24 ORE COMICS DOUBLE EDITION TOTAL REVIEW!

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Rieccoci a una nuova DOPPIA edizione delle 24 ORE COMICS – evento che amo e stimo – e rieccomi a provare a recensire TUTTE le storie dei partecipanti. Perché? Ma perché spesso si tratta di autori giovani, dotati di talento, che a volte non trovano il riscontro che vorrebbero, i giusti spazi, mentre io credo sia necessario dare appoggio ai tanti artisti che si affollano nel panorama fumettistico italiano, mai ricco come in questi ultimi anni. Dunque, apprezzando la manifestazione, provo a dire anche io la mia.
Ovviamente, le recensioni sono molto brevi, altrimenti vista la mole di storie avrei impiegato qualche mese a recensirle tutte.

Alcune considerazioni/ comunicazioni:

1.Quest’anno ho trovato storie ancora migliori degli anni precedenti, di livello       veramente elevato. La cosa mi ha davvero stupito, e voglio subito complimentarmi con TUTTI gli autori, che nella maggior parte dei casi hanno fatto un lavoro più che ottimo. Bravi tutti!

2.Mi sembra di aver visto molte più donne che uomini. Forse gli uomini sono più pigri? O davvero il fumetto sta diventando sempre più appannaggio di autrici femmine? La cosa non può che farmi piacere: un tempo gli autori erano per la stragrande maggioranza uomini, e vedere che ora anche le donne ci si dedicano mi pare un’ottima cosa. Leggere anche le stesse storie, ma raccontate da una “prospettiva” diversa, è una bella avventura. Spero solo che questo non significhi che ci sono più “donne nerd” di un tempo, di quelle che si chiudono tutto il tempo in casa a deprimersi, a sentirsi inadeguate e a guardare serie tv. Quello non mi piacerebbe. Vivete! Ma intanto complimenti per i vostri bellissimi lavori.

3. La colpa è ovviamente del poco tempo, ma in molte storie ho notato imprecisioni nei dialoghi, errori di battitura, frasi sconnesse, refusi, mancanza di punteggiatura e imprecisioni varie. Raccomando agli autori di non sottovalutare il testo. Disegnereste un personaggio con un braccio solo perché siete stanchi? E allora fate attenzione anche alla storia, non considerate i balloon inferiori o meno importanti di un disegno “fico”. Alla fine è la storia che conta.

4. Contrariamente agli anni precedenti, stavolta non ho trovato nemmeno una storia autoreferenziale che mostra un autore mentre prova a scrivere la storia per la 24HC e non ci riesce. Ho sempre detto che è una scelta sbagliata per vari motivi: perchè non è originale ma scontatissimo,  perchè è un modo di scrivere molto abusato, e perchè parlare del concorso stesso in un concorso a tema (non mi riferisco alla 24HC ma in generale) comunica un desiderio di evitare il soggetto del contest, incapacità di trattarlo o nessuna voglia di farlo, e predispone male l’eventuale giuria. Dunque sono più che contento di vedere che tutti gli autori si sono impegnati per creare una storia invece di cercare scorciatoie.

5. Ho visto tantissime storie con messaggi positivi, segnali di speranza, storie “umane” di persone come noi… e pochissimi cazzotti coi mostri e storie tristi. Di questo sono felicissimo. Ben vengano i messaggi positivi invece della depressione cosmica; tutta questa depressione, seriosità, questi conflitti di stampo americano iniziano a stancare. Bravi gli autori!

6. Non ho recensito le storie di Sio, di Dado, di Bigio e di Angela Vianello, organizzatori della manifestazione e autori ormai affermati. Perchè via, diciamoci la verità, non hanno certo bisogno che venga io a dire che sono bravi! Leggetele e basta!

7. Se non ho recensito qualcuno di voi (vista la tonnellata di storie può succedere) me lo indichi. Se volete avere qualche precisazione, o avete domande su ciò che ho scritto o altro, basta chiedere. Rispondo in tempi variabili, ma di solito ci riesco.

 SOTTO CON LE RECENSIONI:

Donare  – di Marianna Ann R. : fumetto muto che l’autrice cerca di “declassare” o criticare in tutti i modi. Ma perchè? La storia è carina, il messaggio è positivo – cosa che non fa mai male – la tecnica usata è piacevole e lo stile di disegno è molto personale e solido, da illustratrice competente. C’è una bella metafora, le cose finiscono bene, c’è spazio per la speranza… non vedo cosa possa mancare per dire che questo è un brutto fumetto o che non è un fumetto. Lo è invece, e anche ben fatto. Vogliamo davvero dire che le storie di mostri e cazzotti sono superiori a un raccontino piccolo e gradevole come questo? Molto simpatica anche la metafora della candela, anche se non tutto sembra essere chiarito con la logica delle premesse. Ma ciò che abbiamo basta per dire: BRAVA!

La casa nera – di ???: peccato la storia non sia finita, perchè era molto promettente. Forse un pò di deja-vu nelle premesse, ma da quando i nostri eroi arrivano alla casa il fumetto fa un deciso passo avanti, anche grazie a un antagonista inatteso e reso graficamente molto bene. Bella prova! Avrei voluto sapere di più.

Siamo In Un Fumetto di Ominastecco: Si può fare un fumetto senza saper disegnare? certo che sì, se si hanno intelligenza e ironia. Si può usare un tema banale e già visto e riuscire lo stesso a tirarci fuori qualcosa di bello? Certo che sì, se si hanno intelligenza e ironia. E si può riuscire a … Certo che si blah bla bla. Premio “fumetto non fumetto” all’autrice di questa simpaticissima storia su supporto volatile, che partendo dalla più classica delle trame riesce a divertire e a intrattenere con gag e trovate che da essere inizialmente “solo” divertenti riescono man mano a crescere fino a stupire per finezza tecnica. Abbiamo la rottura del quarto muro (in senso metaforico e letterale) e i personaggi che interagiscono in modo efficace col lettore; e anche se i risultati possono apparire semplici, non li si ottiene se non si ha una buona testa. Storia inattesa, godibilissima, e autrice non autrice acuta, che inviterei volentieri a cena!

Spiriti Scemi Story – Mirko’s Scribbles: un altro autore che partecipa con due storie, che riflettono al 100% il suo stile (personale) e il suo umorismo pacato, mai sguaiato, cortese come un maggiordomo inglese. Qui infatti ne abbiamo uno, anche se non so se è inglese, ma che più che altro è morto. Con lui altri personaggi che trovano la loro efficacia grafica nella semplicità iconica, e quella narrativa nelle battute sempre presenti e sempre piacevoli. Questa, tra le due storie, è la migliore per quel che mi riguarda, fino all’ultima battuta e all’ultima vignetta. Autore che conferma le sue doti. Lo ripeto anche sotto, ma se volete potete andare a controllare.

Song for someone – di Marilisa lillo: 2 pagine, poco per giudicare. Qualcosa di interessante si intravede, ma…. sarà per la prossima volta.

Mancanze – di Francesco Mazziotta: che stile personale e potente! che bel montaggio di tavola! Che bei personaggi! Che bella storia! Tutto è piacevole in questo fumetto, e altamente professionale. Autore davvero pregevole, ottimamente a suo agio con la materia narrata, maturo e adulto nella messa in opera. Storie come questa fanno solo bene, sia al fumetto che al lettore. Ottima prova davvero, complimenti.

