Pillola quarantasette: “Spada”, di Alexander Tripood

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Spada, fumetto fantastico/fantascientico frutto del lavoro di Alexander Tripood, nuovo autore italiano, racchiude in sé così tanti pregi, e così diversi, da far passare totalmente inosservato qualsiasi piccolo difetto gli si possa imputare. Direi anzi che lo si può quasi usare come opera di paragone, proprio per il fatto che contiene moltissimi elementi che mi piacerebbe vedere in tutti i fumetti cosiddetti “amatoriali”, o comunque nel bel mondo delle autoproduzioni create nel nostro paese.
Questi elementi, dunque, li elencherò uno per uno, cercando di non fare spoiler ma di mettere in luce le caratteristiche che rendono questo fumetto degno di nota.

Prima, però, iniziamo con uno straccio di trama, giusto per farvi capire – se non ci sono già riuscite le immagini – di cosa stiamo parlando con precisione.

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In un mondo futuro/fantastico/parallelo al nostro, in una città tentacolare e caoticamente concepita, nella quale passato e futuro, ricchezza e povertà, bellezza e caos sembrano convivere, Watt Weland, addetto ai droni per conto della Knightzon (versione alternativa della nostra Amazon), incontra per caso – durante una rapina – Spada Rodriguez, un tizio dall’aria scalcinata, apparentemente un barbone, ma che ovviamente è molto più di quanto appare. I due creano una sorta di sodalizio involontario e unilaterale, con il barbone che si installa in casa di Watt e gli scombina allegramente l’esistenza. Peccato che Spada abbia dei piani tanto rischiosi quanto misteriosi, e che le sue azioni metteranno in moto un turbine di avvenimenti che sembrano toccare la vita stessa della città, dei suoi più importanti rappresentanti, delle sue industrie più famose e innovative, dei suoi gruppi criminali e chi più ne ha più ne metta.

Non aggiungo altro, perché fare qualsiasi tipo di spoiler in questo caso sarebbe reato di lesa maestà. Andrò invece a indicare uno per uno i pregi che avevo citato all’inizio, in quello che sarà uno dei miei classici “pipponi” utili (si spera) agli autori ma forse noiosi per tutti gli altri (ma perché, poi? Che si sia semplici lettori, o anche aspiranti recensori o presunti tali, forse può essere interessante sapere con coscienza di causa i motivi per i quali un fumetto può essere considerato valido, no? Avere coscienza di cosa si apprezza, dei motivi per i quali un prodotto è interessante, credo sia utile a tutti).

Chi volesse saltare in toto, è dispensato. Ben vengano tutti gli altri.

Allora, i pregi, in rigoroso ordine casuale:

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Spada è un fumetto che presenta un’ambientazione progettata con accuratezza: elemento che contraddistingue i migliori fumetti/libri/film che si basano su storie ambientate in mondi diversi dal nostro. Sebbene non sia strettamente necessario dover spiegare per filo e per segno come è fatto il mondo nel quale si svolgono le avventure dei nostri protagonisti, dare ad esso un minimo di spessore,una coerenza interna, sia a livello di contenuti che visivamente – serve a dare al lettore l’idea che tale mondo sia “reale” o quantomento “realistico”. Questo facilita l’immedesimazione e rende tale mondo un ulteriore personaggio, sia che si tratti di un universo intero abitato da migliaia di razze aliene, sia che si tratti di una singola città come in Spada.

E Spada in effetti riesce molto bene in ciò che fa: fin dal primo numero dei nove previsti la città, i suoi abitanti, i suoi governatori, le industrie più importanti, gli sviluppi tecnologici, addirittura i brand pubblicitari, sono introdotti e resi importanti per il lettore, oltretutto in modo non inutilmente “artistico” ma in modo realistico e acuto, originale e facile da comprendere.

Spada è un fumetto con un protagonista interessante: Spada Rodriguez, appunto, il quale parte come simpatico sbruffone nullatenente, ma si sta rivelando pian piano un tizio dal passato burrascoso, dai piani segreti, dalle mille vite, portatore di guai, e in bilico tra il “bene” e il “male”. Eroe/antieroe, abile nel rendersi simpatico ai lettori ma non esattamente facile da comprendere. Il tipo di persona, insomma, che se conoscessimo nella realtà cercheremmo di evitare il più possibile, ma che in una storia a fumetti è qualcuno del quale è interessante leggere le gesta. A me ha fatto pensare a una sorta di Lupin, per intenderci, ma con un vissuto (credo) ben più serio.

