Pillola 91: “Kingsport”, di Sicchio, Cadonici, Segala

kingsport-00-coverUn po’ Lovecraft (più per ammissione degli autori che per effettivi contenuti, fino a questo momento) un po’ Carpenter e un po’ Stephen King, Kingsport è un contenitore ricco di elementi presi di peso dalla migliore letteratura horror americana “di provincia”.
Abbiamo una piccola comunità in riva al mare e circondata da campi di grano, abbiamo personaggi ambigui e un passato misterioso, abbiamo un evento tragico che ha segnato le vite di tutti, abbiamo un buono e dei cattivi, abbiamo un pericolo che si profila all’orizzonte, abbiamo situazioni inquietanti che sembrano nascondere risvolti spaventosi, e infine abbiamo una creatura soprannaturale (ancora) misteriosa, dagli scopi oscuri, che pare venuta per modificare in modo irrevocabile le regole di quel piccolo mondo.
C’è tutto? Direi di sì. O quantomeno c’è tutto quel che serve per dar vita a un racconto fatto di atmosfere, oscuri presagi e inquietanti terrori, con qualche passo verso il delirio e un segreto da svelare che promette di essere insopportabile, una di quelle cose che una volta scoperchiate non si possono più nascondere alla vista.

Sta arrivando un tornado a Kingsport, paese segnato da una recente tragedia che ha visto la morte di 5 bambini trucidati da un maniaco. La gente ha abbandonato le proprie case (solo alcuni rimangono e non se ne vogliono andare), e per le vie deserte si muove solo un poliziotto donna con un padre malato al seguito, pronta a far evacuare gli indecisi e i folli che sono rimasti indietro. Ma contemporaneamente, dalle spighe ecco emergere “qualcuno”, o “qualcosa” forse legato a filo doppio alla città e alla sua fondazione, che approfittando del caos e degli oscuri presagi sembra voler portare a compimento qualcosa che ha avuto inizio proprio con la morte dei piccoli, forse non semplici vittime della follia di un folle.

Come mia consuetudine non aggiungo altro sulla trama. Anzi, mi sono anche dilungato troppo per i miei gusti. Ma in questo caso l’ho trovato necessario: raccontare anche poco i vari elementi presenti in Kingsport credo sia la maniera migliore per far capire di cosa vive questo fumetto, all’interno di quali archetipi narrativi (moderni) prospera. E lo fa, devo dire, nel migliore dei modi, visto che è netta l’impressione di leggere un libro del Re King, o di guardare un film tratto dai suoi lavori. E lo dico come complimento.
Kingsport (il nome è un caso?) infatti non ha paura di muoversi in territori già noti, e non cerca l’originalità a tutti i costi, anche a costo di una bella storia, ma dimostra di conoscere bene la materia di cui parla e di non aver paura di adoperarla per i suoi scopi. Il che, devo dire, è il miglior complimento che al giorno d’oggi si può fare a una storia Personale, non originale a tutti i costi: questo è il segreto della miglior narrativa “popolare”; o comunque il modo migliore per intrattenere e divertire il proprio pubblico.

Kingsport EP1e2e3Kingsport è pensato per “stagioni”. Non so quante saranno, credo poche da quel che ho capito, e va bene così. Questa prima costruisce la scena, mette in campo tutti i personaggi, crea quel tanto di dubbio e di mistero che ci aggancia e ci costringe a farci domande, ci offre qualche scena dura da mandar giù e tante situazioni inquietanti, presenta nel modo giusto i vari personaggi e li approfondisce tutti rendendoli il vero centro dell’azione (al posto di inutili quanto già visti squartamenti). La solidità dunque è il maggior pregio di questa storia, che se pure si interrompe in medias res (un rischio! Quanti tra i mille lettori distratti che girano oggi sono disposti a tornare per sapere come va a finire il racconto?) cerca di mettere in campo quante più carte possibili, e alza la posta in palio suggerendo una seconda stagione ricca di rivelazioni e di orrori inestricabili.