COME NUBI – di Viola Vittorini: autrice molto interessante, soprattutto nelle tecniche narrative, personali e a tratti originali. La trama è semplice, raccontata in maniera lineare non si sarebbe discostata da qualsiasi altra storia simile, e sarebbe stata poco rappresentativa, priva com’è di conflitto e risoluzione. Ma il modo col quale l’autrice l’ha messa in scena, caricandola di sentimento e narrandola tramite escamotage tecnici brillanti, l’ha resa degna di essere letta. Molto azzeccate alcune scelte, e sono presenti dei passaggi divertenti che alleggeriscono l’opera senza squalificarne il messaggio. Interessante anche lo stile. Nelle mani di una persona meno dotata questa storia non avrebbe detto nulla, o non lo avrebbe detto con altrettanta sicurezza e altrettanto stile. Molto bene!

IL FERMAGLIO ANTICO – Capelli – Luce: interessante! anche se non perfetta. Ci sono imprecisioni nella anatomie, il disegno non è sempre efficace (Anche se la tecnica usata è coraggiosa e abbastanza inedita nel fumetto, e dunque da lodare per il tentativo), e anche riguardo alla storia direi che ci sono delle parti dubbiose, forse non ben spiegate per colpa del poco tempo disponibile. In particolare non è facile capire dove risieda il “male”. E’ davvero nel fermaglio? Ma allora non era sufficiente toglierlo? Ma in mancanza di indizi precisi evito di commentare troppo, non vorrei sbagliare. A parte questo però la storia è interessante, ogni volta che sembra adagiarsi su svolte già viste o semplicistiche ecco che cambia strada tornando ad attirare l’attenzione del lettore, e soprattutto si risolve con un finale molto interessante e certamente inatteso, che è forse la parte migliore di tutto il racconto. Un buon lavoro, non privo di momenti azzeccati. Vorrei vedere altro!

08:20- di Alex Bendicente: esperimento interessante, che si basa su un concetto simpatico per il modo in cui viene usato: quanto tempo impiega la luce del sole a raggiungere la Terra? Otto minuti. Ed ecco dunque un’apocalisse in otto minuti, sospesa tra Evangelion e Pacific Rim (e Lovecraft e molti altri), e resa molto valida dal design dei mostri, di certo il punto forte dell’autore. Discorso diverso per sfondi e personaggi umani, affatto curati o precisi. Il bilanciamento comunque c’è, la parte visionaria è potente, e regge da sola un racconto senza dialoghi e senza una vera trama. Ma non ne sentiamo la mancanza, e come lettori siamo appagati da un fumetto che per una volta non si sforza di raccontare ma cerca di comunicare prima di tutto con inquietanti immagini. Esperimento riuscito.

Connect – di Tokei Yuuki: perchè l’impaginazione alla Giapponese se siamo in Italia? Uno non sa mai da che parte iniziare a leggere, e la cosa è inutile visto che non siamo in Giappone. A parte questo, bel lavoro. Stile solido, valido, e storia che si regge molto sulle riflessioni della protagonista, a volte ingenue ma in massima parte azzeccate. Il personaggio del ragazzo tendenzialmente idiota, che (poveretto!) ogni qual volta viene sublimato in una persona migliore dai pensieri di lei apre la bocca e rovina tutto… ma ugualmente riesce a migliorare la vita della protagonista… è un personaggio azzeccato, e tutto il concetto sul quale ruota il fumetto è valido e non banale. Una semplice storia d’amore tra due personalità diverse sarebbe stata noiosa; in questo caso invece è servita per uno spunto più acuto. Molto bene: il talento si vede chiaramente!

Sorriso perduto – Giulia Gasperini: la tristezza abbonda in questa storia d’amore, e anche se alcune scelte narrative sembrano fatte solo per il “gusto” di far soffrire sempre di più il lettore (lo dico con ironia) visto l’affastellarsi di dolori, è chiaro che la narrazione funziona, il disegno è molto comunicativo, e l’effetto straziante è garantito. La trama è semplice, lo sprofondamento nell’abisso lento ma deciso, i sentimenti volano grazie al talento dell’autrice. Secondo me scegliere una via meno diretta avrebbe giovato alla storia, che mischia immaginazione e scelte facili, ma ciò non toglie che l’effetto finale è riuscito, e che la creatrice del racconto sa muoversi con personalità e stile all’interno della pagina. Molto bella la tecnica grafica, molto azzeccate alcune scene, fare attenzione all’italiano. Autrice promettente per il futuro. Insomma:  brava davvero!

Arcade UpsideDown! – di Ambra Garolla Gsm: valido nella costruzione grafica e nei rimandi al mondo del gaming, ma – forse per questo – meno valido nella narrazione, questo fumetto imbastisce un’interessante storia nella quale un videogame… impazzisce, vittima di un misterioso nemico. Ripeto: graficamente niente male, molto azzeccato il design dei personaggi, e alcune scelte narrative sono molto interessanti. Lo stile è promettente, e adatto alla storia raccontata. Riguardo alla trama le pagine mantengono sempre la “marcia alta”, e i vari avvenimenti trottano per accadere, spazzandosi via in fretta per poter lasciare spazio al successivo, in una gabbia narrativa non sempre precisa. Insomma succede troppo, e troppo in fretta ,e in modi non sempre chiari al lettore “qualsiasi” che passa per caso da quelle parti. Sicuramente in questo caso è stato il poco tempo disponibile a creare un po’ di confusione, ma il progetto rimane comunque interessante e personale. Creatività e personalità servono sempre, ed è sempre bello vederli al lavoro.

Georgie e il Drago – di Mice: storia non finita, e dispiace, perchè c’era curiosità di sapere come sarebbe finita, visto che c’erano le potenzialità per creare un bel lavoro, significativo e dal messaggio profondo. In realtà le prime pagine facevano pensare a una storia comune, di cazzotti e spadate con i draghi, ma quando i due personaggi iniziano a parlare e conoscersi la trama fa un netto passo avanti, rendendo il fumetto degno di essere letto. Begli scambi di battute, qualche riflessione superficiale alternata ad altre molto riuscite, rendono questa storia una bella variazione su un tema classico. Validi anche disegni e sfondi. Bel lavoro, considerato anche il poco tempo disponibile. Riuscirà il drago a vedere le stelle? Spero che chi scrive ce lo faccia sapere come ha promesso.

B.Z. – di Valentina Vergari: peccato la storia non sia finita, perchè oltre che divertente era interessante nelle premesse. Non particolarmente nuova, ma l’argomento è trattato con personalità e quel tocco di originalità nel punto di vista che non guasta mai. Piacevole anche il segno, e ben fatti i dialoghi. Molto buone le prime due tavole, con il dialogo tra i due ex, forse la parte migliore di tutto il racconto. Interessante!

