Pillola 75: “Felinia: singol a caccia”, di Felinia e Ribosio

felinia3

Faccio coming out: quando ho letto le prime strisce con protagonista Felinia ho pensato che fosse un personaggio abbastanza inutilotto e scontato. Nonostante questo ho continuato saltuariamente a leggere le sue avventure quando mi capitavano a tiro, ma con la stessa ambivalente sensazione di curiosità e senso di colpa che si ha quando, passando in auto lungo una strada qualsiasi, si rallenta per vedere un incidente sulla corsia opposta.
Sto esagerando? Forse sì. Fatto sta che per lungo tempo ho tenuto in scarsa considerazione il fumetto e il suo autore… che poi ho scoperto essere (come immaginavo) un’autrice… che poi ho scoperto non essere sola ma (come NON immaginavo!) soltanto la parte femminile di un duo di fumettisti conosciuti con il nome di Sketch & Breakfast.
Bah. Idee inutili e volgari. Battute sapide. Circolare, circolare, non c’è niente da vedere!
In ogni caso, è capitato che per un motivo o per l’altro le avventure di Felinia (personaggio) continuassero a finirmi davanti agli occhi, condivise qui e lì da questo e da quello. Va bene, leggiamo, mi sono detto. E leggi oggi, leggi domani, eccomi qui adesso a farne volentieri la recensione. Recensione che oltretutto sarà per certi versi unica, piena di sorprese e innovazioni, quasi a volersi far perdonare del tempo che le ci è voluto per comparire.

In realtà è da un po’ che avevo in mente di parlare di Felinia e dei suoi autori, ma l’occasione buona l’ho avuta in questi giorni, quando ho accettato di recensire per Lo Spazio Bianco “Singol a caccia”, l’ultimo volume delle avventure del personaggio, pubblicato da Magic Press. Quindi in realtà Felinia è il primo personaggio che si becca dal sottoscritto ben DUE recensioni in contemporanea, e una pure su un’importante rivista virtuale di settore (TA-DAAAA!… va beh…). Recensione che è pure la PRIMA che scrivo per LSB, e che ho richiesto specificatamente di poter fare. E che volete di più?
L’articolo – serio e circostanziato – che ho scritto per l’occasione, un esempio di giornalismo elegante e impersonale come sono le migliori recensioni professionali, potete leggerlo QUI… anzi è meglio che PRIMA leggiate quello, e POI torniate qui per il resto.

Via, andate! 

Tornati? Bene.

Perche’ 2 recensioni, quindi? Perché in effetti il mio parere è che una recensione “professionale” spesso non basta per approfondire come si deve un fumetto. Incentrata com’è sulla necessità di essere stringata e ben scritta, può finire per sacrificare i contenuti all’altare del bello stile. Per non parlare di alcuni recensori “furbi” che potrebbero anche usare i bei paroloni come scudi dietro i quali nascondersi, evitando di prendere posizioni nette, lasciando che il pubblico interpreti secondo la propria sensibilità le  loro affermazioni, e usando un presunto “intelligente ermetismo”, un’inesistente “ super chiarezza”, per far credere di star dicendo chissà che… mentre in realtà non hanno nulla da dire. Comunque, se vi interessasse saperlo, quello della chiarezza di intenti e di espressione è anche uno dei motivi per il quale ho iniziato questa recensione in modo così “crudo”; e il secondo motivo è che credo che la schiettezza, la sincerità nuda e cruda, sia proprio la cosa più adatta a un personaggio come Felinia, che ha proprio nel surreale realismo il suo miglior pregio.

