Pillola 97: “Eighty Nine”, di Lexy Mako

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Seguo da molto tempo, e con molta partecipazione, le avventure di Lexy Mako, autrice del fumetto EightyNine, al punto che prima ancora di recensire il suo lavoro ho voluto “recensire” per prima cosa lei, intervistandola per Lo Spazio Bianco. Questo perchè la sua storia personale – una piccola storia fatta di amore per il fumetto, di odio da parte degli altri, di incomprensioni, fatiche, desiderio di disegnare, scoraggiamento, fatica, bullismo, sfortune e speranza – oltre che essere ammirevole mi è sempre sembrata davvero significativa e bella, sia nel bene che nel male; uno di quei cosiddetti “retroscena” che nascondono molto più di quel che la rete ci fa vedere, e che ci invitano a riflettere riguardo al vero significato di certi fumetti, e a non giudicare con leggerezza e con luoghi comuni i tanti aspiranti fumettisti che girano in questi anni su internet.
Se a qualcuno interessasse conoscere la vita di Lexy, può far riferimento all’intervista che ho linkato qui sopra; in quanto a me mi limiterò ad aggiungere che oltre alle (dis)avventure reali c’è un’altra cosa molto interessante della nostra autrice, il motivo per cui da molto tempo pensavo di inserirla qui e ho iniziato a seguirla, e cioè il suo talento.

Lexy fa parte di quella fortunata e sfortunata generazione di disegnatori italiani che sono stati assolutamente conquistati dai manga, e che ora creano opere che possono definirsi “manga italiani”, in quanto dei fumetti giapponesi hanno lo stile, il montaggio della pagina, certi luoghi comuni o topòi narrativi, certe ambientazioni e personaggi. Perché questo li renda contemporaneamente fortunati e no è un discorso che abbiamo già affrontato più volte, e che parla dello scetticismo col quale una gran parte del pubblico italiano (quello più attempato, forse, e i fanatici/fissati dei manga giapponesi) accoglie gli ITALIANI che hanno la malaugurata sorte di disegnare con stile nipponico. Ne abbiamo già discusso, è una cazzata, non ci torno su.
Lexy, però, ha dalla sua qualcosa che dovrebbe spazzare via ogni altra considerazione, e cioè il talento necessario a creare dei BEI fumetti. O manga, o spaghetti manga, o “copie” o come diavolo volete chiamarli. BEI FUMETTI. Conta altro oltre a questo? No.

E dunque veniamo al punto: di cosa parla Eighty Nine?

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Eighty racconta la storia di un disegnatore sfaticato e subdolo, apparentemente un innocuo tipo strano con dei peculiari poteri: quello di poter entrare fisicamente nel mondo dei disegni, ad esempio, nonché la capacità di creare personaggi capaci di prendere vita, seppure solo in quel mondo fittizio. Eighty è appunto l’ultima di questi personaggi (ma che fine hanno fatto gli altri? Qui dovrebbe esserci un mistero, mi sa…), che il Disegnatore crea donandole il talento per il fumetto e un folle desiderio di disegnare, e che poi rinchiude in uno spazio “virtuale”, una “iperpagina” all’interno della quale il compito della povera ragazza sarà quello di disegnare al posto suo… dato che il nostro Cattivone non solo non ha grande talento, ma non ha neppure voglia e buone idee. Eighty dovrà fornirgliele, rimanendo per tutto il tempo sua prigioniera, mentre lui se ne prenderà ogni merito.

Storia strana, vero? O forse semplicemente familiare?

E potrei aggiungere altro, che renderebbe ancora più estraniante questo folle mondo alla rovescia, scarabocchiato ma vivo, sempre in bilico tra un’apparente comicità e un sottofondo di follia vera e di crudeltà che a una prima lettura non traspare, ma che a un esame attento – e proseguendo con il racconto – si fa sempre più presente. Una fonte nascosta, ma poi neanche tanto, di dolore e sofferenza, che credo poi sia il vero cuore del racconto, parzialmente autobiografico, ideato dalla nostra autrice.
E infatti sì, si ride e si scherza con la povera Eightynine costretta a farsi venire le crisi isteriche in un mondo nel quale i mobili e le mutande sono vivi e parlano, e dove il suo nemico più grande è un assurdo omino che sembra disegnato da un bambino; è molto facile riderci e scherzarci su in quell’atmosfera di allegro surrealismo. Ma basta andare un poco più avanti, o soffermarsi su qualche particolare, per iniziare a percepire quella vena sotterranea di sofferenza, di dolore e di pericolo potenzialmente letale.

