Pillola 95: “Mokapop presenta 1: L’oceano”, di AA.VV.

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Da sempre l’oceano è un vero e proprio contenitore di storie, sia in senso figurato che letterale. Sopra o sotto il mare possono nascere storie di ogni tipo, dalle più romantiche alle più efferate, in virtù del fascino ma anche del mistero che le vastità marine portano con loro, e che in certi particolari luoghi arrivano fino al punto di dar vita a un mondo molto diverso dal nostro, quasi alieno, con le sue regole e le sue particolari forme di vita, e soprattutto grazie al buio e al silenzio onnipresenti che coprono ogni cosa, e rendono inquietanti e arcane anche le cose più semplici .
Nella letteratura e nell’arte in generale sono innumerevoli le opere dedicate al mondo marino, e l’antologia OCEANO pubblicata dal gruppo Mokapop si inserisce a pieno titolo in questa lunga lista, riuscendo ad affrontare con padronanza di segno e di contenuti un argomento tanto complesso quanto promettente e sempre affascinante.  Il tutto in nove storie brevi, frutto del lavoro di una ventina di giovani autori. Giovani ma non sprovveduti, nemmeno se messi di fronte a un argomento come questo, che se offre tanti spunti è anche vero che può “affondare” (scusate il gioco di parole) gli scrittori più sprovveduti in un’oceano di banalità.
Ho già detto da qualche parte che non sono un grande fan delle antologie, soprattutto quando contengono storie brevi. Il mix di elementi che si trova all’interno è spesso talmente diverso negli ingredienti da far sembrare le raccolte un assemblaggio male assortito, stucchevole; e le storie brevi risultano altrettanto spesso troppo brevi per essere interessanti, nulla più che un’idea fin troppo semplice condita da poche frasi.
Qui, devo dire, questi difetti non mi sembra di averli riscontrati. Per quanto ci sia molta diversità da un autore all’altro, il tema comune e la capacità degli autori – anche e nonostante le poche pagine affidate a ciascuno di loro – sono riusciti a rendere OCEANO un prodotto con una sua dignità, una sua voce, e una lettura interessante dalla quale si esce soddisfatti.

Esaminiamo le storie una a una:

L’ultima fossa” di Iacopo Calisti e Marco Montironi si rifà al concetto dell’oceano contenitore di misteri. Cosa si nasconde nelle profondità degli abissi? Tanto, o niente, a seconda – a quanto pare – degli occhi di chi guarda, e di chi vuole o non vuole vedere. A grandi linee la storia mi ha ricordato il bel fumetto francese “Sanctuaire”, ambientato in una fossa oceanica nella quale compaiono artefatti umani che mai e poi mai ci si sarebbe aspettati di trovare a certe profondità. Qui siamo invece più sul metaforico, forse; o quantomeno il “ritrovamento” può essere ascritto sia al mistero “terrestre” che “ultraterreno”. In ogni caso, nonostante le poche pagine, l’effetto inquietante rimane ed è valido, anche e soprattutto al fatto che nessuna risposta univoca viene offerta al lettore. E’ una regola che un tempo andava per la maggiore: il mostro che si nasconde dietro la porta è molto più spaventoso di quello che si riesce a vedere in pieno, perchè dietro quella porta possono nascondersi anche tutte le nostre paure. Ben fatto, dunque. E bei colori!

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Ancestrale” di Alessio Cannova è un racconto “Lovecraftiano” degno del vecchio HPL, con isole immonde, mostri immondi, e segreti immondi che vengono alla luce. E’ una storia sull’oceano? Piuttosto è una storia su ciò che si annida al suo interno, e che di nascosto, da chissà quanti millenni, usa i corpi dei dispersi, degli affogati, per…Scopritelo da soli. Due parole per citare anche il segno grafico, che ho trovato molto piacevole, grottesco ma adatto alle atmosfere malate che evoca.

Pirate Tonic” di Marco Generoso e Riccardo Rubegni, è un semplice divertissement, ma che non manca di punti interessanti. E’ piacevole lo stile, piacevoli i disegni, e piacevole anche la storia e il controllo di tavola. Con un segno simile, e con quei buoni dialoghi, forse era lecito aspettarsi qualcosa di più, la lotta iniziale col mostro non è affatto male. Peccato che poi la storia finisca un po’ troppo allegramente, dando l’impressione di essere approdata alla prima spiaggia disponibile, senza troppi ragionamenti. Racconto simpatico, divertente, e anche giusto nel suo ribaltare le classiche storie di pirateria e di tesori nascosti, certo. Forse però gli avrebbe giovato un pizzico di realismo in più anche nella parte finale, mentre invece si è scelto di calcare la mano sulla parodia. Lavoro ben fatto e promettente, comunque.