Witchcraft – di Elisa (Ellie) Rio: nonostante le poche pagine e la storia non finita, il fumetto si presenta interessante per più di un motivo. Per il setting apparentemente realistico che si rivela non essere tale, bensì (ulteriore nota positiva) una via di mezzo tra reale e fantastico. Per i dialoghi efficaci e maturi. Per la facilità di comprensione della storia e delle sue dinamiche. Per l’interessante thè parlante. E per l’originalità della messa in atto. Il racconto della ragazza che deve partire per un viaggio lontano (per raccogliere margheritoni?) ma che dopo aver dato uno struggente addio si rimangia tutto dicendo che può subito rientrare per un saluto (unico elemento poco azzeccato) e trova… qualcosa di inaspettato…è davvero piacevole, e sarebbe stato bello vederla conclusa. Di certo non ha giovato la rapidità con cui le cose accadono nel racconto, troppa: dopo un inizio solido si comincia a saltabeccare in maniera un po’ eccessiva, e questo mina la stabilità della storia; ma l’autrice sembra interessante. Spero di rivederla ancora, perché mi incuriosisce molto. Promettente!

Virtual Racer – di NaiQ: nonostante il fumetto sia totalmente adeso agli stilemi più classici del manga – l’ambientazione, la sfida, l’eroe dotato ma tontolone, la ragazza dall’arrabbiatura facile che aiuta l’eroe, le auto fichissime, gli avversari particolari etc etc – la storia scorre bene, non annoia ma anzi diverte, e nonostante ci siano troppi dialoghi didascalici (che spiegano quello che sta avvenendo nei disegni) arriva rapida fino alla fine con un piccolo colpo di scena e una morale tanto inattese quanto efficaci. Tutto molto semplice e schematico, certo, ma la lezione sui manga sembra ben imparata dall’autore, che incoraggio a continuare. Bravo!

TUU Girl – di Mange: la simpaticissima storia della supereroina “TUU Girl”, che come potere ha quello di emettere un enorme fischio come quello di una nave, è un riuscito mix di Disney e Manga, ed è sorretta da uno stile davvero accattivante e da un buon uso dei dialoghi e della pagina a fumetti. Nonostante il poco tempo a disposizione abbia chiaramente soffocato autrice e storia, impedendo un lavoro più corretto e rappresentativo, nonostante le semplificazioni non è difficile vedere trasparire un talento MOLTO interessante, sia nel disegno che nel modo di raccontare. Realmente divertente, chiara e appassionante seppure semplice, la storia di questa supereroina convince dalle prime pagine, e mantiene alta la sua bandiera nonostante il finale poco incisivo e frettoloso. Molto bello il modo in cui l’autrice ha giocato con lo stereotipo del supereroe. Onestamente il risultato finale è superiore alla somma delle singole parti, per cui faccio all’autrice i miei migliori complimenti!

Il guardiano di mondi – di SubyArt: stile molto kawaii per una storia molto piacevole, chiara anche se muta, e completa nella sua semplicità. Il racconto di una piccola protettrice di mondi che nelle “ore libere” lavora in libreria (ma spesso si addormenta spossata) rimanda nientemeno che a un vecchio numero di Astrocity, fumetto supereroistico americano che rifletteva sulle conseguenze dell’essere supereroi nella “vita reale”. Ma senza bisogno di fare paragoni così elevati possiamo semplicemente dire che l’autrice di questa storia ha confezionato nel poco tempo disponibile un prodotto personale e più che dignitoso, che forse trova a tratti rifugio in un facile sentimentalismo ma che in realtà riesce a convincere, e in un’occasione a far stringere il cuore del lettore. Ben fatto!

Jamming di Laura Panico: storia breve e semplice, disegnata con stile piacevole, fantastica ma contemporaneamente dal sapore (credo) autobiografico. Due piccoli esserini sono alla ricerca di cibo, ma quando si pesca dalla tavola degli “umani” i rischi sono tanti; e l’autrice in poche pagine ce li racconta tutti. Struttura semplice, nemico semplice, storia non particolarmente potente o originale o nuova, ma tutto funziona a dovere, e alla fine si può dire che tutte le missioni sono compiute. Buon uso della tavola. Qualche confusione con i dialoghi, ma buon prodotto. Bello!

Regno di Picche – di Sahira: una sfida reale e immaginaria, filosofica e reale, che vede contrapposti due semi delle carte da gioco e ciò che essi secondo l’autrice rappresentano: la passione i cuori, il freddo ragionamento i quadri (o diamanti). Stile semplice, storia accattivante. Concetto di base un po’ nebuloso ma portato avanti con coerenza, fino a un finale non del tutto spiegato e non del tutto logico, ma forse è solo questione di approfondire il ragionamento. Condivisibile, comunque. Certo: il titolo stesso del racconto spoilera un po’ ciò che ci si può aspettare dalla storia, ma comunque il percorso è valido, e in questo caso è la parte più importante. Stile di disegno minimale, forse troppo, ma efficace; soprattutto nella rappresentazione delle due correnti contrapposte. Partita vinta, per quel che mi riguarda.

Oink! – di Redcat Kogenta: una simpatica variazione sul tema “animali e padroni”, con un maialino al posto del solito gatto o cane. Iniziativa simpatica, che apre la strada a una storia semplice ma bella, con alcune svolte molto attese e almeno una o due inattese. Redenzione tramite maialino: chi lo avrebbe creduto possibile? E invece esiste, e fa sorridere. Allegria e buoni sentimenti, stile asciutto ma correttissimo e piacevole, alla francese, davvero professionale e accattivante, per una storiella d’amicizia e amore. Belli anche i colori! Bel lavoro!

Because it’s winter – di KuroSia: la storia è muta, e un po’ confusa. Si fatica a capire chi, tra quei personaggini tutti uguali, fa cosa, e cosa vuole dire, e cosa pensa. Il disegno è piacevole ma non aiuta, e il setting lascia inizialmente spiazzati. Ma quando si arriva al finale… wow! La storia prende una piega del tutto diversa, alcune cose misteriose acquisiscono totalmente senso, e il lettore pensa “accidenti, era cosi facile, come mai non ci ho pensato prima?”. Ma va bene così, e il finale ha davvero una marcia in più. Davvero ottima pensata!

Smiling – di Rcon89: molto semplicemente, la storia di un sorriso, e di come esso possa arrivare a cambiare la percezione di un’altra persona riguardo al mondo, le persone, le emozioni. Storia intimista con qualche incertezza nelle didascalie iniziale, ma che pagina dopo pagina prende sicurezza. Racconto solido e compiuto, ben narrato, disegnato con qualche incertezza ma sfruttando al massimo le capacità presenti; anche nell’uso del “colore bianco”, in puro stile giapponese. Anche in questo caso abbiamo un messaggio positivo, il che è un’ottima cosa: sembra che questa 24HC tiri fuori sempre  più ottimismo dai suoi autori, e la cosa è davvero bella. Bravo l’autore!

Find-me-soon al Pervy Moon – Gaia Freezeyes: anche in questo caso abbiamo una storia non perfetta, disegnata tra alti e bassi, ma che lascia ben sperare per il futuro. Riguardo alla trama “gialla” ci sono alcune superficialità e passaggi logici un po’ irreali, mentre riguardo i disegni ci sono delle approssimazioni che è difficile dire se sono frutto del poco tempo disponibile o di alcune mancanze tecniche di un’autrice ancora giovane (io credo entrambe le cose). Comunque in questo giallo un po’ atipico non mancano i buoni dialoghi, l’investigatrice è interessante (e sicuramente diversa dalle solite bellaccione eroine della tv), la storia va avanti con brio, e alla fin fine si rivela completa e corretta. Prodotto giovanile, si può dire. Ma con un po’ di tempo, di tecnica e di maturità in più potrebbe essere il primo segno di un’autrice interessante, non mainstream, ironica e intelligente. Speriamo!

