo quindi in modo inesatto o superficiale solo per una questione di comodo… ma in questo caso spero vivamente di no!)

ma L110P nasce per costruire e non per distruggere, e neppure per fare il “processo alle intenzioni”. Per cui, a prescindere da quale ragionamento ci sia alle origini di Greg, quello che ne risulta è un’idea che ho trovato pregevole, al momento ben narrata e di valore, che ha un altro punto a favore nel fatto che l’autrice – proprio come fa Carl nel fumetto – mi pare tenda a minimizzare la sua scelta, e neppure ha fatto della disabilità l’elemento cardine della storia. Anzi, chissà, forse non ci ha neppure pensato. Semplicemente, Greg è Greg, e questo ci deve bastare.

Il piccione Gregory, insomma, è un bel personaggio, che riesce a imporsi anche solo con la sua presenza, che non cede al vittimismo e neppure tenta di impietosire chi legge, del quale si può anche ridere, che può essere usato come spalla comica o come bersaglio di ironia (“Uno come lui, poveretto??? Giammai!” Altro tabù della cosiddetta gente perbene) e che riesce a porre in una prospettiva del tutto diversa un fumetto che pareva nato semplicemente per essere divertente.

Grazie a lui anche la percezione di Carl, delle sue reticenze, delle sue battute, dei suoi comportamenti, cambia a 360 gradi, rendendo anch’esso un personaggio di spessore, non il semplice “snob” che pensavamo fosse ma un volatile serio e risoluto, pronto a sfidare i benpensanti pur di non abbandonare il suo amico, comico più per scelta ottimistica che per guadagno personale. Ed è stato proprio grazie a questa piccola (ma per me grande) idea che Bread Crumbs si è meritato una “minipillola” tutta per lui.

Lo ripeto: una bella rappresentazione in positivo della disabilità.

(NOTA: per chi fosse interessato ad argomenti simili, consiglio “Mentre il re di Prussia faceva la guerra, chi gli rammendava i calzini?“, pubblicato recentemente in italia nella collana 9L della Panini, e recentemente recensito QUI dagli amici del Lo Spazio Bianco)

Ma come se questo non fosse abbastanza (e lo è), Bread Crumbs mostra anche un’altra delle cose che amo sempre trovare in un fumetto, e cioè l’evoluzione della sua autrice, che nei due anni passati dall’inizio del suo webcomic ha saputo migliorarsi velocemente e con buoni risultati.

Bread Crumbs inizia infatti come striscia a fumetti disegnata non perfettamente, impaginata con una gabbia a 4 vignette e composta da gag monopagina. Però passa un pò di tempo e dalle gag si sviluppa anche una piccola storia, che si apre e chiude in poche pagine, con gabbia “bonelliana”. E a quella prima storia ne segue una seconda, ancora più lunga, che sfoggia ora un’impaginazione quasi “alla francese”, uno stile Disneyano, e che fa intravedere un futuro che si spera composto di trame ancora più lunghe e complesse.

La pagina più recente di Bread Crumbs. Il cambiamento di tecnica e tratto è più che lampante.

La pagina più recente di Bread Crumbs. Il cambiamento di tecnica e tratto è più che lampante.

Anche questa è una cosa che mi è piaciuto molto vedere, in quanto è la dimostrazione lampante che attraverso l’impegno, i sacrifici, la fatica, lo studio, un autore di fumetti può e riesce a migliorare, diventando sempre più bravo. Ovviamente non tutti possono diventare geni, e anzi sono molti di più quelli che abbandonano il difficile mondo dei comics piuttosto che quelli che restano e che riescono a imporsi, ma vedere una fumettista giovane che come tanti suoi colleghi tenta di portare avanti le sue opere (non posso citarli tutti ma questa considerazione comprende ciascuno di loro), e oltretutto lo fa migliorando sempre più, un passo alla volta, credo sia il miglior biglietto da visita possibile, nonché una cosa ottima da citare e da mostrare come esempio a chi ha appena iniziato o ha dei dubbi sulle proprie capacità.

In definitiva, non posso che complimentarmi con Lyoker, l’autrice di questo fumetto. Credo abbia ancora tanta strada da fare, e cose da migliorare, ma se queste sono le premesse mi sentirei di essere ottimista; e comunque vada il futuro direi che può già ritenersi soddisfatta: in questi due anni è riuscita a progredire dimostrando la sua passione (nonché la sua capacità di disegnare volatili); e per quel che riguarda i contenuti ha creato Greg, che per me ha già vinto solo per il fatto di esistere. Spero solo che in futuro il suo fumetto non calchi troppo la mano sui “diversi da salvare” (tra volatili con malattie mentali, transex derisi o gay scacciati), che non diventi “vittimistico” e che non cerchi di “convertire” la gente, in quanto credo che il suo lato più positivo sia proprio il fatto che non tenta di “evangelizzare” i lettori. Allo stesso tempo, spero che non vada un giorno  a offrire un’immagine troppo “romanticizzata” dell’handicap, non la renda qualcosa di “dolcioso” come i gattini o i cagnolini, ma continui a parlare di disabilità in modo equilibrato, proprio come fa ora, inserendola come elemento di arricchimento in storie che narrano anche altro.

Per il momento, però, credo che l’unica cosa da dire a Lyoker sia: brava, e arrivederci a presto.

PS: potete trovare le avventure dei piccioni nella loro pagina ufficiale, e seguire la sua autrice nella pagina dedicata a tutte le sue produzioni.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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