Ma di cosa parla “Singol a caccia” (Singol è scritto proprio così, non sono io che non so scriverlo…)? Presto detto.

felinia2Felinia incontra un ragazzo che le piace alla fermata dell’autobus. Vorrebbe parlargli, innamorarsene perdutamente o quantomeno farci del sano sesso, visto che ha una vagina piena di ragnatele. Ma vuoi per il fatto che è impacciata, vuoi per il fatto che è anche troppo ansiosa, vuoi per il fatto che è una persona illogica, gretta e stupidella, vuoi per il fatto che c’è sempre qualcosa o qualcuno che si mette in mezzo… la nostra ragazza non ce la fa. Eccola allora rivolgersi alle sue amiche di sempre, ragazze vincenti ed equilibrate, che non si perdono un’avventura e sono piene di consigli e percorsi alternativi che potranno consolare e soddisfare eroticamente la povera Felinia.
La storia parte da qui, e si snoda lungo un volume composto di capitoli brevi ma efficaci, basati su gag che – incredibile! – fanno ridere davvero; e che – ancora più incredibile! – nonostante l’altissimo tasso di villania, rozzezza, stupidaggine e avvenimenti politicamente scorrettissimi… non risultano mai volgari, mai grevi, mai sciocche.
Certo, Felinia è proprio l’opposto rispetto alle donne che siamo abituati a vedere, è pelosa, lasciva, perennemente affamata, pigrissima, sbavante, puzzolente, stupida, debole e perdente… ma per quanto nelle sue avventure compaiano le peggiori turpitudini e battute, niente di questo ci scandalizza o offende davvero. Anzi, è come se la coppia d’autori ci st1. rizzasse l’occhio dicendo “suvvia, anche tu la pensi così, anche tu fai così, è solo che non vuoi ammetterlo!
E porco cazzo, hanno proprio ragione.

felinia1Sulla trama non aggiungo altro – casomai due paroline sul messaggio finale come ho fatto nell’articolo – perché quel che mi preme ora è passare a esaminare il perché, nonostante tutte le sue “bassezze”, il personaggio di Felinia risulta in fin dei conti vincente, e il suo volume molto piacevole. I motivi li elenco qui sotto, per cui fate bene attenzione.

1.La comicità delle sue avventure è ben riuscita, sia nei testi che nei disegni. Felinia fa ridere anche solo per come è disegnata, per le facce buffe che fa, e le gag nelle quali è coinvolta sono ben scritte e realmente divertenti, senza che si percepisca alcuno sforzo da parte degli autori. Si ride perché Felinia fa ridere, con sincerità. Punto.

2.Felinia NON è volgare, ma parla in modo plateale di cose che di solito teniamo nascoste perché le consideriamo inappropriate. In certi casi va benissimo così: se leggo un libro o guardo un film e i due protagonisti vanno a letto, a me non interessa saperlo se questo non ha nulla a che vedere con la storia. Mostrarmi un amplesso di dieci minuti con in sottofondo i sassofoni che suonano languidi come gatti fatti di marijuana a me annoia e schifa, se è un amplesso solo fine a se stesso, fatto giusto per stuzzicare il pubblico o far vedere una tetta. Se sto seguendo un giallo io voglio essere stuzzicato dalla STORIA, e non dal culo della protagonista.
Ma nei fumetti di Felinia il sesso, così come le altre cose “grette”, sono in tutto e per tutto parti della storia, e sono trattate in maniera comica ma veritiera. Dunque quale posto migliore per parlarne, e perché dovrebbero essere volgari?
La verità non è mai volgare, a meno che non si decida di dipingerla come tale per deriderla o schiacciarla. E questo non è certo il caso della Felinia, che si parla addosso ma lo fa con così tanta ironia, con disarmante sincerità, con un’autocritica feroce ma allo stesso tempo tenera… che è impossibile condannarla. Si ride con lei, di lei, e di noi, perché in fondo ci si vuole bene. Punto, set, partita.

3.Felinia è un personaggio pieno di difetti, abbiamo detto; ma alla fine di tutto è una donna con una sua dignità, che per quanto “affamata” lo è di una fame “sana”, e non è disposta a scendere a compromessi, a mettere in gioco quelli che sono i suoi “sani principi”. Costantemente nel ruolo di perdente e di asociale/ paranoica/ incapace/ fuori moda/ fuori tempo / fuori tutto, Felinia invece è forse la migliore di tutto il suo gruppo, quella che davanti alle tentazioni più turpi si tira indietro, che avrà forse il suo bel mazzetto di segreti ma alla fine credo non abbia nulla di cui vergognarsi, al contrario delle sue amiche “vincenti”.
Felinia in certe occasioni è capace di dire “NO”, e i suoi sono gli unici NO che valgono davvero, quelli che valgono cento, mille SI’. Anche se non sembra, leggendo la sua storia si riesce a capire che le cose in realtà stanno proprio così. E dunque altro punto a Felinia.