Il piccione, il ratto, il canguro vs i dinosauri – di Andrea Brivio: prodotto “amatoriale” di un autore che non si ritiene tale, ma solo un semplice appassionato con una storia da raccontare. Bene: lo accettiamo senza problemi. E del resto ognuno dimostra quel che sa. In questo caso abbiamo un disegno poco più che funzionale, elementare nella composizione; ma visto che le cose sono chiare sarebbe inutile lamentarsene, no? Anzi, bisogna essere contenti che Brivio abbia partecipato, e fargli i complimenti per essersi messo in gioco. Riguardo alla storia, dire che è “strana” è dir poco, e forse è anche farle un complimento. Abbiamo degli animali parlanti, che oltretutto si esprimono in auliche maniere, coinvolti in una trama surreale che comporta un fantastico viaggio intriso di avventure e follie. Bene: a parte qualche difficoltà di lettura e un affastellarsi di eventi troppo rapidi per lasciare traccia o per coinvolgere il lettore, la storia si segue con piacere, a momenti stupisce e in altri momenti diverte davvero. Non è facile capire dove l’autore “c’è” o “ci fa”, ma alla fine ci si ritrova soddisfatti. E forse si intravede anche qualche tentativo autoriale, alla Dr.Pira e compagnia bella. Ma chissà. Per quanto mi riguarda, la battuta sui due centesimi per il sacchetto mi ha fatto ridere davvero, e dunque mi ritengo soddisfatto. Grazie di aver partecipato!

Il Respiro del Mondo – di KumiShire: più che una storia la “promessa” di una storia, in quanto a sentire la brava autrice la protagonista di questo racconto e il mondo fantastico/post-apocalittico in cui vive fanno parte di un progetto che lei coltiva da molto ma che non è ancora riuscita a sviluppare. Questa è dunque una storia più “pubblicitaria” che altro. Se la prendiamo per quel che è, è chiaro che ci sono troppi sospesi, troppe questioni lasciate a metà, sia a livello di conoscenze date al lettore sia a livello di trama, in quanto la seconda parte del racconto non chiude la prima, non mette la parola fine al dramma iniziato nelle prime tavole, ma apre invece il racconto a una trama ulteriore, anch’essa irrisolta. Ma se incorniciamo questo fumetto nel suo ruolo di apripista, non possiamo che essere soddisfatti della narrazione, dei disegni e del mondo creato, e sicuramente rimaniamo incuriositi. L’autrice la conosciamo, è brava, e questa storia ce lo ribadisce. Se le sia stato utile usare la 24HC per introdurre un progetto che non esiste e non esisterà forse mai non lo sappiamo… forse sarebbe stato meglio concentrarsi su una bella storia autoconclusiva che avrebbe potuto giocarsi qualche chance di essere pubblicata in una futura antologia, ma in ogni caso Kumi è sempre brava, ed è bello vederla sempre affannata ma sempre in forma. Autori: fermatevi a respirare ogni tanto, non affogatevi in 50 cose fatte in fretta ma fatene una per bene (Consiglio generale). Brava!

The TRUTH –  di Eiko: tentativo parzialmente riuscito. E’ fumetto e non lo è, credo che a prescindere dal talento manchino le basi: una pagina non si compone per magia, ma è frutto di tecnica e studio. Mancando quelle si va a caso, e a volte ci si azzecca e altre no, soprattutto se si ha poca fiducia in se stessi. Lo stile sembra esserci, ma è ancora vago. Alcune cose sono molto carine, altre molto insicure. Ci si chiede per quale ragione la storia è in inglese (a tratti imperfetto) visto che chi l’ha scritta parla italiano e siamo su una pagina italiana, e il tutto ha la sensazione di una barzelletta che cade su un finale deprimente e a mio parere inutilmente cattivo, visto che l’innocente ed entusiasta bambino ne esce umiliato, e con lui anche un po’ il lettore, che magari si aspettava qualcosa di più che del cinismo d’accatto. Piacevole il ripasso a china. Qualcosa di buono c’è, ma bisogna solo aver più fiducia, e non gettarsi via pensando di essere poco bravi, o alienarsi il pubblico per non correre il rischio di essere feriti. Nessuno nasce istruito o genio, ma tutti hanno una chance per diventarlo. E’ questa la sola cosa che conta.

MANDRAGORA – di Nega-Gold: Bella. Bello stile. Bel controllo di pagina. Buone capacità di sfruttare il poco tempo creando una tavola libera, senza vignette, ma facendo interagire disegno e testo in modo ammirevole. Bell’uso dei pochi “effetti speciali”. Buona storia. Bella capacità di creare scene d’impatto. In poche parole il lavoro di un autore padrone dei propri mezzi. Ottimo risultato.

Il mio iris – di Hellenor: storia semplice, ma quanto efficace! Ottima nello stile, davvero ricco e personale. Ottima nella narrazione e nei tempi e nelle atmosfere. Ottima nello sviluppo di una trama semplice ma essenziale, molto ben condotta, ricca di bei momenti visivi. Lavoro notevole, da lodare senza dubbio. Autrice da spronare!

La Stella che si Nascondeva – di Aria Masala: è una storia semplice e forse troppo lineare, raccontata in modo talmente lineare da rischiare di essere didascalica, e con la parola “stella” ripetuta fin troppe volte… ma a nobilitare il fumetto non è tanto il racconto principale quanto ciò che gli sta intorno, cioè il fatto che la storia narrata è (contemporaneamente) quella di un balletto che si svolge davanti ai nostri occhi di lettori, e che è messo in scena da una fantomatica compagnia di Vega. Alieni ballerini, dunque, che danzano la vita con tanto di pubblico adorante che fa il tifo; e le possibilità insite in questa scelta narrativa, le possibile derive, i probabili sviluppi, sono davvero carini e interessanti, e rendono la trama principale degna di essere seguita. Non so se c’è qualcosa di autobiografico in questa avventura (parrebbe…), ma davvero simpatico l’escamotage del balletto vegano! E bello lo stile di disegno, chiaro e dolce. Brava!

Ah… com’è dura la vita al Concilio dei Saggi…- di Luce Masala: ahahahahaha, davvero simpatica. Un consiglio di “saggi” interstellari che si riunisce per mettere ordine nell’universo caotico di stelle guardone e di asteroidi che vogliono uscire dalla propria orbita per incompatibilità manifesta con gli astri è qualcosa che ancora dovevo leggere, e mi sono divertito a farlo. La sicurezza con la quale sono imbastiti i dialoghi, la precisione tecnica e scientifica, il “gergo” dei saggi che da’ al lettore l’impressione di assistere a un vero consesso di sapienti del quale capiamo solo qualche cosa, rendono il fumetto riuscito e molto piacevole da leggere. Personaggi carini, stile efficace. Bel lavoro!

