Pillola 110: “Corti e Crudi” di Anna Brandoli e R. Queirolo

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Tra i tanti incontri fatti durante la Lucca Comics 2016, uno in particolare è stato inaspettatissimo e mi ha reso felice, cioè quello con la disegnatrice Anna Brandoli, che seguivo un tempo quando ancora pubblicava su rivista, e che col passare degli anni avevo praticamente dimenticato, complice il fatto che per lungo, lunghissimo tempo non aveva pubblicato più nulla, né da sola né tantomeno con Renato Queirolo, suo primo e quasi esclusivo sceneggiatore.

 

wp-1490457395896.pngAnna Brandoli! Conosciuta sulle pagine della rivista Comic Art – in quel periodo usciva a puntate Cuba’42 e Il Gigante Italiano, parliamo del 1993 – e successivamente “recuperata e approfondita” grazie a un grande amico il quale mi fece conoscere e mi prestò le storie de La Strega e Rebecca, che della prima era diretta continuazione, e che è rimasta incompleta, purtroppo. Anna Brandoli, il cui nome mi fa immediatamente tornare in mente il suo stile complesso e personalissimo, roba che oggi te la sogni, e che a quei tempi era davvero esotico, un incrocio tra Toppi – perlomeno all’inizio – e tra chissà chi, ovviamente se stessa. Se guardo indietro mi sembra ancora di avere tra le mani quei volumi, e rivedo esattamente i suoi bianchi e nere, le sue figure sgraziate e spigolose, le sue ambientazioni cariche di ombre e alberi neri. Per non parlare delle storie di Queirolo, che sapeva davvero come narrare la Storia con la S maiuscola… e minuscola, cioè le pieghe della Storia Grande, quelle che non entravano nei libri di storia eppure erano la vita di milioni di persone.

wp-1490456486497.pngPer cui ecco: rivedere Anna Brandoli… anzi vederla per la prima volta, visto che non avevo mai avuto modo di incontrarla né sapevo che faccia avesse!… è stato davvero un grande evento, per me. Qualcosa che mi ha fatto davvero piacere, soprattutto quando ho saputo che grazie alla ComicOut aveva dato alle stampe il volume di cui parlo qui, e che è una raccolta di storie brevi scritte proprio da Queirolo, che lei disegnò nell’arco degli anni, come “pause” tra progetti più importanti.
Leggerle, ovviamente, è stato un vero piacere. Leggerle e ritrovare quel segno e quelle voci che conoscevo e ricordavo bene, sia quella scritta che quella disegnata, perfettamente a loro agio anche nel racconto breve, e soprattutto ritrovarle in un paio di storie inedite, realizzate nel 2016, a quasi vent’anni dalla fine del sodalizio dei due artisti.

20170325_163228.jpgFine perché? Semplicemente perchè Queirolo iniziò a lavorare alla Bonelli. E in quanto alla Brandoli… perchè nessuno le propose più nulla, perchè le riviste in cui pubblicava iniziarono a chiudere una dopo l’altra, perchè fare “graphic novel” ancora non usava e con la “contrazione” del fumetto c’era sempre meno spazio per gli “artisti”, perchè tutto il lavoro che c’era era appannaggio dei fumetti seriali, popolari, da edicola. E’ questa una riflessione che potrebbe farsi molto amara, ma direi che non è questo il momento adatto. Quello che conviene dire invece è che il volume Corti e Crudi è bello perchè solido, perchè solidissimi e maturi sono i suoi autori, qui ritratti anche in un percorso narrativo che parte dal 1978 e arriva al 2016.Quello che conviene dire è che questi lavori sono davvero belli, che sono il VERO fumetto italiano, quello che molti neppure sanno che esiste, e che non ha nulla da invidiare a quello estero che pure ci piace tanto. Quello che conviene dire è che queste storie sono state finalmente ristampate, e che la ComicOut prepara anche una ristampa di Rebecca, il personaggio più famoso di Anna Brandoli e Renato Queirolo. E infine che i due autori hanno deciso di riunirsi, e portare a compimento la storia inconclusa della loro protagonista.

Anna Brandoli, nata nel 1945, e Renato Queirolo, nato nel 1944. 

wp-1490456486505.pngCosa ci vuole insegnare tutto questo, e dove vuole arrivare questa centodecima e ultima pillola? Al fatto che in fondo non bisogna avere paura, che alla fine di tutto non è tanto il successo che conta e sicuramente non è il primo motore. Che se in voi c’è il desiderio di fare Arte, quel desiderio e quella passione rimarranno negli anni, e resteranno con voi, e che c’è sempre occasione per ricominciare, per reinventarsi, per riprovare, per completare la propria storia. Questa è la cosa principale e la più bella, questo è ciò che i giovani autori dovrebbero ricordare ora che sono all’inizio del loro cammino, tutt’altro che facile. Ricordare che a prescindere da tutto, da soldi o non soldi, lavoro o non lavoro, fumetto o non fumetto, editore o non editore, il fumetto è ciò che essi sono, e il fumetto è ciò che essi saranno per sempre, in barba a tutto e a tutti.

E questo mi pare un ottimo modo di mettere la parola fine a questi articoli, dei quali questo rappresenta l’ultimo. In queste 110 pillole abbiamo parlato di tanti giovani artisti, abbiamo parlato di esordi, di prime pubblicazioni, di autoproduzioni e di opere complete. via via siamo saliti, siamo passati dai primi lavori alle prime conferme, ai primi traguardi, ai primi editori, e da lì – in questa ultima serie di articoli – siamo giunti alle certezze, alle carriere solide, alla maturità, ai Geni e ai Maestri. E chiudiamo, ora qui: con un nuovo inizio.

Un saluto a tutti. 

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Grazie di avermi seguito fino a oggi.

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