Pillola 81: “Africa”, di Maura ‘Arven’ Pompili

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Parlare di un fumetto come Africa è molto facile, e quasi superfluo, in quanto basterebbe leggerlo per riuscire subito a intravederne i lati positivi. Lati che oltretutto sono quelli dei quali ho già avuto modo di parlare durante precedenti recensioni. Ma dicono che ripetere giova, e allora io ripeterò, cercando di mettere in luce le parti più personali di questo bel lavoro e di non essere troppo prolisso riguardo al resto.

Anzi, per dimostrare fin da subito la mia buona volontà smetto di scrivere faccio parlare una bella immagine, cioè questa:

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La prima pagina di Africa: vengono definiti subito l’ambientazione e lo stile dell’opera

Di cosa parla Africa? Superficialmente, della vita di un cucciolo di leopardo – l’ Africa del titolo, che incidentalmente è anche quello del luogo in cui si svolge la storia -, della sua crescita e delle sfide che deve affrontare. Ma andando più in profondità la storia parla anche di eredità, di tradizioni, del rapporto tra genitori e figli, di sistemi di vita, di “nature vs nurture“, e di quanto sia difficile a volte capire dove finisce il nostro libero arbitrio e dove inizia l’influsso delle regole che la nostra società ci impone.
Ma queste, se volete, sono riflessioni per esegeti della letteratura, e Africa è innanzitutto un bel racconto di crescita al quale è facile appassionarsi, con dei personaggi coi quali è facile entrare in empatia, e con delle premesse tanto semplici quanto efficaci.

Il valore forse più importante di Africa, tecnicamente parlando, è infatti questo: inizia subito a raccontarci la sua storia dopo avere esposto poche e chiare premesse. Siamo in Tanzania all’interno di una caldera, Africa è un cucciolo che sotto la guida di sua madre cerca di diventare un bravo predatore, e che come tutti i bambini del mondo fa del suo meglio per essere all’altezza delle aspettative del suo unico genitore…anche se non tutte quelle aspettative gli sono chiare o condivisibili. Perché, ad esempio, gli è proibito di giocare con le gazzelle? Perché preda e predatore non possono sfuggire alle logiche sanguinarie delle loro vite e convivere pacificamente? E perché madri e figli sono condannati a doversi separare per assecondare un istinto che domina tirannicamente ogni aspetto della loro vita?
Il concetto è interessante, e il messaggio chiaro, anche se mi viene il dubbio sia un po’ troppo “antropocentrizzato”. La pantera, il leone, la gazzella, l’antilope “reali”, riflettono allo stesso modo riguardo la loro esistenza o semplicemente la vivono seguendo l’istinto atavico delle specie, perché quello è il loro mondo e sfuggire alle sue basi fondamentali non porterebbe altro che alla loro estinzione? Inserire nelle loro vite queste riflessioni prettamente umane ha dunque senso o è solo un modo per “sfruttare” questi animali come specchio della NOSTRA esistenza?
Ma sia quel che sia, in ogni caso è facile e bello rivedere nei protagonisti di questo fumetto nient’altro che noi stessi, con i nostri dubbi e i nostri problemi, che poi in fondo non sono davvero dissimili da quelli di ogni altra creatura. Forse giusto un po’ più complicati intellettualmente, proprio perchè l’uomo è un essere complicato, talmente complicato che a volte ha bisogno di riflettersi nello specchio di un altro per riuscire a vedere distintamente la propria immagine. E dunque, se Africa ha un senso, forse è proprio questo. 

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Africa e la sua mamma: un rapporto difficile, fatto di esigenze di specie, innocenza e incomprensioni… ma anche di quel tanto di amore che è concesso ai suoi protagonisti in continua lotta per la sopravvivenza.

Ma torniamo a noi: dopo un inizio convincente nel quale tutti i tasselli vengono messi al loro posto, la storia inizia rapidamente, e si conferma bella e ben narrata anche nelle tavole successive, all’interno delle quali troviamo spazio solo per i fatti salienti, gli snodi principali nella vita dei nostri protagonisti. Niente infiocchettamenti artistici, niente voli pindarici: l’autrice conosce esattamente ciò di cui vuole parlare, e ce lo racconta con la massima chiarezza e precisione, senza deviazioni o perdite di tempo. La trama si snoda in maniera lineare, inserendo stacchi temporali, cambiamenti importanti e aggiungendo nuovi personaggi tutti utili nell’economia del racconto. Con poche e chiare informazioni siamo dunque in grado di seguire la crescita del cucciolo protagonista e degli altri animali che gli si muovo intorno, appassionandoci immediatamente alla loro sorte, e chiedendoci cosa porterà il loro futuro.
Francamente, a una storia del genere, così ben narrata, sarebbe inutile chiedere altro.

