Pillola cinquantadue: “The Leaderboard”, di Chemello/Furini/Gamba

La cover di "TL - prologo".
La cover di “TL – prologo”.

Sean & Todd sono due grandi amici che frequentano – a quanto pare con scarso profitto – la classica scuola American Style, piena di belle ragazze, professori sadici e bulli maneschi; ma oltre al prendere voti bassi c’è un’altra cosa che li accomuna, e cioè la passione per The Leaderboard, trasmissione di grandissimo successo che mostra le gesta di amatissimi paladini della giustizia dai grandi poteri che girano il mondo affrontando i mostri più improbabili in sfide all’ultimo sangue.

The Leaderboard è una sorta di reality estremo, nel quale i mostri sono veri, le uccisioni sono vere e il pericolo reale (almeno così sembra!), ma nonostante questo la trasmissione è proposta in diretta ogni settimana in televisione con grandissimo successo, soprattutto fra i più giovani. Tutti i ragazzi sognano di diventare cacciatori di mostri come i divi della TV, e Sean non è da meno. E quando scopre che la puntata della settimana successiva si svolgerà proprio nella sua città natale, diventerà pronto a tutto pur di poter assistere alle riprese.

Ma ci riuscirà? Lo scoprirete solo leggendo, perchè il mio riassunto si ferma qui.

Sean & Todd, i due protagonisti di Leaderboard
Sean & Todd, i due protagonisti di Leaderboard

The Leaderboard, fumetto scritto da Federico Chemello, Maurizio Furini e Riccardo Gamba, e disegnato da Gamba, è un prodotto professionale, divertente, promettente, con alcune parti originali e interessanti e con una trama semplice ma coinvolgente.

Certo, è leggermente debitore a certi tipi di manga comici, sia nello stile che nel tipo di racconto (e di umorismo) ma riesce a fare il suo lavoro in modo efficace, mettendo in piedi una storia che sono certo sarà apprezzata dal pubblico, e che posso tranquillamente considerare come un buon “primo volume” da parte di autori che sanno fare bene il proprio lavoro, e si vede. In effetti, quando ho parlato di “debito” nei confronti dei manga, non volevo intendere “copia carbone” o chissà cos’altro: il debito è puramente intellettuale, un’aderenza neppure così stretta a un genere ormai riconoscibile, ma che è fatta senza piaggeria e con personalità. Insomma: qui NESSUNO sta copiando Dragonball.

E’ davvero interessante, comunque, vedere come il trio di artisti che hanno dato vita a quest’opera (e che fanno parte del promettentissimo DayJob Studio, da me recensito in precedenza QUI) siano riusciti a creare un fumetto che non ha nulla da invidiare a prodotti già pubblicati, e che – almeno per quel che riguarda disegno, composizione della tavola, gestione dei dialoghi, dei tempi comici e del racconto… cioè praticamente tutto, o quasi – si dimostra un’efficace mix di spunti e di stili, di contaminazioni e di punti di riferimento tra i più diversi: Leaderboard racconta una storia semplice ma non semplicistica, allegra senza essere “esagitata” o volgare, e si distacca da atmosfere opprimenti o supereroi uggiosi per proporci una storia nella quale è l’avventura vera – unita a temi “giovanili” – a farla da padrone.

In Leaderboard tutto è trattato con levità, e a parte un unico, singolo, punto che si può definire “serio” (cioè l’incontro nella toilette con uno dei presunti divi, che parte in maniera ironica ma poi diventa inquietante…), il resto, PER ORA, è semplicemente l’incredibile avventura di due amici con un sogno da realizzare, i quali finiscono coinvolti in infinite peripezie all’interno di un micro/ macrocosmo (il mondo che ruota intorno alla trasmissione, ma anche il mondo intero, quello che corrisponde alla loro realtà) altrettanto buffo. Ottima cosa, direi, che da una parte viene incontro alle esigenze del pubblico italiano più nuovo e giovanetto – il quale credo possa apprezzare particolarmente fumetti simili, allegri, avventurosi, un po’ giapponesi, surreali – e dall’altra dà vita a un fumetto che anche altri tipi di lettori possono godersi in santa pace. Insomma, se sei giovane te lo leggi in allegria, sei sei “vecchio” puoi leggertelo lo stesso, e magari consigliarlo a tuo figlio e a tuo nipote. E tutti noi sappiamo quanto bisogno ci sia di nuove leve della lettura, non tanto per una visione “moralistica” della realtà, quanto per una semplice questione di arricchimento personale.

(NOTA: sbaglia in effetti chi dice che si può leggere qualsiasi cosa, basta che si legga. Leggere stupidaggini equivale a sfogliare una rivista di gossip, non lascia nulla e mette in testa solo idiozie. L’unica possibilità è sperare che le stupidaggini siano solo un punto di partenza per una futura maturazione del lettore; il problema è che un tempo si maturava leggendo opere di GRANDI artisti, che lasciavano dentro qualcosa e che richidevano al lettore di sviluppare una certa sensibilità e un certo gusto per poterne godere. Oggi, lo stupido resta stupido, e viene mantenuto tale. FINE NOTA)

Welcome to the show!
Welcome to the show!