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Al momento siamo ancora in una fase “introduttiva” del racconto. Un lungo primo capitolo nel quale si stanno ponendo tutte le basi necessarie a far sì che la storia entri nel vivo in maniera chiara e completa….e leggendo le ultime pagine pubblicate direi che ci stiamo pericolosamente avvicinando a un luogo senza ritorno, a un evento spartiacque dopo il quale (per citare certi fumetti americani) NIENTE SARA’ PIU’ LO STESSO!
Intanto abbiamo conosciuto i due antagonisti, e dato un’occhiata al mondo che sarà teatro del loro scontro. Ma credo che siano ancora tanti i segreti da svelare, e che andranno a dar vita a un racconto molto più complesso di quanto non sembri ora. La cosa, oltre che gradita, sarebbe auspicabile: creati dei personaggi simpatici, un concetto di base intrigante, un mondo assurdo, quel che bisogna fare è sfruttarli nel modo migliore, e non pretendere che questo basti a mettere in piedi un bel racconto o ad accontentare il lettore. Ci vuole “succo”, ci vogliono azione e reazione… ed EightyNine/Lexy ha tutte le carte in regola per dare esattamente questo. Come ho detto prima, la mia impressione è che siamo ancora all’inizio di una storia che si rivelerà molto più complessa… e molto più CRUDELE… di quello che può sembrare a una prima occhiata, e soprattutto se non ci si sofferma semplicemente alle gags.
Sarebbe facile infatti liquidare 89 – così come tante opere che gli assomigliano per tipo di narrazione – come un fumetto “semplicemente divertente”. Ma ecco, è proprio SOTTO la superficie delle cose che si nascondono i veri temi del racconto, e tutte le battute del mondo non riescono a far scomparire un ritratto cupo e oscuro di un mondo che per molti è sempre e solo fatto di allegria, di cosplayer, di simpatici fumettisti sempre allegri, di grandi storie e idee meravigliose.
Invece, come sa bene chi i fumetti li fa, la realtà è ben diversa, e può assumere toni che fanno dal grottesco al cupissimo. Raccontarli tramite battute non lo nasconde. Pensate a un film “comico”, comicissimo, che per quelli della mia generazione era un mito: Fantozzi, e i suoi famosi seguiti. Ebbene, Fantozzi era un film di grandissima comicità surreale, ma dietro le risate nascondeva un ritratto impietoso dell’italia e degli italiani, personaggi squallidi sottomessi a potenti ancora più squallidi, personaggi pavidi e inetti, forti coi deboli e deboli coi forti, ignoranti e gretti, falsi e traditori, leccapiedi e oziosi, repressi e fondamentalmente falliti.  Eh, sarebbe bello se 89 diventasse il Fantozzi del mondo del fumetto… diventerebbe in questo modo un classico inarrivabile, un apripista da tutti imitato e mai del tutto superato.

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Abbiamo parlato di talento, poco più su, ed è palese che Lexy – pur tanto giovane, ma anche questa è una carta a suo favore – ne abbia. Lexy sa metter insieme una bella storia. Lexy sa passare dal registro narrativo comico a quello tragico con facilità (anche se sospetto non abbia ancora dato il massimo di quello che può dare riguardo al “tragico”, ne abbiamo visto giusto un assaggio…), Lexy sa gestire bene le atmosfere e i dialoghi, Lexy riesce a essere divertente, e infine Lexy ha davvero una bella mano, capace di dar vita a dei disegni impeccabili in una linea chiara sempre precisa e controllata. Disegni correttissimi e mai esagerati, sostenuti da validi toni di grigio, e sempre improntati alla massima comunicatività senza scadere nel manierismo. Per capirci, in EightyNine non troviamo mai sfoggi di bravura, colori sparati, illustrazioni ipercontorte, fan service e altre menate, non abbiamo uno stile autocompiaciuto e compiacente, ma ogni cosa è al servizio del racconto, al servizio di tavole rigorose dalla gabbia mai troppo aperta, capaci però di trasformarsi nei momenti giusti, rendendoli ancora più efficaci.
Si capisce che la storia non è al servizio del disegno, non è un semplice pretesto per disegnare armature fighissime o scontri epici tra mostri immani, ma l’opposto: la storia c’è, è articolata e soprattutto “sentita” dalla sua autrice, che appare intenta a volerci davvero comunicare qualcosa, a farci partecipi di un racconto che porta avanti da moltissimo tempo, e che le sta davvero a cuore.

E’ questa, credo, la caratteristica più importante di ogni lavoro artistico.

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Non so se le avventure di Eighty abbiano già una fine stabilita, e quanto dureranno, ma quel che so è che potrebbero rivelarsi molto sorprendenti, piene di colpi di scena e SENTIMENTO. Passioni vive, sentite, che sono poi il marchio di fabbrica dell’autrice, l’altro elemento che traspare più degli altri dalla sua creazione. In questo, il personaggio della ragazza con la coda è un perfetto specchio della sua VERA creatrice, e a questo punto, con solo il primo capitolo terminato, non possiamo che attendere con fiducia i prossimi sviluppi. La mia idea è che da questo punto non si possa che crescere, salire e migliorare sempre più: come ho detto sopra, uno dei vantaggi di questi nuovi autori è appunto la loro giovinezza, che permette loro di crescere e maturare, rendendo ancora migliori le loro storie. “Crescere” che significa però mettere il muso fuori di casa, avere una vita, conoscere il mondo e la gente che lo abita, esporsi al maggior numero di stimoli possibile, aver contatti con quella che è l’esistenza VERA delle persone. Solo così le loro storie acquisiranno quel realismo (magico o meno) che le renderà davvero buone; e questo è un augurio che facciamo anche alla nostra amata Lexy: con questo patrimonio in talento che si ritrova, la cosa migliore che può fare è lasciarsi alle spalle il suo passato a volte doloroso e concentrarsi sul futuro, dando il meglio di sé senza lasciarsi abbattere dalle infinite magagne che continuano a tartassarla, e riuscire a scrivere e disegnare quello che ama, nel modo che ama, raccontando quello che ama, senza badare troppo al pubblico. Anche questo fa la differenza, in certi casi.

In quanto a voi lettori, vi si offre l’occasione più unica che rara di leggere il frutto delle fatiche di Lexy, e cioè il lungo primo capitolo di EightyNine, in una sola botta, potendo quindi godervelo al meglio. Per farlo è sufficiente andare a visitare la sua PAGINA FACEBOOK, nella quale oltre alla storia completa troverete tutti i link e le informazioni necessarie nel caso voleste approfondire la vostra conoscenza di Lexy e dei suoi lavori.

Non credo proprio che avrete di che pentirvene. Ma fatelo in fretta, se ne avete voglia… perchè qualcosa mi dice che…che tra non molto…

FINE.

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