Pillola 67:”Credevo fosse amore invece era un grasso corgi sessuomane” di Thomas “Drawdown” Bassano

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Credevo fosse amore invece era un grasso corgi sessuomane“, che riusciate o meno a riconoscere la citazione infilata nel titolo, è un fumetto che si presenta da solo, chiarendo fin da subito quali sono i suoi punti cardine: ironia sull’amore, comicità e gag surreali fornite da una stramba coppia di personaggi: un giovane uomo, forse alter-ego dell’autore, e il corgi del titolo, Cioppy, cagnetto disinibito e con le idee chiare riguardo le donne, la seduzione e il sesso.
Frutto del lavoro di Thomas “Drawdown” Bassano, uno degli autori dell’interessante collettivo ABUSIVI del quale ho già parlato recensendo BANDIERA NERA di Giro, e che ultimamente sta sfornando sempre prodotti convincenti e ben curati, “Corgi” è un fumetto divertente e piacevole, che cerca di dire la sua su un argomento in realtà ENORME (e proprio per questo già sfruttato e arcisfruttato in ogni possibile modo) limitandosi essenzialmente a fornire il proprio divertito punto di vista sulla questione, senza prenderlo (e prendersi) troppo sul serio, seguendo un po’ l’istinto e un po’ il caso, a volte contraddicendosi ma soprattutto cercando di essere personale, non stereotipato, non banale, ma semplicemente… umano.
Il risultato è buono? Certamente sì, a meno che il lettore non si aspetti un trattato che gli dia risposte profonde, filosofiche e definitive, o una Graphic Novel di grande spessore culturale (ma fortunatamente ci pensa subito il titolo dell’albo a fugare ogni dubbio!); in ogni caso  il fumetto si presenta bene sia “fisicamente” (parlo proprio della confezione) che a livello di contenuti, forte di un albo ben curato, con disegni adattissimi, una sceneggiatura molto scorrevole basata su ministorie azzeccate e una comicità riuscita senza essere volgare. Se dunque manca volontariamente un approfondimento reale ai temi trattati, che si risolvono tutti in una morale finale che lascia le cose così come le aveva trovate, e sebbene il prodotto sia ancora “giovane” nella struttura e nel concetto di base, la lettura non fa rimpiangere né il tempo speso né i soldi elargiti, ma anzi invita alla scoperta di un fumettista che sembra avere tutte le carte in regola per offrire belle storie. Cosa che di questi tempi è davvero un ottimo inizio.

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Il fumetto, come detto sopra, si basa quasi interamente sulle iterazioni tra i due protagonisti: l’uomo, che rappresenta il tipico “imbranato nerd”, sempre ansioso, impacciato e inesperto con le donne (eppure ne conosce tantissime!), e l’arrapato cane Cioppy, che compare in veste di deus ex machina peloso e cerca di risolvere la vita del suo “amico” elargendogli “preziosissime” regole di vita amorosa da lui stesso riunite in un libro. A sentire il cane, che pare avere un passato da playboy di tutto rispetto (dentro e fuori la nostra galassia, a vedere la tavola qui sopra…), per conquistare ogni donna basta seguire poche ed efficaci regole, che in realtà sono un mix di follie, comportamenti canini (in ogni senso), ovvietà popolari e luoghi comuni da talk show televisivo… che a volte funzionano e a volte no. Come nella vita, in effetti.
A dire la verità, però, Cioppy è un personaggio in bilico: se è vero che nelle intenzioni dell’autore dovrebbe essere una “parodia di quelli che scrivono saggi  o blog sulla seduzione e l’attrazione, per arrivare a blande riflessioni sull’amore“- e infatti in alcune delle storie il corgi fallisce in modo clamoroso – è altrettanto vero che in altre sembra davvero un magnate della seduzione, fa centro alla grande dimostrandosi più saggio del suo amico, un latin-dog-lover senza pari, capace di rimorchiare con una sola battuta qualsiasi essere vivente gli capiti davanti.
La cosa è coerente? Cioppy SA o NON SA? Forse, se l’obiettivo era criticare certi personaggi e stili di pensiero, il cane avrebbe dovuto fallire sempre, e proprio in quel reiterarsi del fallimento avrebbe potuto nascere il cardine dell’intento critico, mentre invece pare che il carattere di Cioppy e la sua maggiore o minore “sagacia sessuale” siano state via via sacrificate alla singola storia, modificate alla bisogna per creare le varie gag; ma se non vogliamo essere troppo fiscali possiamo ribadire quello che ho appena detto qui sopra: nella vita anche le regole più assurde o banali a volte funzionano, e quello che Cioppy riesce a fare, in fin dei conti, è solo essere vittima della sua stessa “sapienza da bar” e ribadire l’ovvio; cioè che in fondo regole “vere” non esistono. Non troppo, almeno. O non sempre.