4.Felinia, come dicevo, è l’opposto rispetto alle donne che siamo abituati a vedere nei comics. Se quelle sono belle, Felinia è… passabile. Quelle sono magre, lei è grassotta e cosciona. Quelle sono sicure di sé, vincenti ed eleganti… e Felinia è ansiosa e insicura etc etc etc. Felinia ha le ascelle che puzzano, quando si sveglia la mattina ha una faccia orribile, depilarsi la annoia terribilmente, è pigra e venale… delle “donne da fumetto” non ha proprio nulla. Ma pensandoci bene non è forse mille volte più realistica lei rispetto a tante eroine sempre perfette, sicure di loro stesse e mai spettinate anche in mezzo alla bufera, immerse in un mondo in cui tutti sono puliti e profumati e dove c’è sempre un posto per loro?
Ed ecco un grandissimo pregio: Felinia mostra le donne per come sono, per i difetti che hanno o che amano avere quando nessuno le guarda, quelli che le rendono molto simili a noi, più di quanto non ci piaccia credere; e in questo modo – raccontando la verità in modo non tragico ma spiritosamente auto denigratorio – rende più facile per le sue lettrici l’accettare quei “difetti” che sono molto spesso semplici parti del loro carattere che la società però non accetta, che critica, ma che nonostante tutto esistono e fanno parte di loro. Può un personaggio essere più utile di così? Non credo proprio, soprattutto su un argomento così complesso e potenzialmente “pericoloso” per quelle donne che rischiano di farsi sopraffare dalle pretese che il mondo ha su di loro. Ben vengano allora 10, 50, 100 Felinie!

(Anche se qui, come dicevo nell’altro articolo, può nascondersi un inghippo: qualcuna, troppo pigra per cambiare o troppo piena di sé per riconoscere i propri difetti, potrebbe schierarsi dietro questa libertà a tutti i costi per poter trovare una scusa grazie alla quale non cambiare mai quelli che possono essere i suoi difetti OGGETTIVI. Qualcuna potrebbe pensare che tutto le è permesso, e che chi si permette di giudicare è un ipocrita, stupido e inetto… quando magari le critiche sono giuste, e gli errori della donna palesi. Ma vabeh, a ognuno la propria testa e la propria morale.)

5.Felinia, da brava ragazza con tutte le sue cosine a posto, cerca sì l’amore, si perde in fantasticherie più o meno romantiche, ma ha anche la sua sana voglia di sesso, che cerca di esplicare in ogni modo possibile, vivendo la sua sessualità nel modo migliore possibile (perché anche qui la società “civile” ci mette il becco, pretendendo di dettare legge). Felinia messa davanti a un film porno si masturba, ha il suo bel vibratorino nel cassetto (che potrebbe usare con gran diletto se solo i gatti la lasciassero in pace!), e in generale desidera PENI! Non romantici uomini sognatori e intelligenti, di quelli che “la fanno ridere”… FELINIA VUOLE TROMBARE (senza l’uso di strumenti musicali)! E finalmente, dico io! Finalmente qualcuno che lo dice! Anche ZeroCalcare, che pure è stato nominato Re incontrastato di tutti i Nerd d’italia, cantore perfettissimo della sua generazione, di SESSO non parla MAI, come se i suoi nerd single a oltranza, tra una puntata e l’altra di Ken il Guerriero e i Cavalieri dello Zodiaco, non si sfondassero di seghe davanti ai siti porno.
Felinia, invece, lo fa (parlarne, dico; anche se poi fa anche il resto). E non si nasconde, non finge falso pudore, non minimizza la cosa, non la mitizza o rende accettabile. Semplicemente desidera PENE, desidera soddisfazione erotica e cerca di ottenerle. E porco cazzo, era ora che qualcuno ne parlasse con altrettanta libertà.

