Pillola 80: “DOVE SONO”, di Mancini/De Falchi

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Ma che fate, dormite? 
E’ disponibile in rete un fumetto come DOVE SONO e non ne parla nessuno?

Scherzi a parte, quando sono andato a controllare su Google e non ho visto alcun articolo riguardo questo fumetto ci sono quasi rimasto male, e nello stesso tempo mi è sembrato strano: qualcuno DEVE aver scritto qualcosa riguardo Mancini e De Falchi, rispettivamente scrittore e disegnatore di una strip ironica, di classe, intelligentissima, acutissima, potentissima e assolutamente aggettivabile in –issima all’ennesima potenza! E invece, a quanto ho visto, non ha ancora provveduto nessuno.
Ma va bene lo stesso: in attesa che lo facciamo gli altri, di DOVE SONO intanto parlerò io.

(A proposito di strip, avrei voluto anche parlare di LaBadessa, perchè mi piace molto e lo trovo valido, ma – guarda un po’! – LaBadessa esce per Lucca 2016 con Shockdom; e, insomma, se adesso ne parlo bene qualcuno potrebbe dire che mi sto facendo pubblicità, o che mi pagano per recensire, e non sia mai che per colpa mia si inondi la rete di un’altra discussione inutile, deleteria, falsa e tendenziosa. Comunque LaBadessa una pillola se la sarebbe meritata in pieno. Uno che tira fuori cose del genere…

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…. acquisisce fin da subito diritto di residenza in una pagine come la mia. E ci mancherebbe altro.
Non tanto, e non solo, per la riuscitissima gag, ma per il ritratto del protagonista che emerge da sotto la battuta, perfetto esempio di tanti come noi, del nostro modo di vedere e di sentire; “eroe da operetta” che arriva in capo al mondo, al senso della vita, ma è troppo stupido, è troppo timido, è troppo vittima di paranoie, ansie, regole e abitudini per capire e per imparare dal proprio percorso.
Per cui bravo LaBadessa: questa Pillola, che tratta un progetto per certi versi simile al suo come metodo espressivo, la dedico a lui.)

Ma veniamo a DOVE SONO.

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Sono tante le strisce che circolano in rete, e generalmente la gente le ama. Il formato striscia è adattissimo per essere condiviso sui social media (oserei dire che grazie a internet sta conoscendo una seconda vita!), permette di scrivere storie brevi o brevissime che si possono leggere in un attimo, consente all’autore di dare il massimo col minimo sforzo, e al pubblico consente di entrare subito nella storia senza il bisogno di leggere pagine precedenti, di seguire un intreccio e di conservare in memoria fatti, personaggi e avvenimenti in successione. Semplicemente, quando e come si vuole, si apre il sito e si legge. Ottimo e abbondante.
Fare strisce, però, nonostante sembri la cosa più facile del mondo, non lo è affatto. Una striscia esige il rispetto di un ritmo, esige dei personaggi subito strutturati, esige un’ambientazione forte, ma sopratutto esige idee chiare, potenti, efficaci e chiare.
Se un fumetto, una STORIA, sono come una sinfonia per archi e flauti (etc etc), una strip è un singolo colpo di tamburo che DEVE arrivare subito al punto, deve colpire e intrattenere, mandare il suo messaggio e coinvolgere. Soprattutto deve riuscire a FAR TORNARE il lettore usando semplicemente una trama monopagina sviluppata in pochissime vignette, con un inizio, uno svolgimento, una fine completissimi ed efficacissimi.
Vi sembra facile? Non lo è.

Eppure gli autori di DOVE SONO ci sono riusciti in pieno, da una parte rispettando e onorando le regole che fanno di una strip un lavoro professionale e vincente, e dall’altra “piegando” alcune di queste regole ai propri scopi, per dare vita a una lavoro personale, classico ma nello stesso tempo moderno, perfettamente adatto alla rete, quantomai figlio dei suoi tempi.
L’unica cosa che manca sono dei personaggi fissi… ma francamente non se ne sente davvero il bisogno.

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E’ buffo, buffissimo, ma bellissimo, vedere come – grazie alla magia insita nel media fumetto – per tenere insieme una striscia come DOVE SONO, per caratterizzarla all’istante, per dare continuità ed efficacia, non siano servite un’ambientazione super-complicata, dei megacolori, delle costruzioni architettoniche futuristiche o fantastiche ma semplicemente… una linea.
Eppure è così: DOVE SONO non  è altro che una serie di avventure ambientate al bancone di un bar, o al massimo dietro un tavolino da 2, degnamente rappresentati da una linea orizzontale che attraversa le vignette (ma nello stesso tempo diventa “bordo”, linea di divisione che separa una vignetta dall’altra! ottimo!) e da un bicchiere stilizzato sempre appoggiato sopra. 
Fatto: non serve altro, sappiamo subito dove siamo finiti, cosa sta succedendo. Il bar possiamo immaginarcelo come ci pare e piace, e sentirci subito a nostro agio, calati nell’ambientazione senza il minimo sforzo eppure alla perfezione. E una volta chiarito questo siamo liberi di concentrarci sui personaggi e su ciò che capita loro. Se non è immediatezza questa, se non è chiarezza di intenti e uso efficace del mezzo, se non è dimostrazione delle grandi potenzialità del fumetto che riesce a comunicare con efficacia sia che si usino 1000 linee sia che se ne usi una sola… non so cos’altro può esserlo.
Ottimo di nuovo. Davvero ottimo.