Kawaii Nekos vita da gatto tondo- di Eilis Eilis: non fumetto ma gag illustrate in singoli disegni, ognuno dei quali rappresenta una piccola avventura di un gatto a forma di palla che evidentemente ha numerose passioni e possibilità, visto che la sua vita è più avvincente della mia. Graficamente carino, kawaii il gattino, simpatiche le rappresentazioni, anche se in fondo alcune sono arbitrarie e prescindibili completamente dal protagonista (nel senso che potrebbe essere gatto come topo, albero, uccello, umano, fantasma o patata). Semplicemente carino. Semplice, no?

Phedre & Ruby – In your skin – di Miss Lalù: basata sul classico “gatto intelligente ma subdolo e spietato alla conquista del mondo” e “cane stupido e giocherellone” ecco una storia di cani e gatti coinvolti in strane avventure “extracorporee”. Chi conosce queste storie con protagonisti animali che parlano sa più o meno cosa aspettarsi, ma il fumetto è piacevole e il concetto che da il via alla storia è di quelli che non falliscono mai. Un po’ un peccato che le avventure vissute dai due siano compresse per lasciare spazio a una lunga morale che ferma la storia a metà e rischia il didascalismo (e quindi credo sia una storia vera!), ma è comunque corretta e condivisibile. Ben rappresentati gli animali (Anche se io avrei tolto tutte quelle RRR in più che servono solo a rrrrrrallentarrrrrre la letturrrrrra, e dopo un po’ si smette di leggerle). Disegno piacevole. Non abbandonate gli animali, sfigati!

Red Soldier – di Angel: visto lo stile non parrebbe, ma è la storia di una “mutante”, o comunque una ragazza con incredibili poteri che finisce… non lo racconto, anche se è facile capirlo. La storia è breve, a tratti ingenua, e molto standardizzata. Ci sono tante buone intenzioni, ed è bello vedere autrici donne che cercano di dar vita a protagoniste femminili “forti”, ma c’è ancora da lavorarci su. Non un difetto: tutti gli autori, anche i geni, iniziano da fumetti come questo, quindi avanti così. Per il resto, ci sono troppe poche pagine per giudicare, ma credo serva un po’ di crescita artistica.

Il pozzo della profezia – di Cecilia Latella: tecnicamente ineccepibile (ottima tutta la sequenza iniziale, atmosfere comprese), con un ottimo uso della pagina, della narrazione, e con uno stile tanto stilizzato quanto ricco, Il Pozzo è un fumetto classico nella composizione ma che mostra talento e bravura. Completo in tutto, professionale e avvincente, convincente nella messa in scena e nei personaggi, si fa apprezzare e mostra notevole bravura. Non tutto è perfetto: il finale arriva inatteso e chiude tutto come un colpo di saracinesca, le premesse si perdono, e alcune cose importanti mi pare non vengano sfruttate o spiegate a dovere. Non farò la disamina della storia per non fare spoiler, e perché comunque il fumetto merita di essere letto; ma mi sarebbe piaciuto che si fossero lasciati meno sottintesi a favore di una solidità maggiore. Comunque ottimo lavoro, davvero ricco e solido!

Kot & mangiato – by Lorenzo Lucidi: ritorna il gatto Kot, presenza ormai stabile alla 24HC, e ci dimostra che col passare del tempo le doti si affinano. Questa storia infatti è credo la migliore di quelle che ho letto, scritte dallo stesso autore e con protagonista lo stesso personaggio. Migliore lo stile, migliori i dialoghi, migliore la trama, più coerente e ricco il piatto (visto che si parla di cucina). Quindi non possiamo fare altro che essere contenti per l’autore, che si conferma sempre in forma.

Cuore puro – di Claser: storia sufficiente, disegno idem. Il racconto soffre un po’ per alcuni “non detti” che sono più adatti al primo capitolo di un manga piuttosto che a una storia autoconclusiva, ma l’autore fa comunque del suo meglio per creare un mondo coerente e per creare un senso a tutto. Altra cosa che ho notato, perché l’ho vista anche da altre parti,  è una certa tendenza a concepire il finale non come tale – come avvenimento che chiude una storia – ma piuttosto come “il finale di una puntata”, che non chiude nulla ma deve invece invitare gli spettatori a vedere la puntata successiva. Forse sono appunto le visioni di queste serie tv di oggi che stanno mutando la percezione degli autori? Ovviamente non dico che sia un difetto, eh. Per il resto poco da segnalare. Autore giovane: diamogli tempo. Buoni i dialoghi.

Jo-Anne – di Ottobe: storia simpatica, a dire il vero non del tutto imprevedibile, che si dilunga un po’ nel mezzo e poi corre nel finale, ma comunque simpatica e corretta. Disegno fatto di corsa, un po’ debole nelle scene d’azione, ma interessanti i personaggi. Alla fine un prodotto carino, le doti ci sono!

Tu sei un fantasma? – di Moriinu: Interessante! Segno personale, che deve ancora crescere ma è già particolare e ricco. Storia semplice, stile manga, ma corretta e interessante da leggere. Magari non particolarmente ricca di sorprese, e ovviamente interrotta quasi subito visto che è solo il pezzo iniziale di un progetto più lungo, ma in nuce ci sono già tutti i semi per un lavoro ben fatto e ben disegnato. Pure nella velocità e nella semplicità, le doti ci sono e sono da tenere d’occhio e da incoraggiare. A questo punto, se si vogliono fare davvero fumetto, bisogna studiare un po’ la composizione della tavola, e imparare a far interagire i personaggi. Ottimo esordio!

GOLEM – di Morgoroth: un ottimo lavoro. Semplice ma efficace nei disegni, e semplice ed efficace nella trama, una storia d’amore di quelle che non smettono mai di appassionare il lettore. Teneri i personaggi, bella l’ambientazione, personale lo stile, interessanti le scelte narrative… da questo fumetto praticamente completo non si può proprio pretendere altro.

L’ultim’ora – di Bianca Mansani: stile di disegno solidissimo, che riesce a essere comunicativo pur stilizzato al massimo (e questo è per l’appunto il pregio dei migliori stili!), e storia molto valida, sorretta da due personaggi interessanti e da una sceneggiatura da manuale. Si inizia a leggere, si finisce risucchiati dentro la trama, e in men che non si dica la storia è finita. Forse manca un finale davvero risolutivo, sia per quanto riguarda la trama della fuga (ma questa via c’era davvero?) che per quel che riguarda le protagonista, ma siamo davvero nei dintorni dell’eccellenza. Ottimo! Bene brava bis.

L’apprendista -di LauraPex: bella storia, prodotto di un’autrice dal tratto classico ma che si intravede solido e correttissimo. Nonostante l’assenza di dialoghi tutto si capisce bene, e questo è sicuramente un ulteriore pregio. Concorre in questo un montaggio di tavola semplice ma molto efficace, e una protagonista molto piacevole, azzeccata e comunicativa. Forse il finale è un po’ troppo sbrigativo, anche perché usa un escamotage narrativo che di solito si cerca di evitare. Per il resto prova molto buona, professionalissima, arricchita anche da begli inserti a colori. Brava davvero!

When the sun doesn’t go down – by N0den: simpatico e molto ben disegnato. E’ subito chiaro che l’autore ci sa fare. Storia interessante, colpo di scena finale inatteso, positività sempre ben accetta. Ci sono però alcune semplificazioni di troppo, e qualche buco di logica. Su alcuni ci si può benissimo passare sopra, su altri meno, perché è chiaro che la logica viene sacrificata per favorire le esigenze di trama, e in letteratura non funziona così se si vuol fare un buon lavoro. Piacevoli gli spunti ironici sui vampiri, anche se in fin dei conti che il protagonista sia tale (e sui generis, visto che ha solo le caratteristiche che fanno “comodo” all’autore) non serve, crea nel lettore più domande che risposte. Comunque un buon prodotto fatto da un bravo fumettista.

