Pillola 64: “Feral Children” e “Krampus”, Manticora Autoproduzioni.

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Tra i tanti fumetti acquistati a Lucca quest’anno, due volumi si sono distinti particolarmente tra le autoproduzioni per bellezza, qualità e spessore: Krampus e Feral Children, entrambi prodotti dal collettivo di autori conosciuto come Manticora. Li  ho acquistati quasi a scatola chiusa, sapendo poco o nulla di loro ma fidandomi un po’ del mio occhio e un po’ di alcune voci positive che mi erano giunte, e che li descrivevano come “irrinunciabili“.

Bene: dopo averli letti devo proprio ammettere che è vero, si tratta di due lavori molto buoni, non uso la parola “ottimi” perché è abusata… ma se è abusata allora posso usarla anch’io!… quindi due lavori ottimi, che mi hanno stupito positivamente risultando addirittura  (e non mi capita spesso) superiori alle mie aspettative.

Li recensisco dunque adesso, e insieme. Non perché non avrebbero meritato ciascuno il suo articolo, ma perché – essendo frutto degli stessi autori (o quasi) e molto simili come atmosfere, punti di riferimento e influenze – ho pensato avrei potuto farli risaltare maggiormente parlando di entrambi in un unico post. Certo è che se avessi dovuto scegliere tra uno solo mi sarei trovato in imbarazzo, e l’imbarazzo raddoppia ora che li ho letti. Lo ripeto: sono ottimi tutti e due. 

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Feral Children, volume uscito nel 2014, tratta – come si evince dal titolo – un tema tutt’altro che modaiolo, allegro o simpaticone – cioè quello dei bambini selvaggi, cioè fanciulli abbandonati per varie ragioni da genitori morti, pazzi, incapaci di accudirli, poveri o idioti, cresciuti allo stato brado in mezzo a boschi o foreste e allevati da animali come lupi, cani o uccelli. Le storie a fumetti che ne sono risultate, ispirate solo in parte e non in tutti i casi da eventi realmente accaduti, si sono rivelate molto degne di nota, semplici ma non semplicistiche, essenziali ma non incomplete, ognuna molto personale e bel rappresentativa dello stile del suo autore. Il punto, in questo volume, non è stato tanto quello di creare l’effetto sorpresa, la trama più stupefacente, o la cronaca tassativa di eventi passati, quanto piuttosto un approccio laterale al tema, che ognuno dei fumettisti coinvolti ha narrato dall’angolazione che gli sembrava più affine, riuscendo a rimanere in tema, a essere realistico – in alcuni casi toccante – e a lasciare la propria impronta su trame che non pretendono di offrire spiegazioni o morali preconfezionate, ma preferiscono narrare un passato o un possibile futuro nei quali l’ordinario e lo “straordinario” si incontrano.

manticora4SHAHLA, scritta e disegnata da Flavia Biondi, mostra dalla prime pagine quello che non fatico a riconoscere come un sicuro talento (e infatti Flavia ora pubblica con Renbooks fumetti che a questo punto dovrò proprio leggere prima o poi). Bella già dal primo segno, ottima per quel che riguarda ambientazioni e sfondi…

(NOTA: è forse questo uno degli elementi migliori trovati in questi due albi: sfondi e ambientazioni mai banali ma curatissimi e emozionanti, parte integrante della storia tanto quanto i protagonisti stessi. Non di rado mi capita di imbattermi in fumetti di giovani autori che lasciano agli scenari un ruolo più che secondario o che si dimenticano proprio di inserirli, ed è proprio per questo motivo che li ho apprezzati doppiamente in Feral e Krampus, dove hanno una grande dignità e potenza espressiva, con una “natura” che assurge al ruolo di ulteriore protagonista. Ottima cosa! FINE NOTA)

… la trama “gira intorno” al concetto di bambino selvaggio risultando realistica, affascinante, interessante e a suo modo poetica e matura. Davvero un bel racconto – del quale ovviamente non vi dirò la trama – che apre degnamente l’antologia.

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Non ho trovato belle immagini in giro così ne ho aggiunta una io. comunque, ecco a voi l’ottima Anna Ferrari

Segue OXANA di Anna Ferrari, dal segno assolutamente espressivo e personale, bellissimo a vedersi e davvero adatto, fluido e angoloso allo stesso tempo (vivi complimenti per la tavola con la casa “in tempesta”), di grande comunicatività e davvero da guardare e riguardare, perfettamente integrato in una trama nella quale parole e immagini si fondono (è il pregio dei migliori fumetti: parole e disegni che si integrano scorrendo su due binari paralleli) senza alcuna difficoltà. Ottima prova e ottima prosa. Bel racconto.