 

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Sopra questa linea si muovono personaggi altrettanto semplici, stilizzati, omini e donnine senza volto, tratteggiati in maniera tanto concisa quanto efficace. Gente giovane, ragazze dai capelli lunghi e uomini con la barba, dalle pettinature moderne, figli dei nostri tempi. Talmente semplici ma riusciti che potrebbero essere chiunque, subito riconoscibili. In loro ci si può immedesimare (in parte proprio grazie all’estrema sintesi con la quale sono disegnati) oppure scegliere di diventare non i protagonisti ma gli spettatori delle loro avventure.

Noi lettori possiamo essere dunque i protagonisti stessi, oppure prendere il ruolo dei “baristi”, di chi osserva tutto dall’altra parte del bancone. O magari siamo solo altri clienti, chissà, forse indistinguibili dalle altre persone con le quali condividiamo la sosta al bar. Noi come loro, o loro come noi.

Comunque, sia quel che sia, sia che ci riconosciamo nei pensieri e nelle parole dei “clienti” (e sfido chiunque a non riconoscercisi almeno un poco, almeno una volta ogni tanto….), sia che li guardiamo da fuori con spirito solidale o critico, come lettori non possiamo non riconoscere la loro efficacia, che è la stessa di quella singola linea: dietro quei tratti stilizzati ci potrebbe essere chiunque, ci potrebbero essere degli sconosciuti che incontriamo per la prima volta, ci potrebbero essere degli amici che conosciamo bene, a nostra insaputa ci potremmo essere anche noi stessi; e anche questo è un elemento ottimo: il lettore che si immedesima, che entra nel fumetto e riesce a farlo grazie alla chiarezza di intenti e alla facilità di rappresentazione fornita dai due autori. 

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Ma…entrare per andare dove, per trovare cosa?
A costo di sembrare banale e stereotipato, “Il ritratto di una generazione“, in quanto DOVE SONO ( dove SIAMO?) è in effetti un bello specchio distorto – ma neanche poi tanto – di quello che noi, la gente come noi, è.
Dietro al bancone del bar sempre in attesa, mai esattamente contenti, la testa sempre da un’altra parte, molto spesso rivolta al passato. Partecipativi, ma mai coinvolti, più per dovere che per piacere. Pieni di ansie, ipocondrie e paranoie. Pieni di paure e di ossessioni, di sovrastrutture e di impalcature, ossessionati dal desiderio di razionalizzare ogni cosa, curiosi ma con poca spinta, affatto appassionati, molto più spesso annoiati, pieni di rimpianti e pessimisti, con zero fiducia nel futuro e in noi stessi. Molto spesso idioti.
Pieni di paranoie e di paure, alla ricerca dell’amore ma senza impegno, indifferenti di fronte all’assurdo, infantili… e potrei andare avanti all’infinito, tante sono le sfumature del moderno essere umano che DOVE SONO esprime. Mostrate benissimo, devo dirlo, e condite di tanto in tanto dalla presenza di elementi surreali che rendono la striscia originale e fresca ma soprattutto ben riuscita. Non ci si chiede mai come possa comparire al bar l’unicorno gelataio, o gli alieni, gli pterodattili o la morte: si accetta come un dato di fatto, invece, questo metro espressivo che poi è uno degli elementi migliori di questa striscia, creatore di situazioni assurde che sfiorano il geniale e che francamente solo di rado ho visto usare con tanta grazia e cognizione di causa. (anzi: che di rado ho visto usare e stop.)

 

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Un po’ striscia psicoanalitica, un po’ satirica, un po’ surreale e romantica, un po’ cinica, molto divertente e sagacissima, un po’ Woody Allen e un po’ Freud (o Jung?), di certo ottima sia dal punto del segno grafico che dei contenuti che dello stile che dei personaggi che dei concetti espressi che dell’umorismo, DOVE SONO è una striscia di rara intelligenza, personalità e brio, acutissima e audace.

In un panorama in cui molto spesso le strisce vengono usate per raccontare le proprie avventure quotidiane, con poca o punto inventiva, un lavoro come questo è davvero una boccata d’aria fresca, forse fin troppo intelligente per il pubblico generalista di lettori.

Non conosco affatto i suoi autori, ma mi verrebbe quasi da dire che abbiano preso i propri riferimenti non tanto dal fumetto quanto dalla letteratura, dato che il livello generale è fin troppo elevato. Ma meglio, davvero meglio: o dobbiamo forse aspettarci solo l’ennesimo fumetto pieno di riferimenti agli anni ’80/’90, nostalgia canaglia, i cartoni animati, Pokemon e tutte quelle menate? Ben venga qualcosa che dell’uomo cattura qualcosa d’altro, e soprattutto che lo fa in modo così ricco di inventiva e talento.

IN DEFINITIVA non posso che consigliare a tutti la lettura di DOVE SONO. Magari non vi piacerà, perchè potreste non riconoscervi nei personaggi e nelle loro idiosincrasie, perchè potreste non apprezzare lo stile forbito ed intelligente, o perchè non riuscireste a cogliere “il punto” di certe battute e situazioni… ma vi assicuro che anche in quei casi la colpa non è affatto della striscia, la quale per essere apprezzata in pieno necessita forse  di un pubblico che sia sulla sua ESATTA lunghezza d’onda, ma che rimane un ottimo esempio di fumetto.

Io comunque spero che questo pubblico necessario esista e venga trovato. DOVE SONO è davvero bello, e si merita davvero una fetta di successo. 

Complimenti agli autori.


ABBIAMO PARLATO DI: “DOVE SONO”, strip online scritta da Daniele Mancini e disegnata da Edoardo De Falchi.Prima che diventi un successo e siate costretti ad andare a comprarla in libreria/fumetteria, potete leggerla gratis et amore déi QUI oppure QUI.


Potete trovare gli autori di tutte le illustrazioni che compaiono sulla testata di questo blog nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

E ricordate che ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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