Pillola 9 bis: “Storie ‘e Merd vol.2”, di Ruben Curto

storie e merd 2

Storie ‘e Merd volume 2, più che un seguito vero e proprio del primo numero – che avevo recensito – entusiasmandomi – QUImi ha fatto pensare a una specie di remake. Un pò come Evil Dead 1 e 2 di Sam Raimi: qui, come in quel caso, il “film” è quasi lo stesso, ma è l’approccio a essere cambiato.

Ritornano, in questo numero 2, i personaggi e le situazioni che avevamo già visto in precedenza: Il protagonista (che adesso ha anche un nome!), il suo fido compare Catello e il simpaticissimo Robottò, il robot scassone e scansafatiche che invece di essere un miglioramento scientifico è solo l’ennesimo cazzone, solo fatto di ferraglia. E intorno a loro i poliziotti nullafacenti, gli spacciatori col muso da topo, la polizia che non si impegna troppo, le storie di droga e disagio e infine il QUARTO vero protagonista, quello occulto eppure forse il più importante: i quartieri di Castellammare di Stabia, con la sua gente e un degrado futuristico e fantascientifico che è solo un riflesso del nostro presente.

Devo ammettere che la lettura di questo nuovo SeM mi ha molto stupito. In effetti mi aspettavo un numero sulla falsariga del primo, anarchico e scazzone, folle e divertente, eppure Ruben Curto ha saputo stupirmi calcando la mano sul versante del realismo e della serietà, presentando dei personaggi e delle situazioni che – pur rimanendo essenzialmente uguali a loro stessi – appaiono più maturi, più consapevoli, così come più consapevole è l’uso che il suo autore fa di loro e del mondo che li circonda.

Certo, lo scazzo, le bestemmie e le stupidaggini ci sono ancora, ci mancherebbe; ma il tutto è pervaso da un vago senso di amarezza, di abbandono, di caos cosciente (o di coscienza del caos?) che non era per nulla presente nel primo numero, ma che in queste pagine occupa un posto di rilievo, e che a mio parere è indice di un GROSSO passo avanti da parte dell’autore.

Le storie brevi sono state sostituite da un’unico racconto lungo (più appendice psichedelica), gli elementi validi del primo SeM sono stati tenuti in toto, ma a questi si è aggiunto un realismo che abbandona le improvvisazioni del primo episodio per mostrarci un mondo più solido, più dolorosamente reale. Emblema di esso è sicuramente “A Signor“, la signora a capo dello spaccio di droga, che da placida nonnetta di quartiere si è trasformata in una sua versione Blade Runner o Cyberpunk, con tanto di braccio meccanico e occhio elettronico. Davvero potente, davvero inquietante. Al punto che la definizione da me coniata per SeM 1, e cioè “fumetto di sfasciascienza” quasi quasi è diventata troppo allegra, e non contiene più tutti gli elementi che ora fanno sfoggio di loro stessi nelle pagine del fumetto.

Avevo già avuto assaggi di un miglioramento di Curto nelle storie brevi che aveva pubblicato su internet, ma questa sua deriva cupa e matura (scusate se lo ripeto troppo ma è la parola che meglio gli si adatta) mi è giunta proprio di sorpresa, e ha confermato le doti di un autore che avevo già considerato promettente, ma che ora considero davvero interessante.

L’unico difetto, a questo punto, è che questo SeM 2 dura troppo poco. Sarebbe stato ottimo vedere il Curto alle prese con una storia molto più lunga e articolata, ma ahimè, come dico spesso i tempi sono quelli che sono, ci dobbiamo proprio accontentare, e anzi dobbiamo dire che già ci è andata bene così: nell’era pre-internet un fumetto valido come questo non avrebbe avuto un decimo delle chance di farsi notare.

Se SeM 1 mi aveva stupito e conquistato per la sua carica eversiva, per l’umorismo sfrenato e per la sua critica sociale azzeccata (pur se estremizzata), questo 2 mi ha definitivamente convinto riguardo i contenuti e le capacità espressive di un autore come Curto, che vedrei bene – tra qualche tempo – al lavoro con un progetto più lungo e complesso. Anzi, se avessi i soldi glielo finanzierei io.

Dopo questo nuovo volume, direi che leggere il 3 sarà un dovere. Sarà lì, credo (per la serie: mettere pressioni e paranoie a un autore) che ci si giocherà il tutto per tutto, in quanto per forza di cose esso dovrebbe essere diverso a livello di trame riguardo ai primi 2. Torniamo qui al paragone con Evil Dead: il primo era il film cupo e sanguinolento. Il due era il primo in versione ricca e sopra le righe. Il terzo capitolo era qualcosa di completamente diverso, che narrava storie nuove con modelli espressivi nuovi che erano il risultato del percorso fatto con le prime 2 pellicole. Ed ecco: per SeM io mi auguro qualcosa di identico, perché sarebbe il percorso più logico e sensato, forse anzi l’unico possibile per evitare di rimanere invischiati all’infinito nella propria trama.

Al momento, però, il recensore è più che soddisfatto. E vorrebbe anche spendere due parole riguardo al segno grafico, anch’esso davvero migliore, d’impatto, a tratti sorprendente. Rispetto al volume 1 le vignette si sono fatte più grandi, più ariose, con tanto di splash page e doppie splash page all’interno della storia; e anche qui il passo avanti è tangibile e vincente. Ottimi anche i colori, se è per quello.

L’unica cosa che eliminerei del tutto? La critica alla città fatta a chiare lettere in un paio di occasioni, narrata in modo didascalico dal protagonista. In generale, quando dei personaggi spiegano nei loro dialoghi ciò che comunque è già ben visibile dal contesto narrativo, è segno di una piccola sfiducia residua dell’autore nelle proprie doti comunicative. In generale, qui come nella narrativa in generale, dovrebbero essere i fatti a parlare, e non la loro descrizione fatta da uno dei personaggi: SeM centra in pieno il bersaglio quando critica (seppure con amore) il suo mondo – sebbene mi pare che in questo numero ne abbia preso di più le distanze, lo guardi con maggior disincanto – e non ha certo bisogno di spiegoni o spieghini per farcelo capire.

IN DEFINITIVA, considero SeM 2 un vero e proprio successo, una tappa importante nel percorso di maturazione di un autore che mi aveva conquistato fin da subito,sia per le sue trame sia per il suo segno “sporco”. L’ho acquistato e letto con grande piacere – nonostante le poste abbiano fatto di tutto per non farlo arrivare – e ne sono rimasto davvero colpito e stupito.

Non posso che augurare solo il meglio a Ruben Curto, un autore che vorrei davvero vedere più spesso all’opera, e che spero abbia quelle possibilità che si merita.

2015-06-20 19.20.38


UN PREGIO: evoluzione grafica ma soprattutto contenutistica davvero ottime.

UN DIFETTO: togliere quel minimo di didascalismo rimasto.

CHI COME COSA: “Storie ‘e Merd volume 2”, scritto e diretto da Ruben Curto, 40 pagine a colori, cinque euri a piacere, rintracciabile QUI.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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