Pillola 103 :”Come svanire completamente”, di Alessandro Baronciani.

svanire

Una storia a fumetti fatta a pezzi chiusa in una scatola dei ricordi.

Avevo questa storia in testa da un sacco di tempo. E dopo il successo del libro La distanza, realizzato insieme a Colapesce e il tour del Concerto Disegnato in giro per tutta Italia avevo voglia di tornare a rimetterci le mani sopra, sì perché le storie che girano in testa sono come il galeone di Dylan Dog, l’impasto madre dei panettieri o la cinquecento smontata del meccanico in officina rimessa a posto un po’ alla volta. Ho sempre cercato di sperimentare in ogni mio libro, da Le ragazze nello studio di Munari alle mie prime autoproduzioni spedite per posta. l’idea era un libro fatto a pezzi. Chiuso dentro una scatola. Potevi iniziare a leggerlo da dove volevi. Come Svanire Completamente è una storia a fumetti che racconta di come un ragazzo si è innamorato di una ragazza, forse un po’ strana, che un giorno gli rivela che il suo desiderio nascosto è quello di svanire completamente”, racconta Alessandro Baronciani.

aggiornamento2Come Svanire Completamente, nato in questa pagina attraverso la raccolta fondi iniziata a maggio 2016, è stato spedito ed è arrivato a tutti i sostenitori che hanno comprato il libro a fumetti. 

Che tipo di lavoro è stato?
È stato un lavoro durissimo! Finito di disegnare con un mese di ritardo è stato stampato in circa quindici giorni e inscatolato in quasi due mesi di lavoro. La produzione, Lucca, gli imballaggi le spedizioni sono stati solo alcuni dei tanti problemi che ci hanno messo, a me e a tutti gli amici che mi hanno dato una mano, a dura prova fino a Natale.

Il risultato di questo nuovo progetto, completamente autofinanziato e autoprodotto, è commovente e maturo, e rispecchia una libertà di percorso fuori dalle regole editoriali.

 è fumettista, illustratore, art director, grafico e musicista. Pesarese di nascita ma milanese d’adozione, ha pubblicato per La Repubblica XL e Rumore Magazine. Cantante e musicista punk con il gruppo Altro, ha dato vita al progetto darkwave Tante Anna. Nel 2006, pubblica per Black Velvet Una storia a fumetti, raccolta delle sue prime autoproduzioni. Sempre per Black Velvet, pubblica Quando tutto diventò blu e Le ragazze nello studio di Munari. Nel 2013 dà avvio alla collaborazione con Bao Publishing, per la quale pubblica Raccolta – 1992/2012. Nel 2015, sempre per Bao Publishing, pubblica La distanza. Il suo ultimo progetto è Come Svanire Completamente (comesvanirecompletamente.it), una storia a fumetti fatta a pezzi e messa in una scatola, realizzata con il metodo Adesso o mai più.

Le storie sono tutti momenti singoli. Non ci sono dei “continua sul prossimo numero”. Il racconto finisce nel libretto che stai leggendo. Non esiste un ordine mio. Ho l’idea di come si sviluppa la storia ma vedrai; è più semplice da leggere che da raccontare, non aver paura. Non sono mai stato uno che ha fatto storie troppo complesse!

Mi piace sperimentare con la carta perché mi vengono delle idee sulla carta. Le Ragazze Nello Studio di Munari era così perché erano invenzioni di Munari. Quando Tutto Diventò Blu era blu. Però posso dirti che Come Svanire Completamente ha a che vedere con il web comic. Perché la ragazza vuole scomparire e lo vuole fare mettendo i suoi ricordi dentro la rete. E nella rete stanno cominciando a esserci già le sue storie. E quando il libro non potrà più essere comprato svanirà veramente. Scomparirà dalla rete per arrivare direttamente nelle case di chi ha scommesso con me nella realizzazione di questo libro.