Shattered Memories – LeCaper: quando un autore è bravo, lo è anche se pensa di non esserlo, o di aver fatto stupidaggini. L’arte a volte è come un pilota automatico, che prende le redini e compensa da solo le mancanze. Qui siamo da quelle parti: per quanto l’autore dica di aver fatto casino la sua storia funziona, è bella, ha atmosfera, ha senso, lascia spazio all’immaginazione del lettore, ha stile, ha sentimento, è molto ben disegnata, è solida e forte. Quindi poche chiacchiere e tanti complimenti! Bel lavoro!

WHITE -Teo Casoli (randomlyteo): non è tutto chiaro in questo fumetto, la storia è visivamente interessante ma si fatica a capire dove si vuole andare a parare. Non mi dilungo sulla trama per non fare spoiler, e quasi tutta la prima parte è chiara, ma andando avanti è sempre più complicato capire chi vive e chi muore, e cosa accadrà. Braccia mutanti, mostri dagli occhi colorati… il setting non è male, e il segno pur se bloccato dal poco tempo disponibile dimostra buone doti. A grandi linee è un fumetto riuscito e soprattutto bello da vedere. Le doti ci sono. Forse sarebbe servito più tempo per esprimerle meglio.

Diaframma – di Nanni Mattei: la tizia che di botto si ritrova arrapata, e le sue giustificazioni, all’inizio non è che mi convincevano tanto, mi sembravano troppo vacue, più un’esigenza di trama che una possibilità reale… ma in fondo perché no? Scrivere è anche dare forma all’improbabile, all’evento più unico che raro (cosa che ben si adatta al tema quando si scrivono storie erotiche, che spesso sono la realizzazione di improbabili fantasie), e la vita vera non segue delle regole precise. Inoltre la tavola finale è davvero davvero divertente. Solo per quella tutta la storia merita di essere letta. In più anche il ribaltamento dei ruoli è simpatico, con l’artista che rimane “serio” quando nessuno avrebbe scommesso un centesimo su di lui… mentre la ragazza si ritaglia un ruolo non banale o da “porca”. Dialoghi molto ben fatti, reggono da soli la storia. Validi anche i disegni, bella l’ironia, sagaci certe scelte grafiche e narrative. Molto bello, bravo l’autore!

Il viaggio di Walldor – di Mirko’s Scribbles​: autore già presente alle 24HC, e con un suo stile – sia grafico che narrativo – già formati e ben riconoscibili. Dunque, quello che fa è confermare le doti positive già segnalate in precedenza, con una storia umoristica che se la gioca alla pari con le altre, intrattiene e diverte fino alla fine. Lavoro ben fatto, tutto al posto giusto senza la minima sbavatura, argomento classico ma trattato con personalità e segno assolutamente personale. Bravo anche stavolta!

Il Bardella, il Pidocchio e il Quartabono – di LolloL: e ritorna anche il più giovane partecipante alla 24HC, che anche quest’anno ci offre una storia “alla Sio”. E devo dire che nonostante la giovane età i passi avanti ci sono stati! La narrazione è più fluida, ricca e sensata. Ci sono ben tre personaggi che interagiscono tra loro in maniera più che corretta, e una trama di base che scorre verso un immaginifico finale. Quindi che dire? Bravo LolloL, che ogni anno fa un passo avanti senza mollare mai!

This is for you – di Juno: un dito che entra in un buco non è forse il più romantico dei messaggi da dare – dopo tante timidezze- alla persona che si desidera e non si aveva il coraggio di incontrare, ma questa storia è un’ottima via di mezzo tra le smielate storie d’amore della tradizione e una “pratica” avventura erotica di sesso. Il segno grafico poi è molto simpatico, e il racconto ben fatto, con qualche gag non fuori luogo. La ricerca “fraintendimento” delle aspettative dei lettori era voluto o frutto del caso? Comunque è esattamente vero: tanti rossori, tante timidezze, non possono anche nascondere una “semplice” attrazione erotica senza dover per forza scomodare l’amore? Missione compiuta, dunque – a patto che l’autrice sia conscia del suo messaggio. Molto carine le pagine iniziali colorate.

Thunderstruck – di Daniele Amendola: qualcosa di bello nel segno si vede, e sembra tutto corretto. Ma due pagine sono pochine per dare un parere…

Il Rumore – di Selene Pitton: storia interessante e di sottile inquietudine. Un po’ Buzzatiana, e ben orchestrata, almeno all’inizio. Poi, andando avanti – colpa del poco tempo, io credo – qualcosa si perde, e la successione di eventi finale non è poi così netta. Con questo non voglio dire che tutto doveva essere spiegato. Anzi: un rumore senza spiegazione è sempre molto più efficace di una causa “logica” spesso banale; ma si fa un po’ di confusione nel capire esattamente cosa accade. Peccato, perché la storia merita. Bella prova. Attenzione anche ai dialoghi: qui come in molte storie approssimazione, errori e sviste si susseguono. Inoltre c’è una certa artificiosità in alcune vignette, troppo didascaliche e corrette grammaticamente per essere discorsi tra persone comuni. Comunque rinnovo i complimenti: mi piacerebbe una versione più completa.

Chiaro di Luna – di Robin Goodbear: una “semplice” storia d’amore… ma le storie d’amore non sono mai del tutto semplici; ed ecco che questa si tinge di un’atmosfera fantastica che è la benvenuta. Non si può dire che il tema sia nuovo o particolarmente originale, ma la narrazione e i sentimenti sono convincenti, e rassicuranti. Agrodolce, melanconica, nella sua brevità il racconto funziona comunicando esattamente quello che voleva, e lasciando il lettore più felice di quando lo ha iniziato. Non è un bel risultato? Gradevoli anche i disegni, adatti al racconto. Bravo!

Tapparelle – di Noemi Ruffolo: una storia apertamente autobiografica mancava, e sono contento di averla trovata. Poche volte gli autori hanno il coraggio di mettersi in gioco, e in altre occasioni – se lo fanno – è per raccontare cose di poco conto. Qui invece abbiamo un bell’esempio di fumetto (di Arte) usato per venire a patti con la propria vita e con le cose brutte che a volte accadono. Un modo per guardare agli eventi trascorsi con un po’ di distacco, nello stesso tempo “immortalandoli” in un racconto. A me sembra un’ottima cosa, e il risultato è già positivo per questo. La storia, poi, è anche ben fatta. Il personaggio della nonna è tratteggiato in modo chiaro e preciso, è semplice “capirlo”, e anche i pensieri dell’autrice sono del tutto condivisibili. Lei si chiede: sono triti e ritriti? Beh, la risposta è facile: no. Questo perchè tali pensieri fanno parte del percorso di crescita di ognuno di noi, e quindi non ha senso considerarli banali. Sono la semplice reazione di tutti a degli eventi che ci segnano. Forse una persona più matura potrà considerarli semplici dati di fatto, uno “scoprire l’acqua calda”, ma solo perchè ci è passato prima, e ora sa riconoscerli e guardarli con la giusta distanza. Ma ripeto: è un percorso che tutti fanno, ed è più che necessario. Dunque complimenti all’autrice, che ha voluto condividere con noi questo ritratto e le sue riflessioni in una storia che – anche se ha qualche imprecisione e troppi vuoti in fase di montaggio della tavola – è sviluppata in modo più che degno dell’argomento trattato. Brava!