6.La storia raccontata in questo volume oltre che essere divertente e scorrevole, ben narrata, dai bei dialoghi, dallo stile di disegno piacevolissimo, comica etc etc, è anche densa di avvenimenti e soprattutto con una trama di base che si snoda lungo i capitoli con un suo senso oggettivo, fino a un finale che ho trovato molto azzeccato e più serio e completo di quanto il fumetto facesse attendere. Nell’altro articolo – che dovreste aver letto – ho scomodato Schopenauer… e qui invece non lo cito. Così, se ancora non lo avete fatto, potete andarvi a leggere anche l’altra recensione (tanto è breve). Solo così potrete capire quali fini messaggi sono riuscito a trovare tra le pagine di Singol a Caccia.

Possono bastare questi motivi? Possono bastare.

felinia4

Anzi no! Ce n’é un altro, che forse è importante tanto quanto quello delle “donne che si accettano”. Ed è questo qui:

7. Mia moglie – per una sorta di legge del contrappasso di Dantesca memoria – è assolutamente refrattaria ai fumetti. Non se ne intende, non li legge, non se ne interessa (a parte pochissime eccezioni, tipo 1 su 100.000), li considera sciocchezze e stupidaggini. Eppure, da profana qual è, le è bastato leggersi un paio di gag di Felinia per riconoscercisi, e per scoprirsene immediatamente appassionata al punto che mi ha chiesto di comprarle una copia di Singol a caccia. Io sono già alla finestra che aspetto che cadano i primi meteoriti, perché l’evento è più unico che raro, roba da fine del mondo.

E cosa può significare questo? Che Felinia e i suoi autori hanno un’altra dote, e cioè quella di saper comunicare a tutti, anche a chi di fumetti è (quasi) digiuno, anche a chi ne conosce poco il linguaggio, risultando comici ed efficaci. Qualcuno potrà storcere il naso a questa affermazione, dicendo che ciò che piace a tutti di solito è banale, poco profondo, scontato e retorico… e forse ha ragione. Ma deve essere sempre così, in ogni occasione? Oppure a volte – forse questa volta – vuol semplicemente dire che gli autori di Felinia sono in grado di parlare alla gente, e non ai soli appassionati? Che quello che dicono ha valore proprio perché apprezzato anche da chi normalmente non concederebbe neppure un secondo del suo tempo a storie disegnate? Secondo me qui vale più la seconda ipotesi che la prima. Forse le storie di Felinia sono solamente buone, talmente buone che sono capaci di travalicare il loro pubblico “naturale” per raggiungerne molti altri.
Forse il messaggio arriva al giusto destinatario, e lo fa nel modo giusto a prescindere dalla comicità del tutto, comicità forse elemento di cornice che non credo basti da sola a spiegare i numerosi lettori del duo Sketch & Breakfast. O almeno, io spero che sia così.

Bene. La seconda recensione è finita. Ringrazio tutti di aver partecipato, puttanelli e puttanelle; ringrazio e mi complimento per il duo S&B per aver continuato a portare avanti con indefessa fiducia e con stile sempre in miglioramento il loro progetto a fumetti, e infine la chiudo qui, dandovi appuntamento alla prossima puntata.

Felinia ha vinto. Mi inchino a Felinia.

felinia5ABBIAMO PARLATO DIFelinia – Singol a Caccia, scritto e disegnato dal duo Sketch&Breakfast [Simona Zulian, Andrea Ribaudo] – Magic Press 2016
96 pagine, brossurato con bandelle, colore, 10,00 €… disponibile QUI



L’illustrazione che compare come immagine di apertura di questo blog è stata realizzata appositamente per noi da Raffaela Grannò e Valentino Coratella, autori del fumetto a base di umorismo, polletti  e pulcini Cippi & Friends.
Potete trovare TUTTE le illustrazioni precedenti nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

E ricordate che ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...