Spada ha molti co-protagonisti degni di nota: Weland, l’inconsapevole compagno di sventure di Spada, è forse il più grosso, ma ce ne sono molti altri che sono altrettanto interessanti. Alcuni di essi sono già comparsi, altri sono ancora sullo sfondo o solo citati, ma tutti condividono con lui una costruzione sfaccettata e interessante, e sembra che la loro presenza abbia un vero e proprio peso sulla storia, elemento che è sempre utile.

Spada è graficamente personale: e questo è ottimo. Già il fatto che Spada sia un fumetto fantastico/fantascientifico che rifugge però le regole più “classiche” dei generi, cioè disegni pompati, colori iridescenti, personaggi con armature fighissime e fuciloni d’assalto, robot potenti, città di acciaio e vetro scintillanti nella notte (e chi più ne ha più ne metta), è un elemento più che bello da vedere. In Spada il disegno è molto europeo nel tratto, non è stereotipato in ciò che mostra, ed è pure colorato ad acquarello, elemento che forse potrebbe stupire il mitico “lettore medio” che preferisce fumetti sempre uguali e non gradisce contaminazioni. Io invece, le gradisco eccome, perché penso che la classe di un autore si veda proprio nel suo saper contaminare e rendere personale ciò che già esiste. E infatti il prossimo punto dice proprio….

Spada è un fumetto pieno di contaminazioni: riesce infatti a condensare al suo interno spunti tra i più vari e anche distanti tra di loro, tanti al punto che neppure io sono riuscito a coglierli tutti. Al suo interno ho trovato infatti un’ironia e un senso dell’avventura spericolata che mi pare molto “manga”, uno stile e dei colori che mi sono sembrati molto europei (francesi per la precisione – con anche un riferimento preciso, che mi è sembrato di cogliere – al famoso Skydoll che forse conoscerete), e degli elementi grafici e stilistici (i nemici, la presenza di vere e proprie “icone pubblicitarie” viventi) che rimandano al fumetto americano moderno. Il tutto mescolato con efficacia, con apparente semplicità, e amalgamando chissà quanti e quali altri stimoli. Io aggiungo solo che la tentacolare città in cui vive il nostro eroe mi ha richiamato alla mente quella dei romanzi di Perdido Street Station… ma chissà! E in fin dei conti poco importa il riconoscere o meno lo spunto, questa non è una gara a chi riesce a capire da dove viene quest’armatura o da dove salta fuori questo paesaggio, l’importante è che il risultato sia buono, e la storia valida.

Spada ha una trama complessa: e anche questo è ottimo. Spesso (molte volte per il semplice fatto che un buon numero di giovani autori di fumetti “nascono” come disegnatori e poi si “riciclano” anche come sceneggiatori) mi capita di leggere fumetti autoprodotti dalla trama filiforme, improvvisata, priva di vero coinvolgimento, stereotipata o troppo lineare, semplicistica, resa troppo piatta dall’esigenza di dover pubblicare a puntate non ravvicinate, e via dicendo. In Spada, invece, che è un fumetto progettato per uscire in nove “puntate”, ciascuna pubblicata in un singolo volume, questo spezzettamento, questa semplicità non c’è, ma invece è sostituita da una trama che appare “meditata”, pensata a priori, e non affidata all’estro del momento. Ci sono numerosi personaggi coinvolti, e altrettante sottotrame che contribuiscono a mettere insieme un disegno coerente, e questo  davvero degno di nota. Un bravo autore, infatti, si vede anche da ciò che è capace di progettare, si valuta (o almeno così si dovrebbe fare) non tanto – o non solo – sulla singola pagina di successo ma sulla capacità di creare una storia lunga e complessa.

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(NOTA. Anzi, aggiungo un’altra cosa: sospetto che in un futuro, con tanti autori impegnati a scrivere storielline semplici, gag monopagina, strisce comiche, o fumettisti che sviluppano la serie senza un plot predefinito, contando sul proprio talento o sulla risposta del pubblico, programmando le storie una pagina alla volta, chi invece è capace di mettere in tavola un progetto lungo, complesso e autoconclusivo verrà tenuto in maggiore considerazione.  Ma chissà, magari le cose andranno per il verso opposto… Certo è, però, che se ci si vuole presentare a un editore “serio”, bisogna andare lì con un progetto studiato in ogni sua parte, con un inizio, uno svolgimento e una fine COMPLETI E COERENTI, altrimenti ciccia. FINE NOTA)