Ho particolarmente apprezzato il concetto che sta alla base di Leatherboard, e cioè la trasmissione dedicata a “uccisori di mostri”, trattati però come divi della televisione, o come quelli che da noi sono i lottatori di Wrestling, personaggi coloriti, dai costumi sgargianti, ognuno con una sua personalità e coinvolti in sfide che vanno oltre l’umano. E per quanto risulti sottilmente inquietante pensare al fatto che i due protagonisti vivono in un mondo nel quale – evidentemente – i mostri sono una vera e propria piaga, l’allegria che pervade il fumetto fa capire che non è quello il punto, non in questo caso… o perlomeno non ora. Le ultime scene del primo volume fanno capire, infatti, come il futuro si prospetti tutt’altro che lieto o roseo per gli eroi della storia; e come ho detto sopra una svolta “seria” e “matura”,oltre che gradita sarebbe davvero auspicabile: si inizia ridendo, ci si appassiona senza accorgersene, e quando le cose si fanno serie si rimane avvinti. Le migliori serie funzionano proprio così (aspiranti fumettari prendete nota).

Il fatto che gli autori definiscano questa prima parte della loro epopea, infatti, come un PROLOGO, mi fa pensare che in futuro vedremo i nostri due protagonisti (o chissà, forse solo uno) diventare dei veri cavalieri, cresciuti ed eroici. In quel caso, proprio come accade nei manga che citavo prima, anche il tono dell’opera potrebbe passare a livelli più “seri”, o quantomeno più consoni con la maturità del tema trattato. Penso che la cosa sarebbe buona, e potrebbe dare in fretta nuova linfa al fumetto. In fondo, quanto a lungo si può andare avanti di sole gag legate alla trasmissione? Prima o poi qualcosa di “importante” dovrà succedere. E se quando quel qualcosa accadrà (se accadrà), il fatto di aver nel frattempo creato empatia tra i lettori e i protagonisti dovrebbe garantire a Leaderboard un buon successo.

Bisogna solo sperare che la qualità rimanga uguale, cosa che sono certo farà.

...e al momento ci si diverte con lo zio di Jeff, una sorta di Licia al maschile con tanto di "gatto Giuliano"
…e al momento ci si diverte con lo zio di Sean, una sorta di Licia al maschile con tanto di “gatto Giuliano”

Ci sono, a dire il vero, delle eccessive semplificazioni qui e là, come personaggi macchiettistici (a parte i cavalieri, tutti quelli che ruotano intorno alla trasmissione come regista, attrici, guardie etc), gag non troppo elaborate, svolte di trama un pò deboli (il fatto che in una trasmissione superprotetta alla fine i 2 infiltrati vengano lasciati passare come se niente fosse) e un “cattivo” assai strano come il “bullo ballerino“; ma alla fin fine ogni cosa trova il suo posto in questo universo non troppo serio, stile Akira Toriyama delle origini, che credo abbia proprio il suo pregio maggiore nel voler coinvolgere e via via far appassionare proprio quella fetta di pubblico che alcuni editori sembrano aver dimenticato, e cioè i ragazzini. Dimenticarsi di loro, infatti, è errore grave. L’ho fatto presente qui sopra dove parlavo di arricchimento personale, ma da un punto di vista squisitamente “di sopravvivenza”,chi leggerà i fumetti del futuro se nessuno offre ai probabili futuri lettori materiale adatto a farli innamorare di questo mezzo di comunicazione?

ecco a voi uno dei lavori più orribili del mondo: il "contatore di persone in fila per un biglietto", che dopo aver contato la bellezza di OTTOMILA PERSONE deve stabilire dove finisce la fila. Mi chiedo, però: non era più semplice far progredire la coda e poi chiudere le biglietterie???
ecco a voi uno dei lavori più orribili del mondo: il “contatore di persone in coda per un biglietto”, che dopo aver contato la bellezza di OTTOMILA PERSONE deve stabilire dove finisce la fila.

Una lode va data anche a certe peculiarità del disegno: ho già detto che il segno grafico è professionale e vincente, uno di quelli che mi piacerebbe avere a mia disposizione se fossi un editore che deve lanciare una serie dedicata ai ragazzi; ma oltre alla chiarezza espressiva vorrei far notare anche alcune scelte davvero divertenti e surreali, di certo non nuove ma di quelle che mi piace sempre sottolineare, perchè denotano a mio parere una certa dimestichezza e consapevolezza del fumetto come mezzo espressivo da parte degli autori. Mi riferisco in particolare alla pagina che vedete sotto, nella quale una vignetta viene usata come spettacolare “balcone” grazie al quale osservare un “possibile futuro” immaginario, che viene visto come se fosse un film. Un’idea carina, e una delle cose che rendono il fumetto insostituibile quando si tratta di eseguire certi “giochi di prestigio”.

Leaderboard2

IN DEFINITIVA: Leaderboard è un fumetto con molti punti a suo favore. Una trama semplice ed efficace, adatta a un pubblico più giovane ma non per questo “infantile”. Uno stile di disegno davvero interessante, chiaro e molto espressivo. Gag comiche ben riuscite e un’atmosfera di gioiosa allegria che pervade tutta l’opera. Ora bisognerà vedere cosa accadrà dopo il primo volume, una volta che il prologo “lieto” sarà terminato e si entrerà nell’avventura vera e propria, ma già da quel che ho letto posso dire che gli autori hanno già centrato un bersaglio, mostrandosi coerenti, personali e professionali al punto che meriterebbero una pubblicazione. Bravi, ben fatto! 

Come dicono in quel programma TV: “per me è sì!”


UN PREGIO: fumetto gioioso, fruibile e tecnicamente professionale
UN DIFETTO: non ne vedo…
CHI COSA COME:The Leaderboard“, un fumetto ideato da Federico Chemello, Maurizio Furini e Riccardo Gamba, scritto da Chemello & Furini e disegnato da Riccardo Gamba. Il fumetto è stato recentemente raccolto in un volume, in un adattissimo formato “manga” brossurato e in b/n, dall’ottimo prezzo di 4,50 euri. Sulla pagina Facebook del Dayjob Studio potete trovare tutte le info necessarie.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

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