Pillola 99:”Randagi. Da Zero”, di Francesca Zoni e Alessandro Mari

3800978-9788817084888

Randagi” (volume 1, anche se non mi pare sia scritto da nessuna parte), è un fumetto alquanto particolare. Prima di tutto perchè segna l’esordio nel fumetto di un giovane scrittore, secondo perchè è la prima opera lunga e “importante” per una disegnatrice uscita dalle autoproduzioni, e terzo ma non ultimo perchè è il primo prodotto “originale” a fumetti pubblicato da Rizzoli/Lizard, dopo – a quanto mi dicono – due anni di lavorazione.
Tutte belle cose: un romanziere “prestato” al fumetto è sempre una cosa interessante da vedere. così come è bello vedere un’autrice che passa dalle autoproduzioni a un progetto importante. E bello anche il fatto che Rizzoli provi a investire nei giovani autori italiani. Qualsiasi siano le considerazioni che abbiano portato a questo investimento, che ovviamente non devono per forza passare per “l’amore per l’arte fumettistica”, il risultato è un bel volume che si lascia leggere e guardare facilmente, che diverte e intrattiene, e che promette un seguito solido e interessante.

La trama è presto detta, senza paura di fare troppi spoiler: in un mondo contemporaneo, nel NOSTRO mondo, di punto in bianco una misteriosa malattia inizia a falciare gli adulti, lasciando in vita solo i bambini/ragazzini/giovani. Diciamo che più o meno chi ha intorno ai vent’anni può ritenersi relativamente al sicuro, mentre tutti coloro che hanno superato quell’età sono già defunti, o stanno per esserlo. La malattia ha a che fare con l’invecchiamento? Colpisce TUTTI coloro che superano i venti e passa? Oppure è un virus che ha già fatto il suo corso e non colpirà mai più? Ancora non ci è dato saperlo, ma quelli che sono ben visibili ai nostri occhi di lettori sono gli EFFETTI di tale malattia: gli adulti non ci sono più, il mondo è in grossa crisi, e gli unici che rimangono sono i più giovani, i quali devono tirare avanti con quello che hanno. E tra essi ci sono i nostri due protagonisti, un ragazzo e una ragazza, lei benestante borghese bloccata su una nave da crociera, e lui un poco di buono appena fuggito da un carcere minorile. I due, come è facile intuire, sono destinati a incontrarsi. MA…
Aggiungiamo con piacere che il fumetto è ambientato in Italia, a Napoli per la precisione; e anche questa è un’ottima cosa. Io sono sempre stato fan delle NOSTRE ambientazioni (quando non solo solo un inutile pretesto o “Americhe travestite”), per cui non posso che esserne soddisfatto, anche perchè le atmosfere, i vicoli, i luoghi, sono ben resi dalla disegnatrice. E aggiungiamo anche quello che è forse il punto forte di tutto il fumetto, quello di maggiore interesse, e cioè la caratterizzazione dei personaggi, sui quali lo scrittore si sofferma a lungo, privilegiando i loro caratteri alla semplice azione. Azione che non manca, ed è viva e feroce come questo mondo distopico può farci immaginare, ma non è mai fine a sé stessa. “Character driven”, oserei dire. E buono anche il montaggio, che salta da un personaggio all’altro senza mai farci perdere il filo, ma conducendoci lungo le due trame parallele con passo rapido e incisivo, quasi da telefilm (o meglio dire “da serie tv”, ormai?). Se poi questo sia un pregio o un difetto, cioè il fumetto che “scimmiotta” i ritmi della televisione, non si può dire con chiarezza; ma siccome in questo caso lo sceneggiatore è uno scrittore, pensiamo magari che i ritmi siano quelli di un libro, che il libro sia il vero punto di riferimento, E poi chissà.
Valida anche la disegnatrice, dobbiamo dire. Anche se non tutto, e non sempre, è fatto nel modo giusto. Il segno, personale al punto giusto e con tanti echi che passano dal manga ma ne prendono rapidamente le distanze virando verso la BD, è interessante, arricchito da un unico colore, un azzurro tenue ben dosato, e ben si presta a descrivere questa Napoli devastata. Compaiono, di tanto in tanto, alcune incertezze, elementi che non si sa se ascrivere a un presunto stile oppure a una semplice debolezza della mano; ma tutto sommato ci si passa sopra volentieri, senza volere chissà cosa. Il disegno fa il suo lavoro, e convince.