Spada contiene numerosi colpi di scena inaspettati ma non semplicemente spettacolari: colpi di scena che non rivelerò, ma che comunque sono validi, inattesi, e lungi da essere buttati lì un po’ a caso servono ad arricchire la trama e i personaggi, rivelando loro sfaccettature impreviste. Aggiungo anche che il numero uno termina con un GROSSO cliffhanger imprevisto, che ti fa chiudere l’albo dicendo “e adesso?”, e con la curiosità di saperne di più. Ottimo anche questo. Come gli americani insegnano, chiudere con un grosso colpo di scena è un ottimo “trucco” per spingere il lettore a proseguire la lettura comprando l’albo successivo. Ovviamente non è l’unico trucco, ma uno di quelli validi se si vuole fare un fumetto che abbia una continuità.

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Spada rende facile l’immedesimazione del lettore: e questo è ottenuto grazie alla linearità della trama, al fatto che tutto ciò che è utile sapere viene spiegato, al fatto che al pubblico vengono presentati molto presto tutti gli elementi che gli sono necessari per “ambientarsi” all’interno del fumetto, e al fatto che Spada non compie l’errore di dimenticarsi di spiegare le cose o di essere eccessivamente misterioso per poi puntare tutto sul colpo di scena finale. No no, Spada – ottima cosa – gioca subito tutte le sue carte, e a partire da quelle AGGIUNGE elementi, colpi di scena, rivelazioni, che ARRICCHISCONO elementi che sono già tutti presenti e raccontati. Il fatto che poi tutti questi elementi, le informazioni che il pubblico DEVE sapere, sono presenti all’interno del fumetto stesso, e non nei riassunti, nelle pagine Facebook o chissà dove, è una cosa basilare, ma che non tutti si ricordano di fare. Anzi, siccome io stesso lo dico molte volte, ne approfitto per ripeterlo qui:

NOTA: Quando scrivete una storia ricordatevi di inserire TUTTE le informazioni utili al lettore ALL’INTERNO DELLA STORIA STESSA, e non altrove. E acceratevi di NON DARE NIENTE PER SCONTATO: il lettore non è nella testa dell’autore, e non riesce a fare i collegamenti che invece chi scrive la storia fa in automatico. Ricordatevi dunque di spiegare tutto, in modo che il vostro pubblico non si trovi spaesato.FINE NOTA.

Bene, questi erano i pregi maggiori. Ad essi se ne aggiungono altri, come dei buoni dialoghi, una trama lineare, tanta azione mai confusionaria (o quasi), ironia come elemento aggiunto, ambientazioni curate nei dettagli, assenza di “infodump” (troppe informazioni sono controproducenti, soprattutto se inutili alla trama), bei colori, belle tavole, bella cura grafica, bella confezione.

E con questo penso di aver finito.

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In definitiva, Spada è un bel fumetto in bilico tra il fantastico e il fantascientifico, con una trama ricca e promettente, con un’ambientazione originale e curata, con molte sottotrame, sorprese e colpi di scena, con personaggi interessanti, scene d’azione, nemici carismatici, ironia mai sopra le righe, tante contaminazioni e spunti validi e solidi. Il suo autore, benché sia ancora “in crescita” (e credo che in futuro diventerà ancora migliore, al punto che non ho perso neppure tempo a elencare alcuni difetti che penso semplicemente spariranno con la pratica, come succede sempre), dimostra di muoversi con agio all’interno di trame complesse, con un bel controllo della pagina, con tanta personalità, con numerose capacità sia grafiche che di scrittura.

Spada è piacevole da leggere, complesso quanto basta per essere molto solido, convincente per quel che riguarda l’universo che ha costruito, capace di incuriosire e avvincere. Insomma un bel fumetto, che piacerà agli amanti del fantastico e dell’avventura con spunti “futuristici”.

Complimenti all’autore, che mi pare davvero promettente. Sono curioso di vedere cosa farà in futuro, e sono certo che sarà in grado di imporsi come merita.


UN PREGIO: tanti, li ho elencati.
UN DIFETTO: robetta.
CHI COSA COME: “Spada”, scritto e disegnato da Alexander Tripood, volume 1 di 9, 68 pagine a colori. Per ogni altra informazione, esiste il sito ufficiale, ma aggiungo che l’anteprima del volume 2, che dovrebbe uscire per Lucca, è davvero splendida.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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