Pillola 79: “A sort of fairytale”, di Maini/ Ceregatti

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A sort of Fairytale era un fumetto che mi aveva intrigato fin da quando ne avevo letto il bellissimo titolo (cosa mai poteva significare “Una specie di favola”? Tante cose contemporaneamente, come accade nei titoli migliori.) e da quando ne avevo visto i primi disegni, davvero interessanti.
Ora che l’ho letto, posso dire che le mie impressioni si sono rilevate fondate: ASF è un bel fumettino, originale senza essere assurdo, con delle premesse semplici quanto efficaci, con elementi classici ma nello stesso tempo di quelli che non passano mai di moda anzi si rinnovano col tempo), e una sceneggiatura veloce ed efficace a tenere in piedi con grazia tutta la baracca post-apocalittica.

Di cosa parla ASF? Di un mondo futuro (e/o parallelo al nostro) nel quale – per ragioni ancora imprescindibili ma che forse saranno svelate in futuro – il mondo si è “rivoltato” contro i suoi abitanti umani, diventando ostile e inabitabile. Piante enormi e animali cattivissimi e inattaccabili hanno preso il posto della vecchia e rassicurante natura, e ciò che resta ora all’uomo è tirare a campare in pochi rifugi protetti.
A quanto si vede, l’umanità è divisa nelle solite due fazioni: da una parte quelli che sopravvivono cercando di ricreare una pseudo società che tira avanti con ciò che è rimasto; dall’altra i predoni, gli approfittatori, che progettano le loro vite a breve termine, senza regole, e puntano solamente a sopravvivere impadronendosi con la forza di ciò di cui hanno bisogno, senza pensare al futuro.
Presa in mezzo a tutto ciò, potenziale vittima innocente, e accompagnata da un mostro molto particolare, una bambina.
E non aggiungo altro.

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ASF, come premesso, si fa leggere molto bene, e questo è forse il suo pregio migliore. E’ facile entrare da subito nelle sue atmosfere, comprenderne il mondo desiderando allo stesso tempo conoscerlo meglio, stupirsi davanti alla promessa di creature insondabili e immedesimarsi nella giovane protagonista, che almeno per ora sfugge al rischio di essere solo un qualsiasi “catalizzatore di eventi”: per capirci, non è solo una tizia sui generis che serve unicamente a mostrarci il setting dell’azione, ma è invece un’interessante eroina da seguire, e per la quale fare il tifo.
Valido anche il modo col quale siamo introdotti all’ambientazione e alla storia, sia dal punto di vista grafico che narrativo: lo sceneggiatore e la disegnatrice riescono con poche pagine iniziali a spiegare tutto senza diventare didascalici, contemporaneamente intrattenendo l’occhio dello spettatore e in più  lasciando spazio al dubbio e a qualche mistero, elementi sempre utili per tenere alta l’asticella dell’attenzione. Ed è buono anche tutto il resto del racconto, con momenti molto crudi intervallati però da scene più soft, che non rovinano ma arricchiscono le atmosfere.
Il mio preferito? Senza spolilerare troppo il primo attacco del mostro, trasformato dagli occhi della bambina… in una sorta di favola, appunto.

Nella storia c’è varietà, e promessa di arricchimento. Ci sono premesse subito chiare, il che è un gran punto in più. Ci sono trovate grafiche interessanti e una gran bella cover. I dialoghi sono ben fatti, a parte un’unica cosa che non mi ha convinto del tutto, e cioè i due “cattivi” principali, che si esprimono entrambi con una certa enfasi e prosopopea che ho trovato identica sia nel primo che nel secondo: lungi da avere ciascuno la propria personalità, la propria “voce”, i 2 si assomigliano forse troppo col loro modo di parlare ricercato e convoluto, pieno di premesse arzigogolate e sbalzi d’umore. Comunque è cosa di poco conto, che non rovina affatto il piacere della lettura.