Caffè Amaro- di Alessandra Medulla (smedu): la storia è piacevole, anche se dalle premesse fin troppo semplificate, e purtroppo minata dalla mancanza di tempo che non ha consentito uno sviluppo completo. Piacevole e completa, agrodolce ma nel modo giusto, purtroppo stenta un po’ a farsi capire (per fortuna le note, ma non dovrebbe andare così…). Un tentativo riuscito solo a metà, che sicuramente con più tempo sarebbe stato migliore, motivo per cui non posso assolutamente dirne male: in casi come questi la velocità purtroppo danneggia quegli autori che non possono permettersi di lavorare a certi ritmi. Buoni sentimenti sempre condivisibili, e trama classica ma sempre efficace, soprattutto se con gli obiettivi visti qui. Finalmente un po’ di consolazione anche nella fine della vita! Bene così.

Stoffa Rosa- di Marco Mallia: storia molto particolare, personale, interessante, disegnata con un bello stile basato sui volumi e portato avanti in modo molto efficace. Anche la trama esula dalle solite storie, piazza almeno un paio di colpi di scena inattesi, e nonostante qualche eccessiva semplificazione (essere più “precisi” e ricchi nelle descrizioni avrebbe reso i mondi evocati più realistici e quindi credibili) arriva senza difficoltà a un finale coerente con le premesse. Fumetto davvero piacevole, visivamente e nei contenuti. Prova molto buona, e molto personale. Ottimo!

Una prova di coraggio – di Michele/Murdock/Ferrante: si fatica a leggere questa storia… ma non per colpa dell’autore! Il fumetto infatti, pur nella sua incompletezza, e pur avendo qualche difetto nella costruzione di una trama chiara, è ben strutturato, ricco di avvenimenti, interessante da seguire, classico ma non banale, e disegnato con uno stile del quale si vede poco, ma che sembra davvero interessante, in via di arricchimento e consolidamento. Potrebbe uscirne fuori qualcosa di davvero valido dai tanti piccoli spunti visti in queste pagine. Purtroppo questa storia non è la via migliore per giudicare l’autore, ma lo esorto a continuare: mi sembra che sia davvero il caso, e ci sono molte cose buone nel suo tentativo. Bravo, bene, bis!

Nessuno è inutile – di Elisa Nardin: per me la vera vincitrice morale di questa edizione, una signorina di dodici anni che riesce a imbastire una storia ricca di personaggi, situazioni, dilemmi morali, problemi e loro risoluzioni. Conosco autori che con triplo dei suoi anni riescono a fare a malapena un terzo di quello che fa lei. Se poi vogliamo sindacare, certo, ci sono ingenuità e imperfezioni… ma è come lamentarsi che le patatine fritte sono poco cotte davanti a un banchetto di cento piatti. Fumetto ricco e acuto, pieno di buone intenzioni e di temi “adulti”, scritto molto bene con tanto di vena “emotiva” sfruttata a modo, dalla piacevole ambientazione, e portato a termine con assoluto rigore. Non un elemento è stato dimenticato o tralasciato, tutte le storie hanno trovato il loro compimento, e c’è anche una cornice che contiene il tutto. Lo dico e lo ripeto: vivissimi complimenti. E mi raccomando: continuare ASSOLUTAMENTE a raccontare!

The descent – di Champs: oooh, che soddisfazione vedere un autore che una volta tanto sfrutta a dovere i “neri” e abbonda con l’inchiostrazione! Usare il nero poi non è da tutti, e non tutti sono in grado di farlo con arte. Qui invece l’inchiostrazione è piacevole, e le atmosfere “cavernose” del racconto ben rese. Si respira inquietudine, e in questo senso è davvero ben fatto il personaggio mascherato (nonché la scena che lo vede protagonista). Molto molto bene: si intravede una certa sicurezza e un certo stile dell’autore, che esorto sicuramente a continuare a fare fumetti. Sono curioso di vedere se la mia è stata solo un’impressione o se dietro ci sono davvero quelle doti molto interessanti e promettenti che mi sembra di vedere. Molto bene!

Dreaming World –  di FAngt’s Atelier: piacevole ma un po’ confuso. Storia fatta in fretta, senza una vera conclusione, con qualche spunto interessante ma poca concretezza. Dialoghi a volte didascalici, troppo, e in altri casi usati per “riassumere” fuori scena quello che non si è avuto il tempo o lo spazio per raccontare. Segno piacevole, e storia che si legge al contrario, proprio come in Giappone, benché siamo in italia e il lettore può fare confusione nel capire da che parte iniziare le pagine. Per fortuna è spiegato all’inizio, ma io avrei evitato. Comunque, per fortuna invece di morte e orrore anche in questo mondo “sognato” c’è spazio per la crescita, la speranza e forse l’amore… che sono tutte ottime cose! Bene così.

Wings – Paola Loi aka KRYO: storia davvero piacevole, molto ben disegnata, molto personale, fantasticamente positiva, ricca di personaggi interessanti, una trama piena di svolte e soprattutto un’ironia mai scontata, mai banale, mai stupida e mai idiota. Sceneggiatura rapida ed efficace, nella quale gli eventi si susseguono senza tregua, con sommo divertimento del lettore, che davvero non sa cosa aspettarsi ma riceve molto più di quel che si aspettava. Storia compiuta, realmente divertente, e autrice di valore. Molto molto bene!

Trip of the wise – di Sole-jo: bellissimo lo stile di disegno, molto efficace l’inchiostrazione, ricca di eventi la storia, solida la tecnica, bellissimo il finale. Prodotto di personalità e di valore, stupisce per la quantità di spunti che riesce a infilare nelle poche pagine, e per la grande varietà di ambienti e situazioni che l’autore sembra saper maneggiare benissimo. Un’altra storia dal significato positivo particolarmente riuscito. Invidiabile per la facilità comunicativa e per la fluidità. Ironia mai fuori luogo, fantasia al potere, il tutto riunito in un prodotto molto ben fatto. Ottimo!

Life – di ???: storia molto piacevole, classica, per certi versi già vista, ma che trova il suo punto di forza nella bellezza della narrazione e nello stile grafico, che da soli riescono a sorreggere efficacemente il racconto fino al suo bel compimento. Molto positivo il messaggio, molto belle le due pagine finali. La dimostrazione che si possono raccontare storie “già viste” riuscendo a essere comunque efficaci, perchè non è tanto il tipo di storia, ma CHI e COME la racconta. Bel lavoro, molto molto bene!

Inner working – di Noden: autore presente con due storie, e questa è sicuramente la migliore. Lodevolissima l’ambientazione, belle le premesse, piacevolissimo lo sviluppo. Prodotto professionale fatto da un autore che sa muoversi con destrezza, e che ha molte frecce al suo arco. Di certo uno dei più solidi di questa edizione, Noden in questo caso colpisce particolarmente inventando un mondo fantastico di rara efficacia, del quale piacerebbe davvero sapere di più. Ottimo lavoro, in più di un senso! Complimenti!