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Il nuovo libro si intitola “Come Svanire Completamente” e ha un formato molto originale: è una scatola che contiene all’interno quaranta libretti, mappe e cartoline, non ha un inizio, si può cominciare a leggere dove si vuole

L’amore è intricato e misterioso. È per questo che ci sbattiamo la testa contro ogni giorno. Il libro inizia dove vuoi tu. Apri la scatola e inizi a leggere da dove vuoi. La storia parla di un ragazzo innamorato di una ragazza – un po’ strana – il cui unico desiderio è scomparire e lo vuole fare attraverso internet. Lasciando un po’ alla volta tutta la sua vita, i suoi ricordi nella rete. Quando frequentavo l’Accademia il professore di antropologia culturale fece una domanda che mi aveva colpito, sembrava stupida ma mi colpì lo stesso. La domanda era questa: perché iniziamo a leggere i libri dalla prima pagina? Perché non provare a leggerli da metà, spostandoci a piacimento tra i capitoli, cercando di risalire alla trama un po’ alla volta. Un po’ come quando ti capita di iniziare a seguire una serie televisiva dalla seconda stagione. Un po’ come quando fai una ricerca su internet cercando di capire tutte le informazioni su una storia o un fatto di cronaca. Un po’ come aprire la scatola e introdursi nel libro cercando di ricostruire la vita a fumetti della protagonista.

Una scatola viola, una mente, un cuore, e dentro dei ricordi, dei flash, frammenti di memoria spillati poche pagine alla volta, in libricini da leggere senza un ordine preciso se non quello che si costruirà poco alla volta nella mente del lettore, libretto dopo libretto, fino alla fine.
E poi ricevute, mappe, fotografie, protagonisti tangibili della storia che trasformano il lettore in protagonista. Perché la bellezza di quest’opera sta soprattutto nella sua unicità, nel fatto che chiunque la legga ne faccia una versione propria. Ogni sostenitore non ha solo permesso che la sua copia si realizzasse, ma contribuisce in maniera attiva alla costruzione della storia stessa, lanciando ponti di vita e ricordi tra i vari frammenti; legando nella propria testa i nodi che uniscono i pezzi di storia che gli vengono mostrati; collocandoli nello spazio e nel tempo, soprattutto nel tempo, fino a chiudere un cerchio che resta però dai bordi estremamente evanescenti.
E poi è una storia di silenzi e riflessi nelle pozzanghere.
Di suggestioni, di colori desaturati, spesso freddi, scaldàti solo quando l’amore è ancora troppo acerbo per trasformarsi in dolore.
Di silenzi che fanno rumore, un rumore assordante come un mare in tempesta che si infrange sulla scogliera. Come un treno. Abbagliante come la luce di un vecchio faro.
Un silenzio che vuole diventare assenza, ma sortisce l’effetto contrario, a causa del rumore che lascia dietro di se. Un rumore fatto di lacrime, delusione, rabbia, incomprensione.
È la storia di una speranza, di elenchi puntati di cose che mancano, del desiderio di un abbraccio.

Spero che dall’influenza un po’ alla volta si passi all’approfondimento, altrimenti dalla prima non si guarisce neanche con una settimana di riposo e qualche aspirina. Farsi notare non è indispensabile: è necessario se hai qualcosa da esprimere, non per forza da comunicare. Non devo comunicare a tutti che è di nuovo lunedì con una foto su Instagram! Se hai qualcosa da esprimere verrai notato, se stai raccontando una storia – e non un comunicato spedito per email da qualche ufficio stampa –  troverai sempre qualcuno disposto ad ascoltarti. Per questo ancora la gente legge i libri, guarda i film, sta ore incollata a serie televisive (dove i racconti diventano ancora più articolati e complessi). Siamo in una età di mezzo, stanno ribaltando l’ultima generazione analogica e prossimamente avremo quella digitale che diventerà maggiorenne, ma le storie avranno ancora il loro fascino perché ci fanno tornare uomini delle caverne sotto il cielo stellato intorno ad un fuoco.

Come Svanire Completamente è una storia per certi modi “fantastica”, sia nel contenuto, sia nel modo di lettura che devi ricostruire partendo a caso da una storia. Non è un libro “on the road”, non ci si sposta molto e non c’è un rapporto di coppia, o meglio c’è ma non è così importante. È una storia letta a caso su internet o un film guardato a pezzi su YouTube, dove hanno sbagliato a fare la playlist. È la documentazione di una storia che potresti trovare in una casa abbandonata. Un libro di geografia senza i nomi delle città. L’elemento comune – non solo ne La Distanza, ma anche in tutti i miei altri libri – forse è il mare. Non me ne vogliate gente di montagna, ma sono nato al mare, e a partire dalla vacanza e arrivando al dove abitare, per me l’orizzonte deve essere piatto. Quando sono depresso, quando compio gli anni, quando mi bacio con una ragazza devo aver davanti questo limite. Perché il mare è un confine. Un confine che arrotondo. Che separa ma non è netto. Tant’è che le navi che arrivano al porto dall’orizzonte si cominciano a vedere spuntare da sotto il mare. Prima vedendo le vele e poi il vascello.

