Pillola 58: “The Noise”, di Gandolfi & Genzianella/Cucchi/Antiga

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Il primo fumetto che ho comprato in modo consapevole e continuativo, all’età di quattordici anni, è stato Dylan Dog, che era un horror. Nello stesso periodo facevo la casuale conoscenza con uno scrittore che mi ha appassionato per lunghi anni e che è sempre stato per me una grande fonte di emozioni: Stephen King, che guarda caso è un autore horror. Ancora nello stesso periodo, grazie ad alcuni amici, di horror ho iniziato a vedere pure i film (il primo? Nightmare 3, seguito da La Casa), sviluppando una passione che con immutato amore porto avanti anche oggi.

Sapendo questo, dunque, potete ben immaginare come io sia sempre curioso e interessato quando qualche progetto orrorifico a fumetti si affaccia all’orizzonte; e la cosa vale soprattutto quando compaiono davanti al mio radar opere come questa, che oltre a coinvolgere un team di disegnatori di tutto rispetto – tra i quali dei professionisti indiscussi quali Bisi, Genzianella e Freghieri, appartenenti all’associazione Ora Pro Comics – si avvale del soggetto e delle sceneggiature di uno scrittore di libri horror – Pietro Gandolfi –  in questa occasione “prestato” al fumetto.

Ecco, questa è una delle cose che mi sono sempre piaciute: i “prestiti” o le contaminazioni nel campo della arti. La mia idea infatti è che quando un bravo autore porta con sé il suo talento anche in campi diversi da quelli nei quali si muove solitamente, può capitare che sia più originale e interessante di chi invece in quel settore ci vive (e vegeta) da anni. Capite, chi per tutta la vita ha letto fumetti, ha sognato di scrivere fumetti e infine si trova proprio a scrivere fumetti… prima o poi si può trovare – consapevolmente o meno – a ripetere delle convenzioni che sono diventate ormai parte del suo “DNA”. A “rifare il verso”, insomma, a quelle opere che tanto lo hanno impressionato quando era giovane; col risultato che il suo lavoro potrà essere buono, ma non sarà mai innovativo o di rottura, e si inserirà invece in pieno in modelli già presenti e sfruttati, con tutti i loro pregi e difetti. Una persona che solitamente si esprime usando un altro media può invece, a mio parere, essere in grado di presentare un approccio fresco e personale alla materia e soprattutto alla narrazione, risultando convincente e originale.

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Ciò di cui sto parlando è successo in America pochi anni fa con l’uscita di “Locke & Key”, fumetto in sei volumi scritto da Joe Hill, romanziere e figlio di Stephen King (quindi stiamo parlando ancora di horror). Ebbene: con quella che era la sua PRIMA opera disegnata Joe si è trovato a dar vita a un lavoro nel quale ha trasposto tutte le doti migliori della letteratura, unendole all’immediatezza data dall’uso del media fumetto. Il risultato è stata un’opera che per profondità di messa in scena, per approfondimento dei personaggi, colpi di scena e struttura generale ha mangiato in testa a molti professionisti del settore, risultando una delle serie di genere più convincenti degli ultimi anni (e che consiglio a tutti di leggere).

THE NOISE è sulla stessa strada? Ancora presto per dirlo, ma devo ammettere che – dopo un numero zero di buona resa ma più o meno “sui generis” – il primo numero mi ha davvero convinto, tanto che mi ha fatto venire in mente proprio Joe Hill, e mi ha fatto nascere il sospetto che abbia le potenzialità per muoversi verso quella  stessa qualità.

