Pillola 88: “Sasso coi capelli”, di Chiara De Plano

sasso2E’ da tanto che conosco “Sasso coi Capelli”, per la precisione da quando ho iniziato a leggere sul web la sua prima versione, creata più o meno a caso (come fanno in tanti oggi) dalla sua autrice Chiara de Plano e portata avanti forse altrettanto a caso, ma con tanta buona volontà. Questo fino alla svolta ufficiale, che lo ha visto entrare nella scuderia Kasaobake (un piccolo editore che forse conoscerete e del quale ho già parlato in precedenza). Svolta doppia, perchè oltre alla pubblicazione su carta, che in questi anni equivale ancora a una sorta di “consacrazione” dell’albo…(nonché elemento criticabile per quei fessi secondo i quali gli autori che vendono i loro lavori non sono più “eroi dell’autoproduzione”, ma che in realtà credo siano solo incazzosi perchè non troveranno più i loro fumetti gratis ma non sono disposti – da viziati quali sono – a spendere manco un euro per comprarli)…il nuovo inizio ha fornito alla Chiara l’occasione per dare una “limata” alla sua opera ricominciando a disegnarla e riscriverla dall’inizio, togliendo difetti e imperfezioni, in modo da poterla presentare nel migliore dei modi ai vecchi ma soprattutto ai nuovi lettori.
Scelta oculata e saggia, in quanto molta acqua era passata sotto i ponti, e sarebbe stato controproducente pubblicare tavole che non rappresentavano più le doti – sia di scrittrice sia di disegnatrice – della suddetta creatrice. Scelta che tra l’altro consiglio a tutti gli autori: in questi anni strani e bellissimi capita a molti di esordire in rete con progetti che rappresentano una “prova generale”, più un work in progress che un fumetto compiuto;  cioè quell’A CASO di cui parlavo prima; dunque è una buona cosa nel momento di un’eventuale pubblicazione iniziare a tirare le somme, riflettere su ciò che si è prodotto, su che tipo di artisti si è diventati in QUEL momento, e chiedersi se c’è qualcosa da modificare o migliorare. Meglio avere un dubbio in più che troppe certezze.
In quest’occasione è stato fatto proprio così, in maniera anzi molto radicale: del vecchio Sasso sono rimaste le impalcature, e il fumetto – snellito e dotato di una sfolgorante veste grafica rinnovata – è arrivato in occasione di questa Lucca Comics 2016 al traguardo del volume uno.
Confesso che ero molto curioso di leggere il risultato finale: consideravo Sasso 1.0 un fumetto simpatico, ma ancora immaturo e troppo, troppo “allungato”, perso in gag che la periodicità imposta dalla rete faceva percepire ancora più prolisse. Sasso 2.0 sarebbe riuscito a diventare consapevole di sé, a lasciarsi indietro le incertezze (normali, normalissime!!!) date dalla gioventù dell’autrice, per diventare finalmente un’opera compiuta?
Bene, a leggere questo suo primo volume sembrerebbe proprio di sì.

14962836_10211227098100209_1696336602_n Di cosa parla Sasso? Non, come potrebbe sembrare, di una pietra (sebbene questo personaggio ci sia, e credo più o meno tutti si chiedano se avrà mai una cavolo di utilità all’interno della storia) bensì di un gruppo di avventurieri stile fantasy che si ritrovano persi in un labirinto che dovrebbe portarli a un fantomatico tesoro, ma che si rivela invece un punto di passaggio verso una diversa regione dell’esistenza nella quale tutto sembra poter accadere, e dove il CAOS regna sovrano. Accompagnati da una marionetta marinaresca, i nostri eroi dovranno etc etc etc, fino a una bella rivelazione finale che spiega DOVE sono finiti i personaggi, CHI comanda, e QUALI regole vigono in quel posto apparentemente assurdo e insensato.
Anche in questo posto assurdo vige una regola, ad esempio. E questa regola dice: non riassumiamo troppo la trama. Per cui stop.