La lettura, dunque, si è rivelata positiva, perlomeno per me che sono un fan dell’horror di vecchia data. Ma penso che difficilmente chi legge la serie possa rimanere scontento; soprattutto in quest’epoca, nella quale l’horror come intrattenimento di massa è stato ormai sdoganato al punto di renderlo protagonista di serie tv di indubbio successo. Kingsport cerca di inserirsi in questo filone? Forse sì, ma non del tutto o non solo, visti i padri putativi che sembra voler citare. E già che ci siamo a questa lista ne aggiungerei un altro, italianissimo, che forse non è nelle corde degli autori ma che pure a me è sembrato di intravedere, e che in ogni caso merita di essere conosciuto. Parlo ovviamente di Eraldo Baldini, che con le sue storie ambientate in piccoli paesini italiani circondati da campi coltivati e da spighe di grano tra le quali si muovono oscuri Signori ha saputo dare un’impronta molto forte al nuovo fantastico italiano, quello che non ha nulla da invidiare al fantastico “americano” che da decenni ci “colonizza”?
Mi chiedo, forse oziosamente: e se Kingsport fosse stato invece un paesetto italiano? La storia non sarebbe stata forse migliore o più adatta? E fare una simile scelta avrebbe arricchito o impoverito questo racconto? Gli elementi classici di questo genere avrebbero perso qualcosa nel cambio, avrebbero invece guadagnato un approccio più reale o avrebbero dovuto per forza modificarsi? Mah, chissà, immagino che lo scopriremo forse su qualche altro fumetto.

kingsport-02Che dire su questo lavoro, però? Che è stato prodotto dal famoso “Studio in Rosso” che forse conoscete, e che è uscito in prima battuta sottoforma di singoli capitoli digitali per i tipi di VERTICOMICS. Questo volume 1 rappresenta quindi la raccolta dei capitoli finora usciti, e che rimangono comunque disponibili per l’acquisto digitale per tutti coloro che non se la sentissero di comprarsi il volume cartaceo, o per quelli che – contrariamente a me – non sono affezionati ai fumetti “da toccare”. Poco importa.
Quello che importa sul serio è che a livello di sceneggiatura, come si evince dalle righe precedenti, tutto fila liscio, nel migliore dei modi: la storia è ben raccontata e senza prolissità (il fumetto non lo permette, e in casi come questi lo stile “alla King” ne trae giovamento), i dialoghi sono validi, i personaggi sono ben descritti, le scene taglienti e inquietanti. La trama è ben sviluppata, gli inserti sono utili, la costruzione del mistero funziona… insomma ogni cosa al suo posto.
La stessa cosa si può dire del disegno, peculiare in senso positivo ma adatto alla narrazione, non sempre preciso ma evocativo dove serve, capace di creare atmosfere anche disturbanti, e che più di tutto mi ha piacevolmente stupito per il suo essere personale, difficile da inquadrare. Aaaah, sarò io che invecchio, e che non riesco più a riconoscere i punti di riferimento dei nuovi autori… Pure, trovare un segno che mi risulti indecifrabile nelle origini è per me qualcosa di divertente. Nelle chine sottili mi è sembrato di riconoscere delle discendenze manga, ma a tratti anche autori come Guy Davis o il primo Bachalo. Chissà, forse sono solo mie ipotesi campate in aria, e la cosa non ha alcuna importanza in fondo. Io per primo evito sempre di dire “assomiglia a” o “sembra di”, perché quel che conta non è tanto da dove un autore ha preso spunto (è un processo naturalissimo e irrinunciabile come quello di un bambino che parla come i genitori), ma dove è arrivato a partire da quello.
Una cosa che forse non mi ha convinto del tutto sono state quelle pagine nelle quali il colore sembra un po’ soffocare quel segno filiforme, quasi mangiandoselo e appiattendolo. Chissà, forse questa autrice avrebbe reso di più in un oscuro bianco e nero che ne avrebbe esaltato il tratteggio sottile… ma a prescindere dai desideri degli autori oggi viviamo nell’epoca dei colori, al colore aspirano tutti, per primi i lettori sembra, e quindi la scelta è ristretta. Ma va detto che comunque la scelta dei toni cupi e ristretti funziona, si adatta, per cui credo che anche in questo caso non abbiamo di che lamentarci.

Kingsport si descrive da solo, e io credo di non avere nulla da aggiungere. Me lo sono preso a Lucca Comics, dove veniva venduto insieme ad altre due prime stagioni di altrettanti fumetti (li vedete qui sotto). Dovendo dividere le risorse disponibili ho optato per l’argomento al quale sono più affezionato, ma non è detto che non prenda prima o poi anche gli altri volumi, visibilmente ottimi come questo.
Chiudo facendo i complimenti agli autori: il vostro fumetto mi ha divertito e intrattenuto.
Da vecchio fan dell’horror non potevo pretendere di più.

kingsport3



ABBIAMO PARLATO DI: Kingsport Stagione 1 scritto da Dario Sicchio, disegnato da Letizia Cadonici e colorato da Francesco Segala prodotto da Uno Studio in Rosso in sinergia con VERTICOMICS (per la versione digitale). 80 pagine, brossurato, colori – 10,00 €

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