A cat & a crow – di Federica D’Angella: ci sono storie che per dimostrare il loro valore hanno bisogno di tempo. Lo stesso vale per gli autori. Bisogna iniziare a leggere, con fiducia, e pian pianino andare a cercare quegli indizi di bellezza che a volte ci sono e a volte no, a volte sono debolucci, a volte sono mah… etc etc.
In questo caso invece la storia convince dalla PRIMA pagina. E la seconda non fa altro che confermare totalmente la validità dell’autrice. Ottimo segno, ottimi personaggi, ottimi dialoghi, ottima storia, ottimo ottimo ottimo tutto. Se ne uscisse il fumetto lo comprerei. Da pubblicare in una futura antologia “Tre Trighi”, perchè qui abbiamo stile, professionalità, tecnica, ironia, personalità, bravura al 100%. Complimentoni massimi.

“Marie Rose” (NSFW) – Daruma-san: storia quasi troppo perfetta per essere realizzata in un solo giorno (non lo dico in senso negativo), questo racconto muto è disegnato ottimamente, arricchito da sfondi fotografici che incredibilmente non cozzano affatto con il resto dello stile, ed è molto interessante sia nello stile che nella narrazione. Storia semplice, ma che prende una piega inattesa e ben rappresentata. Buona capacità di passare da atmosfere lievi ad altre diametralmente opposte, e non è da tutti essere credibili in casi come questi. Lavoro molto buono!

Il Sentiero – di Thomas: non mi aspettavo molto da questa storia a matita, ma devo dire che è stata un’ottima sorpresa, la più grande di questa edizione. Tema non banale, metafora interessante (Anche se l’autore ha dimenticato il suo significato, cosa che fa un po’ sorridere, il fumetto funziona lo stesso… sembra una metafora della vita, e credo di non esserci poi tanto distante), disegno che pur semplificato fa ottimamente il suo lavoro. In particolare ho apprezzato l’uso molto disinvolto ma cosciente delle prospettive – soprattutto quelle dall’alto… e chi le usa più ormai? – e la capacità di raccontare “il viaggio” che si vede nelle prime pagine. Bella la storia, bello lo stile, efficacissimo il racconto. Una delle storie migliori. Autore davvero molto promettente, spero di vedere ancora qualcosa di suo! Vivissimi complimenti.

Si muore soli- di Sybil Vane: storia potente, segno potente che ricorda Mary Ryden e i suoi simili, narrazione potente. Narrazione cruda, dialoghi secchi e spietati. Professionalità e stile, bella resa grafica, angoscia e melancolia. Un lavoro più che professionale, corretto in tutto a parte un “che” in più in una delle ultime pagine. Molto molto bella, molto solida, pregevole in molti aspetti. Complimenti.

Starlight – di Martina Schena: mi stupisce un po’ che un astronomo appassionato – sebbene dilettante – possa andare a cercare su Google la risposta a un quesito che non dovrebbe neppure porsi, cioè se le stelle possano “scomparire”, e mi stupisce che una stella possa diventare “cadente” (visto che le stelle cadenti, o le comete, o tutto ciò che lascia un segno nel cielo non può essere proprio una stella)— e cito questo per citare l’importanza della coerenza narrativa — ma a parte questi appunti da avvocato del diavolo non posso che apprezzare questa storia chiara, affascinante, positiva e piena di bei sentimenti. Ben disegnata, arricchita dal colore adatto, molto simpatica nello sviluppo, ottimista e con un bel messaggio, l’ho trovata più che piacevole. Così come ho apprezzato gli elementi scientifici. Fumetti positivi + scienza rappresentano una bella accoppiata purtroppo sottovalutata spesso. Invece ci sono tante belle storie che possono essere scritte con la scienza, e questa è esattamente una di queste. Bello stile, brava l’autrice!

Surprise –  di NightshadowCat: che bella storia! Che disegno potente! Che fluidità nella narrazione. Anche se chi l’ha scritta si flagella, non ho riscontato nessuno dei difetti che l’autrice si imputa. Invece ho trovato un fumetto perfettissimo nella sua semplicità, pieno di inventiva, scene interessanti, un finale tristerrimo che spero non sia quello che penso e sul quale non voglio soffermarmi, e tanta bella azione. Lavoro davvero degno di nota, e un’altra fumettista da tenere d’occhio per il futuro!

Zoobyte Lan Party – di Giovanni Giuriolo: storia piacevole, semplice e corretta, arricchita da qualche gag particolarmente riuscita, qualche sfondamento del quarto muro (quello metanarrativo) e disegni piacevoli. Le premesse funzionano, ma si scontrano col tempo e le pagine, di fatto creando un racconto che proprio quando dovrebbe decollare… finisce! Ma se non altro l’autore se la cava con la simpatia e l’ironia. Ben fatto.

See you later – di Bibinella: ansiogena! Ragazzo si innamora… ma il bersaglio del suo amore non è proprio quello che la gente, e lui stesso, si aspetterebbe, e la situazione diventa subito complicata. Un bel fumetto, dal bel segno, ma soprattutto ben raccontato. Facile immedesimarsi nel protagonista, e ogni pagina spinge a correre alla successiva perché…tutto può accadere! Finale coerente, bel risultato finale. Benissimo! Ma come mai in inglese?

E anche per questa edizione siamo a posto! Grazie a tutti i partecipanti.

6 pensieri su “24 ORE COMICS DOUBLE EDITION TOTAL REVIEW!

      1. Per quanto mi riguarda se ci sono le tue recensioni la voglia di partecipare aumenta del 50%! E’ come se fosse una specie di premio dopo la fatica. Per quanto non debba essere necessariamente un feed positivo, eh! ^___^ Ma è un traguardo – la ciliegina sulla torta!

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  1. Grazie mille per la recensione al mio lavoro! E’ la prima che ricevo, e te ne sono grata.
    Hai evidenziato la cosa che mi ha dato più fastidio sbagliare: porca miseria, tutto lo storyboard fatto con l’impaginazione occidentale, ma subito alla seconda pagina, causa la “troppa concentrazione” (e il mio essere -weaboo/giappominchia- avida lettrice di manga)… mi sono dimenticata la cosa più importante! Me ne sono accorta troppo tardi, quando oramai avevo postato, quindi almeno ho scritto l’avviso che si legge da destra verso sinistra. Ho ripetuto l’errore invertendo le cose in un’altra vignetta facendola all’occidentale, a quell’ora stavo iniziando a sbandare, e anche per quello mi mangerei le mani.
    Ma a parte questo errore, che sicuramente la prossima volta non ripeterò (altrimenti sarebbe davvero da prendermi a ceffoni!), sono contenta che tu abbia apprezzato i personaggi e i disegni, e abbia saputo comprendere il messaggio secondo me non troppo chiaro a causa della mia inesperienza!
    Spero di fare un lavoro di gran lunga migliore la prossima volta, grazie ancora!

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    1. Le prossime volte servono proprio per fare meglio, e “le volte prima” servono appunto come tappa per il miglioramento. Quindi è tutto a posto! Riguardo al resto abbiamo già parlato… buon proseguimento!

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