Ovviamente in precedenza avevo già avuto modo di leggere qualche racconto e uno dei romanzi di Gandolfi “scrittore”, e avevo apprezzato il suo stile diretto, privo di fronzoli, così come il suo andare dritto al sodo in modo a volte crudo ma di certo sincero e completo, senza concessioni alla moda o mezze marce indietro. L’horror di Gandolfi è “sporco”, non ha paura di scottarsi, non si maschera da “altro” per nascondere la sua natura, non si perde in digressioni e svolazzi narrativi, ma cerca semplicemente di fare bene il suo lavoro; e credo questa sia una delle sue caratteristiche migliori, segno di coerenza e di un modo di raccontare che non si “vergogna” di quello che è. Proprio per questo l’idea di vedere Gandolfi alle prese con i fumetti da una parte mi incuriosiva e dall’altra mi spingeva a dargli fiducia; e ora che la sua opera l’ho letta (perlomeno i numeri usciti fino ad oggio, cioè zero e 1) sono contento di dire che per ora il risultato è stato positivo: THE NOISE non è affatto banale, è inquietante, è interessante, è azzeccato, è un horror “puro” ed è più meditato di quello che avevo pensato. Tutte caratteristiche positive che potrebbero rivelarsi vincenti sul lungo periodo.

noise4Di cosa parla THE NOISE? Molto semplicemente di un rumore, un suono indefinito che fa impazzire la gente e che causa un’epidemia di follia e violenza che distrugge in un attimo ogni pretesa di società civile.

A qualcuno viene in mente Cell di Stephen King? Verissimo, il concetto di base è molto simile, se si esclude il fatto che nel romanzo il rumore veniva propagato attraverso i telefoni cellulari. In questo caso invece il terribile suono si inizia semplicemente a udire nell’aria, in ogni parte del mondo, istantaneamente… elemento che forse può renderlo ancora più inquietante: quale orribile fonte terrena o aliena o ultraterrena può aver mai dato vita a qualcosa di simile? E c’è una motivazione dietro a tutto o si tratta semplicemente di un caso?

Sia quel che sia, il rumore fa impazzire la gente, trasformandola in mostri sanguinolenti e assetati di sangue. Gli unici a non perdere la testa sono delle persone che per qualche motivo ne sono immuni. Persone comuni come un padre in ospedale in attesa del suo primo figlio, ma anche un inquietante serial killer che sgozza, sventra e ruba occhi di giovani ragazze. Cosa sarà di questi personaggi, che si trovano ciascuno in una città diversa al momento dello scoppio dell’epidemia, è troppo presto per dirlo, anche perché è proprio con la “fine del mondo” che si chiude il numero uno. Ma nel frattempo il risultato, visto dal punto di vista del lettore e dell’appassionato di storie del genere, è fin da subito positivo; la magia si è compiuta e l’albo risulta immediatamente interessante e coinvolgente, sia dal punto di vista del disegno (e come ho detto più in alto non poteva essere altrimenti) che da quello della storia.

Insomma: il prestito dello scrittore al fumetto sembra aver funzionato anche questa volta, in quanto Gandolfi, coadiuvato da un gruppo di disegnatori all’altezza, è riuscito a inserire nel suo lavoro elementi tipici della letteratura SENZA snaturarne il linguaggio; e in più non ha ceduto alla tentazione di sfruttare le potenzialità date dalle vignette per fare sfoggio di incredibili sbudellamenti a tutta pagina con una storia inconsistente e 2 dialoghi in croce a fare da riempitivo, ma ha compiuto invece un’operazione quasi del tutto opposta (con mio grande piacere devo dire) concentrandosi quasi totalmente sulla presentazione e lo sviluppo dei personaggi – molto diversi l’uno dall’altro – che diventeranno via via i protagonisti della storia, dando loro spazi, dialoghi, un’ambientazione realistica, una personalità, forse dei misteri, chiarendo fin da subito lo scenario con premesse solide e aprendolo a ogni possibilità futura. Ben fatto davvero.