Il buon lavoro è coadiuvato anche dai disegni, personalissimi ed efficaci nel raccontare, a mio parere azzeccatissimi per il tipo di storia e moderni nella composizione, maturi e piacevoli al punto giusto…. anche se a dire il vero – giudizio assolutamente personale e contrario a quanto pare al giudizio popolare – li ho trovati a tratti penalizzati da una colorazione che “impasta” un po’, che usando toni a volte troppo scuri e altre volte identici per il soggetto della vignetta e  per lo sfondo (vedi Zoe che dipinta di verde e giallo si inoltra troppo spesso in foreste altrettanto verdi e gialle) – rende difficile separare i vari elementi che compongono le scene, confondendoli in un unico piano, senza stacchi, piatto, meno percepibile agli occhi.
Ma per il resto tutto è valido, e belli sono soprattutto i “nuovi animali”, mostruosi senza essere esageratamente surreali, e il “compagno” della bambina, dalle fattezze assolutamente azzeccate, incrocio tra un mostro spaventoso e un rassicurante amico in stile Totoro.Buono stile, buon controllo di pagina, buone atmosfere e buone idee per un’autrice che appare subito padrona di sé, e che potrebbe in futuro confermarsi come una professionista da tenere d’occhio…. anzi, si può dire che – senza potrebbe– già lo è.
Di lei, e anche riguardo ASF, devo dire di aver apprezzato moltissimo i disegni in bianco e nero, tanto che mi chiedo a questo fumetto non avrebbe forse giovato l’assenza di colore e dei bei bianchi e neri netti che avrebbero reso il segno più incisivo.
Comunque, non mi stupirebbe affatto vederla quanto prima a lavorare per un Bonelli, o forse per qualche editore americano lungimirante.

as-o-f01-doppia-splash-maini-ceregattiASF è prodotto dalla Noise Press, della quale ho parlato poco tempo fa, e devo dire che conferma in pieno le potenzialità dell’editore. Valido dalla confezione ai contenuti, ASF non sfigura, ma anzi si presenta subito nel modo giusto come prodotto di certo valore. Se dovessi proprio paragonarlo a qualcosa lo accosterei ai moderni comics pubblicati in questi ultimi anni dall’americana Image Comics; e in effetti ASF sembra avere qualche punto di contatto – nella storia ma anche nello stile grafico – con questi prodotti. Ottima cosa, peraltro: lasciando stare le 2 “Major” Marvel & DC, L’Image è sicuramente l’editore che più di tutti gli altri sta riuscendo a dar vita a prodotti in grado di unire serialità e impegno, personalità e vendibilità, autorialità e popolarità; non si può quindi auspicare che la Noise Press riesca a fare lo stesso con i suoi fumetti che spaziano dallo steampunk all’apocalisse vampirica, dal fantasy al fantastico, riuscendo ad essere classici e moderni nello stesso tempo.

Che altro dire riguardo ad ASF? Francamente, nulla: il prodotto si presenta da solo e non tradisce le aspettative. Se ho capito bene è progettato per terminare in 3 uscite, e sono certo che riuscirà a mantenere la stessa qualità… anzi, sospetto che forse riuscirà ad aumentarla quando (se) offrirà ai lettori uno spaccato più ampio dei suoi 2 protagonisti e del mondo nel quale essi si muovono. Anzi, forse 3 uscite sono anche poche per poter contenere tutto.
Non posso dunque che terminare questa recensione facendo i miei migliori auguri a editore e autori.Continuate così!

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ABBIAMO PARLATO DI: A sort of Fairytale volume 1, scritto da Paolo Maini e disegnato da Ludovica Ceregatti. 74 pagine, brossurato, colori – € 10,00 – che potete apprezzare andando nella sua pagina FB oppure acquistare QUI


Potete trovare gli autori di tutte le illustrazioni che compaiono sulla testata di questo blog nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

E ricordate che ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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