Il terzo racconto è HOMO HOMINIS LUPUS di Lorenza de Luca, che contrariamente ai due precedenti si affida molto al realismo e a una certa aderenza storica a fatti realmente accaduti, e narra la storia di tre persone contemporaneamente, riuscendo a fornirci un finale davvero incisivo ed emozionante. Penultima tavola da applausi: non posso fare spoiler ma i dubbi della voce narrante, che paiono scaturire davvero dal nulla, lasciano spiazzato anche il lettore. Ottima prova anche qui.

Chiude l’albo ZANNE E PIUME di Ivan Lodi, storia ironica, surreale, assurda e immaginifica, del tutto diversa da quelle che la precedono. Attenzione: qui si è corso un rischio! In un’antologia nella quale i primi tre quarti del volume sono dedicati a emozioni, all’arte grafica e al realismo, può non trovare posto (nella mente del lettore) un racconto così assurdo e comico, e il risultato – sempre nella percezione di chi legge – può essere il considerare il prodotto non completamente riuscito, dal finale “monco”, appiccicato a forza, poco gradevole, che invece che coronare la raccolta la rende incompleta. Unico modo di ovviare a questo rischio? Usare un autore “comico” o comunque “surreale” che sappia fare bene il suo mestiere. E Ivan Lodi, altra grande scoperta per quel che mi riguarda, lo sa fare benissimo, risultando non solo gradevole, ma assolutamente convincente, al punto da rendere completa Feral Children al cento per cento. A nessuno, sarete d’accordo con me, piacciono le antologie che sono solo un’accozzaglia di storie di ogni genere e stile; una sorta di linea generale va SEMPRE tenuta in considerazione. Ma ecco, guarda un pò, Lodi è davvero l’eccezione che conferma la regola: dal segno grafico efficacissimo, dallo stile non folle ma calcolatamente oltre le righe, dai temi originali e truci senza essere volgari, e soprattutto dai dialoghi validi ed efficaci, mette insieme una storia d’impianto vagamente “fantastico/fantascientifico” e la narra con destrezza e acutezza dalla prima all’ultima pagina, riuscendo a stupire e divertire. Tanto di cappello, dico sul serio.

manticora6Chiudono l’albo numerose pin-up sempre in tema Feral, frutto dell’opera di tanti autori interessanti a prima vista (ma quanti cavolo siete?), nonché note e articoli che riescono a rendere più coeso e completo l’albo. Il mio giudizio finale, dunque, non può essere che ottimo, in quanto l’opera è valida nelle singole storie e nella sua totalità; è ricca; l’argomento è introdotto e sviscerato nel modo corretto; gli stili degli autori – sebbene diversi tra loro – seguono una linea “editoriale” netta e compensano con l’alta qualità l’unica “deviazione” che poteva mettere in pericolo il risultato; e infine l’antologia è ricca di contenuti, matura e narrata (e disegnata) solidamente. Un lavoro assolutamente professionale, che convince sotto ogni punto di vista.

Unico cruccio? Non aver potuto fare agli autori che ho incontrato a Lucca – Lodi e la Ferrari – i complimenti che si meritavano. Impossibile, ovviamente, perché non avevo ancora letto le loro opere, ma – se Dio vuole – sarà sicuramente per la prossima Lucca. Intanto, li ringrazio per le bellissime dediche.

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KRAMPUS, uscito quest’anno, ha un’unica sostanziale differenza rispetto al precedente volume: manca la Biondi e c’è invece uno sceneggiatore unico (o quasi), Brian Freschi, che si è occupato anche degli articoli e dei bonus all’inizio e alla fine dell’albo. Il tema, dopo i bambini selvaggi, si sposta sulle creature folkloristiche conosciute come Krampus, mostri antropomorfi ma dalle fattezze di caprone. Il filo conduttore delle tre storie che compongono il libro è l’ipotesi che tali esseri siano vissuti davvero, perdendo via via la corsa alla sopravvivenza, sparuti e isolati, e che abbiano accompagnato l’umanità dalle sue origini fino a oggi. Bello spunto, che oltre a rendere protagonisti degli esseri che non sono i soliti “spauracchi americani” sfrutta in modo intelligente la loro storia, intrecciandola con quella dell’uomo e del mondo stesso, ritratto quasi come un terzo essere vivente, madre di tutti e amica di nessuno.