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Dai primissimi libri-game, quelli di Lupo Solitario per intenderci, alle storie a bivi dei Topolino della mia infanzia a Chris Ware fino ad arrivare alla nave di Teseo di Abrams.
I libri “immersivi” hanno un passato lunghissimo. McSweeney’s mi ha fatto sempre impazzire fin dalle mie prime autoproduzioni, quando vendevo i miei albetti fotocopiati con abbonamento postale.

Di Serena in realtà non sappiamo nulla, ma della ragazza che ancora talvolta gli torna alla memoria possiamo scoprire tutto ciò che entra in una scatola: polaroid, scontrini, ritagli, incontri, addii, fughe, baci eccitati o dolorosi, mani che si sfiorano, sguardi e promesse più o meno mantenute, litigi e discolpe perché “se mai ho usato delle parole contro di te, scusami non erano rivolte a te”.

Chi compra il libro crede nel progetto e diventa un sostenitore. In un certo senso ha condiviso lo spirito di sfida del libro. Un po’ come quelle trasmissioni americane dove fanno piangere le persone costruendogli una casa nuova in una settimana, spostando un camion gigantesco; in cui comprano rottami d’auto d’epoca da far diventare macchine nuove fiammanti; dove aprono i container e dentro ci trovano sempre un carrarmato o dell’oro nascosto in un cassetto in un armadio. Ecco, io guardo sempre questi programmi e li trovo tutti incredibili, resto incollato davanti alla televisione. Penso sempre che non ce la faranno mai, e invece poi comunque arrivano al traguardo. Gli americani la chiamano challenge. Mi piace pensare che chi compra il libro accetti questa challenge insieme a me, questo spirito di sfida. Chi compra il libro non vede l’ora che spostino questo camion gigantesco posizionato davanti alla sua cassetta delle poste. Per questo dico che chi sostiene il progetto diventa il mio editore e il suo nome sarà scritto all’interno del libro come se fosse il logo della casa editrice. Un logo di una casa editrice lunghissimo.

Alessandro Baronciani racconta come l’amore che ci ha devastato può scivolare in un cassetto e restarci per anni, forse per tutta la vita. Racconta che la fine di una storia è un inganno, perché i ricordi si frammentano in riapparizioni disorganiche e restano in noi come detriti anche dopo che crediamo di aver dimenticato tutto. Baronciani è un sognatore che nelle sue storie a fumetti, da Quando tutto diventò blu a Le ragazze nello studio di Munari a La distanza (scritta insieme al cantautore Colapesce), ha sempre lavorato sull’equilibrio tra essenzialità e profondità, disegnando ragazze dal fascino inconsapevole e inventando storie fondate sui vuoti scatenati dalle loro assenze.

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Ci sono dei riferimenti anche soltanto all’immaginario di certi gruppi, di certa musica. Non è vero che siamo fatti per l’ottanta per cento di acqua, io penso che siamo fatti per l’ottanta per cento di musica.
CSC, in un certo senso,  è dedicato ai supporti che ci siamo perduti nel tempo . La mia generazione ne ha visti tanti svanire nel nulla. Di alcuni dischi possiedo la versione in cassetta, in vinile e poi in cd e in cd in versione deluxe. Li ho scaricati e poi comprati di nuovo e adesso li ascolto in streaming. E tutte le volte mi sento di aver perso qualcosa. La musica che non si possiede.
 Anche il protagonista nel libro vuole la ragazza. La vuole per se, la vuole possedere. E lei è sempre così evanescente. Immateriale. Slegata dai rapporti e dai supporti .

Perché siamo onde.


Così come il fumetto di cui abbiamo parlato è fatto di “parti”, di “pezzi”, di stralci di vita chiusi in una scatola di ricordi che si uniscono per diventare un racconto, anche questa recensione ha tentato di fare lo stesso, unendo parti distinte, divise, diverse, di recensioni, interviste, commenti, per creare un articolo che oltre a parlare del fumetto ne vuole anche omaggiare la forma. Oltre che da COME SVANIRE COMPLETAMENTE (sito ufficiale) – le varie parti che formano questo strano intero sono state prese da articoli pubblicati su: LO SPAZIO BIANCO  –  XL  –MINIMA ET MORALIA  —  FRIZZI FRIZZIDAILYBEST GLI AUDACI  —  MANGIATORI DI CERVELLO  —  SENTIREASCOLTARE

Grazie. 

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