Pillola 71: “Wislawa Szymborska – Si dà il caso che io sia qui”, di Alice Milani

wislawa-szymborska

SERATA D’AUTORE
O Musa, essere un pugile o non essere affatto.
Ci hai lesinato un pubblico in tumulto.
Ci sono dodici persone ad ascoltare,
è tempo ormai di cominciare.
Metà è venuta perché piove,
gli altri sono parenti. O Musa.

Le donne sverrebbero liete in questa serata,
non qui però, ma solo a un match di pugilato.
Le scene dantesche sono soltanto lì.
E le ascese in cielo. O Musa.

Non essere un pugile, essere un poeta,
avere una condanna ai valéry forzati,
in mancanza di muscoli mostrare al mondo
poesiole da leggersi a scuola – tutt’al più –
o Musa. O Pegaso,
angelo equino.

In prima fila un vecchietto dolcemente sogna
che la moglie buonanima, risorta,
gli sta per cuocere la crostata di prugne.
Con calore, ma non troppo, ché il dolce non bruci,
cominciamo a leggere. O Musa.

Wisława Szymborska (1923-2012)  (da Vista con granello di sabbia, Adelphi, 1998,trad. Pietro Marchesani)

Io non sono e non sono mai stato un gran lettore di poesie. E’ un linguaggio che bisogna imparare per poterlo apprezzare come merita, come tutti i linguaggi del resto, e io non ho mai avuto abbastanza tempo e voglia per farlo. Ma se c’è UNA poetessa che ha saputo conquistarmi fin dalla PRIMA lettura è stata proprio la polacca  Wislawa Szymborska, premio Nobel 1996 per la letteratura, e credo una delle voci più potenti (sebbene apparentemente semplici) che mi sia capitato di incontrare.

Ecco perchè quando a Lucca, girovagando allo stand Becco Giallo, ho visto un volume che parlava di lei non ci ho messo neppure un secondo per decidermi a comprarlo. Ed ora eccolo qui, nella mia piccola libreria, con un unico dubbio che mi opprime: mettere il fumetto insieme agli altri suoi simili oppure inserirlo tra i libri della Szymborska? Sono cose per le quali si può impazzire.

wislawa-szymborska3Ma a parte questo, iniziamo la recensione partendo NON dalla TRAMA….perchè stiamo parlando di una BIOGRAFIA, e la trama è la vita di una persona… bensì dalle cose che più di tutto mi hanno stupito durante la lettura di questo fumetto. Le elenco:

LA PRIMA COSA è stata l’approccio alla materia: la biografia non è esaustiva e neppure pretende di esserlo. Parte in medias res e usa una narrazione a salti temporali che si sofferma su spunti lievi, quasi impercettibili – pur nella loro importanza. Un po’ come nelle poesie di Wislawa Szymborska, quella che viene narrata non è una vita intera quanto piuttosto l’impressione di una vita, piccoli fatti inseriti all’interno di grandi fatti, un percorso lavorativo riassunto nello scherzo fatto a un autore dilettante e rompiscatole, l’inizio e la fine di un impiego, la metà di un amore che discretamente poi sparisce dietro le quinte, liquidato da una didascalia.
E’ quello che mi aspettavo? NO. Eppure nella sua volontaria laconicità di comunicazione questo volume contiene ugualmente tutto. La vita intesa come accumulo di date e informazioni accurate non è la vera protagonista del libro – se non a tratti – perché la vera protagonista è l’anima della poetessa. Tutto il resto, date ed eventi storici, filtrano tra le fessure, e lo stesso riempiono ogni vuoto in maniera indiretta. Ottima cosa, direi.

wislawa-szymborska4LA SECONDA COSA è stata l’attenzione molto ampia dedicata alla parte più giovanile della vita e delle opere della poetessa, compresi gli agganci con la storia della Polonia e il suo sostegno ai partiti politici, elemento che lei stessa ha “ripudiato” in seguito. E’ cosa nota infatti che la Szymborska ha preso le distanze dai suoi primi libri di poesie, contenenti testi a tema politico, frutto di fiducia e passione nel socialismo e nelle lotte dei lavoratori. Mi ha interessato, dunque, vedere quanto spazio sia stato dato in questo fumetto a quella parte della sua vita e al suo rapporto col potere dei tempi. Parte quanto mai necessaria, comunque, perché è proprio in quegli anni che Wislawa Szymborska nasce e “cresce”, come donna e come poetessa; e inoltre conferma del fatto che è proprio dalle imprecisioni della vita, dai tentativi di tracciarsi un sentiero personale, dalle incertezze e dai problemi, che nascono e si sviluppano le parti migliori delle storie di ognuno di noi.