randagi-1-376x540

Due parole in senso generale sulla trama. Io non sono solito fare confronti, ma mi pare il caso qui di invocare “L’ultima gioventù“, fumetto scritto dal bravissimo Carlos Trillo e disegnato da Altuna. Lì, come in Randagi, una malattia inarrestabile uccideva tutti gli adulti, lasciando vivi solo i bambini. Il virus, rilasciato da bombe atomiche dopo una guerra apocalittica, aveva la terribile caratteristica di sterminare chiunque avesse raggiunto la pubertà. Le città, dunque, diventano regno incontrastato di bande di bambini, improvvisamente costretti a prendersi cura di se stessi e degli altri, con in più la costante presenza di una “spada di Damocle” sulla testa: chiunque diventa “adulto” MUORE… o perlomeno lo farà fino a quando il virus si sarà dissipato… se lo farà. Storia inquietantissima e raggelante, della quale troviamo molti echi anche qui.
Dico questo per accusare gli autori di Randagi di aver copiato? Oh, proprio no. E anche se fosse mi importerebbe poco, perchè prendere in prestito un’idea affascinante non è mai un vero furto, e non è tanto dall’incipit che si giudica la validità di un progetto, quanto piuttosto dalla sua personalità, dai suoi sviluppi, dai contenuti che gli autori possono o non possono inserirvi.
Semmai, si può far notare come ci sia diversità d’approccio nelle due storie, e come in quella italiana si sia scelta una via più semplice: se Trillo sterminava tutti i bambini al di sopra dei 13 anni, in Randagi mi pare che i confini siano molto più labili, tanto che ci sono giovani uomini e donne che sopravvivono benissimo. Questo da una parte permette maggiore varietà e azione – ci possono essere scontri a fuoco, inseguimenti in auto, l’amore e il sesso – ma forse fa sì che la storia e l’incipit perdano un pò di forza, di potenziale: se a sopravvivere sono anche i ventenni, i ventiduenni, la differenza si percepisce meno, il mondo si riduce quasi a un post-apocalittico qualsiasi, con giovani uomini e donne che lottano per il territorio e per la sopravvivenza.
Immagino che la cosa sia stata voluta principalmente per poter permettere l’incontro e forse l’amore tra i due protagonisti così diversi tra loro, in più vessati da un mondo sull’orlo della rovina. Dunque non è necessariamente un difetto quello che ho appena citato. Il mio unico dubbio però è quello che ho appena espresso: temo che il concetto dei bambini unici sopravvissuti si perda rapidamente sullo sfondo di una storia d’amore e di sparatorie, che tale idea rimanga solo un “particolare” privo di peso, e che l’avere protagonisti che sono più o meno identici a qualsiasi altro adulto renda la storia meno originale e pregnante di quanto potrebbe essere. “L’ultima gioventù” era un fumetto duro, che non faceva sconti a nessuno, che metteva a nudo concetti difficili. Randagi invece mi sembra percorra un’altra strada, che ancora deve rivelarsi in tutta la sua potenzialità,

randagi-02-498x700

A parte questo, comunque, l’opera si fa leggere molto bene. Interessante soprattutto l’ambientazione della nave da crociera come piccolo microcosmo autosufficiente ma in costante pericolo, gestito alla bell’e meglio dai giovani sopravvissuti. Ottima idea e ottimo posto per ambientare un “post apocalittico”: credo che sarebbe bastato anche solo quel luogo ristretto per creare abbastanza elementi in grado di reggere l’intero racconto, dando vita a una trama originale e curiosa. Ma il finale mischia le carte e prepara in maniera molto efficace il campo per un secondo volume in cui gli status quo rischiano di cambiare in maniera radicale. Possiamo dunque salutare senza troppi rimpianti la nave, e avventurarci nei vicoli con le migliori speranze.
I personaggi sono promettenti, il fumetto è agile e accattivante, la trama un “evergreen” che può rivelare molte sorprese, così come l’ambientazione… e i due protagonisti sono ben descritti e altrettanto promettenti. Interessante e valida l’idea di farli incontrare senza fretta, in modo che in quel momento clou gli universi e i caratteri di entrambi siano ben stabiliti e ce li abbiano resi ormai familiari. Bella la loro diversità, che spinge il lettore a chiedersi cosa accadrà adesso, bella la presenza di donne (non solo la protagonista) che non si limitano a essere eroine stereotipate di un “action survival” ( o survival action?) come va di moda oggi, e come abbiamo già detto bello anche il segno, in bilico tra fumetto popolare e GN, artistico senza rinunciare alla comprensibilità e alla leggibilità.

Le premesse, insomma, sono buone. Ora bisogna solo sperare che i volumi successivi arricchiscano quello che già c’è, facciano fiorire bene i tanti semi che sono stati piantati, e che non escano a troppa distanza gli uni dagli altri. In questo mondo in cui la velocità e l’onnipresenza sembrano essere un requisito base, e dove il lettore passa da un’attesa all’altra alla velocità della luce – al punto che l’attesa successiva sembra più importante del risultato dell’attesa precedente, cioè del volume che ne è derivato – può diventare controproducente fare aspettare troppo il proprio pubblico. Il rischio è che il lettore, attirato nel frattempo da mille altre sirene, dimentichi in fretta una “vecchia” lettura e non si senta più attirato. Ma questo è un problema del quale gli autori sono troppo spesso vittime, e quasi mai responsabili. Vedremo come andrà.

Nell’attesa, complimenti ai due autori. Se questo “esperimento” si dovesse tradurre in una nuova via, in un inizio che porterà ad altre opere di pari spessore, credo che tutti avrebbero da guadagnarci.

randagi6


ABBIAMO PARLATO DI:”Randagi. Da Zero“, graphic novel scritta da Alessandro Mari e disegnata da Francesca Zoni.  Rizzoli Lizard € 16,00, pp. 192, b/n + tinte d’azzurro.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...