noise2Ma altre cose vanno aggiunte assolutamente: che i dialoghi sono buoni e non didascalici, naturali in massima parte (anche se qualche scivolone di tanto in tanto c’è), le tavole sono ottime, la leggibilità dei vari capitoli è grande, la professionalità dei segni è indiscutibile; e nonostante il gran numero di personaggi divisi in 3 scenari la comprensibilità è massima: non si fa alcuna fatica a calarsi nel contesto, a riconoscere i vari setting e a seguire lo sviluppo delle vite di ciascuno degli “eroi” del fumetto.
A questo contribuiscono in massima parte le ottime tavole del trio composto da Nicola Genzianella, Andrea Cucchi e Paolo Antiga, che si sono divisi i 3 personaggi del numero 1 riuscendo a esaltare le anime, le atmosfere e i mondi di ciascuno di essi senza dare impressione di disaccordo grafico o di “riempitivo”. Ognuno di essi fa bene quel che fa, e il cambio di stile dall’uno all’altro non risulta sgradito o forzato ma anzi ancora più utile a rimarcare il cambio di scena; cosa che NON sempre accade, anzi.
Quanti fumetti vediamo dove autori che più diversi non si può si dividono male le pagine a disposizione rendendo la fruizione frammentaria? Bene, qui la cosa non ha luogo, ma anzi è volta a vantaggio del fumetto.

Altra cosa piccola ma grande da mettere in evidenza: i passaggi dall’uno all’altro protagonista non sono divisi precisamente, non seguono uno schema di pagine o un “ordine di apparizione”. Non abbiamo eroe 1 eroe 2 eroe 3, ma Gandolfi fa entrare in scena chi vuole, quando vuole e per quanto a lungo desidera, affidandosi solo alle necessità narrative e non a uno schema preciso. Ottima cosa, a mio parere: la mancata necessità da parte dell’autore di darsi un “ritmo” deciso a priori, l’assenza di una “simmetria” inserita come sorta di “decorazione” rendono la serie ancora più fluida, forse più realistica e movimentata, e la narrazione più avvincente.

Non aggiungo altro: finirei per fare spoiler o per ripetermi. Devo però ribadire che il prodotto finale mi ha davvero convinto in ogni possibile senso: numero di pagine, contenuto, disegni e storia. Ovviamente non stiamo parlando di Shakespeare o di Alta Cultura (e anzi nemmeno lo pretendiamo, ASSOLUTAMENTE!), ma di un prodotto DI GENERE che compie il suo lavoro con professionalità, bellezza e tecnica, ideato da persone che sanno quello che stanno facendo e non hanno alcuna intenzione di “nobilitarsi” fingendo di essere più di quel che sono. Proprio per questo il loro lavoro si dimostra dunque interessante e convincente, qualcosa di cui l’italia (che spesso snobba le opere “di genere”) ha davvero bisogno, e che non ha nulla da invidiare ad altre opere più “intellettuali”. THE NOISE è esattamente ciò che un fumetto DI GENERE dovrebbe essere, fa il suo lavoro con chiurgica precisione, va lodato proprio per quello che è, e francamente non è proprio possibile chiedergli di più.

Aggiungo che di piacevole in THE NOISE c’è anche l’albo stesso, realizzato con cura grafica, ben confezionato, solido e professionale, davvero bello da sfogliare e per nulla paragonabile a tante opere “amatoriali” (nei contenuti come nella confezione) che si vedono in giro. Anche questo è un forte punto a suo favore, soprattutto in periodi come questo dove il COME ha valore pari (se non superiore) al COSA, e dove “apparire bene” ha una sua particolare importanza.

L’impegno profuso dagli autori è stato tanto, ma i risultati si vedono. Non posso dunque che augurare a THE NOISE una lunga vita, sempre all’insegna della stessa qualità.

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ABBIAMO PARLATO DI: “The Noise”, n.0 e n.1, scritti da Pietro Gandolfi e disegnati da Nicola Genzianella, Paolo Antiga e Andrea Cucchi. Cover a colori, bandelle laterali, formato americano, spillato. Ogni altra info QUI.


Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

NOVITA’: ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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