14996412_10211227098020207_14189192_nVado subito al sodo: il volume si legge molto bene, e convince anche graficamente. La storia soffre un pochettino-ino-ino per troppe ripartenze iniziali, ma se paragonata alla prima versione si può dire assolutamente vincente. I personaggi non si possono dire magnificamente approfonditi ma fanno bene il loro lavoro, e crescono man mano. Le gag sono ben gestite e divertenti. La trama ha una sua coerenza, crea curiosità e suscita il desiderio di sapere cosa accadrà nel volume successivo. Infine, la storia del primo volume ha tutti gli elementi per renderlo accattivante, completo e il più possibile “conclusivo” pur senza concludere affatto.
Devo spiegare meglio i vari punti? Lo farò solo per un paio.

TROPPE RIPARTENZE INIZIALI: quando si scrivono fumetti ad alto tasso d’ironia bisogna stare sempre molto attenti: il rischio infatti – soprattutto all’inizio – è quello di inserire troppe gag, fare troppi prologhi, e questo può provocare due tipi di problemi:  (1) la trama viene interrotta continuamente da scenette comiche che non si innestano nel racconto, ma di fatto lo bloccano momentaneamente per creare il siparietto allegro. Questo è un errore: la storia deve quanto più possibile “muoversi”, rimanere il centro della situazione, e le gag devono girarle intorno. Altrimenti si ha quel fastidioso effetto di stop che confonde e indispone il lettore. (2) le gag troppo insistite possono ingigantirsi, dilungarsi troppo, al punto che la storia inizia a deviare di battuta in battuta e di fatto si ferma, si perde, scompare dietro un mare di comicità. Ma quando arriva alla fine il lettore si rende conto di aver letto….cosa? Forse il nulla. E un “nulla” divertente non compensa una storia assente.
Sasso, come detto, corre questo rischio all’inizio, ma velocemente ingrana. Come da manuale inserisce le battute all’interno della trama, si muove in una direzione ben precisa, e non si allarga troppo. Sasso vince.

14958393_10211227098260213_616537100_nSTORIA COMPLETA E CONCLUSIVA: la parte migliore di questo Sasso 1 è sicuramente il fatto che ogni elemento della trama è gestito al meglio in modo da accontentare il lettore, dargli tutte le informazioni delle quali ha bisogno, creare empatia, offrirgli un susseguirsi di eventi interessanti e incuriosenti, fornendolo di un’avventura che si apre e si chiude pur lasciando aperta la trama principale. Insomma: il setting è chiarito prima della fine del volume, i personaggi sono tutti presentati e il loro ruolo chiarito… e stessa cosa per i cattivi. Sappiamo cosa sta succedendo e perché. Abbiamo una spiegazione razionale di tutto ciò che succede (soprattutto per le tante gag assurde!). Abbiamo un finale dignitoso e giusto, e infine abbiamo dei motivi per i quali tornare a leggere sebbene la prima parte della storia sia conclusa. Diciamo quindi che quello che si trova alla fine del Sasso 1 è un senso di piacevole “completezza” che non scontenta ma appaga, unito a buoni auspici per il futuro. Paradossalmente, anche se decidessimo di NON prendere i numeri successivi, in quanto lettori avremmo comunque goduto di un albo che si completa da solo, e che non lascia sospesi o misteri o segreti che ci “costringerebbero” a comprare i numeri successivi anche se non volessimo. Questa è un’ottima cosa a cui non tutti gli autori fanno caso, e che invece è molto importante: non si può “incastrare” il lettore cercando di ingolosirlo, lasciandolo al buio, privo di info o solo con la promessa di future rivelazioni bellissime, perché il trucco funziona di rado. E funziona ancora meno di questi tempi, nei quali l’offerta è talmente enorme che solo chi è veramente convinto da un fumetto fa poi la fatica di comprare i numeri successivi.
No: giocare quanto prima il maggior numero di carte possibili permette di accontentare il lettore nel modo più completo. Non è promettendo finali bellissimi che si costringe un cliente a leggere 100…400… 500 pagine di storia. Bisogna invece convincerlo fin dall’inizio; e questo si ottiene con storie coerenti e chiare, trame che chiudono quante più porte possibili, con informazioni date con generosità.
Sasso riesce a fare anche questo, dosando bene tra il detto e il non detto, e dunque offrendo al lettore una esperienza completa. Ben fatto.