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È la fine?!” di Francesco Elisei e Andea Messi…. forse la storia più inquietante di tutto l’albo, che rinuncia alle esigenze di trama evitando il rischio di mettere insieme un racconto complesso ma limitato dalle esigenze di spazio, puntando invece sul segno, sulle atmosfere, sul surreale, sull’epico, sul leggendario e sul fantastico puro. Affatto male, e finale davvero potente. Bel lavoro.

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A pesca” di Francesca Piantanida e Paolo Voto, è un’altra storia valida, che sebbene semplice e breve non rinuncia a mettere insieme un’ambientazione convincente, dei personaggi semplici e forse già visti ma di certo inquietanti, e anche un inatteso allaccio con i tempi che stiamo vivendo oggi. Interessante, solida, ben incastrata nella realtà, esempio di quanto il fantastico può essere specchio dei nostri tempi senza rinunciare alle proprie caratteristiche di genere, e frutto di una narratrice con in testa la cosa più semplice e utile di tutte: una buona idea. Molto valido anche il segno, che contribuisce ad arricchire le atmosfere. E di horroresco non si vede nulla, in realtà… Bel lavoro davvero.

Penny” di Marco Orlando e Gio Amatteis, è un “alla ricerca di Nemo” apocrifo, forse revisionista, da universo parallelo nel quale la felicità non è dietro l’angolo, tutt’altro. Spiace che i disegni siano troppo “Nemo”, in tutto e per tutto, senza guizzi di personalità. Quella che pare mancare è l’intenzionalità di partire dalla Disney per arrivare altrove, e quel che resta è invece una semplice imitazione, che di fatto limita la comunicatività e l’efficacia del lavoro; ma a parte questo la storia è efficace.

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La spedizione” di Cristiano Brignola e Andrea Opretti è la storia dal tratto più interessante, più da libro illustrato che da fumetto, ma che si allaccia alla perfezione con i testi, che con poche rapide pennellate danno vita a un piccolo mondo che incanta e colpisce, leggero anche lì dove fa scorrere il sangue, e valido forse soprattutto nel non cadere nella tentazione dell’orrido e del sanguinolento per offrire un finale semplicemente “fantastico” (Nel senso del GENERE). Lavoretto semplice ma molto efficace, bello da vedere e da leggere, prodotto artistico e fuori dalla gabbia della tavola a fumetti, e forse per questo più vicino degli altri alla vastità e alla libertà degli oceani dei quali parla. Bravi gli autori”

Un gesto” di Luca Pellizzola e Jay Cansone. Lavoro molto inquietante nel suo “crescere” come un’onda (appunto), e favorito da uno stile piacevolmente adatto e da colori oppressivi. Quel che ne esce fuori è valido per quanto riguarda le atmosfere, anche se la storia – pur se coerente e corretta – è poco più che una breve invettiva contro gli inquinatori, che culmina in una vendetta “sui generis” rivolta verso tutti. Approfondendo un pò si può dire che la metafora si concretizza in una vendetta cieca, che forse sminuisce il messaggio di libertà e di tolleranza che sembrava si volesse mandare. Se tra i 10 inquilini del palazzo sette infieriscono contro l’ottavo e due no, è giusto che l’inquilino faccia saltare tutto lo stabile con la dinamite?

E concludiamo con “Light” di Marco Della Verde e Pietro Rotelli, che alza di molto l’assicella del “fantastico puro” facendo…scomparire l’oceano intero. E’ simpatica la cosa, perchè – non so se e quanto volontariamente – il vedere alla fine dell’albo la sparizione delle acque e la improvvisa messa in luce di tutti i tesori che vi si nascondevano all’interno sembra la diretta metafora, oltre che dell’arte in generale, dell’albo che si è appena letto, e che di tesori ha riempito i propri oceani. Non credo che l’effetto sia voluto, ma in ogni caso arricchisce la breve storia muta, simpatica e molto evocativa. Sarà per qualcosa nel tratto, sarà per certi elementi, mi è saltato in testa l’Hellboy di Mignola. Ma chissà. Degna conclusione però per un albo di storie tutte valide.

Segnalo le copertine e le illustrazioni di: Giovanni P. Timpano, Emilio “Caccaman” Battiato e Francesco Segala, e penso non sia necessario aggiungere altro. Il lavoro è di certo solido e interessante, l’antologia coerente e non frammentata, i contenuti validi e acuti. un altro bel prodotto, un’altra bella prova per i nostri autori.

Bravi tutti! 

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ABBIAMO PARLATO DI: “Mokapop presenta 1: L’oceano”, 17×24, 68 pagine a colori, euro 6,00. Ogni altra info la trovate alla pagina http://www.mokapop.com/

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