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Cioppy conosce bene anche la perversa vita dei delfini!

Ma in mezzo a tanto apparente disimpegno qualche spunto più profondo c’è; il migliore dei quali sicuramente è quello che mostra la natura come GRANDE MAESTRA FORNICATRICE, spazio virtuale e reale dentro al quale ogni insetto, animale, essere umano, vive, lotta e gestisce la propria vita con un solo, vero, obiettivo: sesso sesso sesso sesso sesso sesso e sesso. E non è forse vero? In fondo, noi siamo quel che siamo, e l’unica regola fondamentale è quella.

“Corgi” è un buon fumetto, dunque. Diverte senza fare fatica, senza “sforzarsi” di essere simpatico, e intrattiene con successo, aiutato anche dallo stile di disegno davvero valido. Gli innumerevoli spunti offrono molte occasioni di divertimento e i 2 personaggi sono azzeccati (e azzeccate sono anche le incursioni nella vita “segreta” di Cioppy, che ne ha passate tante); le storie sono complete nella loro brevità e il ritmo narrativo è sempre alto e privo di attimi di “stanca”; i dialoghi sono molto buoni e c’è addirittura spazio per qualche gag metafumettistica, di quelle che non stancano mai e sono sempre gradite. Per valutare bene l’operato dell’autore bisognerebbe vederlo alle prese con qualcosa di lungo (e qui Cioppy avrebbe sicuramente fatto una battutaccia…), ma la struttura breve è la migliore dalla quale partire, soprattutto per i giovani autori, e qui è sfruttata in modo ineccepibile.

Una nota importante a proposito dei testi: l’albo si avvale della collaborazione di una figura tanto snobbata quanto invece essenziale, cioè un “revisore” (che poi è la nostra vecchia conoscenza VAZ) che ha controllato la correttezza dei dialoghi, l’assenza dei refusi etc etc, e questo è uno degli elementi più lodevoli dell’albo: capita spesso di vedere fumetti autoprodotti con errori di stampa, mancanza di punteggiatura o italiano scorretto (lo fanno i “piccoli” ma lo fanno anche i “grandi”, lo fa la Shockdom, e questo mese c’era un errore anche nel nuovo Dylan Dog…), e sebbene il pubblico moderno sembra non farci caso o non dargli importanza, in realtà non c’è cosa migliore che leggere un albo in cui ogni riga di testo fila dritta. La lettura è resta molto più facile e scorrevole, e oltretutto un buon editing è anche indizio di professionalità, soprattutto per i giovani autori che vogliono farsi conoscere. Non tutti però sembrano capirlo, ahimé, e il risultato solitamente è uno slittamento verso il basso della correttezza stilistica, forse millimetrico ma costante, che piano piano erode professionalità e bellezza e potrebbe portare…chissà dove, ma non certo verso la perfezione.

Un “bravo” va dato dunque non solo a chi ha scritto e disegnato, ma anche a chi ha impaginato, curato e assemblato l’albo. Ma gli elementi positivi non finiscono qui: “Corgi” contiene anche un’adeguata presentazione, delle note finali, “consigli musicali” e una piccola galleria di illustrazioni. Sono piccole cose, eppure servono a rendere il prodotto molto più piacevole, servono a far sentire il lettore a proprio agio, più vicino agli autori, molto più che in quegli albetti nei quali si parte con la storia e stop, senza che nessuno spenda due parole per presentare il racconto o per arricchirne il contesto.
Ecco: nei limiti delle possibilità di ogni autore, cose come queste andrebbero fatte IL PIU’ SPESSO POSSIBILE, revisione dei contenuti in primis.