Apre l’albo 3300-3100 AC, racconto delle origini dell’uomo e di quanto poco basti per dar vita a una lotta che continuerà per sempre ma che non serve a nessuno, in realtà un gioco senza importanza di fronte all’occhio severo della Madre Terra. Testi profondi, poetici anche (ma attenzione a non esagerare con la liricità!), che anche in questo caso scorrono paralleli al testo non limitandosi a ribadire ciò che è disegnato ma scorrendogli accanto e dando superiori significati a ogni immagine (e questo è il modo migliore di far fumetti, secondo quello che disse Gipi durante un incontro al quale ho partecipato). Disegni “evoluti” di Anna Ferrari, che per esigenze di trama abbandona la tavola libera mostrata su Feral, rende il suo segno più “leggibile” e adatto a narrare, ma ugualmente ci stupisce con un sapiente uso dei grigi, con una linea sottilissima e con tavole che di tanto in tanto si aprono allo stupore. Tra le tante cose belle cito con particolare piacere la scena dei Krampus nella grotta che dipingono sulle pareti. Ottima.

manticora9Il secondo racconto, 1348 DC, vede di nuovo ai testi e ai disegni Ivan Lodi, e anche qui si riconfermano le doti citate riguardo il suo apporto al volume precedente. Con però due cose da aggiungere: in questo caso la sua “comicità” risulta fin da subito bene inserita nel contesto narrativo (sarà che ormai lo conosciamo e quindi ci fidiamo a priori), aiutata in questo anche dal fatto che la storia è lievemente meno surreale ma a tratti addirittura seria e commovente; e seconda cosa è percepibile anche un miglioramento del tratto, oppure solo una diversa modulazione del segno, che lo rende adattissimo anche alle parti “serie”. Bella la storia, divertente quando serve, e assolutamente da citare la tavola che vede il Krampus salire con la montagna sullo sfondo. Anche qui abbiamo uno scenario che ha tanta importanza quanta ne hanno i personaggi, e la sua resa in questo punto è davvero ottimale.

Chiude l’albo 1945 DC, di Freschi e Lorenza de Luca. Valida anche questa, una storia che parte in modo comune a tante altre ma che si rivela via via sempre più dura e a tratti spietata, davvero inattesa nella sua critica tout-court. Ambientazione italiana, nel periodo della resistenza, degnissima e necessaria, e stile di disegno migliorato rispetto all’albo successivo. Ottimi sfondi anche qui, ottimo tutto. Unica pecca, una certa altalenanza di qualità in alcuni dialoghi, che sembrano voler replicare una parlata “naturale” e vagamente “passata” ma non ci riescono sempre, risultando più un’imitazione che una riproduzione. Ma il tentativo è comunque apprezzabilissimo e da ripetere: ce ne fossero cento di storie così!

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Anche qui, chiudono l’albo articoli e pin-up a tema “creature leggendarie”, per un albo che riconferma tutte le lodi da me fatte a Feral: solidità, maturità, emozioni, segni validissimi, ambientazioni bellissime e importantissime ai fini delle storie, linea editoriale solida, omogeneità pur nella varietà di stili, serietà e professionalità dello sviluppo. Tutti elementi che non dovrebbero mancare in un’antologia che si rispetti.

Vivi complimenti dunque al gruppo di autori, che ha saputo stupirmi e rinnovare la mia fiducia riguardo simili progetti. 

Bene! Bravi! bis! 


I MANTICORA SONO: Flavia Biondi, Lorenza de Luca, Francesco de Stena, Anna Ferrari, Brian Freschi, Ivan Lodi, Francesca Piscitelli, Iside Vallese.

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ABBIAMO PARLATO DI:
FERAL CHILDREN
Storie e disegni di: Anna Ferrari, Flavia Biondi, Lorenza De Luca e Ivan Lodi
Copertina: Anna Ferrari
Formato: 130 pagine, b/n, brossurato, 18×27,5, 10 €
KRAMPUS
Storia: Brian Freschi Disegni:Anna Ferrari, Ivan Lodi, Lorenza de Luca
Copertina: Anna Ferrari, Lorenza de Luca, + Francesca Piscitelli (colori)
Formato: 104 pagine, b/n, brossurato, 18×27,5, 10 €
Per info, acquisti e ogni altra curiosità, andate QUI

Se volete sapere il nome dell’artista che ha disegnato l’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog, potete trovarlo – insieme a quello di TUTTI gli altri autori che hanno partecipato nel passato –  nell’apposita PAGINA dedicata agli omaggi a L110P, così come in apposite pagine potete trovare TUTTE LE RECENSIONI, e le SEGNALAZIONI di fumetti non ancora recensiti ma comunque degni di nota.

NOVITA’: ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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