15007740_10211227101940305_1182271227_oAggiungo altro? Solo poche cose.

Ho molto apprezzato la storia ma anche tutto quello che le è girato intorno, cioè le note, le presentazioni, gli epiloghi vari. Arricchire ulteriormente i propri volumi è SEMPRE utile.
Ho apprezzato anche la rigorosità dei retini, del lettering e dei dialoghi. Tutto molto ben fatto e professionale. Per non parlare del tratto, poi, che in questi mesi è cresciuto ed è maturato tantissimo.
Ho apprezzato più di tutto il fatto che Chiara sia riuscita a portare a termine il suo lavoro crescendo in modo inequivocabile, e affrontando la pubblicazione su carta con tantissimo impegno, con serietà e stile, riuscendo a vincere questa sfida tra le più difficili. Sarebbe stato molto semplice crogiolarsi e mandare in stampa le vecchie tavole per faticare meno, ma questo avrebbe convinto i lettori a tornare? E avrebbe rappresentato l’autrice per quello che è ora? Niente affatto, anche perché quando si pubblica su carta ci si ritrova a dover raccontare una storia non solo ai lettori “fedeli” che già ti conoscono e sanno che sei “cresciuta”, ma anche a un tipo di pubblico del tutto nuovo, che magari passa davanti al tuo stand, ti vede per la prima volta e decide di dare fiducia a questa tua storia. E a quel pubblico bisogna dare di sé un’immagine quanto più completa e attuale possibile.

Detto questo, credo di non aver altro da aggiungere. Sasso è un fumetto che mi ha convinto e mi ha divertito, che mi ha creato la giusta curiosità ma nello stesso tempo ha saputo rispondere a tutte le domande che mi ero posto, lasciando però anche lo spazio a curiosità future. Sasso ha dimostrato certamente personalità e stile, unicità e ritmo, e un approccio cosciente e consistente alla materia narrata.
Se tutte le gag insolite e pazze che si vedono in questo racconto non avessero avuto alla fine una spiegazione convincente e univoca ora non sarei così soddisfatto, ma forse starei chiedendomi come mai tutte quelle cose strane e senza senso. Invece la spiegazione esiste, e in poche parole riesce a dare senso e scopo a tutta la narrazione, lasciando il lettore libero di accettare ogni “stupidaggine” con l’idea che ogni cosa che succede ha un suo perché, uno scopo, ed è coerente con ciò che ci sta venendo narrato.
Meglio di così, direi, non poteva andare.

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per me la pagina migliore

Complimenti dunque a Chiara De Plano, che ha vinto la prima sfida al pari dei suoi personaggi; e di rimbalzo complimenti a Kasaobake, che riesce a infilare un altro bel fumetto nel suo piccolo ma interessante catalogo. A questo punto si potrebbero inserire anche due righe riguardo i “manga italiani” etc etc etc… MA:

  1. come la penso io già ho avuto modo di dirlo in precedenza, quindi non sto a ripetermi qui
  2. SASSO potrà forse essere paragonato a un “manga”, ma direi che di manga ha ben poco, ed è prima di tutto un fumetto personale, che ha frullato insieme le varie influenze e passioni dell’autrice per rivelarsi una summa di ciascuna di esse. Ha senso dire se questa o quella gag è più o meno giapponese? E l’impostazione della singola pagina? E’ più di scuola manga o di scuola francese, viste anche le dimensioni dell’albo? Mmmm… però si potrebbe dire anche americana, visto che le vignette sono comunque in numero ridotto rispetto a una BD (che di solito ne può contenere anche 10/13 per singola pagina). Inutile e deleterio quindi fare paragoni, molto meglio godersi il risultato.

Appuntamento a Sasso 2!

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Non potevamo parlare di Sasso senza inserire la famosa gatta Calesi. Qualcuno sa perchè.

ABBIAMO PARLATO DI: “Sasso coi capelli“, scritto e disegnato da Chiara de Plano, pubblicato da KASAOBAKE, in vendita QUI a un prezzo ridicolmente basso o consultabile nella sua pagina Facebook ufficiale

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