LA TERZA COSA è lo stile di disegno, quanto mai pittorico, sospeso tra fumetto e quadro, dai colori semplici ma potenti, primari, e dalle forme evanescenti, quasi spettrali, rievocazione di un mondo che anche in questo caso (così come la narrazione della vita, fatta di piccoli episodi e non di precisi elenchi di numeri e luoghi) è mostrato per impressioni più che per immagini, quasi evanescente nel mostrare un mondo passato del quale a noi non può che giungere al massimo una eco sempre più fioca.

wislawa-szymborska5LA QUARTA COSA è il finale, che è semplicemente un allontanarsi con garbo, tatto e un po’ di ironia, dai fatti narrati. La storia si era aperta nello stesso modo, e il finale rappresenta quindi la chiusura di un cerchio, il portare a compimento non la cronaca di un’esistenza quanto piuttosto il tentativo di raccontarne il cuore. Tutte le biografie, si sa, si potrebbero (dovrebbero?) concludere con la morte (almeno quelle di chi E’ già morto); ma non è necessariamente detto che “arrivare” a quella particolare morte sia l’unico modo di dare una fine al racconto.
Non aggiungo altro.

LA QUINTA COSA è l’idea per me vincente di incorporare una delle passioni dell’autrice – quella per i collage – nel racconto stesso. Attraverso le didascalie, che sembrano incollate direttamente sulle pagine, ma anche e soprattutto attraverso veri ritagli di fotografie, che contribuiscono a completare sia la bella copertina che alcune delle pagine più interessanti del libro. Ottima idea anche questa: compenetrare nel fumetto (forma d’arte visiva) una passione (altrettanto visiva) dell’artista di cui si parla, serve anche a ridurre di un po’ le distanze tra chi narra e chi viene narrato.

wislawa-szymborska2

 In definitiva, il volume di Alice Milani è una piccola prova d’autore che riesce ad essere circostanziata, precisa e allo stesso tempo autoriale. E’ una biografia non fredda e nozionista, bensì l’approccio di una persona (l’autrice) alla vita di un’altra (la poetessa); e nell’incontro tra queste due donne entrambe riescono ad esprimere se stesse, sia la donna narrata che quella narratrice.
Non posso dunque che essere soddisfatto di questo acquisto, che raccomando a chi vuole avere un punto di vista nuovo e artistico sulla vita della propria autrice preferita, ma anche a chi semplicemente vuole portarsi a casa un bel fumetto di un’autrice italiana, e magari conoscere due artiste – quella che racconta ma anche quella raccontata – meritevoli di essere scoperte o riscoperte.

Sotto una piccola stella

Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d’acqua.
E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia,
immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto,
assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato.
Chiedo scusa all’albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo.
Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte.
Verità, non prestarmi troppa attenzione.
Serietà, sii magnanima con me.
Sopporta, mistero dell’esistenza, se strappo fili dal tuo strascico.
Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado.
Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque.
Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna.
So che finché vivo niente mi giustifica,
perché io stessa mi sono d’ostacolo.
Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche,
e poi fatico per farle sembrare leggere.


ABBIAMO PARLATO DI: Wislawa Szymborska, Si dà il caso che io sia qui, scritto e disegnato da Alice Milani, 17×24, 144 pagine a colori, brossurato, disponibile per l’acquisto QUI


PS: tra le tante bellissime poesie di WS, quella che più preferisco è questa:

Nulla è in regalo
Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
Sono indebitata fino al collo.
Saro’ costretta a pagare per me
con me stessa,
a rendere la vita in cambio della vita.

E’ cosi che stanno le cose,
il cuore va reso
e il fegato va reso
e ogni singolo dito.

E’ troppo tardi per impugnare il contratto.
Quanto devo
mi sara’ tolto con la pelle.
Me ne vado per il mondo
tra una folla di altri debitori.
Su alcuni grava l’obbligo
di pagare le ali.
altri dovranno, per amore o per forza,
rendere conto delle foglie.

Nella colonna dare
ogni tessuto che è in noi.
Non un ciglio, non un peduncolo
da conservare per sempre.

L’inventario è preciso
e a quanto pare
ci tocchera’ restare con niente.

Non riesco a ricordare
dove, quando e perchè
ho permesso che aprissero
quel conto a mio nome.

La protesta contro di esso
noi la chiamiamo anima.
E questa è l’unica cosa
che manca nell’inventario.


Potete trovare gli autori di tutte le illustrazioni che compaiono sulla testata di questo blog nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

NOVITA’: ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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