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In “Africa”, come nella vita reale, il tempo passa, portando con sé le sue conseguenze.

A questo punto, facciamo subito il riassunto delle cose positive, in modo che serva anche come vademecum.
1. Storia dalle premesse semplici e chiare, ciascuna di esse ben chiarita all’interno della storia stessa: Africa è un cucciolo che deve crescere, accettando le regole a volte dure che la sua vita impone, ora vincendo e ora perdendo,obbligata ad essere sempre all’altezza della situazione e in perenne lotta contro ciò che la circonda. Noi lettori ne seguiamo la vita e le vicissitudini,ciascuna delle quali è facilmente comprensibile unicamente leggendo le tavole.
2. Personaggi ben descritti, facili da identificare nei caratteri, ognuno con un suo ruolo e una sua importanza. Elemento molto utile.
3. Sviluppo della trama lineare, concreto, logico e appassionante. Niente tempi morti o incertezze nella narrazione: l’autrice sa dove vuole andare e cosa vuol comunicare, e riesce a farlo in maniera chiara e incisiva, riuscendo a far passare bene i suoi messaggi ma riuscendo al contempo a creare un racconto appassionante.
3. Protagonista incisivo e cattivo carismatico. Basta questo per proiettare avanti una storia.

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Un cattivo carismatico è uno degli elementi più utili a una bella storia. E interessante anche la caratterizzazione grafica, a partire dal collare “tracciante” fino all’uso degli “spigoli” per definirne i tratti.

4. Setting realistico senza essere prolisso o didascalico. Si vede che c’è ricerca dietro le abitudini degli animali, dietro al loro modo di vivere o anche semplicemente dietro alle loro anatomie, ma questo arricchisce la storia senza appesantirla. Nessuno ci sta insegnando nulla o sta facendoci la morale, invece dimostra di avere basi solide dalle quali partire con il racconto.
5. Disegni ottimi, chiari e comunicativi, in bilico tra un realismo di fondo e una scuola Disneyana mostrata con personalità e correttezza stilistica. Personaggi molto comunicativi, e per me molto piacevole l’uso di una stilizzazione fatta di angoli e spigoli.
E belli e personali i colori non artificiali ma frutto di matite colorate. Quel che ne risulta sono toni caldi, “materici”, solidi, non freddi nella loro asettica perfezione come capita a volte per i toni dati al computer bensì dall’aria artigianale e “viva”, che secondo me si adatta molto al tipo di storia e ambientazione naturalistica.

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In “Africa” la bellezza sta anche nei particolari (notare anche la presenza degli insetti sugli steli)

Non mi dilungo oltre. Africa è un’ottima lettura, uno di questi fumetti capaci di catturarti fin dalle prime pagine, frutto del lavoro di un’autrice appassionata e capace, seria e attenta, con buone conoscenze tecniche sia a livello di disegno che di sceneggiatura, capace di dar vita a personaggi riusciti e a dar loro voce con disegni espressivi e dialoghi mai artificiosi o imperfetti.Un’opera che stupisce per la naturalezza con la quale si presenta alla lettura, e con la quale percorre la sua strada senza sbandamenti, deviazioni, ripensamenti o altri pericolosi difetti. Africa è anzi un lavoro coerente e sempre in crescendo, sia a livello di testo che di disegni, e che credo non sfigurerebbe se messo accanto al lavoro di autori più “quotati”; anzi: in qualche caso farebbe miglior figura: non è da tutti infatti essere appassionanti e interessanti, neppure se si conosce bene l’argomento di cui si vuol parlare.

Vivi complimenti alla sua autrice.

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“Capacità tecnica” significa anche sapere come rendere l’inquietudine di una scena usando con sapienza un’inquadratura dal basso, così come saper riempire una vignetta con tantissimi elementi utili e ben disposti.


ABBIAMO PARLATO DI: “Africa“, un fumetto scritto e disegnato da Maura ‘Arven’ Pompili. Il fumetto è disponibile per la lettura gratuita in QUESTA PAGINA. Purtroppo, visto che il mondo è strano, nonostante sia un webcomic italianissimo… ne esiste solo la versione in inglese. A questo bisognerà rimediare prima o poi,  è un vero peccato che il pubblico italiano possa rischiare di perdersi questa piccola perla.


Potete trovare gli autori di tutte le illustrazioni che compaiono sulla testata di questo blog nell’apposita PAGINA, così come TUTTE LE RECENSIONI e le SEGNALAZIONI di fumetti pubblicate fino a oggi.

E ricordate che ora potete trovare altre mie recensioni all’interno di Webcomics.it

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