C’è, però, anche una piccola cosa che – parlando in senso generale – non mi ha convinto molto, e che mi capita a volte di vedere nelle autoproduzioni. Parlo della negatività, la deferenza e l’umiltà con la quale molti albi come questo vengono presentati al loro pubblico. Sarà che – giustamente – i giovani autori devono essere umili in quanto alle prime armi, sarà che la rete “pretende” autori che non si elevino ma si abbassino al livello dei loro fans senza osare di credersi migliori…

(Citazione di Coleen Doran presa da QUI: “Se uno dice che è un anno difficile, la gente gongola. Se dici che è un buon anno, la gente si lamenta che te la stai tirando. Sembra che le persone dell’ambiente del Fumetto abbiano soltanto due tipi di atteggiamenti: piacere provocato dalla sfortuna altrui e invidia.”)

…e può anche essere che io abbia frainteso il tutto… ma anche in questo fumetto, sebbene con elementi ironici, abbiamo più di un elemento di “bonaria auto-presa per i fondelli”, dalla prefazione alla storia alle note finali.
E’ vero che il miglior autore, il vero maestro, è quasi sempre la persona più umile di tutti, e sono perfettamente conscio di quel minimo di realtà e soprattutto dell’IRONIA che sta dietro ogni riga di dialogo; eppure mi chiedo se in questi ultimi anni non si stia un po’ esagerando con questo dipingersi “indegni”. Sembra quasi che sia uno stile di vita, uno stato dell’essere che ci si passa dall’uno all’altro, rassicurando gli altri autori o il pubblico che nessuno sta cercando di essere “superiore” a loro e che tutti più o meno sono degli incapaci.
Io spero proprio di no, spero che chi scrive e disegna ci metta il cuore, che non tiri il freno per paura di risultare troppo bravo e quindi sgradito, e sia felice e fiero di sé. Primo fra tutti l’autore di QUESTO albo,che ha fatto un gran bel lavoro e non merita certo di mettersi in croce da solo. Ed ecco anche perchè non ho dubbi quando dico che il mio personaggio preferito in questo caso è sicuramente il cane Cioppy, che pur nella sua insensatezza sfida tutto e tutti, e vincendo o perdendo si butta comunque nella mischia.

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Ma in definitiva, e a prescindere da queste mie ultime considerazioni, non posso che terminare l’articolo dicendo che sono rimasto soddisfatto da “Corgi”, che oltre ad essere piacevole e realmente divertente è anche degnissimo rappresentante di un collettivo che si sta facendo via via più professionale e convincente, e che si trova in quella dimensione nella quale si inizia a prendere confidenza con il proprio lavoro, si cercano e scoprono temi (anche importanti) da trattare, si affilano le matite in attesa di scoprire definitivamente la propria strada, in un percorso di crescita nel quale fumetti come questo io credo rappresentino solo il primo di numerosi tasselli. Tasselli che, se il buongiorno si vede dal mattino e se gli autori sapranno “crescere”, promettono davvero MOLTO. 
Complimenti a Thomas “Drawdown” Bassano e al collettivo ABUSIVI.

Continuate così.

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ABBIAMO PARLATO DI: “Credevo fosse amore invece era un grasso corgi sessuomane“, scritto e disegnato da Thomas “Drawdown” Bassano, 62 pagine in b/n. Per prenotazioni: bassano.thomas@hotmail.it

Contatti:
Pagina personale: http://bit.ly/drawdownfb
Pagina collettivo abuƨivi http://bit.ly/abusivi


Potete trovare gli autori di tutte le illustrazioni che compaiono sulla testata di questo blog nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

NOVITA’: ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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